WRC | Allarme Rally Arabia Saudita: Toyota e Hyundai, al momento, non possono viaggiare a Jeddah

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 4 Settembre 2026 - 20:00
Tempo di lettura: 5 minuti
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WRC | Allarme Rally Arabia Saudita: Toyota e Hyundai, al momento, non possono viaggiare a Jeddah
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I due costruttori hanno scritto congiuntamente a FIA e WRC Promoter per segnalare le restrizioni aziendali sui viaggi in Medio Oriente. La finale del Mondiale resta regolarmente in programma, ma il tempo per trovare una soluzione comincia a stringere

Il Rally dell’Arabia Saudita, appuntamento conclusivo del WRC 2026, entra improvvisamente in una fase delicata. Secondo quanto riportato da DirtFish, Toyota e Hyundai hanno comunicato congiuntamente alla FIA e al WRC Promoter che, allo stato attuale, non sono nelle condizioni di inviare il proprio personale a Jeddah per l’ultima gara della stagione.

Il problema non riguarda, almeno per il momento, una decisione sportiva delle due squadre né una rinuncia volontaria all’evento. Alla base ci sono invece restrizioni aziendali sui viaggi in determinate aree del Medio Oriente, applicate dalle rispettive società madri e alle quali i team del Mondiale sono obbligati ad attenersi.

La situazione resta in evoluzione e non esiste ancora alcuna decisione ufficiale sul destino del rally. FIA e Promoter stanno lavorando per trovare una soluzione che permetta di disputare regolarmente la finale, ma la questione logistica impone tempi sempre più stretti.

Toyota e Hyundai scrivono insieme alla FIA

La posizione dei due costruttori è stata formalizzata attraverso una lettera congiunta firmata dai rispettivi direttori sportivi, Kaj Lindström per Toyota e Andrew Wheatley per Hyundai, e inviata alla FIA.

Hyundai ha confermato l’esistenza di limitazioni aziendali ai viaggi di lavoro verso alcune zone del Medio Oriente, spiegando che la situazione viene controllata quotidianamente e può cambiare in qualsiasi momento.

Ancora più netta la posizione Toyota. Il team WRC dipende direttamente da Toyota Motor Corporation e tutti i membri della squadra devono rispettare le direttive emanate dalla casa madre. Al momento, la politica interna di TMC non consente le trasferte in Medio Oriente, anche se la situazione viene riesaminata settimanalmente.

Questo significa che, qualora le restrizioni venissero eliminate nelle prossime settimane, la partecipazione potrebbe tornare possibile. Fino ad allora, però, il team non dispone dell’autonomia necessaria per autorizzare la trasferta.

M-Sport, invece, al momento può partire

La posizione di M-Sport Ford è differente. Il team principal Richard Millener ha spiegato che la squadra britannica segue le indicazioni del Foreign Office del proprio governo e che, allo stato attuale, le restrizioni riguardano soltanto le aree entro dieci chilometri dal confine tra Arabia Saudita e Yemen.

Jeddah e l’area prevista per il rally non rientrerebbero quindi nelle zone sulle quali insiste l’attuale limitazione seguita da M-Sport.

La priorità resta comunque la sicurezza del personale e Millener ha chiarito che la squadra rispetterà qualsiasi eventuale decisione venga presa dagli organismi competenti.

Si crea così una situazione particolare: M-Sport potrebbe essere teoricamente nelle condizioni di partecipare, mentre i due costruttori ufficiali che dominano numericamente e sportivamente la classe Rally1 sono attualmente bloccati dalle proprie policy interne.

FIA: “Nessuna decisione ufficiale, il lavoro continua”

Nonostante la comunicazione ricevuta da Toyota e Hyundai, la FIA non ha sospeso la preparazione dell’evento.

La direttrice FIA Road Sport Emilia Abel ha spiegato che, per il momento, non è stata presa alcuna decisione ufficiale e che il lavoro per il Rally Arabia Saudita continua regolarmente. Nessuna attività sarebbe stata posticipata o messa in pausa.

Esiste però un problema inevitabile: la logistica di un appuntamento intercontinentale non può essere organizzata all’ultimo momento. Trasporto delle vetture, container, ricambi, materiale dei team e personale richiedono settimane di pianificazione, soprattutto per una gara collocata alla fine della stagione.

«Per il momento non è stata presa o annunciata alcuna decisione ufficiale. Il lavoro procede come previsto e nulla è stato rinviato o sospeso. È vero, però, che a un certo punto si arriva a un limite dal punto di vista logistico.»

La FIA non ha indicato pubblicamente una data oltre la quale sarebbe necessario prendere una decisione, ma secondo le informazioni riportate da DirtFish un primo momento chiave potrebbe arrivare già lunedì.

Si tratta, per ora, di un’indicazione e non di una scadenza ufficialmente annunciata.

Anche il Promoter deve fare i conti con gli accordi sauditi

La questione non coinvolge soltanto l’aspetto sportivo. Il WRC Promoter deve infatti bilanciare le preoccupazioni delle squadre e le indicazioni della FIA con gli accordi commerciali già sottoscritti per l’organizzazione dell’evento saudita.

Il COO del Promoter Julien Vial ha confermato che la situazione viene monitorata attentamente, sottolineando come la sicurezza resti una priorità condivisa ma ricordando allo stesso tempo l’esistenza di precisi impegni contrattuali con l’Arabia Saudita.

È proprio questo equilibrio a rendere la vicenda particolarmente complessa. Spostare, cancellare o modificare una finale mondiale richiede molto più di una semplice decisione sul calendario: entrano in gioco organizzatori, partner, logistica, televisioni e accordi commerciali già definiti.

Una finale potenzialmente decisiva per il Mondiale

Il tempismo rende la questione ancora più sensibile. L’Arabia Saudita è prevista come ultimo round della stagione 2026 e potrebbe quindi risultare decisiva per l’assegnazione dei titoli.

Toyota e Hyundai rappresentano due dei tre costruttori della classe regina e schierano la grande maggioranza delle Rally1 presenti stabilmente nel campionato. Pensare a una finale disputata senza entrambe le squadre, soprattutto qualora i campionati fossero ancora aperti, produrrebbe conseguenze sportive enormi.

Per questo la comunicazione inviata alla FIA non equivale ancora a un forfait. È piuttosto un avvertimento formale: nelle condizioni attuali, i due team non possono organizzare la trasferta.

Molto dipenderà dunque dall’evoluzione delle restrizioni aziendali e dalle valutazioni che verranno effettuate nelle prossime settimane.

Il tempo diventa il vero avversario

Per il momento il Rally Arabia Saudita resta regolarmente inserito nel calendario e la FIA continua a lavorare con l’obiettivo di disputarlo.

Ma ogni giorno che passa riduce il margine disponibile.

Se Toyota e Hyundai dovessero ricevere in tempi relativamente brevi il via libera dalle rispettive aziende, il problema potrebbe ridimensionarsi rapidamente. Se invece le restrizioni dovessero restare in vigore, FIA e WRC Promoter sarebbero costretti a valutare scenari molto più complessi.

Non c’è ancora una cancellazione, non c’è un rinvio e non c’è una decisione definitiva. C’è però, per la prima volta, un ostacolo concreto alla presenza dei due principali costruttori del Mondiale nella gara chiamata a chiudere la stagione.

E con una finale intercontinentale da organizzare, il problema non è soltanto trovare una soluzione. È trovarla abbastanza presto.

Media: Red Bull

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