TCR IMSA Challenge | Road America 2026: Sotto la pioggia si impongono Dupont e Brown. Terza pole di fila sprecata da MMG

Di: Marco Colletta
MarcoColletta marcocolletta
Pubblicato il 2 Agosto 2026 - 10:05
Tempo di lettura: 8 minuti
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TCR IMSA Challenge | Road America 2026: Sotto la pioggia si impongono Dupont e Brown. Terza pole di fila sprecata da MMG
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Da ultimo a primo, Neto ha quasi interrotto il dominio di Hyundai, che ha vinto appena prima dell’uscita dell’ultima Safety Car

È ormai sempre più definito il testa a testa che vede Honda dominare sul giro secco e Hyundai prevalere sulla lunga distanza. Anche il settimo incontro del Michelin Pilot Challenge, di scena a Road America, ha avuto lo stesso epilogo. Louis-Philippe Montour ha conquistato la terza pole position consecutiva, mentre Preston Brown e Denis Dupont sono tornati al successo, registrando il quinto per Bryan Herta Autosport nel 2026.

Prima fila monopolizzata dalle Civic grazie anche a Rocco Pasquarella che ha ottenuto il secondo tempo, ma poi né uno né l’altro sono riusciti a rimanere a galla, sotto la pioggia del sabato pomeriggio americano, per provare a fermare le Elantra N. Le vetture coreane, su condizioni di pista miste, hanno avuto ancora più vantaggio arrivando a girare anche due secondi più rapidamente di tutta la concorrenza.

Il doppio pit stop ha permesso di rimescolare più volte le carte perché, se il primo ha demolito la risalita delle vetture di Bryan Herta riportando davanti le Honda, il secondo ha restituito quanto tolto in precedenza. L’unico che ha optato per la sosta unica è stato Gou Racing, che è arrivato fino a un quarto d’ora dalla fine a giocarsi il trionfo finale con Celso Neto.

Il brasiliano, ostacolato da una vettura dell’altra classe impegnata nell’IMSA Challenge, ha perso la leadership pochi momenti prima che l’ultima Full Course Yellow irrompesse, decretando la fine dei giochi e un nuovo successo per Preston Brown e Denis Dupont.

QUALIFICHE

Una macchina da giro secco sempre più inarrestabile: per il terzo evento consecutivo LP Montour ha messo a segno la pole position, conquistando la quarta consecutiva per Honda nonché la quinta stagionale per il marchio giapponese. Il pilota canadese ha fermato il cronometro sul tempo di 2:16.128, precedendo di appena 130 millesimi Rocco Pasquarella, per un altro 1-2 firmato dalle Civic di Montreal Motorsport Group e KMW Motorsports.

Distacchi abissali invece per il resto del gruppo, dato che solo la Hyundai #33 del leader del campionato Mason Filippi è riuscita a stare entro il secondo dal nuovo record della pista (battuto per meno un decimo). L’alfiere di Bryan Herta Autosport ha chiuso con nove decimi di ritardo, mettendosi alle spalle Sam Baker, con la prima Audi del Baker Racing, a 1.1 secondi, quindi Preston Brown a 2.3 secondi, Steven Clemons – con la prima Cupra del VGR – a 2.4 secondi e Lance Bergstein a 2.8.

Tutti gli altri piloti hanno sfondato il muro dei tre secondi di gap. Da annotare che la Honda di HART è riuscita a chiudere un solo giro cronometrato, pagando oltre nove secondi dalla vetta, mentre Gou e Neto – con l’Audi del Gou Racing – non hanno preso parte alla sessione e sono stati costretti a partire dal fondo.

GARA

La settima corsa della stagione è partita sotto la pioggia, una condizione che raramente il campionato americano ha sperimentato recentemente. Al via Montour ha conservato la posizione di favore, mettendo subito alcuni metri di vantaggio su Pasquarella che ha invece difeso la seconda da Filippi. In fondo al gruppo, l’esordiente Yount è precepitato a fondo classifica, mentre Gou e Chambers si sono fatti spazio recuperando almeno fino alle porte della Top 10.

Al secondo giro, un errore di Montour alla staccata della quinta curva ha permesso a Pasquarella di ereditare la posizione di comando in uscita dalla stessa, mentre il canadese è stato scavalcato anche da Filippi. Il #5 e il #33 hanno quindi preso ampio vantaggio sul resto del gruppo, con Montour ritrovatosi a fare da tappo a tutte le posizioni dalla quarta in poi.

Al principio del terzo giro, Sam Baker ha infatti passato la Honda di MMG, ottenendo il terzo posto e lasciando il poleman nelle grinfie delle altre vetture di BHA. Davanti si è riaccesa nuovamente la sfida per la testa, con Filippi che in un paio di occasioni è andato all’attacco di Pasquarella, il quale ha mantenuto tenacemente la prima piazza.

Successivamente, un errore del leader ha permesso a Filippi, sempre durante il terzo giro, di prendersi la prima posizione, significando il terzo cambio al vertice in meno di venti chilometri. Alla tornata successiva, è stato un disastro per la #93 che, finendo fuori pista sia alla staccata di curva 5 che di curva 6, è precipitata in settima posizione.

Qualche giro è trascorso prima che la classifica delle posizioni importanti tornasse a muoversi: dopo un’ottima difesa da parte di Sam Baker sulle due Hyundai di Bergstein e Brown, il canadese di Audi ha dovuto cedere al potere di BHA perdendo due posizioni e scendendo in quinta nel corso del settimo passaggio.

Girando un paio di secondi più rapidamente di Pasquarella, Bergstein e Brown non hanno tardato ad arrivare alle spalle della Honda, con il 18enne che questa volta è riuscito a rintuzzare gli attacchi più a lungo, anche se ha poi dovuto cedere il secondo posto al termine del nono giro e il terzo durante l’undicesimo. Mentre le prime tre vetture di Herta hanno guadagnato progressivamente i tre gradini del podio, nelle retrovie la Aust ha dovuto fare i conti con Gou che le ha strappato la nona piazza negli stessi istanti. Lo stesso pilota di Audi si è quindi spinto in ottava posizione superando anche Dean Baker, che in colpo solo è stato sopravanzato pure dall’americana di BHA.

A interrompere le danze ci ha pensato la prima interruzione della gara arrivata dopo 35 minuti a causa dell’uscita pista di una vettura dell’altra classe. Sfruttando l’apertura della finestra della pit lane – dopo dieci minuti di bandiera gialla -, tutte le vetture sono rientrate ai box per effettuare la prima sosta, durante la quale i team ne hanno approfittato per cambiare le gomme posteriori da wet a slick, oltre a sostituire tutti i piloti al volante.

Un pit troppo lento per la #33 ha fatto perdere la leadership a Morris, salito a bordo al posto di Filippi, con la prima piazza che è stata ripresa da Lewis davanti all’ex capoclassifica, Dupont e Montour, il quale ha addirittura riguadagnato tre posizioni. Gottsacker, da secondo, è invece caduto in sesta piazza. Chi ha perso da questa sosta è stato anche Neto, che da ottavo si è ritrovato nono.

La corsa è tornata a colorarsi di verde dopo 18 minuti, con 67 giri d’orologio ancora da disputare. In ripartenza le posizioni sono praticamente rimaste congelate, con Neto unico capace di superare Riedmann per impossessarsi nuovamente dell’ottavo posto.

Intanto la #52 di Baker Racing è stata penalizzata in quanto un meccanico si è posizionato sopra il muretto dei box prima che la vettura si fermasse sulla piazzola. Al termine dello stesso giro – il ventesimo – Vance è rientrato prontamente per scontare il drive through, ritornando però in pista undicesimo, vanificando la sosta precedente che lo aveva spinto in quinta piazza.

Entrando nella seconda ora, grazie anche al traffico delle vetture dell’altra classe, la lotta per la testa della corsa si è riaccesa con le prime sei vetture racchiuse in poco più di due secondi. Morris ha provato a infilare un paio di volte il leader della gara, ma questa volta senza andare a segno.

A causa di una vettura dell’altra classe ferma fuori pista, a 50 minuti dalla bandiera a scacchi è stata chiamata in causa la seconda Full Course Yellow di giornata. I primi a sfruttare l’occasione sono stati Gottsacker e Riedmann, che sono rientrati ai box prima ancora che la gialla venisse sventolata in pista alla fine del ventiseiesimo passaggio.

Gli altri piloti hanno invece dovuto attendere almeno altri due giri prima di poter mettere la freccia verso i box. Tutti i piloti sono rientrati in pit lane ad esclusione di Neto, che ha quindi preso il comando della corsa, Gottsacker e Riedmann, che avevano effettuato la sosta precedentemente, e Larry Pegram. Dei piloti rientrati, Morris ha ripreso la testa del gruppo davanti a Dupont, Wittmer, Lewis e Wilkins.

La bandiera verde è tornata a fare da padrona a 37 minuti dalla fine, durando nemmeno due minuti pieni prima che la gialla riprendesse la scena a causa dell’ennesimo fuori pista di una vettura dell’altra classe. Tra le TCR, Riedmann e Pegram sono stati gli unici a scendere sulla tabella delle posizioni: il pilota di Baker Racing è retrocesso da terzo a quinto, mentre quello di Pegram Racing da quinto a settimo.

Con 23 minuti residui, i piloti hanno ripreso a spingere a tavoletta e di quelli al vertice solo Dupont ha guadagnato una posizione strappandola a Gottsacker e mettendosi alle spalle di Neto, rimasto davanti al gruppo. Il campione in carica ha quindi perso il posto anche a vantaggio di Morris, uscendo dalla zona podio in poco più di un giro, prima di finire anche alle spalle di Wittmer, salito a sua volta al quarto posto.

A rovinare la lotta per il successo ci ha pensato l’ennesima vettura dell’altra classe, facendo da tappo al gruppo di testa delle TCR e portando alla riscrittura forzata della classifica, con Dupont che ha sfruttato il blocco causato a Neto per togliere al brasiliano la prima posizione. Il pilota di Gou Racing, non felice dell’epilogo del trentottesimo giro, si è incollato agli scarichi della Hyundai provando a riprendersi il maltolto.

Negli attimi finali prima dell’esposizione della quarta bandiera gialla, Neto aveva perso terreno da Dupont accumulando quasi un secondo di gap dalla vetta e ritrovandosi braccato da Morris e Wittmer. A sedare gli animi, la FCY uscita a dieci minuti dalla fine ha ricompattato il gruppo anche se inutilmente in quanto la corsa si è conclusa alle spalle della vettura di sicurezza.

Denis Dupont e Preston Brown hanno archiviato il secondo trionfo stagionale dopo quello nella gara inaugurale di Daytona. Ottimo secondo posto, in rimonta dal fondo dello schiereamento, per Eddie Gou e Celso Neto; per il Gou Racing si tratta del secondo podio nelle ultime tre gare nonché del miglior risultato registrato nella storia del team. Il terzo posto è andato invece ai leader del campionato Mason Filippi e Bryson Morris, che hanno perso terreno sugli avversari, ma continuano a mantenere un ampio vantaggio grazie alla sesta Top 3 in sette gare.

Fuori dalle prime tre piazze sono arrivati Karl Wittmer e Louis-Philippe Montour, ancora una volta fulmini in qualifica e inconcludenti al sabato. La Honda di MMG ha comunque mantenuto dietro la Hyundai di Harry Gottsacker e Lance Bergstein e la seconda Civic con Tim Lewis e Rocco Pasquarella.

Buon settimo posto con una singola sosta per Larry e Riley Pegram, che hanno terminato davanti alla Honda di HART. Grandi spreconi in casa Baker Racing che, dopo un’ottima qualifica e un’egregia prima parte di gara, hanno terminato la corsa con la nona e l’undicesima piazza.

Weekend nero per Victor Gonzalez Racing che non ha terminato la competizione con la #99, dopo che la stessa ha subito due penalità, mentre la #21 ha chiuso ultima tra le vetture a pieni giri.

CLASSIFICA E PROSSIMO APPUNTAMENTO

Come avevamo preannunciato nell’anteprima all’evento, prendendo il via alla gara Bryson Morris e Mason Filippi avrebbero per certo fatto le valigie con la consapevolezza di trovarsi ancora primi. Il loro terzo posto, con la vittoria di Dupont e Brown, ha portato alla riduzione del vantaggio a soli 150 punti con tre gare al termine della stagione. Nonostante l’occasione sprecata, Wittmer e Montour si sono spinti leggermente in avanti, guadagnando la terza piazza che però dista 300 punti dalla vetta.

  1. Bryson Morris / Mason Filippi – 2150 pts
  2. Denis Dupont / Preston Brown – 2000 pts
  3. Karl Wittmer / LP Montour – 1850 pts

L’ottavo capitolo della classe TCR nell’IMSA Michelin Pilot Challenge si svolgerà sul tracciato del Virginia International Raceway tra tre settimane. L’appuntamento è per il weekend del 20-22 agosto.

Immagine di copertina: IMSA / Brandon Badraoui

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