NASCAR | Cup Series, Bristol #2 2026: Logano emerge vincitore nell’arena infuocata del Colosseum!

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 23 Settembre 2026 - 13:00
Tempo di lettura: 20 minuti
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NASCAR | Cup Series, Bristol #2 2026: Logano emerge vincitore nell’arena infuocata del Colosseum!
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Mentre Blaney e Hocevar fanno a cazzotti per l’incidente avvenuto nel finale, Logano conquista nuovamente Bristol e torna pericolosamente in zona titolo

E sono tre! Tre Night Race vinte a Bristol dopo la doppietta 2014-15, tre vittorie stagionali dopo North Wilkesboro e Richmond, tre sono anche i titoli della NASCAR Cup Series in bacheca, ma ora qualcuno inizia a temere che arrivi il quarto. Nel giorno in cui, probabilmente, Ryan Blaney saluta il sogno campionato per questa stagione (su questo più avanti), Joey Logano conquista il “The Last Great Colosseum” con un incredibile, non per la spettacolarità ma per quanto era inaspettato, triplo sorpasso a sei giri e mezzo dalla fine che lo ha lanciato verso la vittoria. Ora la #22 è a soli 16 punti dalla leadership in campionato, rappresentata ora da Kyle Larson che ha superato Denny Hamlin di appena una lunghezza.

La gara

Bristol, primo snodo cruciale della Chase. Al “Last Great Colosseum” (curioso che si corra nello stesso weekend in cui la NASCAR Euro Series è vicina al vero Colosseo), infatti, potrebbero emergere i primi veri attriti e le prime battaglie di questi playoff, oltre a quelli già presenti come nuovi capitoli della lotta in tribunale fra JGR e Spire Motorsports sulla presunta spy story.

37 le auto presenti a Bristol e l’unica vettura Open è la #66 di Josh Bilicki. L’unico cambiamento è dietro le quinte: Travis Mack non è più il crew chief di John Hunter Nemechek, al suo posto Chais [sic] Eliason. L’inizio del weekend in Tennessee, tuttavia, è problematico per il meteo. La Cup Series è quella colpita più “severamente”. Un lightning hold prima fa saltare le qualifiche (zero prove ufficiali su tre completate nel weekend), poi arriva anche qualche goccia di pioggia e dunque vengono cancellate anche le prove libere. Si andrà in corsa senza nemmeno un giro percorso.

L’algoritmo mette in pole Kyle Larson davanti a Logano, Hamlin (alla gara n°750 in Cup Series), Byron, Hocevar, Bowman, Chastain, Cindric, A.Dillon e Wallace, Bell 12°, Gibbs 13°, Preece 16°, Reddick 20°, Buescher 23°, Briscoe 26°, Elliott 27°, Suárez 28° e Blaney 29° con tutti questi zavorrati dai guai di Gateway.

Malgrado i rischi sempre legati ai temporali, al sabato sera tutto è pronto per la gara, come di consueto 500 i giri in programma con stage precise da 125+125+250 anticipate però da una competition caution al giro 40.

Alla bandiera verde Larson scatta molto bene dall’esterno mentre Byron lo segue da curva2; Logano e Bowman lo imitano mentre Cindric aggira Hamlin con Wallace che lo imita al secondo giro. Pure Chastain ci prova, ma finisce poi a lottare con Hocevar. Anche con la competition caution al giro40, il rischio di finire indietro è tanto, Blaney lo capisce e attacca, Reddick va immediatamente in difficoltà, finisce addirittura 3-wide all’esterno e perde terreno.

Davanti, intanto, Larson allunga in progressione in una top10 già in fila indiana e in cui Hocevar prova a farsi sentire su Hamlin. Non passano che 20 giri e inizia già la ronda dei doppiaggi, quello di Bilicki è prevedibile, quello di T.Dillon poco più tardi meno, ancora peggio è quello di Josh Berry di lì a poco. Nel complesso, tuttavia, la situazione rimane molto calma, Byron torna sotto nel traffico ma non arriveranno attacchi. L’allarme rosso è già suonato come detto per Reddick e nemmeno un gruppo più allungato gli fa prendere ritmo: dopo Zane Smith cade pure lui nella morsa della #5 e finisce a -1 al giro 36 quando, dopo essersi difeso con successo all’esterno, sbaglia tattica, copre l’interno e Larson lo aggira facile. Manca poco alla bandiera gialla, ma la situazione affonda: Berry lo infilerà proprio al 40° giro.

Alla competition caution Larson guida su Byron, Logano, Bowman, Cindric, Hamlin, Wallace (Bubba pure lui passato a pochi secondi dalla gialla), Chastain, Hocevar e A.Dillon. 31 auto a pieni giri più il lucky dog Berry a lasciare a -1 Reddick, Smith, Ware, T.Dillon e Bilicki.

Con i dubbi sul consumo delle gomme ancora tutto da valutare, si apre la corsia dei box e non tutti ci vanno. A tirare dritto sono Logano, Cindric, Buescher, Blaney e Briscoe (chiamato in ritardo per la sosta), poi emerge dai box Larson seguito da A.Dillon (due gomme), Byron, Bowman, Hamlin, Chastain, Wallace e Nemechek (2). Wave around per Reddick.

Ripartenza ai -77 nella prima stage e Logano rimane agilmente al comando lasciando Buescher e Cindric a lottare mentre c’è anche un 3-wide fra Wallace, Hamlin e Chastain. Alla fine, malgrado una corsia esterna che va gommandosi a pareggiare il PJ1 messo alla corsa, Buescher deve cedere a Cindric e Blaney attacca immediatamente di slancio la #17 con Larson spettatore interessato. Ryan deve alzare il piede, ma riesce a mettersi al pelo davanti alla #5. I giri fra il 55 e il 65 sono complicati per la famiglia Dillon: prima Austin deve alzare il piede in mezzo al 3-wide fra Chastain ed Hamlin ed esce dalla top10, poi Ty (già in coda) bacia il muro in curva3 dopo aver perso la vettura di colpo e deve tornare ai box. Non esce la caution, però la #10 chiuderà al penultimo posto staccata di 98 giri.

Nel frattempo, Hamlin cerca di recuperare posizioni, ma Bowman cederà dopo parecchi giri di attacchi dall’interno ai -57. Alex viene poi puntato da Hocevar, tuttavia ad approfittare di questa battaglia sarà Wallace che supererà in sequenza entrambe le Chevy. Intanto le gomme montate al via non si degradano, Larson non solo non passa Blaney, ma Ryan riesce alla fine a superare la #17 all’interno di curva1 formando un 1-2-3 Penske. Al giro 90 Logano guida davanti a Cindric, Blaney, Buescher, Larson, Byron, Briscoe, Chastain, Hamlin e Wallace con i leader che hanno ripreso i doppiaggi e Reddick è di nuovo una delle prime vittime.

Ai -30, tuttavia, una nuova caution: testacoda per Jones in uscita di curva4 a causa di un tirante della convergenza già rotto, non si sa se per usura o per un contatto precedente. Nuova beffa per Reddick: il lucky dog è Austin Hill dalla 31esima posizione a lasciare a -1 Reddick, Jones (momentaneamente, dopo le riparazioni chiuderà la gara 32° a -17), mentre a -2 ci sono Smith, Bilicki e Ware.

Ancora una volta si torna a parlare di strategia e ancora una volta Logano sceglie la track position tirando dritto con Cindric, Larson (chiamato ai box, ma troppo tardi), Chastain, Hamlin, Hocevar, Gibbs, Keselowski, Preece ed Herbst. Segue Blaney con un pit completo a precedere Byron, Buescher (che rischia di centrare Allmendinger uscendo dallo stallo, ma danneggia il muso), Wallace, Briscoe, Bell, Bowman e Zilisch. Speeding per Nemechek, ruota vagante per Custer.

Bandiera verde ai -24 e anche in questa occasione Logano mantiene il comando, Larson lo segue dall’esterno e si prende la seconda posizione cercando subito un attacco alla #22 che, tuttavia, riesce a difendersi sia a destra, sia a sinistra nell’incrocio che arriva dopo un paio di giri. La #2 perde la posizione anche da Chastain mentre Hamlin ripassa Hocevar ed è in top5. Denny va veloce e di lì a poco infilerà pure Ross.

Cindric si tiene molto esterno, quasi lungo il muro ed Hamlin lo attacca. Dietro di loro c’è Hocevar che ai -14 in curva2 scivola largo e involontariamente scivola davanti ad un Blaney in recupero favorendo il contrattacco di Gibbs. La #12, tuttavia, ne ha di più e nel finale supererà Carson e il compagno di squadra.

Logano vince la prima stage senza mai fermarsi ai box davanti a Larson, Hamlin, Chastain, Gibbs, Blaney, Cindric, Hocevar, Keselowski e Wallace con Bubba passato da Brad in volata; a seguire Byron, Buescher, Bowman, Bell, un Berry in risalita dopo le difficoltà iniziali, Preece, Briscoe, Herbst, A.Dillon e Nemechek, Elliott 24° e mai visto, idem Suárez 25°. E Reddick? Per la terza volta consecutiva è il secondo pilota fra i doppiati, il lucky dog va a Smith dalla 32esima posizione.

Stavolta Joey è costretto ad andare ai box e lascia la prima posizione a Blaney che prosegue senza fermarsi insieme a Wallace, Byron, Buescher, Bowman, Bell, Berry, Briscoe ed altri fra cui anche Elliott. Larson sfrutta lo stallo migliore in pit lane per superare Logano e così ripartirà dalla 15esima posizione.

Bandiera verde nella seconda stage ai -114 e, incredibilmente, sarà una stage disputata integralmente sotto green. La #12 scatta bene e scende subito davanti a Byron che viene aggirato da Wallace e Buscher scendendo al quarto posto, poi Bell, Bowman (che poi avrà uno scarto improvviso finendo largo) ed un Briscoe all’attacco, ma Berry non vuole mollare e si rimette davanti alla #19. Fondamentale in ottica lungo termine il fatto che Logano si metta davanti a Larson, pur senza guadagnare terreno.

Quando il gruppo inizia ad allungarsi, ecco che dai -105 Logano inizia a recuperare terreno portandosi dietro, a relativa distanza di 1-2 auto, Larson; Hamlin non riesce a seguirli e viene superato da Gibbs. Ai -98 la #22 rientra in top10 col sorpasso su Gilliland e punta subito Bowman che viene passato ai -95. Più avanti prosegue l’avanzata di Berry che supera anche Byron ed è così in top5.

Ai -85 Blaney raggiunge la coda del gruppo e inizia un nuovo giro di doppiaggi che fa saltare il virtuale lucky dog di Reddick. Mentre Logano supera anche Gragson, il tandem Larson-Gibbs entra in top10, ma l’inerzia sembra cambiata, infatti la #54 appare più veloce della #5 e infatti di lì a poco arriva il sorpasso con Kyle che viene quasi lasciato sul posto. Ai -75 Berry nella sua personale cavalcata, infila Bell e punta Buescher che è un paio di metri più avanti con il sorpasso che arriverà nell’arco di un paio di minuti; in contemporanea Logano infila pure Briscoe ed ora è settimo. Blaney, intanto, mette a -2 Reddick e virtualmente la gara di Tyler, che non ha feeling con lo sterzo, è finita.

Al giro di boa di metà stage Buescher cede sotto la pressione di Bell, ma ormai la #20 si è presa quasi 2″ da Berry che vuole riprendere Wallace. Chris ora ha alle spalle Logano che ha scavalcato Byron e che ai -58 verrà infilato pure da Gibbs. Al giro 200/500, dunque ai -50, Blaney guida con 1.4″ su Wallace, 2.3″ su Berry, 3.9″ su Bell, 4.3″ su Buescher (che cederà ai rimontanti di lì a poco), 4.4″ su Logano, 4.5″ su un Gibbs che è nettamente il più veloce in pista, 7.5″ su Byron, 9.4″ su Larson e 10.0″ su Hocevar. Il passo della #12 ha messo molte auto a -1, al punto che sono rimasti appena in 20 a pieni giri e fra di esse da poco non ci sono più né Suárez, né Elliott.

Ai -37 Logano infila anche Bell all’interno di curva1-2 e Gibbs in 3-4, superando il compagno di squadra, quasi attacca di slancio anche Joey. Anche qui il vento sembra cambiato a favore della #54. Il sorpasso di Ty arriverà al giro successivo approfittando anche di una marea di doppiati (Jones, Herbst, Elliott e Smith in pochi metri) davanti a loro. Ai -27 Berry inizia a puntare Wallace, ma su di loro è arrivato come un caccia anche Gibbs che, anche in questo caso, non aspetta un secondo e passa subito all’attacco all’interno. Josh non ha più lo spazio (anche per la complicità del solito Nemechek) in cui voleva puntare Bubba e così Ty passa dopo un piccolo contatto ai -24. Pure la #23, con gomme più usurate, deve cedere proprio ai -23. Gibbs così è secondo a circa 2.5″ da Blaney.

Logano arriva con più calma, per poco non aggira Berry a -20, ma in uscita si trova davanti Wallace e per poco in curva2 non viene stretto nel panino, ma riesce ad alzare il piede. Il più in difficoltà è Bubba, prima lo passa Josh e poi Joey mentre Bell gli è sotto al miglio successivo. Ai -17 anche la #22 “completa” la rimonta superando la Ford #21. Gibbs ha dato tutto invece e nei giri successivi a pista libera (doppiaggi a parte) non recupera terreno a Blaney.

La stage si chiude con due e mezzo giri di anticipo: Ware finisce in testacoda in curva4 dopo essere stato toccato da dietro da Hamlin quando Cody non poteva spostarsi ulteriormente verso il muro perché aveva la coda di Stenhouse all’altezza della anteriore destra. Zero danni per tutti, incluso un Denny che si salva.

Blaney conquista il secondo traguardo intermedio davanti a Gibbs, Logano, Berry, Bell, Wallace, Hocevar, Byron, Larson e Buscher; a pieni giri poi solo altre quattro auto dopo una intera stage sotto bandiera verde e sono Hamlin, Cindric, Preece (grande resistenza e recupero per lui che 50 giri prima sembrava spacciato) e Briscoe, il lucky dog è Chastain mentre rimane a -1 Suárez (18°), Elliott è precipitato 25° e già a -2 come Reddick 28°.

Stavolta vanno tutti ai box e, dopo un piccolo tamponamento a catena – nato da Berry – fra Hocevar, Byron e Larson al quale si alza leggermente il cofano, Blaney rimane al comando davanti a Gibbs, Bell, Logano, Berry, Hocevar, Hamlin, Byron, Buescher, Wallace, Larson, Briscoe, Preece, Chastain e Cindric.

Ripartenza a 239 giri dalla bandiera a scacchi e per quello che sarà un altro lungo stint sotto bandiera verde. Blaney scatta ancora bene, Bell ci prova a seguirlo dall’esterno ma Gibbs rimane al suo fianco, Ryan ringrazia e mette mezzo secondo di margine. Alla fine Ty mantiene il secondo posto seguito da Bell, Logano e Hocevar con Carson che ci prova a superare la #22 che alterna bene corsia interna ed esterna. Larson, invece, non recupera ancora e Briscoe cerca di togliergli l’11° posto, poi però Chase rischia di perdere la vettura all’interno e deve alzare il piede.

La gara procede ancora tranquilla, Gibbs stacca Bell e va a riprendere Blaney mettendosi nella sua scia con Ryan che deve presto iniziare a difendersi dall’interno. E ben presto i due si troveranno nuovamente nel traffico con Cindric che, dopo una doppia sosta, si è staccato nettamente ed è prossimo a perdere il giro. Dai -205 in poi Gibbs inizia ad avere in qualche occasione il muso all’altezza della posteriore destra della #12, dunque inizia un po’ di elastico ma col passare dei giri Ty si fa sempre più pericoloso e anche Bell raggiunge la coppia di testa.

Dopo 40 giri di pressione, bloccato un po’ dalla #88 e dalla #48 affiancate, Blaney cede, si porta all’interno per infilare Bowman ma così facendo offre il fianco a Ty che si infila nel mezzo fra Ryan ed Alex e così si porta al comando. Al giro 325 in testa a Bristol c’è una Toyota Camry sponsorizzata M&M’s. Non è quella di Kyle Busch, ma è la sua, decorata con tutte le immagini di una carriera vincente conclusasi all’improvviso a maggio.

Blaney, tuttavia, non molla, come in primavera quando i due finirono primo e secondo nello stesso ordine. Sì, la #54 forse è più veloce ma lui riesce a rimanere vicino a Gibbs e i due, non ostacolandosi e proseguendo nei doppiaggi, staccano nuovamente Bell e via via tutti gli altri che perdono decisamente tanto terreno. E così iniziano a perdere ulteriori giri altri big, sfavoriti da una corsa al momento molto pulita.

A 125 giri dalla fine, dunque a metà stage, Gibbs guida con 0.5″ su Blaney, 2.1″ su Bell, 4.2″ su Logano, 8.0″ su Hocevar, 8.4″ su Berry, 10.2″ su Wallace, 12.1″ su Byron, 13.0″ su Briscoe, 14.5″ su Hamlin, 15.3″ su Larson e 15.8″ su Preece, 12° e ultimo a pieni giri. Buescher è il virtuale lucky dog, Cindric è 15° a -1, Suárez 18° a -2, Elliott 26° e Reddick 27° entrambi a -3, Bilicki da qualche minuto è il primo ritirato con problemi alla sospensione.

Come detto a metà stage e quindi si deve pensare ad una sosta che, a questo punto, pare avverrà davvero sotto bandiera verde. Ad aprire le danze ci pensa al giro 376 Berry seguito al 378 da un Larson che dopo la prima stage non ha trovato più il bandolo della matassa così come Hamlin, seguono Byron (382), Briscoe (383), Buescher (384), il leader Gibbs (386) che lascia strada libera a Blaney, Logano (389), Wallace (391 e che rischia un incidente uscendo dai box con la #9 in quello che è un assurdo 4-wide con Briscoe, Elliott e Ware), Bell con Preece (392). A questo punto, a 105 giri dalla fine, la #12 è al comando con 7.7″ su Hocevar, poi c’è Gibbs terzo ma ad un giro così come Bell, Logano e Cindric (che non si è ancora fermato) che ha proprio il compagno di squadra e leader della corsa alle sue spalle.

E qui cambia la corsa: ai -103, proprio mentre Blaney sta entrando ai box, Herbst finisce in testacoda dopo dopo aver toccato Smith in curva4 e finendo contro il muro interno provoca una caution esplosiva. Ryan decide di abortire la sosta e tornare in pista, ma ormai il danno è fatto (poteva benissimo percorrere la pit lane senza fermarsi ed avrebbe perso una sola posizione) e si prenderà una penalità per la commitment line. Il lucky dog è Gibbs dalla terza posizione, mai nella storia della Cup Series c’era stato un free pass così in alto in classifica.

Dunque, ai box ci devono andare solo Blaney e Hocevar con Carson che potrebbe anche fare una sosta da 20″ perché con la penalità della #12 sarebbe comunque al comando. Dunque, alla ripartenza l’ordine è decisamente assurdo: Hocevar è primo, ma dietro di lui ha i doppiati Elliott, Cindric, Suárez e A.Dillon (rispettivamente a -3, -1 e virtuale lucky dog, -2 e -2) che non hanno deciso di usufruire della wave around, seguono poi praticamente 30 auto che invece l’hanno presa e in sequenza sono Gibbs, Bell, Logano, Berry, Byron, Larson e Wallace che sono a pieni giri, poi tutti gli altri doppiati che hanno recuperato un giro e in fondo al gruppo Blaney, nono ma pure lui a pieni giri, che è sotto penalità (insieme a Bowman ed Herbst).

Bandiera verde ai -95 e Hocevar approfitta della situazione scappa via da Gibbs (metterà 2″ di margine) che usa l’esterno per passare chi si frappone fra lui e la #77. Alle loro spalle classifica invariata con Bell, Logano e Berry in top5 davanti al traffico. Chi si sveglia è Larson che va all’attacco di Wallace, anche se Blaney è già nei paraggi e rischierà trovandosi davanti Reddick che sbanda in curva4. Ai -85 Logano scavalca Bell, ma il ritardo da Hocevar a questo punto è già di 6″. Pure Berry si è staccato ed è già a 2.5″ dalla #20 e a 10″ dal leader.

Ma ormai è iniziata la folle lotteria finale e una gara tranquilla diventa decisamente pazza. Gibbs ne ha decisamente di più e in una manciata di giri va a riprendere Hocevar bloccato dal traffico (ancora #48 e #88 affiancate) con il ricongiungimento che arriva ai -70. Ty arriva a velocità doppia e si tuffa all’esterno, supera prima Zilisch in curva2, poi Hocevar in 3 che testardamente sta attaccando seguendo all’interno ora la coppia Bowman-Custer. Carson non può nulla sulla manovra della #54, ormai è tardi e quindi Gibbs torna in testa. Per quanto? Circa un quarto di miglio: in curva3 la #48 e la #41 si aprono e Ty si tuffa in mezzo a loro, ma in curva4 il varco si chiude e Gibbs viene stretto nel panino. Bowman si gira sul muso della Toyota, Hocevar evita per un pelo le due auto, Cole ne esce quasi indenne, per Alex muro e gara finita. Caution e lucky dog per Cindric a riportare dieci auto a pieni giri.

Hocevar a sorpresa decide di pittare, ma il suo posizionamento relativo non apre la porta a wave around. Gibbs (con un muso incredibilmente intatto all’apparenza) tira dritto con Blaney e Larson, poi dai box Carson seguito da Logano, Bell, Wallace, Berry, Byron e Cindric con Hamlin lucky dog virtuale davanti a Briscoe, Buescher e Preece.

Ripartenza ai -59 e caution che arriva di lì ad un paio di giri. Mentre Gibbs non ha problemi a rimanere al comando, alle sue spalle è battaglia intensa fra Blaney, Larson e Hocevar con Carson che va esterno deciso alle altre due vetture passandole approfittando di un’esitazione altrui dietro alla #54. Per un attimo la #77 sembra riattaccare persino il leader quando poco più dietro la lotta fra Berry e Byron per l’ottavo posto vede la #24 appoggiarsi alla #21 in curva2, perdere il controllo e appoggiarsi col muso contro il muro interno; lucky dog per Briscoe.

Nuovo restart con Gibbs primo su Hocevar, Larson, Blaney, Bell, Logano, Wallace, Berry, Cindric, Briscoe e Byron. Green ai -51 e Ty parte bene, Hocevar prova a seguirlo e pure Blaney attacca Larson passandolo al termine del primo giro lanciato. In curva3 Bell rischia di girarsi sul muso di Logano ma entrambi proseguono con Wallace che cerca l’attacco sulla #22.

Gibbs, Hocevar e Blaney possono approfittare del fatto che fra i leader Larson ha le gomme più usurate. C’è spazio per la fuga, ma ben presto tutto cambierà. Ryan sembra tornato in palla una volta recuperata la track position e, mentre la #77 insiste all’esterno, lui si tiene alla corda e guadagna centimetri, al punto che dai -46 in poi può attaccare la Chevy. Hocevar va allora in difesa e in curva1 le traiettorie si scambiano, in curva3 sulla linea a lui poco adatta Carson sbanda vistosamente e apre la porta alla #12. Le due vetture viaggiano affiancate per il mezzo giro successivo.

Qui Ryan passa all’interno mentre Hocevar si tiene molto largo e poi si tuffa giù dal banking. Sul traguardo dei -43 c’è l’incrocio di traiettoria. Siamo a Bristol, ma la dinamica è quasi da Talladega: Blaney, per traiettoria naturale, si sta allargando quando nota che la #77 sta passando al suo interno. E qui arriva il contatto. Onestamente pare un 50:50, Ryan avrebbe potuto evitare un blocco quasi disperato, Carson avrebbe potuto alzare il piede, ma la sintesi è che nessuno dei due desiste dall’idea che hanno in testa e così Blaney si gira sul muso di Hocevar e finisce a muro. Gara finita nuovamente in anticipo per la #12 mentre la #77 prosegue quasi senza danni; lucky dog per Hamlin. Ovviamente la questione non è finita qui.

Quasi nessuno va ai box, quindi alla ripartenza dei -35 Gibbs è sempre al comando davanti a Hocevar, Larson, Logano (che ha evitato la #12 per un pelo), Bell, Wallace, Cindric, poi dopo un cambio gomme Berry, Briscoe (sosta tutta storta per evitare la #21 che usciva dallo stallo), Byron (riparazioni al muso) ed Hamlin, 11 auto a pieni giri poi Preece e Buescher a contendersi il lucky dog.

Bandiera verde e Gibbs non ha ancora problemi a portarsi dietro Hocevar mentre Logano non e la fa a superare Larson e quindi permette a Bell all’interno di attaccare la #5. Ty chiude al pelo Carson in curva2, però la #77 continua in seguito a sbandare e così Gibbs torna ad allungare. La situazione sembra tornare alla calma, con Larson terzo e bravo a tenere a bada il trio di Bell, Logano e Wallace, gli altri spariscono dalla scena. Kyle inizia a soffrire con le gomme e la sbandata in curva4 ai -27 apre la porta alla #20 che, però, si deve riaccodare.

Ma la ruota continua a girare: ai -22 gira anche Elliott che, in una gara decisamente triste, finisce in testacoda tutto solo in uscita di curva4, lucky dog per Preece. Nuovo restart, sempre con Gibbs davanti ad Hocevar, Larson, Bell, Logano, Berry, Briscoe e Cindric, poi Byron, Wallace, Hamlin e Preece che si sono fermati ai box a cambiare gomme.

Bandiera verde a soli 17 giri dalla fine, al choose cone #54, #77 e #20 vanno esterne, #5, #22 e #19 interne. La fila di destra stavolta ci mette di più a prendere velocità, ma alla fine Hocevar si tiene dietro Larson (Logano e Bell sono affiancati così come Briscoe e Berry) e può riprendere a tentare l’attacco a Gibbs che, invece, sogna il cappotto stagionale a Bristol. Ai -16 in curva4 Joey riesce a mettersi dietro Christopher mentre Carson, come già fatto in precedenza, si lancia giù dal banking e affianca Gibbs verso curva1 approfittando della sbandata della #54 in curva4.

Gibbs stacca forse, troppo forte e sul momento rimane davanti, poi però deve curvare e perdere velocità, Hocevar lo sta infilando in curva2 quando arriva una nuova caution per l’incidente fra Allmendinger e van Gisbergen (con il neozelandese che probabilmente tocca la #16 da dietro) in curva4. Mentre il lucky dog di Chastain, a beffare Buescher, pare chiaro, la moviola invece salva Gibbs che viene dato ancora al comando. Sarebbero bastati pochi decimi di secondo e una timing line in più per mettere la #77 davanti.

Gibbs davanti a Hocevar, Larson, Logano, Bell, Berry, Briscoe, Byron, Wallace, Hamlin, Preece poi Cindric (del quale non si capisce la sosta) e Chastain per 13 auto a pieni giri, questa la situazione in vista della ripartenza dei -9. Il choose cone decide le sorti: Gibbs e Hocevar sempre esterni con Bell; Larson e Logano di nuovo interni ma con Berry.

Ty parte bene, ma decide a sorpresa di coprire subito Larson in curva1. Il motivo? Sconosciuto, probabilmente la #54 inizia a perdere qui la corsa. Hocevar, infatti, in curva2 lo ha già affiancato. Larson segue come spettatore interessato mentre Logano non ha potuto mettersi davanti alla #20 in uscita e quindi in curva3 viene affiancato da Bell.

Hocevar sfruttando l’inerzia del banking ha il muso davanti ai -8 (quando in curva2 Logano completa il sorpasso su Bell) e anche ai -7 quando i due pure si toccano in curva4 quando la #77 forse stringe un po’ la traiettoria. Le due auto restano dritte, ma la direzione di Carson è quella ora della corsia interna davanti a Gibbs, ha sì completato il sorpasso ma è sulla traiettoria sfavorita. Larson si trova la strada aperta in curva1, ma a tappargliela ci pensa il piccolo bump di Gibbs che manda la Carson giusto davanti a Kyle.

In ingresso di curva3 Gibbs e Hocevar sono di nuovo affiancati, ma Ty forza ancora l’ingresso, scivola e c’è un nuovo piccolo contatto fiancata contro fiancata. Larson non ha avuto spazio di manovra nel frattempo per un semplice motivo, infatti di quanto successo mezzo giro prima ne ha approfittato Logano che lo aveva affiancato. Ora Joey, visto quanto sta succedendo fra la #54 e la #77, non si trova la porta aperta, bensì spalancata. A 6.5 giri dalla fine Logano era quarto, sul traguardo dei -6 è già in fuga per la vittoria.

Hocevar riesce finalmente ad aggirare Gibbs in curva1 e Ty viene messo in curva2 in una brutta posizione, attaccato all’interno da Bell e all’esterno da Larson, la #54 sbanda ancora e passa solo la #5. Carson prova ad inseguire Logano e il momento è talmente intenso che la notizia di Briscoe rientrato ai box con una sospensione ko è solo un accenno rapido prima che le immagini vadano sulla #19 andata direttamente nel garage. La sorpresa finale però è un’altra: anche Hocevar perde lucidità, prova una inusuale traiettoria interna e permette a Larson di farsi sotto a lui fino alla volata finale.

Joey Logano conquista a Bristol la 40esima vittoria in carriera, la terza stagionale che lo rende non solo il pilota più presente nella storia del Team Penske in Cup Series, ma anche il più vincente superando in entrambe le graduatorie Rusty Wallace. Secondo sul traguardo è Larson che batte Hocevar di appena 0.005″, seguono Bell, Gibbs, Berry, Wallace, Hamlin, Byron e Preece, a pieni giri anche Cindric e Chastain per un totale di appena 12 auto. Buescher 13° a -1 e Suárez (poi al martedì neopapà) 14° a -2 salvano la serata, bagno di sangue per gli altri invece: Reddick 18° a -3, Elliott 23° sempre a -3, Briscoe 27° e ritirato a -6, Blaney 33° e ko.

Mentre Logano fa i suoi burnout, Blaney è andato a cercare il confronto con Hocevar e ben presto si arriva alla rissa in due fasi, infatti dopo un primo contatto Ryan viene separato da Carson, ma riesce a divincolarsi e tornare alla carica. Il bilancio però è in negativo per il pilota Penske: due pugni ricevuti contro uno, ma nessuno è andato veramente a segno e la foto iconica in realtà riprende Carson che colpisce il cappellino di Ryan.

Ospite della gara era Ric Flair che, prima della corsa, aveva quasi presagito l’animo di Bristol dicendo: “Se i piloti sono arrabbiati e vogliono prendere a calci qualcuno, beh che lo facciano. Basta che si tolgano il casco. Se vogliono fare a cazzotti con i caschi in mano, che lo facciano pure. Voglio vedere le emozioni vere e penso che questo sia bellissimo.” Beh, caro Ric, ogni tuo desiderio è stato esaudito.

Anche ad acque relativamente più calme (i social sono infuocati, a livelli addirittura esagerati e ad un passo dalla diffamazione nei confronti di Carson) Blaney batte in ritirata. Al lunedì è ospite del podcast di Hamlin e tutti si aspettano parole di fuoco, invece Ryan è il primo pompiere e ammette qualche colpa, sia nell’incidente, sia nella gestione del post gara. La NASCAR decide di non intervenire e non arriveranno penalità o multe. E così passano completamente inosservati due fatti: Kyle Larson è il nuovo leader della Chase con un punto su Hamlin e Logano ora è addirittura terzo solamente a -16. Ora arrivano tre cookie cutter e qui si che potrebbe arrivare una folata di vento a sospingere una auto verso il titolo.

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La NASCAR inizia ora la sua striscia di ovali da 1.5 miglia inseriti nella Chase. Nel prossimo weekend si farà tappa in Kansas con Truck (sabato notte) e Cup Series (domenica sera) mentre la OAP si prende un ultimo turno di riposo e tornerà a Las Vegas.

Immagine: Media NASCAR

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