Barcellona Day 2: DAS legnata

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Sulla via che portava all’autodromo questa mattina le chiacchiere vertevano sul fatto che, nella prima giornata di test, non era stato registrato il minimo problema sulle dieci vetture in pista. Ad un tratto Federico se ne salta fuori, con beata ingenuità e tranquilltà, con un “ormai questi test sono inutili, non si vede nulla di nuovo, le macchine sono già precise appena messe in pista”. Se non l’avessi sentito con le mie orecchie non ci crederei ma… credeteci.

Bene, arriviamo in pista e dopo poche decine di minuti iniziano a fioccare le notifiche sui telefoni. E si scopre così che in Mercedes sono tutti fan di Top Gun, perché solo qualcuno che da piccolo giocava con gli aerei può inventarsi il volante che diventa una cloche.

Ovviamente la novità è accompagnata da deliri di isterismo vari sui social perché, immediatamente, si grida all’illegalità per mettere le mani avanti e per autoconvincersi – dico io – che il colpo mondiale non può essere arrivato al secondo giorno di test. Dopo aver rivisto il video quelle cento volte, stupendoci sempre più del colpo di follia di Allison e compagnia, si passa al check dei regolamenti. Mentre il sottoscritto scarica la reflex in curva 9, nella chat interna di P300 arrivano porzioni di regolamento per capire se questo sistema è fantascienza o può passare per buono.

Arrivano poi le informazioni ufficiali e, insomma, è tutto vero. Durante la conferenza stampa di metà giornata (una novità per questi test, dove si stanno provando molte attività in stile weekend da GP) si scopre anche il nome di questo sistema: Dual-Axis Steering. Insomma, il DAS: non la pasta da modellare, non il DAS AUTO della pubblicità Volkswagen ma in questo caso DAS LEGNATA. Sul coppino, proprio.

Lasciamo stare le questioni puramente tecniche. Il problema, qui, è che il team più avanti di tutti da sei anni a questa parte ha trovato un jolly che gli fornisce – appurato che un vantaggio lo dia, ma tendo a credere di sì – sei mesi di tranquillità extra sulla concorrenza, a patto che gli altri siano capaci di replicare il sistema ed integrarlo sulla loro monoposto. Insomma, come diceva Lino Banfi, sono “volatili per diabetici”.

Tutta la giornata è girata attorno a questa bomba di dimensioni relativamente pazzesche. L’incredulità, una volta accertata la legalità, ha lasciato il posto allo stupore per un qualcosa di totalmente nuovo per la Formula 1, che non è più abituata a questo genere di invenzioni soprattutto nell’era della standardizzazione. Quello dei regolamenti limitanti è uno dei più grandi problemi di questo sport. Lo spazio per l’immaginazione è ristretto e chi pesca il jolly, oltre a trovare un vantaggio netto, invece di essere ammirato spesso viene osteggiato a prescindere.

Cosa succederà ora? Beh, gli altri dovranno adeguarsi. Se il DAS dovesse funzionare davvero si farà dura sin dall’inizio e l’ombra di un 2020 in stile 2004 o 2013 potrebbe farsi minacciosa sull’ultimo campionato prima della rivoluzione.

Vediamo cosa ci riserva la giornata di domani. Quale sarà la prima macchina a volare? In aria dico, che su ruote mi sa che l’abbiamo capito…

Immagine di copertina: Alessandro Secchi

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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