Miami torna ad ospitare il gran finale della NASCAR. I tre titoli – malgrado il cambio di format – sono ancora da assegnare, come sempre live su P300.it. Larson, Allgaier e Honeycutt partono in vantaggio
Bentornati a Homestead-Miami! Su uno degli ovali più belli della NASCAR per la prima volta dal 2019 si torneranno ad assegnare i tre titoli principali, ma non più col format visto in Florida dal 2014 in poi, ovvero con la Championship 4, bensì quello del decennio precedente ovvero la Chase. Malgrado la lunghezza dei playoff diversa per ogni categoria, i campionati non sono stati assegnati in anticipo (uno per un pelo) e quindi a Homestead verranno incoronati i re del 2026.
Cup Series
Il weekend di Miami si chiuderà ovviamente con l’evento principale, la gara della NASCAR Cup Series, 36esima della stagione, decima e ultima di una Chase che ha visto come protagonista principale Kyle Larson, il quale ha ribaltato il pronostico e lo ha visto mettere in fila i risultati che gli competevano dopo un digiuno di oltre 50 gare iniziato alla fine del 2025, stagione che lo aveva comunque visto come campione.
Ben tre vittorie (Gateway, Kansas e Talladega, questa probabilmente decisiva) unite a sei top5 e otto top10 totali gli hanno permesso di raccogliere punti ad ogni weekend tranne per il passo falso di Phoenix. Larson ha approfittato della crescita della sua Chevy, e chissà se in casa Hendrick si sono rispolverati i diari su come la #48 della coppia Jimmie Johnson – Chad Knaus vinsero sei dei loro sette titoli proprio con la Chase. Fatto sta che le Toyota, che sembravano dominanti al punto da vincere il titolo costruttori con un mese di anticipo, sono quasi al tappeto e resistono con una sola tacca di vita con due auto.
Al secondo posto in classifica generale c’è Christopher Bell che a fine stagione vivrà forse di rimpianti per i ben otto secondi posti conquistati fra regular season e Chase e che gli avrebbero di partire in classifica generale ben più in alto. Ora il ritardo da Larson, con ancora 76 punti in palio (75 recuperabili al massimo), è di ben 67 lunghezze e già si capisce che l’impresa per lui è quasi impossibile, ma mai dire mai. Le Larsonate (persino a Miami, ricordate i barili della pit lane centrati nel 2023?) possono essere sempre dietro l’angolo.
A quota -70 c’è Denny Hamlin che da vincitore della regular season ha invece perso ben presto il bandolo della matassa e la leadership in classifica generale. Ora arriva all’epilogo per l’ottava volta in carriera in lotta per il titolo, ma la sensazione è che lo 0/8 (nemmeno a livello Michael Jordan ai Wizards) sia vicino. La rassegnazione negli occhi del pilota della #11 sembra già esserci, anche se Miami è una pista a lui favorevole. Il problema è che lo è stato nei primi anni della sua carriera, quando ovviamente non era in lotta per il campionato.
Gli scenari per Homestead sono decisamente semplici. Larson vince il titolo con una qualsiasi delle seguenti combinazioni:
- Né Bell, né Hamlin vincono la gara
- Arriva 28° o meglio
- Arriva terzo o meglio in una delle due stage
- Conquista almeno nove punti totali
Detto che il pronostico della corsa è ristretto fra le Toyota (non solo quelle di Hamlin e Bell, infatti Briscoe ha vinto tre delle ultime quattro corse su un ovale da 1.5 miglia, l’altra è di Larson) e proprio Kyle, con pochi altri a fare da outsider, davvero al pilota #5 basterà gestire come a Martinsville per diventare campione per la terza volta.

O’Reilly Auto Parts Series
Come sempre la categoria cadetta della NASCAR non delude mai. La OAP Series arriva al gran finale con ancora cinque piloti in lotta per il titolo, racchiusi in appena 42 punti. O meglio, quattro in 20 lunghezze ed uno a +22 sul primo degli avversari.
Malgrado una Chase piuttosto altalenante e piena di piccole sfortune all’inizio, Justin Allgaier grazie a cinque top4 nelle ultime sei gare (un secondo, un terzo e ben tre quarti posti) ha ripreso il controllo della stagione ed ora è lui a guidare la schiera degli avversari che a turno sembrava averlo scalzato dal ruolo di favorito. Il pilota della #7, ancora carico visto il rinnovo pluriennale del contratto arrivato questa settimana, avrà il pallino in mano ma non sarà semplice giocare su più fronti visto che dovrà “impedire” a ben quattro avversari di vincere e di togliere di colpo 20 dei punti di vantaggio che ha.
Il secondo in classifica a -22 è il campione in carica, quel Jesse Love che tutta la regular season non sembrava capace di replicare quanto fatto nel 2025 e che invece con i successi di Gateway e Phoenix aveva ribaltato la graduatoria. Poi però né a Talladega, né a Martinsville il copione è andato secondo il pronostico (zero stage point in Alabama, triplo ko meccanico in Virginia), tuttavia malgrado questo uno-due in stile pugilistico il pilota del RCR arriva a Homestead ancora in buona posizione, inoltre è una pista su cui può andare forte.
La vera mina vagante rischia di essere il rookie Corey Day. Dopo un inizio di stagione da mina esplosiva e basta, dalla primavera in poi non ha sbagliato un colpo o quasi, si è sbloccato subito vincendo a Talladega, poi ha replicato a Dover, ma sono stati due successi in una settimana a Las Vegas e Charlotte a lanciarlo in alto in classifica ed ora arriva all’epilogo a -23 dal quasi compagno di squadra. Homestead è un ovale da 1.5 miglia, diverso dagli altri ma è comunque simile a dove la #17 ha ottenuto le vittorie nella Chase. A questo si uniscono anche le vittorie nelle stage, dunque Corey potrebbe iniziare fin da subito a recuperare punti importanti.
Troppo tardi è arrivato sulla scena Carson Kvapil che ha sfruttato poco, suo malgrado, lo slancio di fine regular season (quando aveva vinto a Indianapolis e in Iowa) a causa dei problemi di Darlington e, soprattutto, Bristol. Charlotte sembrava un nuovo ko, ma il secondo posto di Talladega e la vittoria di Martinsville hanno messo la #1 a 31 punti da Allgaier. Nulla sembra impossibile in questa stagione in cui il vento è cambiato parecchie volte, ma il fatto di avere contro anche un compagno di squadra complica ulteriormente la rimonta verso un possibile titolo.
Last but not least, Sheldon Creed ha perso in una sola gara tutto. Col ko tecnico a Phoenix, la #00 ha sprecato un clamoroso inizio di Chase (vittorie a Darlington e Bristol) che lo aveva lanciato a sorpresa come leader della classifica generale, annullando ampiamente il vantaggio bonus di Allgaier conquistato con la vittoria della regular season. I 42 punti di ritardo sembrano troppi, anche perché Sheldon raramente conquista punti pesanti nelle stage, quindi a lui servirebbe davvero un colpo di scena per tornare in corsa prima di metà gara per poi giocarsi le ultime carte nel finale.
Dunque, spettacolo assicurato sabato sera al tramonto di Homestead, di sicuro non sarà una gara banale quella della OAP Series.

Truck Series
20 punti sono la differenza fra vittoria e secondo posto, 20 sono anche i punti che separano Kaden Honeycutt da Layne Riggs, una differenza tale che nessuno dei due ha una combinazione certa per vincere il titolo. Il duello che è durato per tutta la stagione in un crescendo di intensità, sfiorando ma mai raggiungendo il limite, si ripeterà per un’ultima volta nel 2026 prima di una pronosticabile rivincita nel 2027.
L’obiettivo per Riggs è ovviamente vincere: questo risultato azzererebbe automaticamente il ritardo dalla #11 di Tricon e da lì in poi i conti si dovrebbero fare unicamente sui punti ottenuti nelle stage e con le (eventuali) posizioni perse da Kaden rispetto al secondo posto alla bandiera a scacchi. Ci sono dunque tutti gli ingredienti per una gara spettacolare e da vivere fino all’ultimo.
Layne ha dominato gran parte dell’anno ottenendo finora sette vittorie contro le quattro di Honeycutt, tuttavia l’inizio della Chase per il pilota della #34 di Front Row Motorsports è stato decisamente problematico (nei guai di gomme sia a Bristol che in Kansas), il tutto unito a una pit crew decisamente sotto la sufficienza hanno lanciato l’avversario diretto al comando della classifica grazie a due successi in Kansas e a Phoenix ma ottenendo un ottimo terzo posto anche a Charlotte dove, tuttavia, a vincere è stato proprio Riggs.
Le prestazioni fra i due, dunque, si sono equivalse, quando ti aspetti uno ecco che sbuca l’altro e viceversa. E di avversari nei paraggi ci sono stati raramente. Chandler Smith, terzo in campionato e che ha tolto punti pesanti al compagno di squadra in FRM a Martinsville, è staccato di oltre 100 punti dalla vetta, quindi si può solo difendere l’onore, non solo per lui ma anche per gli altri otto piloti fuori dai giochi. Honeycutt vs Riggs vale dunque ampiamente il prezzo del biglietto, che sia in diretta o in differita visto che si correrà venerdì notte.

Il programma del weekend di Homestead-Miami
Prove libere (una sessione da 50′ per ogni serie) e le qualifiche saranno trasmesse soltanto dalle reti americane. Come per tutta la stagione, NASCAR Cup, OAP e Truck Series si possono seguire in maniera ufficiale ed esclusiva su p300.it tramite la collaborazione con la piattaforma in pay-per-view Recast. Per guardare le gare, basta creare un account Recast anche dalla pagina di P300, comprare sufficienti crediti (300 per ciascuna gara in diretta, 200 per le differite) e poi accedere al feed della gara.
Notte fra giovedì 5 e venerdì 6 ottobre:
0:30 Prove libere Truck Series (NASCAR Channel)
Venerdì 6 novembre:
20:30 Qualifiche Truck Series (FS2)
22:00 Prove libere OAP Series (CW App)
23:30 Prove libere Cup Series (TruTV)
Notte fra venerdì 6 novembre e sabato 7 novembre:
1:30 Gara Truck Series (p300.it x RecastTV / FS1)
Sabato 7 novembre:
19:00 Qualifiche OAP Series (CW App)
20:30 Qualifiche Cup Series (TruTV)
23:00 Gara OAP Series (p300.it x RecastTV / CW)
Domenica 8 novembre:
21:00 Gara Cup Series (p300.it x RecastTV / NBC)

Immagini: Media NASCAR
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