Loi vince la gara del CIN a EchoPark. L’errore ABS alla fine della seconda stage ribalta una gara dominata per 109 giri
Cristian Loi conquista Race 2 della CIN Cup eSports Series 2026-27 ad Atlanta sull’EchoPark Speedway, imponendosi in una volata decisa sul traguardo. Il pilota della Chevrolet #91, portacolori del Brakeless Racing Team Reloaded, precede Riccardo Casiraghi di appena 0.091″ e Francesco Bartelloni di 0.235″, chiudendo davanti a un gruppo ancora compatto dopo 159 giri.
Loi era partito dalla settima posizione e ha trasformato la sua gara in un successo costruito anche attraverso 45 giri al comando. Il finale gli ha consegnato la prima posizione davanti a Casiraghi e Bartelloni, senza che il margine riuscisse mai ad allargarsi oltre pochi decimi.
«Pensavo che si sarebbe sviluppata in modo diverso visto il gruppetto degli ABS che erano molto forti, soprattutto quando si gioca in gruppo, però mi è andata bene. Gli ultimi giri penso che secondo me Riccardo e Francesco dietro di me non volessero rogne e quindi siamo arrivati in volata tranquillamente.»
Nel dopogara Loi ha spiegato anche quanto la situazione del proprio team fosse cambiata nel corso della corsa, dopo aver perso il supporto diretto dei compagni.
«Purtroppo Matteo e Damiano che sono i miei compagni sono rimasti coinvolti in un incidente, quindi pensavo essendo da solo di non potermi giocare una probabile volata, però sono contento che è andata diversamente.»
Alle sue spalle Riccardo Casiraghi porta la Chevrolet #27 dell’ABS Motorsports Alpha al secondo posto. Partito terzo, Casiraghi arriva sul traguardo a 91 millesimi dal vincitore. Nel collegamento dopo la gara ha spiegato di aver provato una soluzione nel finale senza riuscire però a mettere realmente sotto pressione Loi.
«Nel finale io ho tentato di replicare la manovra che ha fatto Cristian allo stage, ma in realtà la macchina è rimasta piantata lì e non sono riuscito a impensierirlo.»
Francesco Bartelloni completa il podio con la Ford #43 del TC Racing Motorsports Gold. Partito dall’undicesima posizione, chiude terzo a 0.235″ dal vincitore e porta a casa un risultato che lo mantiene nelle primissime posizioni della Regular Season.
Il dato più netto sul comando della corsa appartiene però a Vincenzo Acquaviva. Il numero 37, partito dalla pole, ha condotto 109 dei 159 giri ufficiali, più di qualsiasi altro pilota, ma il risultato finale lo registra in ventiduesima posizione, a un giro dal vincitore. Un esito che non gli impedisce di conservare il comando della classifica generale dopo le prime due gare.
Per 109 giri EchoPark sembrava avere un padrone. Al termine dello Stage 2 la situazione era ancora più netta: Vincenzo Acquaviva primo, Michele Casiraghi secondo, Alessio Fabbri terzo. Tre vetture ABS nelle prime tre posizioni e una gara che, fino a quel momento, sembrava muoversi nella direzione voluta dal team. Poi, nel giro di una neutralizzazione, tutto è cambiato. Un errore nell’ingresso della pit lane ha trasformato quella che poteva diventare una serata di controllo in una rincorsa impossibile. Davanti, Cristian Loi non ha avuto bisogno di un secondo invito.
Il risultato finale consegna così Race 2 al campione in carica. Cristian Loi #91, oggi portacolori del Brakeless Racing Team Reloaded, è il pilota che ha conquistato gli ultimi due titoli Cup, quelli del 2024 e del 2025. Due campionati consecutivi che ne hanno fatto il riferimento dell’ultima fase del CIN e che spiegano perché una vittoria come quella di EchoPark non possa essere letta soltanto come il prodotto dell’errore degli avversari.
Loi la gara l’aveva già cominciata a costruire molto prima. Partito settimo, ha conquistato lo Stage 1, ha completato tutti i 159 giri senza incident point e ne ha trascorsi 45 al comando. Quando lo scenario si è ribaltato nella seconda metà della corsa, il #91 era quindi già dentro la partita. L’errore ABS gli ha aperto una possibilità enorme; il campione è stato quello che l’ha trasformata in vittoria.
E lo ha fatto in una situazione tutt’altro che ideale per la propria squadra. Matteo Bortolotti e Damiano De Gennaro, i riferimenti con cui Loi avrebbe potuto lavorare nel finale, erano usciti dalla zona utile della gara dopo essere rimasti coinvolti negli episodi precedenti. Nella fase decisiva il #91 si è quindi ritrovato senza la copertura diretta dei compagni, proprio mentre dall’altra parte rimanevano ancora diverse vetture riconducibili alla struttura rivale.
È un dettaglio che conta perché tra Brakeless e ABS la rivalità sportiva è ormai uno dei confronti più forti della griglia. Due strutture abituate a correre per le posizioni che contano, con strategie di squadra e piloti capaci di condizionare il comportamento del gruppo. A EchoPark sembrava che fosse l’ABS Motorsports ad avere costruito la situazione migliore. E proprio per questo ciò che accade alla fine dello Stage 2 pesa ancora di più.
Acquaviva era partito dalla pole e aveva imposto il proprio ritmo per gran parte della distanza. I numeri ufficiali gli assegnano 109 giri al comando sui 159 complessivi: quasi sette tornate su dieci trascorse davanti a tutti. Secondo nello Stage 1 alle spalle di Loi, il numero 37 conquista poi lo Stage 2. Alle sue spalle, in quel momento, ci sono Michele Casiraghi e Fabbri. È un uno-due-tre ABS che sembra mettere il team nella condizione ideale per affrontare l’ultima parte della corsa.
La caution dello Stage 2 diventa il punto di rottura. Nel tentativo di mantenere compatto il gruppo ed evitare elastici durante la neutralizzazione, il trenino ABS prosegue senza imboccare immediatamente la corsia box. Il problema è che a EchoPark l’ingresso della pit lane si trova sul back straight. Quando le vetture raggiungono curva 3, la linea utile è ormai alle loro spalle.
È un errore elementare, proprio per questo ancora più difficile da digerire per una struttura con oltre vent’anni di esperienza. Il giro successivo aggiunge il secondo problema: la pit lane viene trovata chiusa. A quel punto sarebbe ancora possibile entrare, accettare la penalità e ripartire in fondo al gruppo con una longest line. Sarebbe costato posizioni, ma avrebbe mantenuto le vetture nella sequenza della gara.
La scelta è invece quella di non entrare. Con il carburante ormai al limite, la neutralizzazione termina e il conto arriva immediatamente: è necessario fermarsi sotto bandiera verde. Il pit stop fa perdere il giro e trasforma il controllo della corsa in una situazione dalla quale diventa praticamente impossibile recuperare. Acquaviva, Fabbri e Michele Casiraghi, che al termine dello Stage 2 occupavano le prime tre posizioni, chiuderanno rispettivamente 22°, 21° e 20°, tutti a un giro dal vincitore.
È il tipo di errore che va oltre il semplice risultato. Acquaviva aveva costruito 109 giri di leadership e, nonostante il ventiduesimo posto finale, i punti raccolti negli stage gli permettono comunque di uscire da EchoPark al comando della Regular. Ma la sensazione lasciata dalla gara è inevitabilmente diversa: ABS aveva preparato la situazione migliore e l’ha persa non per mancanza di velocità, ma per una lettura sbagliata di una procedura elementare.
Loi, dall’altra parte, fa esattamente ciò che ci si aspetta dal pilota che ha dominato le ultime due stagioni del campionato: resta nella posizione giusta quando la corsa cambia volto e non spreca l’occasione. Daytona lo aveva lasciato al 27° posto, a un giro dal vincitore. Una settimana dopo risponde con uno Stage, 45 giri davanti e la vittoria. Non è ancora il leader della Regular, ma torna immediatamente nella zona in cui il campione in carica ha trascorso gran parte degli ultimi anni.
Acquaviva resta quindi al vertice con 87 punti. Michele Casiraghi e Bartelloni seguono entrambi a quota 82 nell’ordine ufficiale della classifica, mentre la vittoria porta Loi a 81, un solo punto dal secondo posto. Alessio Fabbri completa la top five con 79 punti.
EchoPark consegna al Gruppo B uno dei finali più serrati di questo avvio di stagione. Giuseppe Curcio #98 della CuBe Competizioni Platinum conquista Race 2 con la Toyota dopo essere partito dalla 16ª posizione, precedendo Leonardo Stefania #87 del GG Racing Team di appena 0.016″ e Rocco Alberto Vignola #8 di 0.085″. A decidere tutto è il Green-White-Checkered finale: tre vetture arrivano a giocarsi la vittoria e Curcio completa il sorpasso decisivo all’ultima curva, passando al comando proprio nel giro che conta di più.
Dopo il finale combattuto di Daytona, anche il secondo appuntamento della stagione conferma quanto il Gruppo B possa cambiare volto nel corso di pochi giri. Michael Mora #51 della CuBe Competizioni Platinum apre la serata dalla pole position con il tempo di 31.252″, ma la gara viene neutralizzata praticamente subito. Sul traguardo del primo giro il contatto tra Andy Armeanu e Marcello Barisione provoca infatti la prima caution.
La seconda gialla arriva al giro 34 dopo una sequenza di contatti che coinvolge Ivan Pedrocchi, David Beardsley e Leonardo Padurariu. Il leader della classifica entra quindi direttamente in una delle fasi più movimentate della gara, ma riesce a proseguire e a completare tutti i 106 giri. Al giro 55 arriva la terza neutralizzazione, questa volta per un contatto tra Giuseppe Curcio e Areski Etillieux.
La sequenza prosegue al giro 63 con la quarta caution, provocata dal contatto tra Fabio Gasparini e ancora Padurariu. Undici giri più tardi è invece Stefano Re a essere coinvolto insieme a Tiziano Giannellini nella quinta gialla. Re era stato uno dei riferimenti assoluti della corsa: i dati ufficiali gli assegnano 53 giri al comando, più di qualsiasi altro pilota, ma al traguardo chiuderà in 16ª posizione.
La sesta neutralizzazione nasce da un contatto tra Valerio Petretti e Padurariu, mentre il report di gara non indica il giro esatto dell’episodio. Al giro 101 arriva infine la settima caution, con Simone Tegas e Giovanni Coronin coinvolti. È l’interruzione che prepara il GWC e cancella definitivamente ogni margine costruito in precedenza.
La volata mette di fronte Vignola, Stefania e Curcio. Stefania arriva al finale dopo aver condotto 41 giri ed è il secondo pilota con più tornate al comando alle spalle di Re. Vignola, partito 14°, dispone invece del giro più veloce assoluto della serata, 29.275″, e resta pienamente nella lotta fino all’ultima curva. Curcio arriva da ancora più indietro, dalla 16ª casella, e nei dati ufficiali risulterà al comando per un solo giro.
È però proprio quell’unico giro a decidere Race 2. Nell’ultima curva Curcio completa il sorpasso e si presenta sul traguardo davanti a Stefania per appena sedici millesimi. Vignola resta agganciato ai primi due e completa il podio a 0.085″. Luca Lezzi termina quarto a 0.140″, mentre Padurariu recupera fino alla quinta posizione a 2.425″ dal vincitore. Giovanni Palaric, Gasparini, Giannellini, Coronin e Marco Aleandri completano la Top 10.
Il risultato di EchoPark mantiene Leonardo Padurariu in testa alla Regular del Gruppo B con 25 punti. Alle sue spalle Luca Lezzi e Giovanni Palaric sono appaiati a quota 20, mentre Gasparini e Stefania seguono con 16. La vittoria porta Curcio direttamente in sesta posizione con 15 punti nonostante una sola partenza stagionale, mentre Vignola sale a quota 14.
Il CIN Cup eSports Series tornerà lunedì 28 settembre 2026, sempre alle 21:20 circa, in Texas.
La classifica della “EchoPark 240”
La classifica della stagione 2026/27 del CIN dopo la seconda gara
Immagine: i-cin.it
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