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Barcellona Day 3: tramonto preoccupante

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La prima settimana di test a Barcellona si è chiusa non come ci si poteva aspettare, questo è assolutamente chiaro. Un anno fa, di questi tempi, in Italia si esultava per una prima tornata di prove Ferrari all’insegna dell’ottimismo. Il 2020, invece, parte in sordina e con dichiarazioni che lasciano una bella preoccupazione in vista della stagione.

Non so se questo mettere le mani avanti, sostenendo che gli altri sono più avanti, è figlio della doccia fredda di un anno fa, quando si arrivò alla Q3 di Melbourne prendendo sette decimi dalle Mercedes. Sta di fatto che, effettivamente, le sensazioni non sono proprio positive.

L’avevo scritto nella bloggata del primo giorno: la sensazione è che sette team abbiano effettivamente messo mano pesantemente ai loro progetti e tre – tra cui la Ferrari – si siano limitati ad evolvere senza stravolgere.

In tre giorni la Ferrari è stata l’unico team costretto a cambiare una Power Unit per un problema tecnico, quello di Vettel al mattino di oggi. Inoltre, nel computo dei chilometraggi, è ottava con circa 140 giri in meno della Mercedes, che si trova in testa sia nei tempi che nei giri completati in questa prima sessione.

Apro e chiudo una piccola parentesi: tre giorni di test, ovvero uno e mezzo a testa per pilota (quindi si parla di 12 ore) sono troppo pochi. Assurdo, quasi.

Tornando a noi: come se non bastasse, Mercedes ha calato l’asso con il DAS e questo ha dato un’altra mazzata a tutti i contendenti. Se la squadra che meno ne ha bisogno trova una soluzione che può darle un vantaggio incolmabile, siamo davvero alla fine dei giochi prima di iniziarli. I nuovi regolamenti 2021, inoltre, non prevedono soluzioni di questo tipo. Qui la domanda è facile. Quale squadra si metterà a spendere tempo (sei mesi, si dice) e soldi (tanti) in ricerca, sviluppo, progettazione e realizzazione di un sistema simile a quello Mercedes, mentre sono già allo studio le monoposto 2021 e ben sapendo che poi non potrà essere usato a partire dal prossimo anno? Come dite? Nessuna? Ecco…

La prima sessione di test si chiude quindi con un discreto pessimismo dalle parti del box rosso. La SF1000 sembra non essere nata benissimo, Mercedes ha spaventato tutti e, non dimentichiamolo, Verstappen risulta molto contento della sua nuova RB16. E questo può diventare seriamente un altro problema, considerato che l’olandese ha chiuso terzo in classifica piloti nel 2019.

A proposito di Red Bull. Per quanto riguarda il sound la PU Honda è inconfondibile. In scalata e rilascio sembra di essere a Capodanno con i botti e questo vale anche per l’AlphaTauri, mentre tutte le altre squadre bene o male si equivalgono. Alla Red Bull comunque ci sarà da stare attenti, poco ma sicuro.

Cala il sole quindi sul Circuit de Catalunya, sulla prima tre giorni di test e sul viaggio in loco per me e Federico. Domani si torna a casa a rimettere insieme i pezzi prima della seconda tornata.

Immagine di copertina: Alessandro Secchi

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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