Blog | Da quando Liberty Media è diventata “la gente”?

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 23 Febbraio 2026 - 21:00
Tempo di lettura: 3 minuti
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Blog | Da quando Liberty Media è diventata “la gente”?

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Non c’è cosa più fastidiosa che imporre novità senza la franchezza di assumersene la totale volontà

Essendo stato impegnato in modo abbastanza pesante dal post test del Bahrain, ho aspettato qualche giorno prima di commentare le ultime parole di Liberty Media per voce di Stefano Domenicali. Come sempre è meglio mettere le mani avanti e spiegare che i commenti alle dichiarazioni che vengono rilasciate non sono contro le persone fisiche ma contro le organizzazioni, che sono poi quelle che cercando di imporre novità e cambiamenti.

Sono 35 anni che seguo questo baraccone chiamato F1 e, onestamente, fatico a ricordare dinamiche di questo tipo. Mi sono praticamente sempre lamentato dell’attuale corso, ormai neanche più tanto nuovo, e non starò certo a ripercorrere tutto quello che è stato fatto di sbagliato, sebbene “i numeri” dicano altro. Quello che però trovo davvero intollerabile, non tanto dal punto di vista professionale ma anche umano, è mettere in bocca alla gente cose non vere.

Prima di continuare, se non l’avete già fatto in passato, andate a leggere sui social i commenti ai seguenti eventi:

  • Rinnovo di Miami al 2041
  • Conseguente uscita di Imola dal mondiale
  • Rinnovo ad anni alterni di Spa-Francorchamps
  • Annuncio di Madrid
  • Rinnovo ad anni alterni di Barcellona, che farà staffetta proprio con Spa

Vi sfido a trovare almeno il 5% di commenti positivi per ogni singolo annuncio.

Ecco perché, quando sento dire che “La gente vuole” (più Sprint, meno prove libere, piloti più personaggi etc etc), divento letteralmente paonazzo. Avete presente quando, nei contratti, vengono abbreviati i nomi dei soggetti per rendere gli atti più scorrevoli? Ecco, in questo caso “Liberty Media Corporation” viene abbreviata in “La gente”.

  • “La gente vuole più Sprint”
  • “La gente vuole meno prove libere e più azione”
  • “La gente ce lo chiede” -> “Liberty lo vuole”

Immagino che la gente abbia anche chiesto di alternare Spa e Barcellona, di rendere le F1 delle sorelle maggiori delle Formula E e di far diventare i piloti personaggi da passerella. Per favore, non prendiamoci in giro.

Questo è un concetto che ho spesso ribadito. Dall’alto della sua proprietà della F1, Liberty ha il diritto di farne quello che vuole. Ma, per lo meno, che sia onesta nell’ammettere che ogni singola iniziativa NON deriva dal volere della gente, della maggior parte degli pseudofan odierni oppure, non parliamone neanche, dei vecchi appassionati.

La gente non vuole più Sprint, non a mezzogiorno del sabato o alle 4 del mattino.

La gente non vuole mille regole in più e monoposto sempre più difficili da capire.

La gente non vuole vedere i piloti smanettare sempre di più sul volante.

Soprattutto, la gente non vuole vedere quelli che sono considerati i ventidue migliori del mondo alzare il piede cinquanta metri prima di una frenata.

La gente vuole sfide all’ultimo metro, staccate al limite, monoposto che strillano. Non vuole lift and coast, non vuole ricariche, non vuole monoposto che in rettilineo rallentano invece di accelerare. La gente vuole delle Formula 1, punto. E Liberty Media, oggi non gliele sta garantendo.

Il regolamento 2026, ad oggi, è un buco nell’acqua. Verrà raddrizzato, l’elettrico verrà ridimensionato via software e tutto quello che volete. Ma l’idea iniziale è già, di fatto, bocciata e quello che è emerso in Bahrain è chiaro a chiunque lo voglia vedere. Altro che “presto per giudicare”.

Forse è il caso di finirla di raccontare che siamo noi a chiedere cose che in realtà è Liberty a volere. Chi segue questo sport da almeno 15 anni, tutto quello che è arrivato negli ultimi anni non lo può vedere nel 90% dei casi. Non parliamo dei pochi rimasti della vecchia guardia, quelli che paradossalmente hanno reso la F1 ciò che Liberty ha deciso di comprare.

È davvero snervante vedere come questa proprietà stia modellando lo sport a sua immagine e somiglianza. Ma è decisamente irricevibile, sotto il profilo umano, far passare il concetto che il tutto sia un riflesso del volere del pubblico. Non siamo stupidi, per lo meno non quanto si pensi: abbiamo capito tutto.

E sono sicuro che, prima o poi, questo modo di fare tornerà indietro. Un caro amico mi dice sempre che la ruota gira sempre. Questa è evidentemente molto grande: attendiamo.

Immagine di copertina: Media Red Bull

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