Il francese chiude la prima tappa con 16,3 secondi su Evans dopo una giornata stravolta dalla pioggia. Pajari resta sul podio, mentre Fourmaux e Solberg pagano il nubifragio. Fuori dalla strada, il WRC cambia proprietà e affida a Éric Boullier il proprio futuro commerciale
Sébastien Ogier e Julien Ingrassia hanno chiuso al comando un venerdì del Rally Finland destinato a essere ricordato a lungo. Prima per la velocità mostrata nelle prove del mattino, poi per la lucidità con cui hanno attraversato un pomeriggio quasi irreale, nel quale la pioggia ha trasformato il fondo e la visibilità da un equipaggio all’altro, ridisegnando completamente la classifica.
Il nove volte campione del mondo ha concluso la tappa con 16,3 secondi di vantaggio su Elfyn Evans, risalito dal quinto al secondo posto grazie anche a condizioni meteorologiche più favorevoli sulla Saarikas. Sami Pajari completa il podio provvisorio a 26,7 secondi, davanti a Oliver Solberg, mentre Adrien Fourmaux è precipitato dalla seconda alla sesta posizione dopo essere stato travolto dal peggio del nubifragio.
È stata una giornata in cui il cronometro ha raccontato soltanto una parte della storia. Ogier ha vinto tre delle quattro prove forestali del mattino, ma il margine costruito nel pomeriggio è nato soprattutto dalla capacità di non perdere il controllo quando il Rally Finland ha smesso di essere una gara di pura velocità ed è diventato un esercizio di sopravvivenza.
Una notizia delicata, ma enorme: il WRC cambia proprietà
Mentre il Rally Finland viveva uno dei venerdì più imprevedibili degli ultimi anni, fuori dalle prove speciali è arrivata una notizia capace di incidere sul futuro dell’intero campionato. La cordata composta dal Cosmobilis Group ed il Park Square Capital hanno completato l’acquisizione di WRC Promoter GmbH, dopo l’approvazione della FIA, assumendo i diritti commerciali del Mondiale e dell’Europeo Rally. Éric Boullier guiderà la nuova struttura nel ruolo di amministratore delegato.
È una svolta che merita prudenza, perché i grandi annunci dovranno adesso trasformarsi in risultati concreti. La FIA ha parlato del più importante accordo mai raggiunto nella storia commerciale del WRC e dell’ERC, promettendo nuovi investimenti, una distribuzione più ampia dei contenuti, un’esperienza migliore per gli appassionati e una maggiore solidità economica per l’intero movimento. Verrà inoltre istituito un FIA Growth Fund, pensato per sostenere lo sviluppo del rally dai campionati internazionali fino alla base.
L’annuncio arriva in un momento particolare. Il WRC si prepara all’introduzione dei regolamenti tecnici 2027 e da anni cerca una formula capace di raccontare meglio la propria spettacolarità, raggiungere un pubblico più vasto e dare maggiore valore a eventi che, come il Rally Finland, continuano a produrre immagini e storie difficili da trovare altrove.
Boullier ha assunto l’incarico parlando di entusiasmo, responsabilità e volontà di trasformare ogni appuntamento in un evento capace di coinvolgere maggiormente il pubblico. Per ora sono intenzioni. Ma vedere un nuovo gruppo scegliere di investire nel rally, proprio mentre Ogier, Pajari ed Evans attraversavano le foreste finlandesi sotto il diluvio, rappresenta almeno un segnale di fiducia verso uno sport che conserva intatto il proprio fascino e attende da tempo gli strumenti necessari per mostrarlo davvero al mondo.
Ogier prende subito il comando con Ingrassia
Partito con 1,2 secondi di ritardo da Fourmaux dopo la Super Special di Harju, Ogier ha ribaltato immediatamente la situazione sulla prima Laukaa. Il francese ha preceduto di 2,9 secondi Fourmaux ed Esapekka Lappi, prendendo il comando della classifica generale e iniziando a costruire il proprio vantaggio.
Dopo aver ceduto lo scratch a Pajari sulla Saarikas, la coppia Toyota ha risposto sulla nuova Sydänmaa e sulla Hoho, portandosi al parco assistenza di metà giornata con 5,3 secondi su Fourmaux. Nonostante il ritorno improvviso di Ingrassia, richiamato al fianco dell’ex compagno dopo l’assenza di Vincent Landais, l’intesa tra i due è sembrata quella dei giorni migliori.
L’otto volte iridato tra i navigatori non prendeva parte a una gara del Mondiale dal 2021, ma il ritmo delle note e la fiducia nell’abitacolo non hanno mostrato esitazioni. Ogier ha spinto quasi ovunque, accettando qualche rischio pur di non lasciare spazio agli avversari.
«Abbiamo attaccato in tutte le prove. In alcuni punti mi sono preso parecchi rischi e ci sono stati momenti delicati, ma nel complesso è stata una giornata davvero positiva.»
Pajari riapre la gara, poi arriva il diluvio
Il secondo giro sembrava pronto a offrire una lotta a tre tra Ogier, Fourmaux e Pajari. Il vincitore del Rally Estonia ha conquistato la seconda Laukaa e ha ridotto il distacco dalla vetta a soli 5,4 secondi, confermando ancora una volta di possedere il passo necessario per competere ai massimi livelli anche davanti al pubblico finlandese.
Poi la pioggia ha cambiato tutto.
Sulla Saarikas il temporale è arrivato con intensità crescente. Evans, primo sulla strada, è riuscito a completare la prova prima che le condizioni diventassero estreme e ha firmato il miglior tempo. Gli equipaggi partiti successivamente hanno invece trovato acqua stagnante, visibilità quasi nulla e traiettorie ormai sommerse.
Fourmaux ha perso quasi un minuto e mezzo. Solberg ha lasciato sul terreno 55,6 secondi, mentre l’acqua è penetrata nell’abitacolo della sua Toyota. Ogier ha limitato il danno a 6,5 secondi e, soprattutto, ha ceduto soltanto 2,1 secondi a Pajari, mantenendo il controllo della gara.
«Siamo stati sfortunati con il meteo, ma funziona così. Rispetto a Sami, comunque, siamo riusciti a gestire bene la situazione.»
La pioggia non ha semplicemente modificato i tempi: ha reso quasi impossibile confrontare direttamente le prestazioni. In pochi minuti, la stessa prova è passata da un fondo umido ma ancora leggibile a una strada completamente allagata.
La Sydänmaa consolida il primato di Ogier
La successiva Sydänmaa ha regalato un altro momento di tensione. Ogier è finito largo ed è scivolato con la Toyota dentro un fosso, riuscendo però a mantenere il controllo e a proseguire senza conseguenze decisive. Nonostante l’errore, ha chiuso la prova con oltre trenta secondi di vantaggio su Pajari.
Il finlandese ha infatti affrontato gran parte della speciale con il parabrezza completamente appannato, dopo il guasto al sistema di ventilazione. La visibilità ridotta gli ha impedito di mantenere il ritmo necessario per restare agganciato alla lotta per la vittoria.
«Credo che su quella prova abbiamo perso la possibilità di giocarci il successo. Il ventilatore non funzionava e non ce ne siamo accorti subito: il parabrezza si è appannato completamente. È un vero peccato, ma il podio resta ancora alla nostra portata.»
Ogier ha poi amministrato il vantaggio sulla Hoho e nella seconda Harju, completando un venerdì nel quale ha saputo unire velocità, capacità di adattamento e gestione del rischio. Il margine di 16,3 secondi non chiude ancora la gara, ma gli offre una base importante in vista delle otto prove del sabato.
Evans sfrutta l’occasione e sale secondo
Elfyn Evans ha trasformato una giornata iniziata in salita in un secondo posto prezioso. Costretto ad aprire la strada per tutto il venerdì, il leader del campionato aveva sofferto la ghiaia superficiale nelle prove del mattino e aveva perso ulteriore terreno con una breve escursione tra i cespugli sulla prima Hoho.
Il pomeriggio gli ha però restituito qualcosa. Sulla Saarikas ha trovato condizioni nettamente migliori rispetto ai rivali partiti alle sue spalle e ha ottenuto il miglior tempo, guadagnando posizioni fino a superare Pajari. Nelle prove successive ha dovuto invece affrontare a sua volta pioggia e fondo deteriorato, ma è riuscito a raggiungere il traguardo senza danni.
«La mattinata non era stata negativa, mentre il pomeriggio è sembrato un po’ una lotteria. Sulla seconda prova del giro abbiamo trovato condizioni migliori, su quella dopo probabilmente le peggiori. Essere arrivati fin qui in seconda posizione è comunque positivo.»
La sua rimonta assume ulteriore valore in ottica campionato. Evans non ha ancora il passo di Ogier, ma si trova nella posizione ideale per raccogliere punti pesanti e limitare l’avanzata del compagno di squadra nella graduatoria iridata.
Solberg quarto, Fourmaux travolto dalla pioggia
Oliver Solberg ha concluso il venerdì al quarto posto, a 41,3 secondi dalla vetta. Lo svedese aveva mostrato un ritmo competitivo al mattino, ma sulla Saarikas ha perso quasi un minuto in condizioni proibitive. Nel finale è riuscito a ritrovare fiducia e a contenere il distacco da Pajari, ora distante 14,6 secondi.
Alle sue spalle Mārtiņš Sesks occupa la quinta posizione ed è il migliore tra i piloti M-Sport. Il lettone ha attraversato il caos senza commettere errori gravi, approfittando anche del crollo di Fourmaux, sceso al sesto posto.
Il francese della Hyundai era rimasto il principale avversario di Ogier dopo il primo giro. Il temporale lo ha però colpito nel momento peggiore, facendogli perdere quasi novanta secondi in una sola prova. Il suo passo resta incoraggiante, ma il distacco accumulato ha trasformato la lotta per la vittoria in un obiettivo ormai molto difficile da raggiungere.
Josh McErlean è settimo dopo aver affrontato anche lui una prova con il parabrezza fortemente appannato. Takamoto Katsuta, autore del miglior tempo nello shakedown, ha vissuto invece una giornata che lui stesso ha definito disastrosa e occupa l’ottavo posto davanti a Thierry Neuville.
Neuville rallentato da una sospensione danneggiata
La gara di Neuville era già stata compromessa nel corso del primo giro. Sulla Hoho il belga ha colpito una roccia nascosta nella vegetazione, danneggiando pesantemente la sospensione anteriore sinistra della Hyundai e perdendo quasi tre minuti.
L’equipaggio è riuscito a raggiungere il parco assistenza e a ripartire nel pomeriggio, ma qualsiasi possibilità di lottare per il podio era ormai svanita. Il campione del mondo occupa la nona posizione, appena davanti alle prime Rally2.
Il venerdì ha invece segnato la fine definitiva del weekend di Esapekka Lappi. La Hyundai del finlandese ha riportato danni alla struttura di sicurezza nel ribaltamento avvenuto sulla Sydänmaa e non potrà ripartire. Jon Armstrong è stato l’altro grande ritirato della giornata dopo essere rimasto bloccato in un fosso sulla Saarikas.
WRC2, Virves chiude il venerdì al comando. Trentin resta nella top ten
Nel WRC2 è Robert Virves a chiudere davanti a tutti una giornata condizionata dal meteo e dai continui cambi di aderenza. L’estone, affiancato da Jakko Viilo sulla Škoda Fabia RS Rally2, guida la categoria con 13,5 secondi di vantaggio su Roope Korhonen, rimasto pienamente in corsa per il successo con la Toyota GR Yaris Rally2. Più staccato Teemu Suninen, terzo a 40,8 secondi, ma ancora davanti a Patrick Enok per appena 1,1 secondi. La parte centrale della classifica è altrettanto compatta, con Lauri Joona quinto davanti a Yuki Yamamoto, Jaspar Vaher e Mikko Heikkilä. Buona anche la giornata di Giovanni Trentin e Pietro Elia Ometto, capaci di conservare la decima posizione con la Škoda Fabia RS Rally2 nonostante condizioni tutt’altro che semplici. L’equipaggio italiano chiude il venerdì a 1:44.4 da Virves, davanti alla Lancia di Léo Rossel e alla Ford Fiesta Rally2 di Mille Johansson.
WRC3, Membrado prende la testa. Fontana risale fino al terzo posto
Nel WRC3 la pioggia e le difficoltà del secondo giro hanno modificato profondamente la classifica. Gil Membrado ha preso il comando con la Ford Fiesta Rally3, chiudendo la tappa con 15,5 secondi su Tymoteusz Abramowski. Alle loro spalle è arrivata la reazione di Matteo Fontana, che dopo una mattinata complicata ha recuperato terreno fino a riportarsi in terza posizione. L’italiano, navigato da Alessandro Arnaboldi, accusa ora 37,3 secondi dalla vetta e resta quindi pienamente in corsa per il podio. Kerem Kazaz è quarto a 49,8 secondi, seguito da Nataniel Bruun e Ville Pynnönen. Più difficile la situazione di Ali Türkkan, nono a oltre sei minuti dopo una giornata segnata da problemi e penalità, mentre Rio Ogata è precipitato nelle retrovie ed è classificato in Super Rally.
Sabato, oltre 123 chilometri per cambiare ancora tutto
La seconda tappa proporrà due passaggi su Parkkola, Päijälä, Västilä e Leustu, per un totale di 123,3 chilometri cronometrati. Le condizioni del fondo e l’evoluzione del meteo resteranno due variabili decisive, soprattutto dopo la quantità d’acqua caduta nel pomeriggio.
Ogier partirà con un margine importante, ma non abbastanza ampio da permettergli una gestione passiva. Evans proverà a sfruttare la nuova posizione sulla strada, Pajari cercherà di difendere il podio e Solberg resta abbastanza vicino per approfittare di qualsiasi esitazione. Dopo il caos del venerdì, il Rally Finland è ancora lontano dall’avere pronunciato il proprio verdetto.
Classifica assoluta dopo la PS10
- Sébastien Ogier – Julien Ingrassia | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:01:33.3
- Elfyn Evans – Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | +18.6
- Sami Pajari – Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | +27.9
- Oliver Solberg – Elliott Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1 | +42.4
- Mārtiņš Sesks – Renārs Francis | Ford Puma Rally1 | +1:02.3
- Adrien Fourmaux – Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | +1:24.8
- Josh McErlean – Eoin Treacy | Ford Puma Rally1 | +2:27.4
- Takamoto Katsuta – Aaron Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | +2:33.3
- Thierry Neuville – Martijn Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | +2:58.8
- Robert Virves – Jakko Viilo | Škoda Fabia RS Rally2 | +3:06.8
Media: Red Bull
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