Alla fine niente ritiro ma, addirittura, rinnovo. Un po’ spiace, un po’ no
Ci avevo sperato. Avevo sperato che Max Verstappen andasse fino in fondo e, dopo mesi di lamentele e improperi al regolamento più orrendo che la storia della Formula 1 abbia mai partorito, decidesse di sganciarsi definitivamente da questa categoria, lasciandola al suo destino. Mi ero immaginato il comunicato e tutte le conseguenze: avevo – egoisticamente, lo ammetto – immaginato che l’olandese desse seguito ai messaggi subliminali che aveva dato nel corso di questo inizio di mondiale, quando diceva che non sapeva cosa avrebbe fatto e cosa sarebbe successo se il regolamento fosse restato quello che è tuttora e quello che poco cambierà, sia chiaro, finché non ci libereremo dell’elettrico. E invece niente.
Questa mattina, a sorpresa, è arrivato il prolungamento del contratto con Red Bull per altre due stagioni, rispetto alla naturale scadenza che era prevista – si era detto a lungo – per il 2028. Speravo, insomma, che in questa F1 ci fosse una specie di Batman reale, capace di dare una spallata alla torre di comando. Mi sbagliavo. Sono forse troppo romantico? Può essere. Di certo una decisione simile sarebbe stata storica e, forse, è stata più vicina di quanto si pensi. Max ha ammesso di averci pensato e che le alternative erano due: mollare il colpo o restare praticamente a vita con Red Bull. Ha scelto la seconda opzione: sebbene mi faccia piacere che il quattro volte iridato resti nel Circus, perché parliamo comunque del miglior pilota in griglia, sono in parte deluso dal fatto che Max non abbia fatto la storia con una decisione incredibile. Avrebbe avuto la mia stima eterna. I soldi non gli mancano, le opportunità neanche. Sarebbe stato clamoroso. Ora, però, basta critiche, perché diventerebbe surreale attaccare ancora questa F1 dopo le parole dei mesi scorsi e aver accettato di restare.
Ci sono tantissimi interessi che viaggiano dietro le quinte. E, probabilmente, è stata la F1 per prima a non volersi liberare di chi l’ha criticata così tanto negli ultimi tempi, al punto di avere riunioni personali con Domenicali. Perché, in fondo, sono sicuro che ai piani alti sappiano benissimo di aver fatto un buco nell’acqua clamoroso con queste regole, sebbene non si abbia il coraggio di ammetterlo e si rigiri la frittata attaccando i criticanti, cosa irricevibile. E sono anche sicuro, visto che di interessi parliamo, che sarebbe stata più la F1 senza Max a perderci che il contrario.
Come sia andata veramente non lo so, ma ora abbiamo la decisione finale.
Niente Batman, quindi. E ci tocca tenerci Gotham City…
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