WRC | Rally del Paraguay 2026, Pajari entra nella storia: espugna anche Encarnacion e firma una tripletta mai riuscita prima

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 30 Agosto 2026 - 21:00
Tempo di lettura: 9 minuti
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WRC | Rally del Paraguay 2026, Pajari entra nella storia: espugna anche Encarnacion e firma una tripletta mai riuscita prima
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Il finlandese conquista il terzo successo consecutivo dopo Estonia e Finlandia e diventa il primo pilota nella storia del WRC a ottenere le prime tre vittorie della carriera una dopo l’altra. Paddon splendido a podio, Fourmaux strappa il podio a Evans. Festa paraguaya nel WRC2 con Domínguez

Sami Pajari e Marko Salminen hanno scritto una pagina di storia del Mondiale Rally. Dopo aver conquistato la prima vittoria della carriera in Estonia e aver immediatamente replicato sulle strade di casa in Finlandia, l’equipaggio Toyota ha completato una straordinaria tripletta imponendosi anche al Rally del Paraguay 2026, diventando il primo nella storia del WRC a ottenere tre successi consecutivi nelle proprie prime tre vittorie assolute.

Il finlandese ha concluso una delle gare più dure e imprevedibili della stagione con 25,8 secondi di vantaggio su Hayden Paddon, al termine di un weekend nel quale velocità pura, affidabilità e capacità di sopravvivere hanno contato praticamente allo stesso modo. Adrien Fourmaux ha completato il podio dopo una spettacolare rimonta ai danni del leader del Mondiale Elfyn Evans, mentre Oliver Solberg ha chiuso quinto conquistando anche la Wolf Power Stage.

Il risultato cambia inoltre sensibilmente la situazione del campionato: Evans conserva la leadership con 216 punti, ma Pajari sale a quota 196, riducendo il distacco da 30 a sole 20 lunghezze quando mancano tre appuntamenti alla conclusione della stagione.

Tre vittorie, una dietro l’altra: Pajari firma un record assoluto

Soltanto poche settimane fa Pajari non aveva ancora vinto un rally del Mondiale. Ora ne ha conquistati tre consecutivamente, su eventi che gli hanno chiesto qualità profondamente differenti.

In Estonia aveva trovato la consacrazione sulle velocissime strade baltiche. In Finlandia aveva resistito alla pressione di correre davanti al proprio pubblico, approfittando anche dell’incidente di Sébastien Ogier per conquistare una vittoria dal fortissimo valore simbolico. In Paraguay, invece, è stato necessario soprattutto sopravvivere.

Il venerdì aveva già eliminato o fortemente rallentato numerosi protagonisti tra forature, delaminazioni, problemi alle sospensioni e uscite di strada. Pajari stesso aveva dovuto gestire una perdita d’acqua e uno pneumatico danneggiato, prima di emergere dal caos al comando.

Sabato era finito in un fosso sulla Hohenau, strappando la parte superiore dell’ala posteriore della GR Yaris Rally1. Poco più tardi aveva anche commesso un lungo sulla Bella Vista. Nessuno dei due episodi si era però trasformato nell’errore decisivo.

Domenica, con 24,1 secondi di margine su Paddon, ha evitato qualsiasi tentazione di inseguire i punti supplementari a tutti i costi. Il vantaggio è sceso momentaneamente a 21,5 secondi sulla prima Encarnación, ma Pajari ha immediatamente risposto nelle prove successive e si è presentato alla Power Stage con la vittoria saldamente nelle proprie mani.

«È incredibile. Devo ringraziare ancora una volta tutta la squadra. Non è stato un rally semplice per noi piloti, ma non lo è stato neppure per il team. Costruire una macchina così affidabile è una delle chiavi di questo successo. È un momento di enorme orgoglio e sono davvero felicissimo.»

Tre partenze da vincitore WRC, tre rally consecutivi conquistati: Estonia, Finlandia e Paraguay. Nessun equipaggio aveva mai costruito in questo modo le prime tre vittorie della propria carriera iridata.

Dal caos del venerdì alla gestione della domenica

La vittoria paraguaiana è stata probabilmente la più completa delle tre proprio per il modo in cui Pajari ha dovuto costruirla.

Oliver Solberg aveva dominato l’inizio del venerdì, prima che la sua Toyota si spegnesse in frenata sulla Yerbatera e dovesse essere rimessa in moto dagli spettatori. Sébastien Ogier era stato eliminato da una sospensione danneggiata, Thierry Neuville aveva dovuto fermarsi dopo aver rotto quella posteriore sinistra e Takamoto Katsuta si era ribaltato dopo appena due chilometri.

Nel frattempo Hayden Paddon aveva approfittato meglio di tutti dei problemi altrui, tornando al comando di un rally del Mondiale per la prima volta dal 2018.

Pajari era emerso soltanto nel secondo giro. Quando le gomme avevano continuato a cedere sulle vetture dei rivali, il finlandese aveva attraversato la seconda Yerbatera senza problemi e si era portato davanti.

Da quel momento non ha più lasciato il comando.

Non è stata la vittoria del pilota sempre più veloce, ma quella di chi ha saputo riconoscere quando attaccare e quando, invece, arrivare semplicemente alla fine della prova con macchina e pneumatici integri.

Paddon torna sul podio otto anni dopo

Alle spalle di Pajari, Hayden Paddon ha completato uno dei weekend più significativi della propria seconda carriera nel Mondiale.

Il neozelandese affrontava il suo primo rally WRC su terra nella classe regina dal 2018, ma già venerdì aveva cancellato qualsiasi dubbio sulla propria competitività. Approfittando del caos della Yerbatera, era balzato al comando e aveva mantenuto la leadership fino al secondo giro.

Paddon non ha poi avuto il ritmo necessario per contrastare Pajari durante il sabato, ma ha saputo gestire pneumatici e vettura evitando i problemi che avevano già distrutto la gara di tanti altri protagonisti.

Il secondo posto rappresenta quindi molto più di un semplice podio.

«Questo lo sento come un vero podio. In tanti ci avevano dati per finiti, ma altre persone hanno continuato a credere in me e soprattutto noi abbiamo continuato a credere in noi stessi. Dimostra che non bisogna mai arrendersi. Bisogna avere un sogno e avere il coraggio di crederci.»

Otto anni dopo l’ultima stagione completa ai massimi livelli sulla terra, Paddon è tornato a guidare un rally del Mondiale e a terminarlo al secondo posto. Un ritorno quasi circolare per una carriera che sembrava aver già chiuso da tempo il proprio capitolo Rally1.

Fourmaux completa una rimonta clamorosa e strappa il podio a Evans

Se Pajari è stato il protagonista del risultato finale, Adrien Fourmaux è stato probabilmente il riferimento assoluto sul piano della velocità pura.

Il francese aveva chiuso il venerdì a 1’51”3 dalla testa, dopo aver perso quasi un minuto e mezzo per cambiare una gomma sulla prima Yerbatera e aver terminato la seconda percorrenza della stessa prova con entrambe le posteriori sgonfie.

Sabato ha reagito con cinque vittorie di prova e una rimonta impressionante su Evans. Il distacco dal gallese, superiore ai 55 secondi all’inizio della giornata, era precipitato a soli 3,3 secondi alla vigilia della domenica.

Fourmaux non ha aspettato molto. Sulla prima prova domenicale ha completato il sorpasso e, invece di limitarsi a difendere la posizione, ha continuato a mantenere pressione fino al traguardo.

La Hyundai ha così concluso terza, a 40 secondi esatti da Pajari e soprattutto con 5,1 secondi di vantaggio su Evans.

«È stato un weekend incredibile. Essere a un minuto e cinquanta dalla testa venerdì sera e riuscire a tornare a meno di cinquanta secondi è qualcosa di pazzesco. Peccato per quello che è successo con le gomme, ma la rimonta e la battaglia che abbiamo fatto sono state davvero bellissime.»

Il risultato lascia inevitabilmente qualche rimpianto. Senza i problemi del venerdì, il passo mostrato da Fourmaux suggerisce che la lotta per la vittoria avrebbe potuto assumere un volto completamente diverso.

Evans perde il podio ma conserva la leadership del Mondiale

Elfyn Evans ha terminato quarto, un risultato meno brillante rispetto alla posizione occupata per gran parte del weekend ma comunque importante dal punto di vista del campionato.

Il gallese era stato addirittura leader per una breve fase del venerdì, prima che la seconda delaminazione subita sulla Yerbatera lo costringesse a raggiungere il traguardo con la posteriore destra ormai distrutta.

Sabato aveva scelto un approccio più prudente, consapevole soprattutto di quanto il Paraguay avesse già punito i rivali diretti. Quella strategia ha però permesso a Fourmaux di recuperare il grande vantaggio accumulato nella prima giornata e, domenica, il francese ha completato il sorpasso.

Evans lascia comunque Encarnación con 216 punti, mantenendo la prima posizione nel Mondiale.

La differenza è che ora Pajari non è più un inseguitore lontano: è a quota 196, soltanto 20 lunghezze più indietro.

Con tre rally ancora da disputare, la lotta per il titolo è ufficialmente riaperta.

Solberg quinto e vincitore della Power Stage

Oliver Solberg ha concluso quinto una gara che avrebbe potuto raccontare una storia molto diversa.

Lo svedese era stato il più veloce nelle prime due prove del venerdì e sembrava pronto a inserirsi nuovamente nella lotta per la vittoria dopo i podi ottenuti in Estonia e Finlandia.

Sulla prima Yerbatera, però, il motore della Toyota si era spento durante una frenata. Solberg non era riuscito a riavviarlo e aveva dovuto attendere l’arrivo degli spettatori, che avevano spinto la vettura permettendogli di ripartire. Poco dopo era arrivata anche una foratura, portando la perdita complessiva vicino ai quattro minuti.

Da quel momento la sua gara si è trasformata in una rimonta. Domenica ha almeno trovato la ricompensa della Wolf Power Stage, risultato che gli permette di salire al terzo posto del campionato con 175 punti.

McErlean chiude sesto con una riparazione d’emergenza

Josh McErlean ha portato la Ford Puma Rally1 al sesto posto dopo un weekend nel quale, soprattutto venerdì mattina, era riuscito anche a inserirsi nelle posizioni da podio.

L’ultima giornata non è stata però priva di inconvenienti. La rottura della leva del cambio ha costretto l’equipaggio M-Sport a inventare una riparazione d’emergenza, utilizzando addirittura una chiave da 10 millimetri per poter continuare la gara.

La soluzione improvvisata ha funzionato abbastanza da consentire all’irlandese di raggiungere il traguardo e raccogliere un altro risultato importante in una stagione dedicata soprattutto alla crescita e all’esperienza nella classe regina.

Paura per Katsuta sulla Artigas

La domenica è stata segnata anche dal pesante incidente di Takamoto Katsuta e Aaron Johnston sulla penultima Artigas.

La prova è stata immediatamente interrotta con bandiera rossa e non è stata successivamente fatta ripartire. Entrambi i membri dell’equipaggio Toyota sono stati trasportati in elicottero in un ospedale locale per accertamenti medici precauzionali.

Il loro incidente ha rappresentato l’ultimo episodio di un Rally del Paraguay estremamente selettivo, dopo il cappottamento già subito dallo stesso Katsuta nella giornata inaugurale.

Domínguez realizza il sogno: vittoria WRC2 davanti al pubblico di casa

Se Pajari ha conquistato il successo assoluto, il trionfo più celebrato dal pubblico paraguaiano è arrivato nel WRC2.

Diego Domínguez e Rogelio Peñate hanno completato una gara straordinaria vincendo la categoria e terminando addirittura in settima posizione assoluta.

Il paraguaiano era diventato leader già durante il venerdì e non ha più lasciato la prima posizione. Nemmeno l’insolito episodio degli occhiali dimenticati sul tetto della vettura sabato mattina – sostituiti durante il service grazie a un nuovo paio procurato dalla moglie – è riuscito a interrompere la sua marcia.

Domínguez ha chiuso con 22,7 secondi di vantaggio su Gus Greensmith, completando davanti al proprio pubblico una vittoria dal fortissimo valore personale.

Prima del rally aveva ricevuto anche gli auguri direttamente dal presidente del Paraguay Santiago Peña. Al traguardo, però, il primo pensiero è andato alla famiglia.

«Questa vittoria è per tutti loro, soprattutto per mio padre, che mi ha aiutato, mi ha spinto a raggiungere questo obiettivo e a continuare la mia carriera nei rally. Adesso ho bisogno di piangere e urgentemente anche di una birra!»

Il pubblico di Encarnación ha così potuto festeggiare un successo paraguaiano nel primo grande appuntamento di casa della stagione.

Galanti completa la festa paraguaiana nel WRC2

Alle spalle di Domínguez e Greensmith è arrivato un altro risultato importante per i colori locali.

Alejandro Galanti ha conquistato il terzo posto nel WRC2 e la nona posizione assoluta, regalando al Paraguay due equipaggi sul podio della categoria.

Taylor Gill ha concluso quarto nel WRC2 e decimo assoluto, completando una top ten generale nella quale ben quattro Rally2 sono riuscite a inserirsi grazie anche all’altissimo livello di selezione tra le vetture Rally1.

Classifica finale Rally del Paraguay 2026

  1. Sami Pajari – Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | 3:13:28.5
  2. Hayden Paddon – John Kennard | Hyundai i20 N Rally1 | +25.8
  3. Adrien Fourmaux – Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | +40.0
  4. Elfyn Evans – Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | +45.1
  5. Oliver Solberg – Elliott Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1 | +2:57.0
  6. Josh McErlean – Eoin Treacy | Ford Puma Rally1 | +4:19.0
  7. Diego Domínguez – Rogelio Peñate | Toyota GR Yaris Rally2 | +7:40.5
  8. Gus Greensmith – Jonas Andersson | Toyota GR Yaris Rally2 | +8:03.2
  9. Alejandro Galanti – M. Toyotoshi | Toyota GR Yaris Rally2 | +10:23.0
  10. Taylor Gill – Daniel Brkic | Škoda Fabia RS Rally2 | +10:36.9

Il Mondiale si accende: Evans e Pajari separati da 20 punti

Il Paraguay consegna al WRC una situazione iridata molto più aperta rispetto a quella precedente alla trasferta sudamericana.

Evans resta leader con 216 punti, ma Pajari è ora secondo a 196 e arriva al Rally del Cile con tre vittorie consecutive alle spalle. Solberg sale terzo a quota 175, mantenendosi a sua volta matematicamente dentro la corsa.

Toyota continua invece a dominare il campionato costruttori. La casa giapponese lascia il Paraguay con 554 punti, contro i 381 di Hyundai, mantenendo 173 lunghezze di margine. La possibilità di chiudere matematicamente il titolo slitta quindi al prossimo appuntamento.

Il Mondiale resterà in Sud America per il Rally Chile Bio Bío, in programma dal 10 al 13 settembre.

Per Pajari sarà l’occasione di provare qualcosa che poche settimane fa sarebbe sembrato persino assurdo: trasformare una prima vittoria nel WRC in una serie capace di portarlo direttamente dentro la lotta per il titolo. Dopo Estonia, Finlandia e Paraguay, ormai non si tratta più di capire se possa vincere. Si tratta di capire dove possa fermarsi.

Media: Red Bull

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