Bryson Morris conquista la pole ma manca il successo, Victor Gonzalez Racing vince in solitaria dopo la sosta
Il Virginia International Raceway è stato teatro dell’ottavo round del Michelin Pilot Challenge 2026, che nella classe TCR ha regalato un mix di esperienze durante il corso di tutto il weekend. Dalla qualifica che non ha visto più Honda al comando, alla gara che ha stravolto la lotta al titolo grazie al disastro di uno dei protagonisti.
L’evento che si è disputato questo weekend ha prima di tutto visto Bryson Morris al vertice delle prove ufficiali, il quale ha avuto la meglio sulle due Honda di KMW (seconda, ma poi retrocessa in seguito a penalizzazione, ndr) e di MMG, mettendo fine alla striscia di quattro pole position consecutive realizzate dai team spinti dalla Civic.
Se lui e Mason Filippi hanno conquistato inoltre il settimo podio stagionale, mancando però il successo finale, entrambi si possono comunque ritenere soddisfatti dall’ampio vantaggio accumulato in graduatoria, per merito soprattutto di un sabato sera nero per la vettura gemella di Preston Brown e Denis Dupont. La #76 è stata costretta ad entrare tre volte ai box nella prima mezz’ora, pagando a caro prezzo anche gli errori di team e del pilota americano, che hanno costretto il duo a terminare in decima e ultima piazza.
A sorridere ci ha pensato non solo l’equipaggio dei leader del campionato, ma anche e soprattutto il Victor Gonzalez Racing che dopo cinque mesi è tornato sul gradino più alto del podio dopo una prestazione eccellente. Al comando della corsa dal sesto giro, il duo formato da Tyler Gonzalez e Steven Clemons non è stato più impensierito da nessuno; forse solo dalla neutralizzazione a dieci minuti dal termine, che ha vanificato i quasi venti secondi di vantaggio accumulati dalla #99 sulla #33.
Da sottolineare anche l’ottima rimonta di Rocco Pasquarella e Tim Lewis Jr che dalla dodicesima posizione in griglia hanno rimontato fino alla terza finale, completando gran parte della risalita nei primi venti minuti, quando il pilota più giovane si trovava già tra i primi cinque.
QUALIFICHE
Il venerdì ha visto nuovamente la pioggia, come accaduto a Road America, ma il sabato – nel momento in cui si è iniziato a fare sul serio – il sole è tornato a splendere sul tracciato della Virginia, che ha regalato una novità almeno per quanto concerne le prove ufficiali. Dopo quattro pole position consecutive conquistate dalla Honda, di cui tre firmate da Louis-Philippe Montour, Bryson Morris ha fermato il dominio del pilota canadese registrando la pole position.
Per il leader del campionato questa è stata solo la seconda miglior prestazione in qualifica ottenuta da inizio anno. La prima posizione è giunta grazie al tempo di 1:54.920, che gli ha permesso di battere la Civic #93 di MMG per soli 191 millesimi, a conferma che comunque la vettura nipponica sul giro secco rimane un’insidia persistente.
Un altro buon risultato per Baker Racing, che anche in questo caso si è affacciato sulle file più importanti strappando il terzo tempo, anche se con 1.2 secondi di ritardo dalla vetta. Un decimo e mezzo più lento è stato invece Steven Clemons, che ha riportato una delle Cupra di VGR nelle zone alte della classifica.
Il secondo contendente al titolo, Preston Brown, non è invece andato oltre il quinto riferimento, pagando 1.8 secondi dalla pole position dei rivali in campionato. In ampio ritardo anche la rientrante Cupra dello Stallion Motorsport, ottava a 2.6 secondi con Eddie Gou, mentre alla Honda di KMW Motorsport, condotta da Rocco Pasquarella, sono stati eliminati i due migliori tempi della sessione per aver causato una bandiera rossa.
La #5 nera e oro è stata quindi costretta a scattare dal fondo, in seguito al ritiro della Hyundai Elantra N di Harry Gottsacker e Lance Bergstein dovuto ad un incidente occorso a quest’ultimo durante le prove – successivamente al contatto con Rocco Pasquarella -, che ha danneggiato irreparabilmente (per la gara, ndr) l’auto #18 di BHA. Fortunatamente il pilota non ha riportato problemi fisici.

GARA
L’avvio dell’ottava corsa stagionale ha visto un ottimo slancio da parte di Morris che ha mantenuto la prima posizione davanti a Montour e Baker. Rimaste invariate anche tutte le altre posizioni di vertice, mentre l’unico a muovere la classifica è stato Pasquarella, che dall’ultimo posto si è portato al decimo al termine del primo passaggio sul traguardo.
Al giro successivo, mentre il debuttante di KMW ha ottenuto anche la nona piazza, nel gruppo di testa Clemons ha strappato la terza a Baker. Alla terza tornata si è invece accesa la lotta per la leadership, quando Montour ha provato a rompere più volte gli indugi, ricevendo però un’ottima risposta da parte di. Morris, che ha rintuzzato gli attacchi. Prima della chiusura del giro Montour ha preso il comando delle operazioni, portandosi dietro anche la Cupra che nel mentre aveva chiuso il distacco, con la Hyundai scivolata da prima a terza in una sola curva.
La Honda #93 non è però durata a lungo in cima alla classifica, in quanto al sesto giro Clemons ha ottenuto la prima piazza, mentre dietro di loro Baker ha rubato la terza a Morris. Il ritorno di Pasquarella ha visto il pilota della Civic #5 al settimo posto dopo nemmeno quindici minuti.
Proprio allo scoccare del quindicesimo giro di orologio è arrivato il primo pit stop per la vettura #77 di Stallion, con Eddie Gou che ha dovuto lasciarsi alle spalle l’ottavo posto per scivolare in fondo alla classifica, provando ad anticipare i tempi di una possibile neutralizzazione, poi mai arrivata.
Pasquarella ha invece fatto il suo ingresso in Top 5 a ridosso del ventesimo minuto di gara, ritrovandosi – grazie anche a un ritmo forsennato – addirittura a meno di tre secondi dalla leadership e a nemmeno un secondo e mezzo dal poleman Morris.
Per l’ennesima volta nel corso della stagione, le vetture dell’altra classe (che dovrebbero mostrare un passo nettamente più rapido, ndr) hanno danneggiato la corsa delle auto al vertice della classe TCR creando impedimenti e contatti. Montour ha infatti tamponato una di queste macchine che procedeva lentamente in curva (rimanendo in traiettoria), ritrovandosi fuori pista insieme a Baker, agevolando Morris nel recupero della seconda posizione. La stessa vettura coinvolta precedentemente, perdendo il controllo (e causando successivamente la prima FCY della gara) ha portato a un altro contatto tra TCR e GS, con il conseguente ritiro di Madison Aust al nono giro.
A sfruttare la neutralizzazione per primo è stato Brown, rientrato ai box per una breve sosta che lo ha spinto dietro a Gou. Nessun altro pilota ha deciso di mettere la freccia verso i box prima della ripresa avvenuta a 91 minuti dal termine. Al ritorno della bandiera verte, mentre Gou ha subito freddato Yout, Brown ha dovuto rimettere tornare in pit lane per una seconda fermata.
Oltre al danno, pure la beffa per Montour che è stato obbligato a un Drive Through per aver tamponato la vettura di classe superiore, facendo perdere a MMG la terza posizione provvisoria. Sessanta secondi di penalità sono stati inflitti a Brown per essere uscito dai box con semaforo rosso durante il regime di Pace Car, con il #76 che si è trovato per la terza volta fermo in corsia nella prima mezz’ora.
Dopo il rientro ai box, più volte Montour ha tentato di risalire la classifica, spingendosi diverse volte in nona piazza ma ritrovandosi sempre sopravanzato nuovamente da Yount. Un errore al cinquantesimo minuto, da parte di Dean Baker, ha permesso al secondo gruppo di compattarsi, con tutti i piloti dalla sesta alla decima piazza racchiusi in appena una decina di secondi.
Gou, che dopo la prima sosta era piombato ultimo, è ritornato ai box al 55esimo minuto per effettuare la seconda e ultima sosta, lasciando il posto a Neto e aprendo così il valzer dei pit stop. A seguirlo al giro 26 sono stati Sam Baker e Yount, per cedere il sedile rispettivamente a Vance e Rumburg. Al passaggio successivo è stato quindi il turno di Tally e Dean Baker, scesi per lasciare spazio a Bacon e Riedmann.
Il leader della corsa Clemons, così come Riley Pegram e Montour, hanno invece effettuato il loro stop obbligatorio al 28esimo passaggio, mentre al 29esimo è giunto il momento di Morris e Pasquarella, arrivando così a chiusura della finestra delle soste.
Dopo il cambio pilota, cambio gomme e rifornimento, ad uscire davanti a tutti è stato Gonzalez con 14 secondi di vantaggio, rispetto ai nove decimi che la Cupra di VGR aveva prima della sosta: questo grazie anche ad una sosta durata otto secondi in meno a favore del team portoricano. Dietro di loro Vance ha mantenuto il terzo posto, mentre Lewis è uscito quarto dopo alcuni problemi sulla piazzola, che lo hanno trattenuto più del dovuto ai box. Larry Pegram ha invece conservato il quinto posto, ma braccato da Wittmer; nelle retrovie, invece, Dupont ha superato e doppiato Neto, costretto a restare ai box per due giri a causa di un problema alla pompa di benzina.
La quinta posizione di Pegram è durata circa un quarto d’ora, prima che Wittmer riuscisse a strappargli il posto, relegandolo al sesto posto e soprattutto a difendersi dall’arrivo di Riedmann.
Dopo un secondo stint dominato da parte di Gonzalez e una situazione in classifica rimasta pressoché congelata per oltre mezz’ora, la perdita di un paraurti da parte di una vettura dell’altra classe, ha chiamato in causa la seconda neutralizzazione mentre il pilota di VGR si trovava tranquillamente al comando con 17 secondi di vantaggio su Filippi e 30 su Lewis. Questa FCY, oltre a rimettere Morris in gioco per il successo, ha riportato l’altro avversario per il titolo Dupont nuovamente in coda al gruppo, dopo le tre soste di Brown della prima mezz’ora e dopo che lo stesso pilota belga era riuscito a sdoppiarsi poco dopo la sua sosta.
Alla ripartenza, a sfruttare il momento è stato Riedmann che in sei chilometri è balzato dalla settima fino alla quinta piazza. Meglio di lui ha però fatto Lewis che, sfruttando il crollo di Vance dal terzo all’ottavo posto, ha preso di conseguenza l’ultimo gradino del podio a disposizione. Nessun altro ha poi potuto migliorare la propria posizione in quanto a due minuti dalla fine la bandiera gialla è nuovamente tornata in azione, congelando definitivamente le posizioni.

Tyler Gonzalez conquista la seconda vittoria stagionale, mentre per Steven Clemons si tratta della prima in carriera; per Cupra questa è la seconda affermazione stagionale, nonché la quarta nel Michelin Pilot Challenge. Non hanno trasformato la pole in successo, ma Mason Filippi e Bryson Morris hanno decisamente allungato in classifica grazie al settimo posto in otto gare e soprattutto alla débâcle dei propri rivali in campionato.
Sul podio, dopo un’ottima rimonta di entrambi i piloti, Tim Lewis e Rocco Pasquarella con la Honda di KMW Motorsports, che era stata costretta a partire dal fondo della griglia. Fuori dalla Top 3 invece la Civic di Karl Wittmer e Louis-Philippe Montour, che per l’ennesima volta non riescono a concretizzare le buone prestazioni sul giro secco. Tra le prime cinque posizioni si sono infilati anche Dean Baker e Kevin Riedmann che – nonostante un errore del canadese nella seconda parte di gara, il quale lo aveva portato a perdere posizioni – sono riusciti comunque a chiudere come prima Audi in classifica.
Solo un decimo posto finale per Denis Dupont e Preston Brown che, seppur nel giro del leader, non hanno potuto sfruttare la ripartenza finale per provare a recuperare posizioni e punti nei confronti dei diretti avversari.
CLASSIFICA E PROSSIMO APPUNTAMENTO
Grazie al secondo posto in gara e soprattutto al decimo dei rivali, il gap che separa le due Hyundai di Bryan Herta Autosport sale vertiginosamente da 150 a 260 lunghezze, creando una chiara occasione da titolo al penultimo round per l’equipaggio della vettura #33.
- Bryson Morris / Mason Filippi – 2470 pts
- Preston Brown / Denis Dupont – 2210 pts
- Karl Wittmer / Louis-Philippe Montour – 2130 pts
Il percorso del Michelin Pilot Challenge proseguirà tra un mese sul catino di Indianapolis, dove si terrà il penultimo appuntamento della stagione. A Morris e Filippi basterà guadagnare novanta punti sui propri compagni di squadra per poter chiudere i giochi già con un round di anticipo. L’appuntamento è fissato per il weekend del 18 e 19 settembre.
Immagine di copertina: IMSA / Jake Galstad
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