Altri 0,4 millimetri verso il fondo del barile

Altri 0,4 millimetri verso il fondo del barile

Come se non bastassero le ultime settimane con la questione penalità e regolamento, il 2019 ha visto a riaprirsi in Austria un altro tormentone che, effettivamente, mancava da un po'. Insomma, dopo quelle quattro polemichette di questi ultimi tempi perché non tornare a parlare di gomme?

Ci mancavano vero? E come si torna a parlare di pneumatici? Chiedendo a gran voce di tornare a quelli dello scorso anno, con quel battistrada di 0,4 millimetri più alto che, però, portava blistering e solchi da formaggio svizzero. 

Dopo la pantomima sulla questione Canada andata in scena al Paul Ricard, stamattina tutti i Boss si sono trovati con FIA e Pirelli per discutere questa proposta "blocca Mercedes" sulla quale, tra l'altro, nessuno aveva garanzie. Sotto un certo punto di vista sarebbe stato curioso vederla approvata e, soprattutto, capire cosa sarebbe successo nel caso in cui Mercedes avesse poi vinto con ancora più margine sulla concorrenza.

La proposta, poi, non è passata anche perché il rischio era quello di finire sui cerchi visto il carico di queste monoposto. Ma il solo fatto che se ne sia discusso mette in luce ancor di più la confusione totale nella quale si versa negli ultimi tempi. I cambi in corsa sono sempre fastidiosi ed antipatici: questo sarebbe stato un altro errore madornale e per cosa, poi? Per cercare di ribaltare una situazione tecnicamente meritata da parte della Mercedes?

Bene ha fatto Mario Isola durante la FP2 a lamentarsi di questo circolo vizioso nel quale si è entrati. I problemi sono altri e più profondi. Fare ritocchini in corsa, tipo scambio di giocatori nelle partite di calcetto quando le squadre sono squilibrate, è roba che dovrebbe restare nell'amatoriale, non nel più importante (?) campionato motoristico al mondo.

 

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale. "Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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