Appunti da Sochi: Lewis 100, Lando goloso, Bottas birillo, la pioggia aiuta Max, i 42 di Kimi

Concordo con voi sul fatto che il titolo non sia il massimo: serviva giusto per condensare gli argomenti dopo una Sochi abbastanza caotica.

Se si guardasse ai risultati della Russia senza aver visto nulla del weekend sembrerebbe un’altra domenica da 2021, con Hamilton che stavolta vince (a Sochi la Mercedes ha il 100% di vittorie) e Verstappen secondo in attesa di replicare.

Invece la 100a di Lewis è stata più sudata del solito dopo un weekend nel quale ne ha combinate un po’ di tutti i colori, tra errori in qualifica (no, il muro della pitlane non si è spostato, così come con Coulthard nel ’95) e un’altra partenza decisamente no. Cento vittorie sono un traguardo allucinante e stavolta è davvero difficile che qualcuno possa arrivare a tale numero. Oltre al talento di Lewis va riconosciuto un team che domina dal 2014 come nessuno mai aveva fatto, con un livello di competitività inarrivabile per tutti per stagioni intere. I numeri lo dicono chiaramente, il 74% di vittorie in sette anni è fantascienza.

La pioggia è spesso stata amica di Lewis ma, questa volta, decisamente meno. Perché, se è vero che unita alla strategia (e alla foga di Norris di vincere) gli ha permesso di conquistare il successo, a conti fatti in condizioni normali avrebbe guadagnato più punti su Verstappen di quanto poi successo. Lewis era infatti secondo dietro Norris mentre Max era settimo, per una differenza di 12 punti prima che la pioggia facesse la sua comparsa. Tra l’altro Lando era sotto pressione e Lewis aveva già tentato un paio di volte di avvicinarsi. Avesse vinto sull’asciutto i punti guadagnati sarebbero stati 19 e non soli 7, dato che Max difficilmente si sarebbe mosso dalla settima posizione.

Dal canto suo Max ha fatto quello che ha potuto per risalire la china. Ha evitato problemi al via, il rischio maggiore visto chi aveva intorno tra Leclerc e Bottas; si è liberato relativamente in fretta del finlandese, il quale non ha opposto tutta questa resistenza (ci arriverò dopo) e poi è tornato su fin dove possibile. La pioggia ha dato a lui e al team il modo per scavalcare chi, davanti, ha voluto resistere oltremodo con le slick: questo è anche un merito oltre che fortuna nel cambio del meteo. Di sicuro, tra i due contendenti al titolo, quello che aveva più possibilità di perdere punti era l’olandese. A conti fatti, gli è andata di lusso.

Capitolo Norris. In quel “no” nell’opinione richiesta dal box al passaggio alle Intermedie c’era tutta la voglia che Lando aveva di vincere il suo primo Gran Premio. Assolutamente comprensibile, sia chiaro, ma è in queste occasioni che la lucidità è determinante. Niente panico comunque. Lando avrà la sua occasione ed un futuro roseo. Quanto successo oggi è tutta esperienza da mettere in cascina.

Passando a Bottas beh, non che ci sia molto da dire. Il quinto posto evidentemente è un controsenso vista la gara di oggi di Valtteri ma, come sapete, sono molto attento alla questione psicologica dei piloti. Dopo la scelta Mercedes di mandarlo indietro di dieci posti giusto per fare da tappo a Verstappen credo che in pochi si sarebbero sentiti moralmente carichi a pallettoni. Ed ecco perché, alla fine, la resistenza a Max è stata pressoché nulla nel momento in cui l’olandese ha provato il sorpasso.

Non ci si può aspettare un aiuto concreto da un pilota al quale si cambiano motori ad ogni gara come si faceva vent’anni fa, quando era la prassi. E mi fa sorridere anche il disappunto di alcuni tifosi di Hamilton, che forse lo vorrebbero vedere sempre (e magari volontariamente) nella stessa forma di Budapest. Uno scudiero vero e proprio deve essere anche motivato e Bottas mi pare tutto tranne che in condizione di dare una mano, visto che conosce anche già il suo futuro a fondo griglia. A conti fatti Hamilton dovrà correre ancora più da solo da qui in poi.

L’ottavo posto di Kimi è un bel colpo di coda per un quasi 42enne che ormai sta preparando le valigie per la seconda fase della sua vita. Anche lui aiutato dalla strategia e dalla pioggia, alla fine ha portato casa dei bei punti per l’Alfa e, nonostante le condizioni, è bello vederlo ancora in top ten.

Per il resto, una gara che vede la pioggia arrivare a pochi giri dal termine perde un po’ il senso avuto fino a quando le condizioni sono state normali. Il fatto che ai primi due posti ci siano i due contendenti al titolo è dovuto anche alla scelta giusta del cambio gomme, altrimenti avremmo visto qualcosa di diverso.

Quello che mi sento di dire in linea generale è che la nuova generazione sta iniziando a farsi vedere prepotentemente. Norris è ormai arrivato, Russell c’è e ci sarà tra qualche mese, Verstappen è in lotta per il titolo, Leclerc è in palla ed anche oggi stava facendo una bellissima gara. La nuova era della Formula 1 non sarà solo tecnica ma anche generazionale. E sarà positivo per tutti.

Immagine: Twitter / Mercedes

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