Gaming | [Recensione] NASCAR 26: L’evoluzione naturale della specie

Di: Francesco Gritti
franz_house_vg franz_house_vg
Pubblicato il 21 Ottobre 2026 - 14:00
Tempo di lettura: 4 minuti
Condividi su
Gaming | [Recensione] NASCAR 26: L’evoluzione naturale della specie
Home  »  Gaming

NASCAR 26 è l’evoluzione naturale del predecessore, dato che ne mantiene i pregi e aggiunge qualche novità

NASCAR 26, seconda avventura di iRacing Studios all’interno dell’universo della classe regina dello stock car (almeno per quanto riguarda il mondo console), ha rispettato le attese, dimostrando l’abilità della casa di sviluppo di venire incontro ai piloti virtuali.

Gameplay

NASCAR 26, esattamente come il predecessore, punta a un equilibrio tra simulazione e accessibilità. La fisica delle auto è dettagliata, con il comportamento delle vetture che varia a seconda della pista, della temperatura dell’asfalto e dello stile di guida.

Sono presenti, inoltre, moltissime opzioni che possono modificare la difficoltà di guida, rendendola più o meno elevata. Le personalizzazione dell’esperienza di guida è ancora maggiore rispetto allo scorso capitolo anche per i neofiti, vista la presenza di diversi preset (e non parliamo di aiuti di guida), atti a rendere più fluida l’esperienza in base a periferica e a necessità di guida differenti.

La modalità Carriera ti fa partire dall’ARCA Menards Series con un solo obiettivo: vincere la NASCAR Cup Series. La passione che permane dallo sviluppo è palpabile anche dalla volontà di rendere questa modalità estremamente fruibile, ma, al contempo, la più completa possibile, anche perché la parte manageriale, che mette il pilota a capo della sua squadra, è fortemente intuitiva nonostante presenti moltissimi aspetti estremamente tecnici.

La modalità Gara Veloce è, invece, perfetta per chi vuole saltare subito in pista, mentre il multiplayer online supporta fino a 40 giocatori, con gare imprevedibili grazie a una IA estremamente dinamica, evoluzione diretta di quella dell’anno scorso. Oltretutto, non sono da dimenticare le modalità Campionato e Chase, dove sarà possibile affrontare con un pilota reale le varie fasi della stagione 2026.

Stupisce l’introduzione della modalità Peak Performance, dove bisogna seguire le indicazioni dell’ex pilota Jamie McMurray e del crew chief Steve Letarte per raggiungere il miglior tempo su tutti i circuiti presenti nel calendario della Cup Series. Quella che, almeno a un primo impatto, assomiglia molto all’Esperienza su Tracciato dei moderni capitoli della serie Gran Turismo, si rivela essere, invece, una modalità molto interessante proprio perché ti porta ad analizzare in profondità quelle che sono le dinamiche di guida di una stock car, tutto ciò in modo estremamente fruibile.

Grafica e performance

NASCAR 26 sfrutta le potenzialità di PlayStation 5 (piattaforma su cui abbiamo provato il gioco) con risoluzione 4K e un frame rate generalmente stabile. Tuttavia, durante le gare più affollate o in presenza di effetti meteorologici complessi, si notano alcuni cali di frame a schermo che possono leggermente compromettere la fluidità complessiva dell’esperienza.

Le piste sono riprodotte con una precisione sorprendente, incluse le condizioni atmosferiche che influenzano la guida. L’illuminazione dinamica e i dettagli sulle auto, dai danni ai loghi degli sponsor, contribuiscono a rendere ogni gara immersiva. I caricamenti dei modelli, per quanto abbastanza lunghi, non vanno a incidere in modo importante sull’esperienza di gioco.

Va notata, però, la tendenza da parte delle vetture di “compenetrarsi” leggermente. Questo elemento, seppur non sia estremamente grave ai fini dell’esperienza complessiva, stona con la precisione richiesta dalla categoria, oltre a essere graficamente poco piacevole (soprattutto dalla visuale interna, che è stata migliorata di parecchio rispetto allo scorso capitolo).

Controlli

La vettura, nonostante la necessità di ricreare un determinato realismo, è gestibile facilmente senza aiuti anche da controller. Sono stati risolti i problemi di scarsa sensibilità, soprattutto per chi corre da pad (DualSense nel caso di questa recensione), dato che non solo la vibrazione regala sensazioni migliori, ma soprattutto, la macchina è comunicativa in frenata, distaccandosi quindi dallo scorso capitolo.

Il mix sapiente tra una guida arcade e una simulativa rende NASCAR 26 godibile sia da volante, sia da pad. iRacing Studios ha svolto un grande lavoro nel rendere più agevole la formula del loro prodotto principale senza snaturarlo anche da chi non utilizza una periferica al “top”.

Contenuti in-game

NASCAR 26 contiene al suo interno tutti i piloti a tempo pieno (e moltissimi part-timer) delle principali serie NASCAR, la Cup Series, la O’Reilly Auto Parts Series e la Craftsman Truck Series, oltre a gran parte dei partecipanti all’ARCA Menards Series.

Nonostante non siano molti, i 31 tracciati presenti nel gioco (quelli dell’anno scorso + Portland) possono soddisfare le esigenze degli appassionati del mondo NASCAR, visto che, a differenza della scorsa edizione, sono inclusi tutti i circuiti su cui corrono le tre serie principali. Mancano, invece, gli “ARCA only” (ad eccezione del già citato Portland), che sarebbero potuti essere una piccola chicca per i veri “aficionados” di questa serie.

Due appunti sulla colonna sonora. Per quanto la canzone portante di NASCAR 26 sia un brano conosciutissimo e legato per antonomasia a questo mondo come Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd, l’ingresso in-game senza quel capolavoro di Hypnotize dei System of a Down (presente nello scorso capitolo) non regala (almeno a me) quell’appagamento nel momento in cui decidi di dedicarti un momento di sfogo sfrecciando sugli ovali di tutta America.

Ad esclusione di questo piccolo appunto, la colonna sonora è piuttosto varia. Nonostante siano presenti numerosi brani di ispirazione country o southern rock, come Mama Tried di Tim Dugger o Dale Earnhardt dei The Hot Skillet Lickers, non mancano canzoni metal, come Digital (Did You Tell) degli Stone Sour, o hip hop, come Where the Hood At? dei DMX (genere un po’ sottorappresentato a mio parere). Mancano (e questo è importante) veri brani alternative rock, assai presenti nella soundtrack di NASCAR 25.

Note personali

NASCAR 26 aggiunge ciò che serviva al primo capitolo della serie sviluppato da iRacing Studios, che era pronto per raggiungere i suoi obiettivi ma “acerbo” dal punto di vista contenutistico. L’evoluzione naturale della specie porta, quindi, lo studio che ha fatto della simulazione un credo, a perfezionare una formula versatile e, soprattutto, adatta anche al videogiocatore medio. Ben apprezzato anche il tributo a Kyle Busch, venuto a mancare improvvisamente a maggio, presente nelle schermate di caricamento, nonché la possibilità di utilizzarlo in-game.

Voto finale: 8.5

Media: NASCAR 26

Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE

Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi

È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.