Compagni di squadra che si aiutano, anche se in lotta per il titolo. C’era una volta la Monza da pelo sullo stomaco…
Visto che si parla di anniversari trentennali ricordo quando nel 1996, giocando a GP2, fare l’assetto per Monza o Hockenheim era un vero dilemma. La ricerca della velocità assoluta si scontrava con la necessità di frenare senza carico nelle chicane e avere un minimo di direzionalità nelle poche curve a disposizione. E quindi… come configurare le ali? Completamente scariche o con un minimo di downforce per non avere troppo sottosterzo? Insomma, quel chilometro in più o in meno era essenziale, vitale per fare la differenza
Trent’anni dopo, Monza è deturpata non certo da se stessa, ma da ciò che i vari regolamenti hanno richiesto alle monoposto. Inutile girarci troppo attorno: è dall’introduzione del DRS, e sono ormai 15 anni, che piste come questa hanno perso quella magia che le contraddistingueva e quei dettagli che le rendevano uniche. Da quando non è più necessario scaricare completamente le vetture, questi tracciati sono diventati anonimi pur mantenendo il loro fascino derivante dalla storia. Frenare cinque metri dopo con le ali scariche era una sfida vera, danzare sui cordoli senza carico era da pelo sullo stomaco, lanciarsi all’Ascari in quarta, sperando di entrarci senza volare nella sabbia, era da uomini veri. Per non parlare della Parabolica, l’ultima insidia da brivido prima di portarsi sul traguardo. C’è ancora chi (tra cui il sottoscritto) rimpiange la vecchia Hockenheim: ma, a parte il silenzio degli attuali motori, con queste regole verrebbe solo che da piangere e quindi meglio lasciarla incastonata nella storia.
Tornando ai giorni nostri. la variante degli ultimi anni si chiama scia, ovvero cercare di attaccarsi a qualcuno (quasi sempre il compagno di squadra) per recuperare un paio di decimi sul dritto. Nel 2026, grazie al peggior sgarbo tecnico della storia, l’enfatizzazione di questo dettaglio ha reso le qualifiche uno spettacolo al limite dell’indecoroso. Io aiuto te a passare il Q2, tu aiuti me in Q3, tutto un aiutarsi a vicenda tra compagni più che pensare ognuno al proprio orticello. Li vedi e sembra che si trainano come i ciclisti prima delle volate. Una volta era una tattica sporadica, ieri abbiamo assistito all’esagerazione completa. Il leader del mondiale che aiuta il compagno in lotta per il titolo è un insulto all’intelligenza, mi spiace. E così il sabato di Monza, ancor più del solito, ha perso il suo sapore della ricerca della traiettoria perfetta e, ça va sans dire, della velocità. Nessuna grafica video (avevamo dubbi?), onboard con il contagocce per non farci sentire cosa succede in macchina. E cosa succede? Beh, 30 km/h in meno un po’ ovunque, come se si guidassero vetture di un’altra categoria. Ormai ci si è fatta l’abitudine, ma resta e sarà una vergogna rara per anni.
Da tutto questo emerge un imprevedibile Gasly. E qui ci sarebbe da parlare di ADUO, valutazioni sulle PU e via discorrendo. Così come delle solite scuse accampate quando le attese ferrariste vengono puntualmente mitigate dai risultati, almeno in qualifica. Vedremo oggi pomeriggio.
Immagine di copertina: Media Red Bull
Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.








