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Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 15 Ottobre 2025 - 13:00
Tempo di lettura: 3 minuti
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Chris Horner dopo Adrian Newey, una nuova storia per i tifosi Ferrari. Vedremo il finale…

È bastato accostare il nome di Christian Horner alla Ferrari per scatenare le più disparate fantasie su una possibile rivoluzione a Maranello, terra ormai di squilibri di qualsiasi tipo e con un 2026 alle porte che minaccia di essere davvero l’anno definitivo per questa gestione.

Fred Vasseur è, per la seconda volta nello stesso anno, vociferato come sacrificio sull’altare. Prima il nome del sostituto possibile era Antonello Coletta (che resta con le unghie e con i denti, giustamente, ancorato al dipartimento WEC), ora tocca a Chris Horner che i più disparati (e disperati) media già vedono vestito di rosso, in controtendenza con le critiche sportive e soprattutto personali mosse all’ex TP della Red Bull negli ultimi due anni. Della serie, chi se ne frega delle sue intemperanze dietro le quinte se può portarci a vincere.

Il casello di Modena, teatro dell’attesa dell’arrivo di Adrian Newey, si appresta quindi ad essere di nuovo tormentone per le voci dell’arrivo di chi ha portato l’azienda delle lattine a conquistare 14 titoli mondiali in 20 anni. Proprio l’esperienza vissuta con Adrian, finito poi in Aston Martin, dovrebbe ricordare come questo genere di trattative (a patto che con Horner ci sia davvero qualcosa) sia molto difficile da interpretare.

Se c’è una cosa che, però, anche l’uomo della strada può immaginare, è che un nome come quello di Horner chiederebbe più o meno le stesse garanzie negate a Newey, ovvero carta bianca. E che, di norma, chi era CEO di Red Bull difficilmente accetterebbe un ruolo al ribasso da un’altra parte. La domanda quindi è: sarebbe disposta Ferrari a concedere libertà totali ad un Horner del caso?

La risposta è già abbastanza chiara ed è no, perché è da quasi sempre che a Maranello si pretende di avere il controllo su tutto – anche sulla stampa, andare a vedere l’ultimo podcast di Terruzzi e Allievi nel caso – e un elemento fuori dagli schemi come un Newey o Horner non potrebbe mai essere ben accetto sotto questa gestione.

Così com’è finita la storia del mago Adrian, vedremo quindi come finirà quella di Horner. Se tanto mi dà tanto, l’unica squadra che oggi potrebbe consegnare in mano all’ex TP di Red Bull le chiavi del team è esattamente la stessa nella quale Newey si è accasato. Aston Martin sta facendo all in sul futuro, nel quale non può permettersi di sbagliare. Ha costruito un quartiere a Silverstone, ha messo sotto contratto il tecnico più vincente della storia e sarà in partnership con il motorista che ha vinto, con lui, sei titoli negli ultimi anni. Credo che Lawrence Stroll non si fermerà e ho idea che voglia completare il quadro: mancano Verstappen e, appunto, Horner. Sul primo sono già convinto che Stroll ci proverà con tutte le forze (a meno che Max non si stanchi della F1, si sa mai), il secondo è invece un elemento libero da poco e che solo chi ha una visione importante può portarsi in casa.

Staremo a vedere. Intanto, tutti al casello di Modena.

Immagine di copertina: Media Red Bull

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