Caution, incidenti e guai meccanici segnano la corsa dall’inizio alla fine. Love finisce tre volte ko e consegna il match point ad Allgaier, secondo dietro a Kvapil a Martinsville
Martinsville risveglia sempre gli animi quando la OAP è nei playoff. Forse fin troppo in questo caso, dato che a regnare più che l’aggressività sembra sia stata la frenesia. Nella giornata in cui diventa lampante il motivo per cui aprire un programma in ARCA Series a tempo pieno dal nulla per Cleetus McFarland per il 2027 sia controproducente, visto che sia Austin Hill che Jesse Love sono finiti ko per guai meccanici, con il campione in carica che probabilmente abdica dopo tre problemi separati, Justin Allgaier non vince ma mette avanti la sua candidatura dato che andrà a Miami con 22 punti sullo stesso Love, 23 su Day, 31 sul vincitore Kvapil (a cui gli altri devono fare un monumento per aver tenuto aperti i giochi) e 42 su Creed. Una coppa per cinque, anche se forse alla fine andrà al “nonno”.
La gara
Anche per la più combattuta delle categorie arriva l’appuntamento fatidico di Martinsville, là dove gioie e dolori (più i secondi) possono decidere l’esito del campionato. Tanti piloti racchiusi in pochi punti, dunque è fondamentale iniziare il weekend al meglio. Non sembrano farlo Kvapil (freni surriscaldati) e Creed, appena 25° nelle libere. Il miglior tempo, dopo una simulazione di qualifica, è per Thompson davanti a Mayer, Gray, lo stesso Kvapil e il leader della generale Love che deve difendere 19 punti di margine su Allgiaer, 29 su Day, 50 su Creed e 59 su Kvapil.
In qualifica, poi, è pieno controllo del JR Motorsports con Carson Kvapil che conquista la pole position (19.855″) davanti a Caruth, Allgaier, Retzlaff (stesso tempo per Justin e Parker, decidono come sempre gli owner point), Sawalich, S.Smith, Creed, Love, Day e Gray, dunque tutti i piloti ancora in corsa per il titolo sono in top10.
Nessun problema in griglia, l’unico tema da tenere d’occhio prima della gara da 250 giri (60+60+130, quattro set di gomme a disposizione, pieno da 165-180 giri) sono i residui di Talladega quando la #2 ha fallito i controlli tecnici due volte e quindi Love ha perso la scelta dello stallo in pit lane finendo in una posizione molto scomoda in corsia box.
Alla bandiera verde Kvapil scatta molto bene e Allgaier prova a seguirlo, dietro a loro Caruth chiude la porta a Sawalich che però riesce a scavalcare Retzlaff. È proprio Parker a finire nei guai nei primi giri, sbaglia nella lotta con Creed e paga subito subendo il bump da parte di Sheldon che lo manda largo e così la #99 precipita progressivamente dal quarto posto in griglia al 12°.
Proprio in top12 ci sono 11 piloti della Chase, chi manca all’appello è Hill che, scattato comunque 21°, non solo non guadagna ma perde terreno. Ben presto si vede fumo uscire dalla anteriore destra, ma non si capisce se sia un tire rub o un altro problema meccanico. Austin alza il piede sperando che arrivi una caution, ma questa non arriva. Poco dopo il 20° giro, quando ormai è ultimo e la coppia Kvapil-Allgaier deve forzare la mano per passare fra lui e l’argentino Leguizamon al debutto su un ovale, va ai box con la ruota che ormai sul bordo esterno è sulle corde. Le riparazioni proseguono a lungo alla ricerca del vulnus e quando la #21 riparte è staccata di addirittura otto giri che diventeranno poi nove (segno di una generale soluzione al guaio) sul traguardo.
Davanti, intanto, la piccola fuga di Kvapil come accennato viene annullata in progressione da Allgaier, più dietro Jones attacca e passa Day (seguiranno altre posizioni perse) per entrare in top10, pure Crews supera Retzlaff che viene invece “salvato” dal compagno di squadra Alfredo con i due, notizia del fine settimana, che torneranno anche nel 2027 con Viking Motorsports. Si muove anche Gray che dopo un paio di bussate supera Creed che non ha il ritmo dei leader.
Appena Hill esce dai box, come detto in precedenza, arriva la prima caution con Emerling che rimane senza freni sulla #38 e finisce in testacoda in curva3 appoggiandosi al muro mentre Staropoli (dunque i due Patrick della griglia sono coinvolti) si trova la strada sbarrata e rischia di centrarlo; lucky dog per Bilicki. Dietro la pace car il gruppo si divide, infatti da qui si può andare ampiamente in fondo alla seconda stage e quindi prendono la via dei box Crews, Mayer, Day, Sawalich, S.Smith, Thompson (molto veloce nelle libere anche sul passo), Perkins, Pulliam, Maggio, Dye e Gase, dunque un mix di auto che non pensano ai punti e altre che invece cercano un ribaltone per il bersaglio grosso come Day e Mayer.
Alla ripartenza dei -24 Kvapil guida su Allgaier, Caruth, Gray, Creed, Love, Jones, Retzlaff, Alfredo e J.Burton mentre Sawalich è 21° davanti a Day, Smith, Crews, Mayer e Thompson. Carson scatta bene dall’interno e rimane davanti per quei pochi secondi prima dell’incidente che avviene in coda in curva1 e in cui finiscono, oltre ad Ellis e Scott anche Day, Crews e Smith (che ha innescato il tutto – all’apparenza non c’erano motivi per un tamponamento a catena – travolgendo la #45) che si erano appena fermati ai box; lucky dog per Maggio.
Mentre la #17 torna ai box col retrotreno ammaccato sembra in maniera seria a livello aerodinamico così come la #8 col muso che poi avrà più scotch che altro, si riprende ai -16 con classifica quasi invariata. Anche in questo caso l’allungo di Kvapil dura poco, il numero di giri di bandiera verde si contano su una mano monca, poi arriva una nuova caution per detriti in curva3 e a beneficiarne è Carson Ware che torna a pieni giri. Stavolta a giocare di strategia sono Caruth seguito da Gray, ma sono gli unici fra i leader.
Restart ai -7 con Kvapil sempre davanti ad Allgaier, poi Love, Creed e Jones. Sembra andare tutto come prima, ma in curva1 Carson scivola e si allarga, questo sembra aprire la porta a Creed e infatti verso curva3 sono 3-wide, ma Justin stacca forte e aggira i due avversari, lasciandoli a lottare per i giri seguenti. Creed passa in curva1 ai -5 e Jones si tuffa in curva3 completando la manovra mezzo giro più tardi, appena prima di una nuova caution in cui Mayer va 3-wide, salta sul cordolo, tocca Clements che perde il controllo e finisce contro Harrison Burton con questi ultimi due che finiscono in testacoda.
Un tormentato finale – anticipato – di prima stage vede la vittoria di Allgaier che recupera punti preziosi e si porta solo a -15, seguono Creed, Jones, Kvapil, Love, J.Burton, Retzlaff, Alfredo, Mayer e Sawalich, Day 18°, S.Smith 19°. Gray 23°. Caruth 24°, lucky dog per Emerling.
Ancora gruppo spaccato al break con i leader che si fermano ai box insieme agli ammaccati mentre Mayer, ovviamente, tira dritto e prende il comando davanti a Sawalich, Thompson, Crews, Dye, Pulliam, Perkins, Day, Smith, Ca.Ware e Maggio, poi Gray e Caruth mentre Love tira fuori dal cilindro la sosta migliore della stagione ed esce davanti a Jones, Allgaier, Creed e Kvapil. Ritiro per Ellis per rottura della pompa dell’acqua.
Ripartenza ai -52 nella seconda stage e Mayer scatta bene anche se Sawalich torna sotto in frenata, ma poco più dietro vanno all’attacco Day e Smith dopo i danni subiti nella prima stage anche se la #17 sembra davvero tornata come nuova mentre la #8 ha evidenti danni al muso. Love tiene la posizione su Allgaier ed entrambi avanzano, anche Kvapil prova a tenere la loro scia, ma viene solo aiutato dal fatto che ai -45 Justin dopo un bump attacchi Jesse. La #7 passa e poi si lancia su Perkins.
Allgaier è scatenato e prosegue nella rimonta, riprende la #87 e la #88 (questa gara è piena di analogie numeriche oppure onomastiche), passa entrambe – rischiando di girarsi sul muso di Pulliam in curva2 – in sequenza mentre Love va in difficoltà con Kvapil che lo attacca dato che Jesse è bloccato dietro alla #31 e alla #32 (vedasi nota a inizio paragrafo) insieme a Carson e a Retzlaff pressato pure da Jones.
Mentre ormai Allgaier è andato a riprendere Gray, Love rischia pure lui con qualche contatto, ma ai -30 supera prima Dye e, mentre Justin passa Taylor, pure Perkins. Si muove anche la situazione al comando con Day che ritrova al 100% la vettura e supera Thompson per la quarta posizione, ma ormai il trio composto da Mayer, Sawalich e Crews è andato. Ai -25, tuttavia, nuova caution. Tamponamento a catena con Jeb Burton che tocca Dye il quale finisce addosso ad uno sfortunato Harrison Burton (e anche qui coincidenze notevoli). Harrison via radio è tutt’altro che felice di quanto fatto dal cugino mentre il lucky dog va a Staropoli.
L’occasione porta quasi tutti ai box perché da qui si può andare fino alla bandiera a scacchi con il pieno. Tirano dritto solo Day, Alfredo, Poole, Bilicki, Emerling e Carson Ware mentre Mayer esce dalla pit lane davanti ad Allgaier, Crews, S.Smith, Thompson, Caruth, Gray, Sawalich (che ripartendo centra Clements sulla fiancata), Kvapil, Jones, Creed, Retzlaff, Perkins e Love che stavolta paga lo stallo e viene bloccato involontariamente da Dye.
Ripartenza ai -17 e Day scatta bene davanti ad Alfredo, Allgaier invece all’esterno non trova il varco buono perché davanti a lui Crews e Mayer rimbalzano l’uno contro l’altro con Sam che continua a non farsi amici. Justin si salva senza perdere troppo tempo mentre più dietro riprende la lotta fra Kvapil e Love, ancora una volta alle spalle di Perkins. Mayer paga dazio poco più tardi in un 4-wide (!) con Smith, Crews e Bilicki e a beneficiare di questo è proprio Allgaier.
La sorpresa nel finale di stage sembra essere l’attacco di Alfredo al leader Day. Fra i due ci sono anche un paio di incroci e bump; alla fine la #96 passa e va al comando. Il colpo di scena però è per Love che accusa un tire rub, evidentemente nato nella confusione della ripartenza. La sua anteriore destra fuma a tratti e la situazione nel complesso sembra gestibile, poi però precipita. Allgaier forse prende forza anche da questo, torna a recuperare terreno, rientra in top10 e passa auto anche di livello come Crews mentre Day cede notevolmente nelle miglia finali. Le ultime battaglie sono il 3-wide fra Gray, Sawalich e un Poole che era davanti per strategia mentre Bilicki viene stretto a muro nella lotta fra un Jeb Burton ancora scomposto e Retzlaff.
Alfredo vince a sorpresa la seconda stage davanti ad Allgaier (ora solo a sei punti da Love), Crews, Day, S.Smith, Sawalich, Gray, Creed, Poole e Caruth, poi Emerling, Mayer, Kvapil, Thompson, Perkins, Pulliam, Jones, Retzlaff ed i cugini Burton con Love scivolato fino alla 22esima posizione, lucky dog per la #32 di Dye a riportare 32 auto a pieni giri.
Al break pittano in pochi (Alfredo, Day, Poole, Emerling di quelli davanti) fra cui Love che cambia pneumatici, ma il team capisce che il danno è anche a livello di sospensione e infatti in una serie di pit veloci si usano anche altri attrezzi. In un replay successivo (che emergerà solo in seguito) si nota addirittura che un meccanico ha segato e tolto via un braccetto, non è chiaro se della sospensione o solo di sostegno della carrozzeria.
Ripartenza ai -118 con Allgaier di nuovo al comando su Crews, S.Smith, Sawalich, Gray, Creed, Caruth, Mayer, Kvapil e Thompson, Jones 13° davanti a Retzlaff, Alfredo dalla 22esima posizione davanti a Day, Love 31°. Alla bandiera verde Justin mantiene il comando seguito da Crews, ma in un paio di giri arriva la caution che fa riprendere un ritmo fin troppo frenetico alla corsa: in un progressivo tamponamento a catena in curva3-4, Kyle Sieg tocca Smithley e lo manda in testacoda. Lucky dog per Scott.
Dopo la sosta dei due, e ancora per Love, altro restart ai -111 a posizioni sostanzialmente invariate se non per qualche scambio come Creed che ha perso due posizioni da Caruth e Mayer. Sammy scatta bene dalla seconda fila ma non basta per passare Crews, dietro di lui Mayer continua nel proposito di allargare la lista dei destinatari degli auguri di Natale andando 3-wide all’interno, saltando sul cordolo di curva1 e creandosi in qualche modo (anche senza contatti) lo spazio per tornare in top5 e di slancio anche attaccare Sawalich. Caruth, invece, finisce largo nel 3-wide con Retzlaff e Kvapil, ma si salva.
Vanno via Allgaier e Crews, Smith non ha il loro passo anche per i danni al muso mentre perde quanto guadagnato, e forse anche di più, Mayer che viene ripassato di forza da Gray e Pulliam. A salvarlo, però, una nuova caution: verso curva1 c’è un 3-wide sfalsato con Love, Gase ed Emerling, Patrick forse non lo sa e chiude la porta girandosi sul muso di Joey che non può spostarsi (o non vuole correre rischi nel farlo) a sinistra finendo a muro. Lucky dog per Carroll.
Si apre ora il libro delle strategie visto che quasi tutti hanno ancora un set di gomme ai box, mancano poco meno di 100 giri alla fine e qualcuno non vuole avere rimpianti di non esserselo giocato o in tempo, o del tutto, Pittano Mayer, Kvapil, Jones, ancora Love e pochissimi altri in coda. Bandiera verde ai -99 con Allgaier davanti a Crews, Smith, Sawalich, Gray, Pulliam, Thompson, Creed, Retzlaff e Caruth.
Smith tiene bene sullo scatto, ma Allgaier va via in progressione seguito da Crews, più dietro 3-wide fra Creed, Thompson e Retzlaff che desiste e si riaccoda; i tre poi andranno a puntare Pulliam che verrà tenuto all’esterno rischiando con Sheldon. Mentre Mayer guida la riscossa dal fondo, Kvapil sta più tranquillo e si limita per ora a seguire l’esuberanza di Sam.
Alle loro spalle, mentre Sawalich infila Smith per il terzo posto, Love sembra aver ritrovato il passo giusto e va all’attacco, Jesse approfitta di un nuovo momento quasi di catalessi di Mayer e lui insieme a Kvapil mette nel mezzo Sam, in curva1 c’è un contatto a catena #2>#41>#1 e a perdere terreno è proprio Mayer. I due rimasti, pur nella battaglia, avanzano fino a quando si toccano nuovamente, Jesse va largo ma si salva anche perché poco più tardi Carson arriva a ruote bloccate in curva3.
Davanti, intanto, nuovo allungo della coppia Allgaier (virtualmente in classifica generale addirittura a +40) – Crews, ma ovviamente arriva una nuova caution a rompere le uova nel paniere. Maggio stringe Smithley a muro in curva2, si gira sul suo muso, perde il paraurti che rimane in mezzo alla pista, dietro di loro arriva Emerling che non riesce a fermarsi sui fluidi persi dalla #0 e centra la #91 sulla fiancata nel tragitto verso il muro interno.
Dopo una bandiera rossa da 11’50” per pulire la pista e il lucky dog per Leguizamon, ma prima della accesa discussione (solo a parole) nel garage fra Smithley e Maggio con Mason che si assume alla fine le responsabilità dell’incidente, la gara prende la piega definitiva. Questa era l’occasione che cercavano Day, Kvapil e Mayer, infatti tutti i leader si fermano ai box per montare l’ultimo set di gomme.
La nuova classifica mette Day al comando su H.Burton, R.Sieg, Kvapil, K.Sieg, Jones, Dye e Scott, poi un Mayer in difficoltà che decide di cambiare due gomme ed esce dai box davanti a Smith, Sawalich, Allgiaer, Crews, Creed, Alfredo, Gray e Retzlaff. Il colpo di scena non è la doppia sosta di Caruth, né il team radio di Love (che si lamenta di qualcuno, forse Kvapil ma non è certo), ma quello del muretto a Jesse: gli viene comunicata, infatti una perdita d’acqua, perdita che devono riparare subito perché ne andrebbe di affidabilità se fosse lasciata andare.
E qui arriva il replay citato in precedenza: nell’intervento nel passaruota, il meccanico col seghetto ha sì rimosso il pezzo ammaccato, ma involontariamente tagliato anche un tubo generando così la perdita. La #2 si ferma dunque in pit lane, l’unica soluzione rapida è quella di mettere una pinza per fermare la perdita, ma quando riparte sulla #2 il cruscotto inizia a lampeggiare segnalando la bassa pressione dell’acqua. Dal box rassicurano Jesse, anche se alla ripartenza mancheranno ben 79 giri gli dicono che il motore potrà reggere se raffreddato adeguatamente; sarà così, anche aiutato dalle caution.
Alla bandiera verde Day mantiene il comando mentre Harrison scatta male e poi, in una gara in cui viene bullizzato ripetutamente, mandato largo da Kvapil che di lì a poco passerà Ryan Sieg. Mentre Allgaier perde l’occasione buona per recuperare posizioni, staccandosi da Smith e gli altri, battaglia fra Creed e Crews con Sheldon che rifila un bump deciso a Brent. Ai -75 però nuova caution: Crews si vendica praticamente subito e col muso tampona Creed il quale tocca Retzlaff che a sua volta manda in testacoda e a muro Dye. Gara finita per Daniel con la anteriore sinistra ko, lucky dog per Cram che recupera uno dei due giri di ritardo.
Sosta solo per Scott, poi si riparte ai -68 con Day davanti a Kvapil, i fratelli Sieg, Mayer, Jones, H.Burton, Smith, Sawalich e Allgaier, Creed 13°, Retzlaff 16°, Gray 17, Caruth 23° e Love 24°. Carson avanza in progressione e in curva4 passa al comando. Sia per lui che per Corey i 20 punti di bonus della vittoria sarebbero fondamentali (più per la #17 che in caso di vittoria ora sarebbe leader del campionato con cinque lunghezze sulla #7), anche perché Allgaier ancora una volta non ha guadagnato alla ripartenza, anzi Creed è balzato avanti di cinque posizioni nella battaglia con Smith e Sawalich. Sheldon poi si trova all’esterno e Justin non ha problemi a tornagli davanti con una piccola spallata aprendo la porta anche ai rivali.
A bloccare l’azione ci pensa tuttavia l’ennesima caution: Staropoli, per difendersi da Caruth forse senza contatto dalla #88, tocca il cordolo, perde il controllo e centra Clements mentre Love evita per un pelo la #51; Cram torna a pieni giri. Nessuna sosta di rilievo, dunque si riparte ai -53 con Kvapil al comando su Day, R.Sieg, Mayer, H.Burton, Jones, K.Sieg, Allgaier, Smith, Sawalich e Creed con Caruth e Love sempre fuori dalla top20.
Carson scatta bene e mantiene il comando, Mayer attacca e passa Ryan Sieg mentre Allgaier torna a recuperare terreno prezioso, prima passa Kyle Sieg, poi Jones, infine infila Burton e così rientra in top5. Di lì a poco anche l’altro Sieg viene infilato all’interno e può riprendere la coppia Day-Mayer mentre Kvapil scappa via con un ritmo decisamente diverso. Più dietro, Gray va in crisi inaspettata (non è chiaro il motivo) e perde terreno, esce dalla top20 e viene passato persino da Caruth e Love. In questo momento virtualmente Allgaier sarebbe a +7 su Love, +20 su Day e +29 su Kvapil, tuttavia Justin aggiunge un ulteriore punto di margine passando facilmente Mayer in curva1-2 ai -42, poi un altro infilando anche Day ai -36.
Kvapil ne ha approfittato ed ha messo così 3″ di margine su Allgaier, margine che di colpo sale a 3.5″ al giro successivo e poi sembra stabilizzarsi sui 3.6″, ma a rovinare tutto per Carson ci pensa una caution, la 12esima e ultima della corsa. Come in un moderno calvario, dopo il tire rub e la perdita d’acqua, per Jesse Love arriva la terza caduta: verso curva1 rimane senza freni posteriori e la #2 finisce inevitabilmente a muro in quella che sembra davvero una abdicazione dal ruolo di campione.
La #2 riprende comunque la corsa non si sa come, perderà diversi giri ai box e quando lo fa – in maniera emblematica – è nella stessa zona di classifica del compagno di squadra Hill. Dopo il lucky dog di Leguizamon e la sosta di Gray per cercare di salvare la giornata (ce la farà con un clamoroso ultimo stint su gomme fresche), ultima ripartenza ai -22 con Kvapil davanti ad Allgaier, Day, Mayer, Jones, R.Sieg, Creed, H.Burton, Smith e K.Sieg.
Carson scatta molto bene mentre Day sbanda e così Allgaier non ha problemi a mantenere il secondo posto; in coda testacoda di Thompson che perde il controllo in frenata, ma non arriva la caution e poi tornerà ai box con guai meccanici. E la gara virtualmente finisce qua a parte il duello fra Jones e Mayer e più dietro la lotta fra Caruth, la coppia Viking e Crews: Kvapil mette mezzo secondo di margine sulla #7 e non avrà problemi a gestirlo fino al traguardo, visto che non c’è il tempo di riprendere ulteriori doppiati tranne gli incidentati Hill, Love, Clements e Thompson proprio nelle ultimissime miglia.
Carson Kvapil ottiene – troppo tardi – la prima vittoria della Chase precedendo Allgaier (+0.4″), Day (+4.3″), Jones (+4.5″), Mayer (+6.4″), Creed (+6.7″), Smith (+8.7″), Sawalich (+9.1″), Crews (+9.9″) e il rimontante Gray (+10.6″), poi R.Sieg, Harrison e Jeb Burton, Pulliam, Retzlaff e Caruth, Love è 30° a -9 dopo che ha passato Hill (o Austin lo ha lasciato passare, su questo la NASCAR ha detto che vorrà darci un occhio) all’ultimo giro.
La classifica si ribalta nuovamente prima del gran finale di Miami: cinque piloti in lotta per il titolo, racchiusi in appena 42 punti, ma la verità è che Allgaier ha il pallino in mano, infatti andrà in Florida a +22 su Love, +23 su Day, +31 su Kvapil e +42 su Creed. Le stage potrebbero essere decisive per Justin per mettere in tasca il secondo titolo in carriera, per gli altri obbligatorio vincere per abbatter
I risultati odierni
La classifica della “National Debt Relief 250”
La classifica generale
Così in campionato a 1 gara dalla fine della Chase della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026
I prossimi appuntamenti
Stasera alle ore 20:00, in diretta su P300.it, a Martinsville ci sarà la gara della NASCAR Cup Series che potrebbe consacrare Kyle Larson, terzo in griglia di partenza, campione 2026; in pole position scatterà Denny Hamlin. La corsa decisiva della OAP Series sarà invece a Homestead sabato 7 novembre alle ore 23:00.
Immagine: Media NASCAR
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