Blog | MotoGP, l’Italia che ha bisogno del riscatto: il 2027 di Aprilia per ricostruire i propri piloti

Di: Alyoska Costantino
AlyxF1 alyoska.and.myself
Pubblicato il 17 Settembre 2026 - 16:00
Tempo di lettura: 8 minuti
Condividi su
Blog | MotoGP, l’Italia che ha bisogno del riscatto: il 2027 di Aprilia per ricostruire i propri piloti
Home  »  BlogNuvola Alyoska

La squadra Aprilia del 2027 rappresenta l’Italia del motociclismo in tutto il suo splendore. Ma per i piloti, Bezzecchi e Bagnaia, servirà un reset completo.

La bloggata odierna si lega a doppio filo a quella pubblicata ieri. In quell’occasione mettevo a paragone diretto la formazione italiana con quella spagnola, che nel GP di San Marino di domenica scorsa ha fatto man bassa in quel di Misano mettendo in evidenza il forte distacco che, al momento, c’è tra la Spagna e l’Italia per le rispettive pattuglie, nonché le prospettive future ben più che preoccupanti per il motociclismo nostrano.

Oggi rimarrò focalizzato, invece, sulla sola classe MotoGP. Il 2027 si avvicina a grandi passi e, a pochi mesi dall’avvio del prossimo Mondiale in Thailandia e con ancora un campionato da assegnare, pochi hanno dubbi su quale sarà la coppia dominante della prossima stagione. E no, non sto parlando di quella presente in copertina.

L’atteso scontro Marc Márquez-Pedro Acosta in Ducati aumenterà da solo l’intera attenzione sul prossimo campionato, il quale sarà anche rivoluzionato (o almeno così si pensa) dalle diverse novità regolamentari e tecniche, su tutte il cambiamento della cilindrata a 850cc, la riduzione dell’aerodinamica e il passaggio alle gomme Pirelli. In ogni caso, la dominanza per l’anno venturo delle “Furie Rosse” (in fondo, sono pur sempre spagnoli vestiti di rosso, come nel calcio) non sembra in discussione.

Tuttavia, non è difficile immaginare quale sarà, invece, la coppia su cui verteranno le maggiori attenzioni della stampa e del commento italiano. Marco Bezzecchi e Francesco Bagnaia, compagni di Academy e grandi amici nella vita reale, si troveranno fianco a fianco per la prima volta in MotoGP, come piloti del team Aprilia Racing. Una triade tutta tricolore, volta a dimostrare come l’Italia sia ancora pronta a dire la propria.

Sulla carta, in effetti, Bezzecchi-Bagnaia-Aprilia rappresenta un tridente davvero d’eccezione, anche guardando i numeri e lo storico dei due piloti. “Bez” si sta giocando il Mondiale 2026 ed è stato, nella prima parte dell’anno, in testa alla generale con quattro vittorie ed altrettanti podi (due secondi e due terzi posti), nonché il più convincente dell’intera griglia sul piano velocistico, seppur agevolato dall’infortunio d’inizio anno di Marc Márquez (tra l’altro provocato da Bezzecchi stesso lo scorso anno in Indonesia, nonché ulteriormente aggravato dalla caduta del #93 ad Austin). Dall’altra parte, Pecco giunge forte di un contratto di quattro anni stipulato nella prima metà del 2026 e conta il miglior palmares di un italiano nel Motomondiale dopo Giacomo Agostini e Valentino Rossi, con all’attivo 41 vittorie, 86 podi e, ovviamente, i tre titoli mondiali conquistati, di cui due proprio in MotoGP.

Come dicevo, però, tutto questo è sulla carta perché, guardando il quadro completo, soprattutto al presente, esso non lascia presagire un 2027 semplice e dai risultati così scontati. Anche ignorando la forte concorrenza che sarà rappresentata da Ducati Lenovo (presenza che, comunque, non si potrà ignorare), l’opera di ricostruzione che la Casa di Noale dovrà svolgere sui propri due titolari appare davvero impegnativa.

FRANCESCO BAGNAIA

Il caso più problematico è sicuramente quello del torinese. Bagnaia, dopo un 2024 di altissimo livello prestazionale ma terminato con la perdita del titolo a vantaggio di Jorge Martín, si è ritrovato al fianco un Márquez affamato come non mai di vittorie, col compito, autoimpostosi e affibbiatogli anche da tifosi e media, di tenere testa al fenomeno di Cervera (cosa che, ammetto candidamente, ritenevo possibile anche io). I più fanatici speravano di ottenere una sorta di “vendetta morale” per ciò che è successo dieci anni prima con Valentino Rossi, una vendetta che, ad ogni modo, non riguardava il #63.

La storia del 2025 la conosciamo bene: sin dal primo GP non c’è stata storia e, tolto il capovolgimento di fronte avvenuto ad Austin con l’errore di Márquez sul cordolo bagnato e la vittoria di Pecco, tra i due non c’è mai stato un reale confronto e la fine, simbolica, delle speranze di Bagnaia è giunta al Mugello, gara in cui l’italiano ha combattuto come un leone nei primi giri, ma solo per concludere quarto dietro non solo a Marc, ma anche ad Álex Márquez e a Fabio Di Giannantonio.

Nella seconda metà dello scorso anno le cose sono andate di male in peggio e, se nella prima metà dell’anno almeno arrivavano i podi, da un certo punto in poi Bagnaia ha fatto fatica persino ad arrivare in top ten. Nelle ultime prove dell’anno “Nuvola Rossa” è rimasto a secco di punti, eccezion fatta per lo strano caso di Motegi in cui, quasi inspiegabilmente, le cose hanno funzionato a dovere e Bagnaia si è aggiudicato la doppietta, nel weekend del nono Mondiale di Márquez. Weekend su cui, tra l’altro, alcuni giornalisti hanno sollevato dubbi sulla legalità della moto usata da Bagnaia, suggerendo che avesse usato la moto di Franco Morbidelli con tanto di specifica del motore (cosa non ammessa dal regolamento ma nemmeno mai appurata).

A peggiorare il tutto c’è stata la telenovela conflittuale tra il pilota e la squadra, con Bagnaia che lamentava le sue problematiche davanti ai microfoni e i rappresentati Ducati, con Gigi Dall’Igna in testa, che ripetevano come il problema non fosse da ricercare nel mezzo. Queste stoccate reciproche si sono fatte sempre più frequenti nonché evidenti, e stanno avvenendo tutt’oggi (persino nei fuori onda), segno di una spaccatura nel box, probabilmente già iniziata a fine 2024, oramai visibile ad occhio nudo e che sta sicuramente peggiorando la situazione già complicata.

Vedendo l’andazzo del 2025, il 2026 è iniziato con attese decisamente inferiori per Pecco, il quale ha trovato una parziale reazione nella prima metà dell’anno con quattro podi consecutivi e la vittoria nella Sprint di Brno. Tuttavia, dal ritorno dalla pausa estiva (resa più felice dalla nascita del figlio Oliviero), si è rivisto il copione della seconda metà del 2025, con Bagnaia costantemente nelle retrovie (o comunque ultimo tra i ducatisti) e spesso a terra in gara, per cercare di sormontare le proprie difficoltà.

Pensando all’atmosfera attuale nel box #63, un cambio d’aria non può che fare bene al pilota di Chivasso, il quale però ha molto in ballo col prossimo contratto: se la situazione in Ducati presenta delle tinte fosche che effettivamente possono far alzare dei dubbi su quanta sia la colpa del pilota nella mancanza di prestazioni e quanta sia quella della squadra, in Aprilia queste variabili non ci saranno e, se il confronto con Bezzecchi dovesse essere altrettanto impietoso, per Bagnaia il quadriennale firmato potrebbe essere l’ultimo in MotoGP. Anche l’adattamento ai numerosi cambiamenti regolamentari sarà un aspetto fondamentale per giudicare la riuscita o meno della prima stagione di Pecco sulla RS-GP.

MARCO BEZZECCHI

Il suo amico Marco, d’altro canto, sarà l’elemento di continuità del team tra questo ciclo regolamentare ed il successivo, ma anche i dubbi su quanto stia facendo Bezzecchi in pista non sono pochi. A fronte delle quattro vittorie e degli otto podi citati in precedenza, fa impressione osservare come la classifica non gli stia dando ragione, dati i 34 punti di ritardo da Márquez e da Martín, appaiati in testa alla generale.

La motivazione è da ricercare nei numerosi, numerosissimi errori che hanno allontanato il #72 dalla vetta. Il più grave è arrivato proprio a Misano, una gara che, a detta di molti, aveva Bezzecchi come candidato numero uno al successo. Anche le prove libere e le qualifiche, con la pole conquistata, lasciavano presagire una cavalcata dello “Scorpione” per Sprint e GP, ma già nella gara corta è arrivata la prima batosta, col secondo posto alle spalle del solito Márquez.

Il peggio, naturalmente, è arrivato il giorno dopo con la caduta al primo giro, nella sezione del Carro. Un errore che, ammetto, mi ha fatto sorgere il sospetto che Marco non soffri un po’ troppo Marc. Quello di Misano, infatti, non è stato un caso isolato in cui Bezzecchi, durante uno scontro diretto contro il #93, è finito per cadere a terra, anche quando era dato come il favorito di una gara.

La Sprint di Buriram, la caduta ad alta velocità ad Assen e, ripensando al 2025, il contatto a Mandalika al primo giro: tutte situazioni in cui “Bez”, ritrovatosi nei paraggi di Márquez, si è fatto trovare impreparato ed ha commesso errori evitabilissimi. E’ vero, rimanendo focalizzati sul 2026 ci sono state anche le sfortune (ad esempio la partenza in Ungheria), ma il riminese ha mostrato pure evidenti segnali di nervosismo, su tutti la lite col commissario nella via di fuga di Brno durante la Sprint, terminata con la squalifica per il giorno dopo.

Tornando agli errori, questi stanno spalancando le porte al compagno Martín, velocisticamente inferiore quest’anno ma decisamente più costante. Appurato che entrambi i piloti del Gruppo Piaggio siano in lotta per la corona, per Bezzecchi sarebbe un durissimo colpo vedere “Martinator” chiudergli davanti in campionato; in un certo senso, si ripresenterebbe la dinamica a cui si è assistito nel 2024 tra lo stesso Jorge e Bagnaia, con Martín in procinto di lasciare Ducati e Pramac Racing (non senza qualche polemica pure in quel caso, per non esser stato selezionato dal team ufficiale) per unirsi ad Aprilia, marchio con cui, nel giro di metà anno, sono sorti gli attriti e la volontà del madrileno per un addio anticipato, prima tentato e poi abortito dal manager Albert Valera.

Non so se per Bezzecchi possa essere peggio perdere il campionato da Márquez o da Martín, conoscendo le forti rivalità che lo legano ai due spagnoli (col primo per via dell’antipatia nota tra i piloti della VR46 e i fratelli Márquez, col secondo per i duelli passati avvenuti già in Moto3). Dopo un primo assalto al titolo nel 2023 concluso anzitempo (anche lì per le troppe cadute e qualche episodio sfortunato…) ed un 2025 terminato con grande slancio, il 2026 doveva essere l’anno della consacrazione per il riminese, ma al momento non si sta dimostrando tale, almeno sul piano della maturità.

E’ vero, il campionato è ancora lungo a conti fatti (otto Gran Premi ancora da svolgere, sette in caso dovesse saltare il Qatar, per un totale di 249 o 286 punti ancora a disposizione), ma la sensazione è che il GP di San Marino sia stato un punto di rottura del 2026, uno spartiacque determinante che potrebbe aver aperto completamente la strada al ducatista spagnolo, ora il grande favorito.

E’ per queste ragioni che Bezzecchi, esattamente come Bagnaia, avrà la necessità di compiere a propria volta un reset in vista del 2027. Aprilia, nelle figure di Massimo Rivola e Fabiano Sterlacchini, dovrà supportare i due italiani al massimo in questo: la mossa del marchio veneto appare molto “propagandistica” (per un Paese spesso legato ai piloti della propria nazione, sarà difficile non tifare due portacolori italiani, allievi di Valentino Rossi, su una moto italiana), ma di certo c’è anche un intento sportivo importante, volto a conquistare il tanto agognato titolo massimo con uno dei due.

Entrambi dovranno mettersi alle spalle gli errori e le incertezze che sono costati loro parecchio in questo 2026.
Entrambi dovranno tenere testa ad una competizione come forse mai si era vista prima.
Entrambi dovranno rendere onore all’Italia del motociclismo, tirando fuori le rispettive versioni migliori; quelle che, già in passato, hanno reso davvero orgogliosi i loro tifosi.

Fonti immagini: Andrea Bonora / Bonoragency, press.piaggiogroup.com, mediahouse.ducati.com

Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE

Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi

È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.