La F1 non vuole cedere all’idea di correre 24 gare e le sta provando tutte, ma proprio tutte
Come se non bastassero le questioni tecniche, a tenere banco in F1 c’è anche il calendario, sul quale continuano ad esserci grossi punti di domanda. Ad oggi, infatti, non sappiamo ancora quanti saranno effettivamente i GP del 2026, se ne salteranno altri, se ci saranno innesti vari ed eventuali. Con una lotta iridata che continua e con metà campionato ormai raggiunto, team e piloti non sanno ancora con certezza quando e dove finirà la stagione. E non è certo il massimo.
Ovviamente, non è colpa della F1 se in Medio Oriente sono scoppiati conflitti. I temporanei annullamenti di Bahrain e Arabia Saudita sono stati sacrosanti e, a fine anno, ci sono Qatar e Abu Dhabi che potrebbero a loro volta saltare. Al limite, parlerei del fatto di essere andati a prescindere a correre in certi posti in cambio di soldi pesantissimi (e in barba ai diritti umani esistenti in tali luoghi), ma l’argomento è già stato affrontato tempo fa ed è inutile ripescarlo. Quello che mi chiedo, invece, è quale sia la necessità di trovare a tutti i costi dei rimpiazzi da inserire qua e là, come se fosse obbligatorio arrivare a 24 gare. Basterebbe fermarsi a 20, blindare il calendario e dare una certezza a tutti. Troppo semplice? Probabilmente sì.
Sappiamo bene che ci sono obblighi e contratti, soprattutto televisivi. Quindi, per questo o per quel motivo, evidentemente F1 ha bisogno di recuperare il numero di Gran Premi. Anche per questo Bahrain e Arabia Saudita non sono state “cancellate” ma semplicemente messe in freezer, con la speranza di poterle scongelare in un secondo momento che, però, difficilmente arriverà.
Il punto è che, in questa situazione, è partito come al solito il toto Gran Premio con eventuali soluzioni a dir poco fantasiose. La migliore di quelle che ho sentito è la disputa del GP del Bahrain… a Sepang (notizia confermata 20 minuti dopo la pubblicazione di questo articolo…), per non perdere (evidentemente) il nome dell’evento trovando un circuito a caso disponibile. Nel caso, mi piacerebbe tornasse stabilmente del mondiale al posto di piste incommentabili, ma sono un inguaribile sognatore.
Un’altra alternativa vociferata è quella di chiudere l’anno a Imola. Avete capito bene: un bel GP in Romagna a dicembre. Magari si potrebbero portare per la prima volta delle gomme invernali in F1… Da Imola fanno sapere di essere sempre a disposizione (com’è giusto che sia) ma sappiamo tutti che dicembre non è evidentemente una collocazione sostenibile dal punto di vista delle temperature, soprattutto se dovesse esserci una lotta mondiale in ballo. A meno che non si voglia chiudere in bellezza all’insegna del caos (e del caso), e visti gli ultimi avvenimenti potrei anche non stupirmi.
Insomma, si cerca disperatamente una soluzione per garantire il numero di gare, come se fosse un obbligo: rassegnarsi agli eventi e cancellare le gare che non potranno essere disputate pare non essere una soluzione accettabile. Il motivo di questo accanimento possiamo presumerlo: fatto sta che gli ultimi due mesi di mondiale potrebbero essere completamente rivisti. Un’altra delle incognite di un campionato che sarà ricordato, per una cosa o per l’altra, come uno dei peggiori della storia.
Immagine di copertina: Media Red Bull
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