Blog | Charles rinnova ancora con la Rossa. “E se poi te ne penti?”

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 3 Giugno 2026 - 23:59
Tempo di lettura: 3 minuti
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Blog | Charles rinnova ancora con la Rossa. “E se poi te ne penti?”

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Una scelta alla Totti: lodevole, romantica, ma fino ad ora poco produttiva e già ritardataria. Ognuno, però, è artefice del proprio destino

In una F1 che di romantico, ormai, non ha più niente, la scelta di Charles Leclerc di rinnovare ancora con la Ferrari ha un sapore antico, di fedeltà assoluta come poche ormai se ne vedono in giro, e non solo nel mondo del motorsport. Nel calcio l’era delle bandiere è finita da un pezzo: i Maldini, Bergomi, Totti e compagnia cantante sono un lontano ricordo per chi ha avuto la fortuna di viverli ed apprezzarli. Il monegasco, per citare un paragone calcistico, ha fatto una scelta di vita che ricorda quella del capitano eterno della Roma: uno che ha vinto molto meno di quello che il suo piede avrebbe meritato se avesse ceduto alle avance delle squadre avversarie.

In questo caso la questione è un po’ più complessa, perché non sappiamo se e quante avance Leclerc abbia ricevuto dalle squadre avversarie nel corso di questi otto anni da ferrarista. Una delle ragioni più gettonate per questo lunghissimo sodalizio è la mancanza di alternative, una specie di condizione obbligata per mancanza di sbocchi in altri team. E qui, onestamente, non sono d’accordo. Credo che in pochi siano in disaccordo se dicessi che Leclerc è il pilota numero 2 in griglia dopo Verstappen. Ecco: allora non posso immaginare un monegasco senza offerte qualora avesse alzato la manina dicendo “sono disponibile”. Sono arcisicuro che qualcuno, un pensierino su di lui, lo avrebbe fatto anche quando, apparentemente, le porte erano blindate. Insomma, non posso immaginare un Wolff, un Brown o un Horner non alzare nemmeno un sopracciglio ad un Leclerc che dice “sto cercando un altro posto”, indipendentemente dagli occupanti dei sedili in quel momento.

Detto questo, la scelta di Leclerc di continuare con Ferrari, seppur rispettabile dal punto di vista passionale, rappresenta per quanto mi riguarda un nuovo punto di non ritorno. Ad oggi le statistiche del monegasco, riportate qui sopra, inchiodano la sua carriera da ferrarista. Nel 2027 diventerà il pilota di Maranello con più partenze nella storia ma con una percentuale di successi che chissà se e quanto si smuoverà da quel 5.16% che, oggi, grida tremendamente vendetta. E se, per ora, i numeri non sono troppo lontani da quelli di Kimi Raikkonen (che, però, con parte di quelle 10 vittorie un mondiale l’ha portato a casa), il futuro prossimo non ci racconta di certo prospettive rosee.

Ad essere onesto credo che sia anche già troppo tardi. Ci sono state almeno due occasioni nelle quali Charles avrebbe dovuto – e sarebbe stato giustificato – guardarsi seriamente attorno. La prima è stata nel 2022 con il famoso dito di Mattia Binotto in mondovisione: non successe nulla perché il TP italiano saltò a fine anno in favore dell’arrivo di Vasseur. La seconda è stata all’annuncio dell’arrivo di Lewis Hamilton. Se la tua squadra ti ritiene il leader, non ti affianca un sette volte campione del mondo.

Con questo rinnovo Leclerc certifica a sé e agli altri di non essere più disponibile, divenendo quindi spasimante eterno di una Ferrari che fino ad ora l’ha ricambiato con due di picche clamorosi. Da un lato lo stimo per la sua scelta, perché è umanamente apprezzabile e, appunto, romantica. Dall’altro credo di aver assistito raramente ad harakiri del genere: perché se il mito della Rossa è impareggiabile, questa squadra non vince da vent’anni e chi la comanda oggi non ha probabilmente le competenze necessarie per guidarla come si dovrebbe. E non lo dico io: per averne prova basta leggere tutte le dichiarazioni rilasciate in questi anni.

“E se poi te ne penti?” Diceva così Padre Maronno, personaggio di Maccio Capatonda. È la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo del rinnovo, per poi ricordarmi che la stessa domanda mi era venuta in mente in occasione dei precedenti rinnovi. Ognuno, alla fine, è artefice del proprio destino: Leclerc ha deciso questo e la sua scelta va rispettata. Il rischio, però, è di assistere ad uno degli sprechi di talento più grossi della storia. E sarebbe un grande peccato.

Immagine di copertina: Media Ferrari

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