Loris Capirossi diventa ufficialmente una MotoGP Legend al termine della cerimonia di premiazione
da Misano Adriatico – Loris Capirossi ha ottenuto uno dei premi alla carriera più importanti nel mondo delle due ruote, quello di MotoGP Legend. “Capirex”, ora cinquantatreenne, è stato premiato in una conferenza stampa breve ma estremamente carica di emotività, che si è svolta durante il Gran Premio di San Marino.
Loris Capirossi, nato a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, nel 1973, ha partecipato a ben 22 edizioni del Motomondiale, nelle quali ha ottenuto ben 3 titoli mondiali, due in 125cc (1990 e 1991), il primo dei quali a soli 17 anni (che lo rende tutt’ora il più giovane campione del mondo della storia) e uno in 250cc (1998), 29 vittorie e addirittura 99 podi, risultati di assoluto prestigio che hanno forgiato una carriera lunga quanto piena di soddisfazioni.
Tanti sono stati i momenti iconici della sua carriera, come la vittoria mondiale del 1990, oppure il successo al Mugello nel 2000, per non dimenticare anche quello in Catalogna del 2003, in cui ha portato per la prima volta Ducati sul tetto della MotoGP. Non solo, perché quella da lui totalizzata fu anche la prima affermazione di Ducati nel Campionato del Mondo dal 1959, quando Mike Hailwood vinse all’Ulster in sella ad una 125cc marchiata dalla storica casa di Borgo Panigale. Dopo il ritiro dall’agonismo, avvenuto alla fine del 2011, Capirossi è stato comunque molto presente fuori dalla pista, dove è stato nominato responsabile della sicurezza della Grand Prix Commission, carica che ricopre tutt’ora.
All’inizio della conferenza stampa si è detto molto emozionato e grato a tutti coloro che sono stati parte del suo viaggio, specialmente i marchi Yamaha, Honda ed Aprilia, con cui ha raccolto diverse vittorie in MotoGP e, con la casa italiana, il mondiale in 250cc del 1998.
“È un momento molto emozionante per me, perché diventare una leggenda della MotoGP è il sogno che tutti vogliono coronare. Devo dire grazie a Carmelo, Carlos (Ezpeleta, nda.), tutte le persone che lavorano in Dorna ed anche quelle presenti in questa stanza perché vedo molte facce famigliari, ed anche miei colleghi, che rendono più facile il mio lavoro. Voglio ringraziare anche tutti i marchi con cui ho corso, perché sono stato con diversi di loro. Quindi grazie ad Honda, che mi ha dato l’opportunità di vincere i miei primi due titoli, a Yamaha con cui ho vinto la mia prima gara in 500. A questa bellissima moto che ho di fianco a me, l’Aprilia, che mi ha permesso di vincere il mondiale del 1998. Dall’altra parte ovviamente abbiamo anche la Ducati: prima moto con la quale ho vinto in MotoGP e lottato anche per il titolo nel 2006. Sicuramente non posso dimenticare Suzuki, con cui ho conquistato l’ultimo podio MotoGP. Ho tantissimi amici in questo mondo e sono contento di esserne ancora parte. Voglio dedicare questo titolo alla mia famiglia, a mia mamma, mio papà, mia moglie e mio figlio, perché per raccogliere tutto questo hai anche bisogno di tanto aiuto dall’esterno”.
Si è poi passati alla ronda di domande dei giornalisti, in cui è stato fatto anche un “ritorno al passato”, più precisamente al mondiale del 1990, su cui Capirossi si è espresso dicendo: “Non dimenticherò mai la mia prima stagione e specialmente la prima gara dove, prima di partire per il weekend, il mio meccanico mi ha detto di non preoccuparmi nel caso non fossi riuscito a qualificarmi, perché erano presenti tantissimi avversari molto forti. Però ottenni subito un buon risultato. Poi siamo cresciuti gara dopo gara, andando a vincere il titolo nell’ultima. È un bellissimo ricordo che ho”.
È stato affrontato anche il tema della sicurezza in pista, che tocca molto da vicino Capirossi visto il suo ruolo in tal senso. L’emiliano, ha infatti affermato: “L’esperienza che ho accumulato in 22 anni di gare nel Campionato del Mondo è importante, ma penso che non essere mai sceso dalla sella sia un grande punto di forza; a volte usufruisco anche di una MotoGP. Sicuramente sono lento, perché ho 53 anni, ma ho le stesse sensazioni di un pilota attuale, e quando uno di loro mi pone delle domande su dei possibili miglioramenti, capisco in fretta le sue richieste. Collaboro con delle persone molto intelligenti e preparate ed insieme riusciamo sempre a fare dei buoni passi in avanti”.
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