Il format di ciascun weekend della MotoGP subirà pesanti stravolgimenti dal prossimo anno; sensibile riduzione del tempo in pista al venerdì e al sabato.
Era diventato chiaro fin da subito che Liberty Media, ora al comando della gestione del Motomondiale sotto l’effige del MotoGP Sports Entertainment Group, non fosse entrata nel Circus delle due ruote in punta di piedi. Il colosso americano, sin dalle prime battute, ha fatto comprendere ai più come i cambiamenti in ottica futura sarebbero stati tanti e massicci, indipendentemente dalle reazioni che ne sarebbero seguite.
Questa mattina, tramite un comunicato ufficiale su MotoGP.com, sono stati svelati i nuovi cambiamenti apportati dalla Grand Prix Commission, formata da Paul Duparc (FIM), Mike Webb (IRTA), Biense Bierma (MSMA), Carmelo Ezpeleta (capo della MSEG) e con presenti Jorge Viegas (presidente della FIM), Carlos Ezpeleta (MotoGP SEG), Corrado Cecchinelli (direttore del comparto tecnologico), Paul King (direttore della FIM CCR) e Dominique Hebrard (direttore tecnico FIM CTI). Essi sono andati a toccare il format del weekend MotoGP che, dopo soli tre anni (ovvero dall’introduzione della Sprint Race nel 2023), subirà delle pesanti modifiche.
Venerdì

La giornata stravolta maggiormente è quella del venerdì. La mattinata della prima giornata del weekend rimarrà invariata per la top class per la presenza della solita FP1, ma dal pomeriggio cominceranno i cambiamenti: scomparirà la Practice (comunemente detta Prequalifica qui in Italia) e verrà restaurata la FP2, spostata dal sabato mattina.
Al termine della seconda libera, i piloti della MotoGP affronteranno la prima di due qualifiche del weekend, la cosiddetta Sprint Qualifying. Tutt’e ventidue i piloti iscritti avranno appena quindici minuti di tempo per scendere in pista, assicurandosi la miglior posizione di partenza possibile per la manche breve del giorno dopo.
Ai meno attenti, però, va segnalato un elemento da non sottovalutare: l’importante riduzione del tempo a disposizione dei piloti per girare in pista e lavorare sugli assetti durante le libere, tutto per favorire l’elemento della casualità e dell’imprevedibilità (strategia che Liberty Media ha già usato a più riprese in F1).
Sabato

Seppur meno evidenti, i cambiamenti non sono mancati nemmeno per la seconda giornata. Farà la propria ricomparsa la FP3 che, rispetto alla FP2, durerà dieci minuti in meno e ridurrà ulteriormente il tempo a disposizione dei piloti e dei team per i settaggi ed aggiustamenti alle moto.
La qualifica del Gran Premio, a livello di tempistiche, non ha subito modifiche, ma la Q1 non vedrà partecipare solo la metà più lenta dello schieramento al venerdì, ma l’intera griglia. I quindici minuti a disposizione serviranno per selezionare i dodici piloti più rapidi, i quali poi si sfideranno nella Q2, rimasta invariata rispetto all’attuale formato.
Infine, a conclusione del sabato ci sarà la gara Sprint, la cui griglia sarà stata già decisa il giorno prima, al venerdì pomeriggio.
Domenica

Nemmeno la terza giornata, quella decisiva, è passata indenne dai cambiamenti. Dopo la scomparsa dei warm-up di Moto2 e Moto3, anche la classe regina perderà il turno di riscaldamento della domenica mattina, guadagnando però un tempo extra prima della partenza, con l’apertura della pit-lane per dieci minuti.
L’eliminazione totale del warm-up, già fortemente limitato dal 2023 ma ora completamente assente, rischia di essere un elemento controproducente non da poco: esso permetteva ai piloti e alle squadre non solo di compiere ulteriori modifiche a poche ore dalla partenza, ma anche di verificare l’effettivo funzionamenti dei rispettivi bolidi in seguito a delle cadute. Eliminarlo significherà togliere queste possibilità ai piloti.
Non sono state annunciate modifiche, invece, ai format di Moto2 e Moto3, se non la loro presenza costante alla domenica, ad anticipare la MotoGP. Ciò fa a sconfessare i (preoccupanti) rumor delle ultime settimane, che parlavano di un’alternanza tra le due categorie per andare a scaricare un po’ i weekend (come avviene con F2 e F3).
L’aria di cambiamento ha investito la MotoGP (e il suo lascito) come un tornado, ma solo col tempo ne vedremo i risvolti. Per il momento, agli appassionati non resterà che sperare che il vento del cambiamento non si trasformi in una bufera distruttiva.
Fonte immagine: honda.racing
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