Anteprima Chili Bowl 2020

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La stagione 2020 del motorsport americano è ai nastri di partenza e durante questa settimana si svolgerà uno degli eventi più importanti di tutto l’anno e uno dei più prestigiosi di tutte le gare su sterrato. Il Chili Bowl, giunto alla 34esima edizione, incoronerà al termine di sei giorni appassionanti un campione degno di questo nome. La lotta per portare a casa il “Golden Driller”, la raffigurazione in miniatura dell’enorme statua alta 23 metri posta davanti il Tulsa Expo Center dove la competizione si tiene fin dal primo anno e si disputerà – notizia dello scorso giugno – fino al 2034, sarà intensissima, forse la più combattuta di sempre visti i nomi presenti nella entry list.

I protagonisti

Pare uno sgarbo ridurre sei giorni di gara a solo un duello, ma per raccontare cosa sarà questo Chili Bowl bisogna partire da loro, Christopher Bell e Kyle Larson. Per i due talenti della Nascar e delle gare per vetture midget (vetture con una potenza di oltre 300 CV e dal peso di circa 400 kg, dunque dotate di un rapporto peso/potenza altissimo) quella di Tulsa sarà una vera e propria resa dei conti, soprattutto per Larson. Infatti Kyle negli anni scorsi ha vinto gare a ripetizione sugli sterrati, in inverno e anche durante la stagione Nascar nel mezzo della settimana, ma la gara più prestigiosa gli è sempre sfuggita.

Particolarmente brucianti le sconfitte degli ultimi anni per Larson, ma in tutto il decennio Kyle ha masticato amaro: 10° nel 2010, 3° nel 2012, 21° nel 2013, 22° nel 2014, 7° nel 2015, 5° nel 2016 e infine le delusioni più grandi, l’incidente nelle qualifiche e la mancata rimonta del 2017, il motore rotto nella finale del 2018 e il sorpasso subito all’ultimo giro da Christopher Bell l’anno scorso che lo ha relegato al secondo posto dopo una non ottimale gestione dei doppiati.

E dunque il rivale annunciato di Larson sarà ancora quel Christopher Bell che – da padrone di casa essendo nato in Oklahoma a soli 200 km da Tulsa – che va alla caccia di uno storico quarto successo consecutivo che pareggerebbe la striscia di Kevin Swindell (vittima di una lesione spinale dopo un incidente ai Knoxville Nationals, altra gara prestigiosissima, nel 2015) e lo porrebbe ad una sola vittoria dalle cinque di Sammy Swindell, il papà di Kevin, fra il 1989 e il 2009.

Il “Golden Driller”, una statua alta 23 metri in origine nata come omaggio ai lavoratori in ambito petrolifero, principale attività economica fra Oklahoma e Texas, ed ora invece simbolo della città di Tulsa e del Chili Bowl stesso.

Come detto però una settimana di gare non si ridurrà ad un duello e non solo perché il format lascia spazio a colpi di scena che possono escludere dalla lotta finale numerosi big, ma anche per la presenza di numerosi avversari di rilievo. A chiudere la rosa dei piloti da tenere d’occhio sempre ci sono Brad Sweet e Donny Schatz. I due l’anno scorso si sono sfidati in un duello incredibile punto a punto – il più ravvicinato della storia – fino all’ultima delle 92 gare nel campionato delle “World of Outlaws”. A prevalere è stato alla fine il giovane Sweet, che per la cronaca è il cognato di Larson, per soli quattro punti. Schatz, malgrado il ricco palmarès (10 volte campione delle “World of Outlaws”), ha iniziato a partecipare al Chili Bowl solo negli ultimi anni e quella di quest’anno sarà la sua terza presenza sotto il capannone di Tulsa. Non è mai arrivato fino in fondo a giocarsi la vittoria, ma ogni anno che passa migliora anche su questo terreno sacro.

I due saranno fra coloro che insidieranno di più la coppia Bell-Larson sia perché hanno portato a casa delle vittorie nelle scorse settimane, sia perché i due big hanno avuto qualche incidente di percorso. Il mese di dicembre è stato propizio soprattutto per Kyle, con 7 vittorie in 8 gare con il neonato team personale, ma poi all’inizio della consueta trasferta delle feste natalizie in Australia e Nuova Zelanda, alla prima gara sono stati vittima di un flip ciascuno che ha lasciato Larson con un occhio nero e Christopher precauzionalmente a riposo in vista proprio del Chili Bowl.

La vittoria di Christopher Bell nella A-Feature (la gara di qualificazione, come verrà spiegato più avanti) del 2019

A questi quattro si uniranno oltre 300 piloti di cui è impossibile citare il nome di ognuno ma di qualcuno si può fare un’eccezione, soprattutto perché negli ultimi anni il Chili Bowl è il ritrovo di talenti provenienti dalle più disparate categorie, quasi come la 24 ore di Daytona.

Dai dirt track verranno il veterano Sammy Swindell (ma anche gli ex vincitori McCreadie, Heydenreich e Gardner), Rico Abreu, Tanner Thorson, Logan Seavey, i fratelli Berryhill, Dillon Welch, Chris Windom e molti altri, dal mondo della Nascar coloro che ritornano alle origini e dunque ci saranno Chase Briscoe, Ryan Newman (tornato agli sterrati proprio questo inverno), Justin Allgaier, Ricky Stenhouse Jr., Alex Bowman e Ryan Ellis, ma la novità degli ultimi anni sono i piloti IndyCar, tradizionalmente formatisi sull’asfalto con l’eccezione di Tony Stewart il quale anche quest’anno curerà la manutenzione della pista. Conor Daly tornerà dopo il debutto dell’anno scorso, ma ci saranno anche James Davison (presente nel 2020 al Chili Bowl, alla 24h di Daytona, alla Daytona500 e alla Indy500!) e la sorpresa più grande di tutta l’entry list: il Rookie of the Year del 2019 della Indy500 e dell’IndyCar, Santino Ferrucci.

Gli iscritti per la 34esima edizione del Chili Bowl sono 359, una delle liste più corpose della storia ed in linea con il dato dell’anno scorso. Se verranno rispettate le stime degli anni passati i partenti effettivi saranno circa 350. Fra di essi possiamo trovare come detto esponenti di ogni categoria del motorsport americano (e non solo dato che ci saranno anche piloti provenienti da Canada, Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito). Di questi 359, sei sono ex vincitori e ben 70 i rookie. Segue una lista non esaustiva dei principali protagonisti, in ordine di numero e con indicata anche la serata si qualificheranno in vista della giornata finale di sabato.

Il format

La modalità con cui si svolgerà il Chili Bowl 2020 è sostanzialmente identica al 2019 con solo una piccola variazione nell’assegnazione della pole position del main event di sabato sera.

Gli oltre 300 iscritti verranno divisi in cinque gruppi, uno per ciascuna serata fra lunedì e venerdì. Al termine della giornata ogni pilota avrà in mano il grado di difficoltà che lo attende nella giornata finale, quella che assegna il titolo. In ciascuna giornata i piloti sorteggeranno la posizione in griglia per le batterie di qualificazione (di solito sette o otto per una lunghezza di otto giri). A decidere se avanzano nella graduatoria però non è la posizione finale nelle batterie, ma i cosiddetti “passing points”, ovvero quanto hanno guadagnato fra partenza e arrivo.

I migliori 40 piloti per “passing points” (sui circa 70-80 presenti per serata) avanzano alle quattro gare di qualifica che scremeranno ulteriormente il gruppo mentre gli altri vanno alle finali-C di giornata. Inizia ora il grande sistema del ripescaggio: dalle finali-C i primi quattro possono avanzare alle finali-B (con già presenti i peggiori delle gare di qualifica) e da qui infine alle finale-A di giornata con 24 piloti in griglia. Tutto questo avviene in ognuna delle cinque giornate preliminari.

Lo svolgimento di ciascuna delle cinque giornate di qualificazione a partire da oggi (clicca per ingrandire l’immagine)

Il clou è la serata finale del sabato a cui arrivano in lotta per il trofeo ancora tutti i piloti iscritti. A fare da discriminante è ovviamente il risultato dei giorni precedenti: infatti solo i primi due di ciascuna finale-A di giornata sono infatti qualificati direttamente alla gara decisiva che assegna il titolo, gli altri invece devono percorrere buona parte della cosiddetta “Alphabet Soup”, un grandissimo ripescaggio che parte dal primo pomeriggio dalle finali-N che permettono ai migliori 5-7 piloti – a seconda del turno – di avanzare alle finali-M e da qui attraverso L, J, K, …, C e fino agli ultimi 7 posti da conquistarsi in ciascuna delle finali-B per accedere alla finale-A dove si assegna il “Golden Driller”.

La cosiddetta “Alphabet Soup”, una serie di ripescaggi dalla Finale-O fino al Main Event che assegna il titolo (clicca per ingrandire l’immagine)

Come detto, rispetto all’anno scorso è cambiato il format per l’assegnazione della pole (dedicata ancora una volta alla memoria di Bryan Clauson, trionfatore qui nel 2014) per la finale-A. L’anno scorso era basato su una serie di duelli fra i 10 piloti che hanno conquistato un posto automatico per il main event in cui l’ultimo sopravvissuto si prendeva la pole, quest’anno invece la metodologia sarà simile ma anziché due saranno quattro le vetture a sfidarsi contemporaneamente, eliminate a due a due e via via sostituite fino ad averne soltanto quattro che si contenderanno le prime due file dello schieramento.

Nella serata di martedì inoltre si terrà la 12esima edizione della VIROC, la Race of Champions che mette in palio un sostanzioso premio, un titolo importante e fa già capire agli avversari diretti chi è in forma e chi no. Rispetto agli anni passati sono stati aggiustati i criteri di ammissione ma i piloti che potranno parteciparvi sono comunque i più rinomati. Ma non è finita qui l’importanza della VIROC. Infatti saranno due le provisional per la finale-A di sabato sera: qualora il campione del 2019 (ovvero Christopher Bell) e/o il vincitore della Race of Champions non si dovessero qualificare per il main event, per loro ci sarà comunque un posto in fondo alla griglia di partenza a discapito però di uno o due ripescati dalle Finali-B.

Il programma

Orari italiani (+7 rispetto a Tulsa, OK)

Lunedì 13 gennaio:

16:00 Prove libere (aperte a tutti gli iscritti)

21:00 Sorteggio batterie

23:00 Prove libere (solo per i piloti della giornata)

24:00 Inizio gare

Da martedì 14 gennaio a venerdì 17 gennaio:

21:00 Sorteggio batterie

23:00 Prove libere (solo per i piloti della giornata)

24:00 Inizio gare (martedì si disputerà anche la “Race of Champions”)

Sabato 18 gennaio:

17:00 Inizio finali (finale-A alle 5:30 circa)

Come guardare il Chili Bowl?

Purtroppo il Chili Bowl non è trasmesso in chiaro sulle TV americane. Le cinque giornate di qualificazione e la serata del sabato fino alle Finali-D saranno in pay-per-view su racinboys.com mentre il clou dalle Finali-C in poi, inclusa l’assegnazione della pole position, sarà sulla TV via cavo MAVTV.

Immagini: Chili Bowl Nationals per autoweek.com; tulsaworld.com; racingnews.co

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Anteprima Chili Bowl 2020 7
Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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