Il duello Riggs-Honeycutt sembra in grado di rubare la scena ai playoff della Truck Series 2026. Qualcuno riuscirà a inserirsi nella lotta?
Last but not least, dopo una pausa di quasi un mese inizia la Chase anche per la NASCAR Truck Series. La notte di Bristol potrebbe presentare fin da subito un conto salato per qualche protagonista che avrà poi appena sei ulteriori gare per recuperare terreno. Un vero sprint per chiudere la stagione verso Miami. Finora il campionato ha visto il duopolio di Layne Riggs e Kaden Honeycutt che, una volta tolta di torno la presenza, prima a tempo pieno e ora sporadica, di Corey Heim hanno preso il controllo quasi totale della categoria. Ma, alla fine, solo uno (chissà se fra loro due) sarà il campione.
I 10 piloti
10 come di consueto i piloti qualificati ai playoff della NASCAR Truck Series, anche se quest’anno non ci saranno più eliminazioni. Strano ma vero, la parte del leone la fa Ford con ben quattro auto qualificate, la coppia di Front Row Motorsports composta dal leader Layne Riggs e da Chandler Smith, e quella di ThorSport di Ty Majeski e Ben Rhodes. Quattro anche le Chevy, ma all’apparenza di un livello inferiore con il trio di McAnally-Hilgemann Racing di Eckes, Hemric ed Ankrum (con quest’ultimo qualificatosi in volata negli overtime di Loudon ai danni di Friesen) e la presenza solitaria di CR7 Motorsports da parte di Grant Enfinger. Toyota è rappresentata dalla coppia di Tricon Garage di Kaden Honeycutt, lui sì che punta al bersaglio grosso, e Gio Ruggiero.
Dunque, Ram al ritorno nella categoria è rimasto a secco, anche come era ampiamente prevedibile. La strategia di Kaulig di portare in griglia ben cinque vetture di colpo non ha pagato e le top10 sono state rare, più frequenti le top15 con Queen ed Haley (al momento 13° e 15° in classifica generale), più costanti i risultati a galleggiare attorno al 20° posto, spesso con velocità basse e trasversali a significare un deficit nelle basi a livello di prestazioni e assetti. Si spera che il 2027 porterà più consiglio nell’affrontare la stagione per insidiare la triade che ormai regna in NASCAR da 15 anni.
Di seguito verranno presentati uno per uno i piloti qualificati in ordine di classifica dopo il reset del punteggio. Le monografie sono a cura di Gabriele Dri e Francesco Gritti.
Layne Riggs (2100)
Quella di Layne Riggs finora è stata la classica stagione che potrebbe diventare, a posteriori, “for the ages”. Infatti, dopo le 18 gare di regular season il pilota del Front Row Motorsports ha vinto ben sei tappe, di cui due facendo pure cappotto. All’inizio, quando in cascina c’era solo il successo di St.Petersburg, Honeycutt era rimasto vicino alla #34, poi però Layne ha piazzato in breve tempo i successi di Charlotte, Nashville, Coronado e IRP prima della ciliegina sulla torta di Loudon. Successi dunque per tutti i gusti e per questo Riggs rimane il favorito per il titolo, anche se ovviamente la #11 non sarà mai troppo lontana da lui, né ora, né nel 2027 dato che si riaffronteranno nei Truck, chissà se per l’ultima volta.

Kaden Honeycutt (2075)
Kaden Honeycutt è la prova vivente che il brutto anatroccolo può diventare un bel cigno. Il ventitreenne originario di Willow Park, Texas, è infatti riuscito a essere il “numero 2” per tutta la stagione nonostante sia in un top team per la prima volta nella sua breve carriera in NASCAR. L’alfiere del Toyota #11 di Tricon Garage, tuttavia, ha tutte le carte in regola per puntare al titolo, anche e soprattutto sfruttando quell’aggressività e quella forza d’animo che lo hanno da sempre contraddistinto.
Honeycutt, quest’anno autore di due vittorie in piste molto diverse (Watkins Glen e Richmond), ha saputo evitare i guai, e, soprattutto, essere parecchio veloce in numerose occasioni. A provare ciò ci pensano 11 ben 11 top 5 e 13 top 10 in solo 18 gare, risultati importanti soprattutto perché frutto di una costanza quasi sovrannaturale in una categoria come la Truck Series. Il vero ostacolo al titolo, per Honeycutt, si chiama Layne Riggs, ma non è da escludere che qualche avversario possa fare un tiro mancino in grado di costare carissimo al texano di Tricon. Va detto, però, che nelle prossime 7 gare, Kaden sarà uno degli avversari più ostici da battere.

Chandler Smith (2065)
Fra i due litiganti, chissà se arriverà il terzo incomodo e chissà se questo sarà Chandler Smith. Certo, per inserirsi nella lotta dovrà battagliare con il compagno di squadra Riggs e questo, in caso, potrebbe creare qualche inevitabile attrito. Per il pilota della #38 questa sembra la seconda e ultima occasione per diventare campione prima di una nuova promozione nella categoria cadetta con RCR. Se il successo di Daytona è apparso inevitabilmente più casuale, quello di North Wilkesboro è stato la chiusura di un finale dominante, una prestazione che tuttavia non si è ripetuta, né prima, né dopo e questo rappresenta un deficit che Chandler deve assolutamente colmare se vuole lottare per il titolo.

Christian Eckes (2060)
Con la costanza di rendimento Christian Eckes è riuscito a piazzarsi in alto nella griglia della Chase dopo il reset del punteggio. Sei top5 e 12 top10, malgrado un team che in più di qualche occasione non ha presentato auto da playoff, come si è visto con Hemric ed Ankrum, sono un bottino notevole ed ha pure vinto il triplo delle stage di Chandler Smith (ok, sono solo tre contro una), però Eckes ha saputo dimostrare di saper galleggiare bene nelle prime posizioni e saper sfruttare al meglio ogni occasione che gli si presentava davanti. L’esperienza comincia a farsi notevole anche per lui, dunque questo è il momento per metterla in pratica.

Gio Ruggiero (2055)
Gio Ruggiero, per quanto non sia ancora sbocciato del tutto, è un talento che TRD fa benissimo a tenere sotto la sua ala protettiva. Nato a Seekonk, Massachusetts, nel 2006, il pilota del Toyota #17 di Tricon Garage ha svolto un 2026 all’insegna della crescita, per quanto gli sia mancata quella scintilla che, probabilmente, gli avrebbe permesso di arrivare alla Chase con un punteggio maggiore.
L’assenza di ritiri, mista a 4 top 5 e 9 top 10, è stata fondamentale per permettere a Ruggiero di raggiungere la Chase in anticipo. Come ho già detto, però, è mancato qualcosa all’italo-americano in questa categoria, anche perché in ARCA Menards Series ha ben figurato (a differenza delle sue due apparizioni nella O’Reilly Auto Parts Series), conquistando 4 successi in 5 gare. Insomma, per quanto non sia tra i candidati al titolo, Ruggiero può vantare una solidità senza pari, importante per arrivare nella parte alta della classifica in un format come quello di quest’anno.

Ty Majeski (2050)
Ty Majeski non si è arreso al declino di Thorsport Racing e ha continuato a portare al limite in ogni occasione il Ford #88, passato nelle sue mani a inizio anno a seguito del ritiro di Matt Crafton, che lo ha portato in pista per ben 25 stagioni. Il trentaduenne di Seymour, Wisconsin, è, però, ben distante dagli altri top driver, e i risultati parlano chiaro.
Majeski, infatti, non vince una gara in NASCAR dal finale di stagione del 2024 che gli ha permesso di conquistare il titolo. Nonostante ciò, non sono mancati i risultati positivi quest’anno, anche se comunque 5 top 5 e 8 top 10 non rendono giustizia all’impegno che ci sta mettendo un campione in grado di fare la differenza sui compagni di squadra in una stagione estremamente difficile per Thorsport Racing, una squadra storicamente tra le più quotate della Truck Series. Chiaramente nulla è definito, ma sarà difficile (se non quasi impossibile), per Ty, raddoppiare il numero di titoli vinti già alla fine di quest’anno.

Grant Enfinger (2045)
Il veterano è riuscito a portare nuovamente il team più piccolo, quasi a conduzione familiare, alla Chase. Grant Enfinger è il simbolo della lotta in questi playoff. Il pilota del CR7 Motorsports, infatti, dopo un inizio drammatico di stagione (un quinto, un settimo posto e praticamente sei ko nelle prime otto gare) era addirittura 17° in classifica generale ad una cinquantina di punti dalla qualificazione. Messa da parte la sfortuna, Enfinger ha iniziato a recuperare terreno e passare avversari. Il successo, quasi insperato nel caos, di Lime Rock lo ha rimesso sopra la linea rossa, ma Grant non si è fermato lì e l’inerzia lo ha portato fino al settimo posto dopo il reset. Occhio alla #9, perché se la lunga pausa non ha bloccato il momentum, allora potrebbe diventare l’outsider principale.

Daniel Hemric (2040)
La “discesa” in classifica di McAnally-Hilgemann Racing è testimoniata anche dall’ottava posizione nella regular season di un pilota quotato come Daniel Hemric. Il trentacinquenne di Kannapolis, North Carolina, infatti, non solo ha vinto un titolo in NASCAR (Xfinity Series 2021), ma ha anche un passato importante in Cup Series.
Sono i risultati, infatti, a far capire a tutti che qualcosa non sia andato per il verso giusto nelle prime 18 gare del 2026, dove si è portato a casa solo 2 top 5 e 8 top 10. Il pilota dello Chevrolet #19, per quanto sia un outsider nella lotta per il titolo, non va sottovalutato, dato che in più occasioni ha dimostrato di sapere come fare a sbaragliare la concorrenza.

Ben Rhodes (2035)
Se c’è un oggetto non identificato nella Chase, allora questo è sicuramente Ben Rhodes. Il bicampione della Truck Series paga sicuramente una crisi tecnica in casa ThorSport e lui ci è finito dentro, pur riuscendo anche quest’anno a salvare la situazione quasi in extremis ma senza mai sudare veramente freddo. Quattro top5, di cui due in apertura, sono decisamente troppo poche, ma ad essere evidenti sono le lacune sulla velocità di base della vettura e anche sui problemi di affidabilità, in qualche occasione pure trasversali nel team, infine non sono mancate nemmeno le penalità a complicare gare magari già compromesse. Majeski ci ha messo spesso una toppa, a gare alterne, Rhodes doveva fare di più ed ora è chiamato almeno al riscatto.

Tyler Ankrum (2030)
Tyler Ankrum ha strappato l’ultimo biglietto per la Chase sfruttando una caution nell’ultima gara, è vero, ma non per questo la stagione del pilota dello Chevrolet #18 di McAnally-Hilgemann Racing è stata totalmente negativa (se contestualizzata). Il venticinquenne di San Bernardino, California, ha infatti subito sulla sua pelle il calo di competitività di quello che, fino a un paio di anni fa, era il team di riferimento per il proprio marchio nella Truck Series.
Va detto, però, che un quinto posto a Nashville (tra l’altro unica top 5) come miglior risultato della regular season non basta a scagionare interamente un pilota che dovrà aumentare sostanzialmente il numero di top 10 stagionali (attualmente fermo a 5) per poter ambire a un risultato degno del potenziale che ha mostrato più e più volte nel corso della sua (oramai) lunga carriera in Truck Series. Solo il tempo ci dirà se Ankrum riuscirà a scalare la classifica.

Cosa può succedere
Appena sette gare per decidere il campione 2026 della NASCAR Truck Series e saranno, come ormai di consueto, le luci dei riflettori ed i chiari di luna a segnare il destino di molti. Sotto la luce del sole, infatti, si correrà solamente in Kansas (strano) e a Talladega per ovvi motivi. Sarà una Chase spaccata in due con tre short track, dalle caratteristiche comunque totalmente diverse, quali Bristol, Phoenix e Martinsville, dall’altra parte tre ovali da 1.5 miglia come Kansas, Charlotte e l’epilogo di Homestead. Il jolly sarà la citata Talladega come terzultimo atto, dunque in Alabama dovrebbe arrivare la selezione decisiva a lasciare poche auto ancora in lotta per il titolo.

Come detto, il duello fra Layne Riggs e Kaden Honeycutt rischia di monopolizzare il discorso in questa Chase, anche perché i rispettivi compagni di squadra rischiano di essere o troppo vicini (Chandler Smith) o troppo lontani (Gio Ruggiero) per cambiare qualcosa in questa disfida. Non credo che Barletta somigli a nessuna delle città che ospitano le tappe della Chase, nemmeno Miami che ha il mare come il paese pugliese, tuttavia scopriremo in fretta se la #34 e la #11 saranno da sole oppure supportate dalla #38 e dalla #17 nei playoff.
Per il resto, si è destinati a inseguire. ThorSport avrebbe bisogno di un bel reset tecnico per competere ad alti livelli per tutte e sette le gare rimanenti, tuttavia l’emblematico andamento sincopato di Majeski in regular season è l’esempio di come non si può vincere un titolo, ed ovviamente le mancanze non sono state (quasi sempre) del pilota. Rhodes sa come si fa a vincere un titolo, ma la forma dei giorni migliori sembra appannata e non dietro l’ombra di un boccale di birra buttato giù dopo il trionfo.
Detto di McAnally che sembra sempre sulla breccia di diventare grande, ma poi manca sempre qualcosa (e forse sarebbe meglio puntare su qualche pay driver a fare fondo cassa senza combinare guai, come invece fa Kris Wright senza nemmeno essere veloce, visti i risultati spesso imbarazzanti). Eckes è sì vicino alla vetta e forse si è parlato troppo poco di lui nella regular season, tuttavia la coppia al comando sembra ancora un po’ lontana dalla #91. Hemric e Ankrum invece si sono equivalsi finora, così come era successo l’anno scorso. Ma con i risultati fra sesto e decimo posto non si vince il titolo.
Dunque, se avanzasse giusto un euro per piazzare una scommessa un po’ pazza, perché non metterli sulla #9 di Enfinger. A fine estate, a parte Riggs, Honeycutt e Smith, sembrava davvero il pilota più in forma di tutti. Certo, il team è piccolo e spesso qualche inconveniente tecnico ha rovinato tutto sul più bello, però con uno sforzo e un impegno maggiore da parte di tutti i (pochi) componenti del team in queste settimane, allora Grant potrebbe risalire ulteriormente la china.
Discorso separato lo merita la Chase per il titolo owner. Infatti, solo sei abbinamenti sono presenti in entrambi i playoff. Rispetto alla classifica piloti, in quella a squadre sono assenti Enfinger, Hemric, Rhodes ed Ankrum. Si sono qualificate, invece, grazie alla girandola di buoni piloti entrambe le vetture di Spire Motorsports (la #7 vittoriosa ad Atlanta e a Dover con il compianto Kyle Busch e la #77 che si è presa Fort Worth con Carson Hocevar), un’ulteriore vettura di Tricon, ovvero la #1 grazie soprattutto ai risultati e alle vittorie di Corey Heim e infine la #45 di Niece Motorsports, un po’ a sorpresa visto che Chastain ha fatto strada ad un Landen Lewis in forte crescita. Per il titolo di rookie dell’anno, invece, strada spianata per Brenden Queen che, malgrado tutto, ha un centinaio di punti di vantaggio su Butcher e il teammate Tyrrell.
Il programma del weekend a Bristol
Giovedì 17 settembre:
21:00 Prove libere Truck Series (FS2)
22:05 Qualifiche Truck Series (FS2)
Notte fra giovedì 17 e venerdì 18 settembre:
2:00 Gara Truck Series (diretta su p300.it e FS1)
In pista a Bristol anche NASCAR Cup Series e NASCAR O’Reilly Auto Parts Series oltre alla ARCA Series con una combined race con la ARCA East.
Immagini: Media NASCAR
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