NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Talladega #2 2026: Sammy Smith si ripete a 24 ore di distanza

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 25 Ottobre 2026 - 11:00
Tempo di lettura: 11 minuti
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NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Talladega #2 2026: Sammy Smith si ripete a 24 ore di distanza
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In una gara tranquilla, il JR Motorsports controlla tutta la corsa, ma fra Kvapil e Allgaier all’ultimo giro sbuca fuori Smith che dopo i Truck vince di nuovo a Talladega

Troppo poco e troppo tardi. Dopo essere stato l’oggetto non identificato per almeno un paio di stagioni nel gruppo dei top team della categoria cadetta della NASCAR, Sammy Smith si è svegliato troppo tardi. Due vittorie in due giorni non è un dato da poco, ma questo è arrivato a due mesi dall’annuncio che non avrebbe guidato nel 2027 con JR Motorsports e a due giorni, invece, dalla notizia che sarebbe sceso di categoria, passando a tempo pieno nella Truck Series con Tricon Garage, un altro top team dunque. Ma anche qui Sammy dovrà svegliarsi e non semplicemente girare in tondo come ha fatto o quasi finora, prima del weekend di Talladega in cui, comunque, ha fatto lo stretto necessario per portare a casa due trofei.

La gara

Talladega, terz’ultima gara stagionale. C’è aria frizzante nell’aria… ma alla fine i grossi guai rimarranno solo sul Boulevard e riservati alle attività notturne. Il ribaltone portato in atto da Jesse Love sette giorni fa probabilmente ha messo nel panico l’intero JR Motorsports in quanto tutti sanno quanto Jesse e il RCR vadano veloci sui superspeedway. Una eventuale vittoria della #2 potrebbe anche quasi chiudere i giochi con due tappe di anticipo.

Ben 41 le auto che si presentano direttamente alle qualifiche (come ormai da norma non ci sono le libere qui) e a tornare a casa in anticipo sono da pronostico Carson Ware ed Emerling sulla #38 mentre decisamente più sorprendente è la DNQ di un Lavar Scott che non ha ancora trovato uno spunto degno di nota in stagione. Il team owner Ceasar Bacarella (clamorosamente 18° in griglia) prova a cedergli il sedile, ma la differenza di fisico fra i due è troppo notevole e quindi il driver swap non va in porto.

I timori in casa JRM erano giustificati, infatti la #2 di Love conquista la pole (quinta consecutiva a Talladega, mai un dato simile su qualsiasi pista nella storia della OAP Series) per appena 0.002″ davanti a Jake Finch sulla #9, poi Mayer, Kvapil, Hill, Caruth, Alfredo, Crews, Sawalich e Day che non disputa il secondo round per una perdita di acqua. Smith 11°, Creed 12°, Allgaier 14°, Jones 16°, Gray 17°, Retzlaff solo 26°.

Dopo aver retrocesso in fondo Day per cambio motore e Pulliam (freni ko già in qualifica, al punto che non aveva disputato il suo tentativo fermandosi sull’apron in seguito al tragicomico check da parte dei commissari), può avere inizio una gara da 94 giri (25+25+44) per 250 miglia, con quattro set di gomme a disposizione ed un pieno un po’ più corto della lunghezza dell’ultima stage.

Alla bandiera verde in coda il gruppo è già sparpagliato, anche se ordinato, al punto che nel gruppo di testa rimarranno solo 18 vetture per parecchi giri. Finch dalla prima fila avanza e scende davanti a Love in curva3, ma lo shuffle prosegue e sul traguardo Caruth manda Kvapil davanti a tutti. Jones abbozza una terza corsia all’esterno, ma ad insistere più di tutti in questo sarà Mayer. Crews se ne accorge e copre la #41.

Kvapil, intanto, inizia a gestire le corsie, l’esterno avanza e il primo ad intervenire sul serio è Caruth, dunque ufficialmente ora la #1 deve gestire il 3-wide. Ad avanzare è soprattutto la fila centrale con Hill che sospinge Carson, ma al giro successivo Finch riesce a trovare un varco davanti alla #21 mentre Kvapil si sposta all’esterno da Caruth. Love torna così al vento ed è affiancato al compagno di squadra che però ora si trova davanti Crews, visto che la fila lungo il muro sta guadagnando parecchio.

Mentre Day ha scelto la fila buona e in cinque giri è già in top10, Kvapil e Caruth gestiscono bene la situazione. Poi, improvvisamente e in appena due passaggi, le due file interne collassano e implodono: si forma la fila indiana all’esterno. Love è uno dei più combattivi nel cercare di attaccare e riformare una seconda corsia, ma viene aiutato poco. Forse, dopo anni e anni, finalmente i piloti hanno capito che in questi casi aiutare i piloti RCR non è la strategia vincente.

Ai -15 la fuga dei 18 viene ripresa e la classifica nel trenino vede Kvapil davanti a Caruth, Creed, Allgaier, Day, Mayer, Jones, Retzlaff, Sawalich e un sorprendente Mosack sulla giovanissima #43, poi Gray, Alfredo, Love, Hill, Smith, Finch e Crews, ma da qui in poi ogni tanto la classifica cambia a seconda degli sparuti attacchi da parte di Jesse, Austin e pochi altri. Intanto, non si sa come, il gruppo si spezza nuovamente e i 18 al comando sono gli stessi di prima, il primo inseguitore non è più R.Sieg bensì Williams, ma dietro di lui ci sono vari gruppetti in fila indiana, quindi il recupero è più difficile. Josh compirà un piccolo miracolo e nel finale riaggancerà i leader.

Dopo un momento di calma, ai -10 tentano una sortita Crews con Sawalich, Smith e il solito Love, i quattro recuperano e a coprirli per primi ci pensano Retzlaff e Gray, ma Parker viene fatto saltare, il gruppetto si scompone e qualcuno si arrende lasciando solo il trio #19-#18-#8 al vento. Perkins è il primo ad accusare una vibrazione, ma a differenza della gara dei Truck, pur a parità di mescola nuova degli pneumatici, non ci saranno grossi guai con le forature.

L’attacco riprende forza ai -7 quando Retzlaff si ritrova, riattacca con Alfredo e si mette davanti alle due Toyota, costringendo Mayer ad andare pure lui all’interno salendo all’altezza di Caruth. L’avanzamento prosegue e persino Kvapil è costretto momentaneamente a spostarsi a sinistra.

Ai -4, tuttavia, il trenino degli attaccanti deraglia: Alfredo spinge troppo il compagno di squadra Retzlaff verso curva3 (non il modo ideale di aiutare un teammate che è nella Chase anche se ormai fuori dai giochi), Parkes sbanda verso l’interno, evita il muro ma fa un po’ di giardinaggio. Negli ultimi tempi la direzione gara ha tenuto un metro più permissivo nella chiamata delle caution, ma qui probabilmente si esagera, visto che la #99 porta anche erba e terra sull’apron fermandosi con due forature quasi al limite della linea gialla con la coda del gruppo che sta ancora passando. Malgrado questo, niente caution e gara che prosegue con Retzlaff che perderà due giri.

Kvapil così ha gioco facile nel riprendere il controllo del trenino in vista degli ultimi giri. Alfredo ci prova nuovamente ai -2 con Smith, Crews e Jones, poi salta su con loro anche, come da pronostico Creed ma – come da libro base delle tattiche di squadra (con Dale Jr che dopo gli ultimi eventi sui superspeedway ha costretto i suoi piloti ad un corso di riparazione) – Allgaier non lo segue, chiude il buco con Caruth e lascia al vento Sheldon aiutato nel finale anche da Gray.

Kvapil dunque vince in gestione la prima stage davanti a Caruth, Allgaier, Day, Creed, la sorpresa Mosack, Gray, Finch, Clements e Sawalich. Inaspettato zero per Love, addirittura 17° dietro ad Alfredo, Mayer, HIll, Jones, Smith e Crews, lucky dog per Retzlaff che recupera uno dei due giri persi.

Il primo giro di soste manda Day al comando (rimonta dal fondo completata) davanti a Creed, Sawalich, Gray, Caruth, Finch, Jones, Allgaier, Mayer e Crews. Kvapil scivola all’11° posto stallando ripartendo dopo il pit, ancora peggio va in casa RCR con penalità per Love (il fuelman blocca una ruota vagante, compito non permesso a lui) mentre Hill si ferma più volte per risolvere problemi radio.

Bandiera verde ai -19 nella seconda stage e il blocco JRM sceglie l’esterno contro le Toyota all’interno, ma lo show è sempre di Kvapil che, in tandem con Smith, va subito 3-wide, risale la classifica, approfitta dell’interno che esplode immediatamente. L’avanzata prosegue e si ferma solo quando Carson ritorna al comando in poche miglia. La confusione però c’è alle loro spalle e sul trioval Thompson quasi si gira sul muso di Finch generando solo scompiglio.

Ai -15, risolta la pratica Sawalich che stava recuperando all’interno, si è riformato il blocco JRM all’esterno con Kvapil davanti a Day, Caruth e Allgaier. Dalla confusione è riemerso invece Hill che è rientrato in top10 e di slancio attacca mettendosi davanti a William, manovra che porta a far saltare Smith che ci stava provando con la #18. La rimonta di Austin è furiosa, al punto che Kvapil è costretto a coprire la #21 sul trioval. A centro gruppo, invece, 4-wide fra Mayer, Smith, Allgaier e Thompson per fortuna senza conseguenze e con Sam che ne esce al meglio prima di un attacco fallito che rilancia Justin.

Alla fine l’esterno ritrova velocità perché si torna 3-wide con Hill costretto a tenere a bada di nuovo Sawalich. La situazione si ricompone e ai -10 si torna 2-wide, dunque Austin (seguito da Allgaier e Smith) con una situazione più ordinata può riprendere velocità a tornare a impensierire Kvapil che deve coprire prima di tornare all’esterno. La fila di Hill però ha preso inerzia e inizia lo shuffle: la #21 sale e copre la #1, poi arriva la #7 e copre la #21. Smith non ha più velocità e quindi, anche sulla spinta fin troppo vigorosa di Austin, infatti verrà attaccato da Kvapil, Allgaier prende il comando.

Hill torna ad attaccare e apre ai -5 un 3-wide in cui alle sue spalle sbuca dal nulla Love. Allgaier e Kvapil devono dunque gestire Jones, Love e Smith, ma l’esterno di JRM si rinforza in vista del finale in cui la coppia RCR si separa. Ai -2 si è praticamente di nuovo in fila indiana al comando, Hill riattacca da solo e alla bandiera bianca a lui si uniscono Sawalich e Caruth, poi la fila si rinforza pure con Creed. Il pilota RCR guadagna slalomeggiando sul trioval, ma non basta.

Allgaier vince la seconda stage davanti a Kvapil, Smith, Hill, Day, Creed, H.Burton, Crews, Alfredo e Honeyman, a seguire Mayer, Gray, Finch, Sawalich, un deluso Love (zero stage point contro i 18 di Allgaier sono un brutto colpo) e Jones, Caruth 19°, Retzlaff col lucky dog torna a pieni giri.

Nuovo turno di soste e H.Burton si gioca il solo pieno andando al comando su Gray, Sawalich, Kvapil, Allgaier, Day, Jones, Hill, Smith, Creed, Alfredo, Crews, Mayer, Love e Caruth; penalità per Poole e Honeyman. Bandiera verde ai -38, dunque manca poco per andare in fondo col pieno. L’esterno spinge bene con Sawalich e Gray, tuttavia Burton torna sotto sospinto da Kvapil e Allgaier.

La situazione regge fino al giro successivo proprio sul trioval: Burton si era tenuto fin troppo esterno e così facendo ha aperto la porta alle Chevy finendo nel mezzo, qui Harrison forse chiude troppo in ritardo su Kvapil e non riesce a completare la manovra, a questo punto torna verso destra ma qui trova invece Gray che, evidentemente, credeva che Burton si sarebbe portato davanti alla #1. In contatto fra le Toyota genera tanto scompiglio ma non il temuto big one. A venire coinvolti sono Jones, Gray, Hill ed Honeyman con questi ultimi tre con i danni maggiori al muso.

Si riparte ai -32, con praticamente pochissimi che hanno pittato, con H.Burton dato comunque al comando su Kvapil, Smith, Allgaier, Sawalich, Mayer, Day, Alfredo, Creed e Love in top10 mentre i soli a perdere un giro sono Gray e Honeyman, quest’ultimo poi costretto a fermarsi nuovamente.

Le Toyota all’esterno scattano bene, ma il blocco JRM in breve ha vita facile, anche grazie al 3-wide che Mayer apre e che fa saltare in poco tempo Harrison e William, finiti nel mezzo. Smith segue Kvapil al comando mentre Allgaier copre facilmente Mayer. Hill dal fondo tenta un nuovo incredibile recupero, piazzandosi prima in top20 e poi in top15. Anche Retzlaff ci prova, ma la #99 sicuramente non può essere intatta dopo il momento gardening.

Ai -30 si procede già verso la formazione della fila indiana e, quando si completa, la classifica vede Kvapil davanti a Smith, Allgaier, Day, Mayer, Creed, Love, Clements, Alfredo, Perkins, Thompson, Maggio, Williams, il battitore libero Hill, Mosack, Jones, Gase, J.Burton, Retzlaff e Caruth mentre Sawalich, Crews e H,Burton sono finiti fuori dalla top20. In coda Bacarella fora sul trioval, finisce in testacoda e riprende la corsa come aveva fatto in precedenza Retzlaff.

Si procede senza eventi fino ai -21, quando arriva una caution per detriti che col lucky dog riporta a pieni giri Gray. La corsia dei box si apre ma, a sorpresa, in pochi si fermano ai box fra cui Hill, Caruth, i fratelli Sieg, Finch e gli ammaccati dagli incidenti precedenti. Gli altri scommettono sul poco degrado di gomme ancora non del tutto comprese e sul risparmio del carburante per andare in fondo.

Bandiera verde, dopo una caution fin troppo lunga, ai -16 e il blocco JRM all’esterno non ha problemi, Jones prova un 3-wide nel mezzo ma così facendo fa saltare mezza corsia interna. Mayer compie un mezzo miracolo trovando un varco alla sua destra e così, nel processo in cui si va a formare la fila indiana (gli attacchi di Love con J.Burton e Jones non ottengono gli effetti sperati così come il tentativo di rimonta di Sawalich con Crews e Caruth), si piazza al terzo posto.

Quando il treno è ormai composto (Kvapil davanti a Smith, Mayer, Allgaier, Day, Love, Creed, Alfredo, Perkins e Jones con Caruth, Gray e Retzlaff attorno al 20° posto mentre Sawalich e Crews sono precipitati in fondo), doppio colpo di scena con prima Hill in curva4 e poi Finch sul trioval (con testacoda e ritiro) forano e finiscono in coda alla classifica.

Non c’è alcun movimento ulteriore da segnalare fino all’ultimo giro. Tutti sanno quello che accadrà e puntualmente questo si avvererà. Si sa infatti che a dover attaccare sarà Mayer, da solo o in risposta a manovre da dietro, che quando lui si sposterà allora Allgaier e Day chiuderanno il buco per tornare vicini ai compagni di squadra e così la #41 rimarrà al vento.

E questo avviene alla bandiera bianca. Mayer esce dalla scia verso curva1, Kvapil copre, Smith piazza il side draft preciso, rallenta la #41, Carson torna su e così Sam è da solo al vento. Mayer precipita in classifica e si va sul backstretch dove Allgaier con la scia arriva sotto a Sammy e lo sospinge, costringendolo ad attaccare, Kvapil forse non è preciso nel blocco e così perde velocità mentre ad aiutare la #8 arrivano Love e Creed.

In curva3-4 le due file sono appaiate, Love spinge bene Smith mentre Allgaier è un po’ staccato da Kvapil e quando arriva sotto ormai la fila esterna si è sparpagliata e – come sempre a Talladega – perde abbrivio, segnando così il loro destino.

Sammy Smith, in due semplici mosse all’ultimo giro ma niente più, fa il bis a Talladega vincendo dopo la gara dei Truck anche quella della OAP (primo pilota non della Cup Series a farlo in un weekend addirittura da Greg Biffle a Phoenix 25 anni fa). Sul traguardo precede di 0.084″ Kvapil (il compagno di squadra a cui avrebbero fatto comodo 20 punti in più), Love (che ringrazia, salva una giornata iniziata male e senza essere aiutato da nessuno in gara), Allgaier (idem come Carson), Creed e Day, dunque i leader della generale sono tutti in top6, poi iniziano le posizioni più “alla Talladega” con Perkins, Thompson, un Jones in rimonta dopo la piroetta, Alfredo, un indomito J.Burton, Maggio, Mayer lasciato da solo nel giro finale, R.Sieg, Leitz, Bilicki, Caruth, Clements, Mosack e Gase, Gray 21°, Sawalich 28°, Retzlaff 31°, Crews 34° dopo essersi staccato nelle miglia finali, Hill 35° a -2.

In campionato Love, come detto, salva la pelle (ma a Martinsville pagherà le infrazioni ai controlli tecnici pre-gara perdendo la scelta dello stallo in pit lane) e difende 19 punti su un Allgaier che, ancora una volta, pur non convincendo del tutto è lì, poi Day a -29, Creed a -50 e Kvapil a -59, da lì in poi tutti out. A Martinsville ultime speranze per ribaltare la classifica e avere a Miami un finale a tre per il titolo.

I risultati odierni

La classifica della “TPG 250”

La classifica generale

Così in campionato a 2 gare dalla fine della Chase della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026

I prossimi appuntamenti

Stasera alle ore 19:00 a Talladega andrà in scena la gara della NASCAR Cup Series, terzultima della stagione; a partire dalla pole position sarà Chase Briscoe. La OAP Series tornerà sabato prossimo a Martinsville.

Immagine: Media NASCAR

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