A digiuno di vittorie da oltre un anno, Logano mette il suo sigillo sulla stagione 2026 dominando a North Wilkesboro
È tornato l’uomo delle prime volte. Primo Clash al LA Coliseum? Vinto. Prima gara sullo sterrato a Bristol? Conquistata. Prima tappa a Gateway? Sua. Prima avventura a Nashville? Sempre sua, seppur se al quinto OT. Primo campionato della Next Gen? Nella sua bacheca. Aveva mancato l’appuntamento con la prima gara (la All-Star Race del 2023) a North Wilkesboro dopo oltre 20 anni di abbandono ma non la seconda. Joey Logano ha aspettato che uno degli short track più amati dal pubblico tornasse effettivamente nel calendario della NASCAR Cup Series dopo 30 anni esatti per prendersi anche questa vittoria. Una gara dominante, ma non dominata dato che Denny Hamlin gli è stato vicino praticamente per gli ultimi 100 giri, senza tuttavia riuscire ad attaccarlo.
La gara
Dopo tre anni di ripresa con le prove generali della All-Star Race (vinte rispettivamente da Larson, Logano e Bell), la NASCAR Cup Series torna ufficialmente a North Wilkesboro per la prima corsa ufficiale valida per il campionato dal 1996.
Per l’ovale più longevo della NASCAR, inaugurato nel 1947, è uno short track d’altri tempi (come dimostrano le tribune da appena 25’000 spettatori, ovviamente sold out), lungo solo 5/8 di miglio – la misura di conversione più vicina al concetto di kilometro, infatti sono 1006 metri – e costruito sul versante di una collina, al punto che il rettilineo di partenza è in discesa (e quello opposto ovviamente in salita) e la differenza di quota all’occhio sicuramente non rende l’idea, infatti le stime più verificate danno un dislivello fra curva1-2 e 3-4 di addirittura 18′, dunque circa cinque metri. Ergo, la pendenza dei rettilinei si aggira attorno al 2%.
Ovviamente, NASCAR being NASCAR, il weekend di metà luglio non è esente da temporali estivi. Il programma della Cup Series prevede l’entrata in azione al sabato subito dopo la gara dei Truck che scorre senza problemi. Nel break arriva uno scroscio tale da costringere i commissari ad asciugare la pista al termine del lightning hold.
Il contrattempo porta alla consueta soluzione: cancellazione delle qualifiche con recupero appena possibile delle libere. Libere che riusciranno a scattare con circa 1h di ritardo sullo slot previsto dalle prove ufficiali, ma si svolgono senza problemi. Nota bene: libere su 50′ tutti insieme e la voce di corridoio (Jordan Bianchi di The Athletic, sempre sul pezzo in questi casi) dice che da fine agosto in New Hampshire si tornerà – più o meno – al vecchio format, abolendo i gruppi e disputando almeno sugli ovali una sessione comunitaria da 50′, dando ai team più tempo di lavorare sulle vetture.
Il migliore nella sessione di libere è anche il favorito della corsa, Christopher Bell che col suo 18.222″ precede Hamlin, Chastain, Byron, Elliott, Gibbs, Larson, Berry, Logano e Buescher. La pole, invece, è stata decisa dall’algoritmo e vede la pole per Blaney davanti a Gibbs, Bell, Hocevar, Reddick, Jones, Hamlin, van Gisbergen, Buescher ed Elliott; 37 le auto iscritte col solo Finchum sulla #66 come vettura Open. Fra i due eventi, invece, la comunicazione dei problemi derivanti ai controlli tecnici. Per Zilisch ed Hill i due fail portano all’espulsione di car chief e perdita della scelta dello stallo in pit lane, per Chastain le bocciature invece sono tre e, oltre a quanto citato, arriva pure un drive through da scontare alla bandiera verde. Una gara tutta in salita per la #1, anche se la pit lane è in discesa.
Il pre-gara è abbastanza frenetico, sia per un temporale che costringe la NASCAR a posticipare la bandiera verde di poco meno di mezz’ora, sia per la notizia che riguarda il poleman Blaney, costretto a partire dal fondo per un problema allo sterzo e quindi alla caccia di una rimonta in una pista che (come Bristol e Martinsville) si percorre in 20″ o anche meno, dunque il rischio doppiaggio è alto fin dai primi giri. Addirittura 450 giri in programma, secondo qualcuno troppi infatti storicamente le corse a North Wilkesboro erano da 400, divisi in 80+185+185 con il pieno che dura circa 160-165 giri, dunque a comandare sono gli pneumatici (nove i set a disposizione).
Alla bandiera verde Gibbs è l’auto in controllo della procedura, ma ha all’interno Bell avanzato di una fila dopo la retrocessione della #12. Malgrado questo, Ty scatta bene e mantiene il comando con Hocevar che ci prova a seguirlo. In uscita di curva2 c’è un contatto fra Carson e Christopher senza danni, la #77 poi completa il sorpasso in curva4. Alle loro spalle prosegue, invece, per un altro giro il duello fra Jones e Reddick con Erik che si prende il quarto posto e Tyler subito attaccato da Hamlin. Chastain sconta la penalità e torna in pista staccato di un giro e mezzo; la #1 in uscita dai box firmerà il giro più veloce che resisterà fino alla bandiera a scacchi.
Se Ross non se la passa bene, van Gisbergen invece mantiene il posto in top10 e praticamente per tutti i primi 10 giri è affiancato a Elliott dall’interno, con Logano spettatore interessato ed Hamlin, che si è dovuto riaccodare ad un Reddick di nuovo all’attacco di Jones, in gestione. Alla fine Chase tiene a bada la #97 che viene puntata dall’esterno dalla #22. Logano passerà di lì a poco.
Il contraccolpo iniziale del favorito Bell viene risolto al giro 13 quando infila nuovamente Hocevar e sulla carta dovrebbe recuperare solo mezzo secondo di ritardo dal compagno di squadra, tuttavia l’inseguimento non si completerà praticamente mai. Al giro 15, invece, Logano passa e stacca subito anche Elliott. Prosegue, invece, il 2-wide fra Reddick e Jones. Blaney nel traffico fatica come da previsioni su una pista così stretta, non è ancora entrato in top30 ed ha meno di mezzo giro di margine sui leader.
Il giro 20 è quello che fa capire come sta girando un po’ il vento: ci sono, infatti, fino a quel momento cinque Toyota in top6 con l’unica eccezione rappresentata da Hocevar, tuttavia Logano rompe parzialmente questo controllo giapponese col sorpasso anche su Hamlin. Dunque, Joey ha già recuperato dal via quattro posizioni in pista, più quella “regalata” dal compagno di squadra Blaney, ma ora viene frenato dalla #45 e dalla #43, ancora appaiate per il quarto posto. Si comporta bene anche Cindric che supera Byron per l’11esimo posto. Pochi istanti più tardi Gibbs inizia da Finchum il giro dei doppiaggi.
All’alba del 26° giro la questione finalmente si risolve con un nulla di fatto: Jones mantiene la posizione su Reddick che, tuttavia, riaccodandosi trova lo slancio per rilanciarsi e stavolta in un sol colpo supera Erik. Logano ne approfitta, lo segue ed entra in top5. Contatto, invece, in uscita di curva4 fra Bowman e Nemechek in lotta di poco davanti a Blaney che non trova il varco giusto. Chi lo trova al giro 35 è sempre Logano che supera anche Reddick.
Al giro 40, dunque poco prima di metà stage, Gibbs guida con 1.6″ su Bell, 2.6″ su Hocevar, 3.6″ su Logano, 4.7″ su Reddick, 6.4″ su Jones, Elliott ed Hamlin che sono 3-wide e si sono toccati fiancata contro fiancata, 6.9″ su van Gisbergen e 7.4″ su Cindric che, seguito da Byron, ha scavalcato A.Dillon, Blaney è ancora 26° a circa 15″ dalla vetta quando arriva la prima caution di giornata. Un Nemechek in caduta libera (partito 19° ed ora 30°) viene toccato in curva2 da Smith sull’attacco di Zane e mandato in testacoda; lucky dog per Ware che era stato appena doppiato e che lascia, dunque, Finchum e Chastain a -1.
L’occasione è ghiotta per il primo giro di soste e i crew chief si scatenano: Hamlin – completamente solo – addirittura tira dritto, Gibbs, Bell (che rischia di investire il meccanico), van Gisbergen e McDowell cambiano solo due gomme ed escono davanti a Logano, Reddick, Jones, Larson (anche lui due gomme, ma ripartendo tampona il solito sfortunato Zilisch che sta entrando nello stallo e quindi deve tornare ai box per riparazioni alla anteriore destra), Hocevar ed Elliott. Speeding per Ware.
Ripartenza ai -32 ed Hamlin scatta bene dall’esterno e si porta dietro van Gisbergen che in curva2 aggira Gibbs che al giro successivo viene attaccato anche da McDowell, Ty scivola e Michael passa mentre ora è Bell a puntare la #54. Già dai -30 si capisce che la scelta strategica di Chris Gayle forse non è stata delle più lungimiranti, infatti SVG attacca la #11 all’interno e al giro 52 completa il sorpasso in curva2. Sì, Shane van Gisbergen è al comando di una gara della NASCAR Cup Series su uno degli ovali più storici della tradizione americana. E la reazione del neozelandese, già comunque al comando per una ventina di tornate fra Charlotte e Nashville, è una delle più genuine che ci possano essere: “E adesso che faccio?” dice infatti via radio.
Shane, vai che ti conviene tirare, infatti Gibbs ha già ripassato McDowell e può puntare pure lui la #11. Avanza con gomme fresche anche Logano: dopo aver controllato alla ripartenza un arrembante Briscoe (partito 30° ed avanzato col pit stop da due gomme), torna all’attacco di Reddick e lo infila nuovamente. McDowell, intanto, sta già crollando nella top10 ed è facile preda di Bell, Hocevar e poi anche Joey.
Ai -22 Gibbs infila un Hamlin che sta scivolando palesemente, ma si sta salvando perché l’attacco di forza di Hocevar su Bell alle sue spalle ha permesso anche a Logano di superare la #20. Attacco di forza anche quello di Cindric su un McDowell ormai uscito dalla top10, ma che ha come beneficio anche quello di affiancare Briscoe. La #22 non si ferma intanto e di slancio sta attaccando anche Hocevar. Il sorpasso arriva immediato così come quello dello stesso Logano su Hamlin ai -17. Joey a questo punto è a 1.5″ dalla vetta e circa 1.2″ dalla #97.
Il finale di stage ulteriori assestamenti in top10: Bell si spegne e viene attaccato da Reddick, Briscoe si rilancia e riattacca Cindric dopo il 3-wide precedente. Blaney pure lui ha sfruttato la sosta per guadagnare posizioni ed ora è entrato in top15. Gibbs dai -10 inizia a rosicchiare centimetri a van Gisbergen che si tiene incollato alla linea bianca. La difesa permette anche a Logano di tornare sotto. Ai -4 SVG va troppo interno in curva1, pizzica pure l’apron e questo sballa tutto il suo giro, in curva3-4 Gibbs trova il varco interno, ma si deve riaccodare. Allora è Joey a farsi vedere sulla #54 senza successo. Ai -2 Ty torna all’esterno, la #97 blocca sul traguardo, ma perde spunto e così in volata perde la prima posizione sul più bello.
Ty Gibbs vince la prima stage per appena 0.074″ su un sorprendente van Gisbergen, seguono Logano (+0.5″), Hamlin (+3.4″), Hocevar (+3.8″), Bell (+4.0″), Elliott (+4.1″), Briscoe (+4.3″), Cindric (+4.4″) e Byron (+4.9″); Blaney è 12°, Reddick scivolato al 14° posto. Il lucky dog va a Chastain, protagonista nei giri finali di una lotta senza esclusione di colpi con Nemechek (pure lui a -1 dopo il testacoda) e che per un istante vede addirittura un 4-wide con affiancati Zilisch, JHN, Larson e appunto Ross. Rimangono doppiati, dunque solo Nemechek a -1 e Finchum a -2.
Il secondo giro di soste è quello che indirettamente decide la gara. Gibbs esce davanti a Logano, SVG (che ha un parabrezza non del tutto a posto a causa del tearoff che non aderisce perfettamente), Hamlin, Hocevar, Elliott, Wallace (due gomme), Briscoe, Byron e Buescher (pure lui due gomme), tuttavia per Ty arriva un deleterio speeding che lo spedisce in coda al gruppo insieme al compagno tradizionale di sponsor Herbst. Riparazioni ulteriori invece per Larson, sosta lenta per Bell che lo fa uscire dalla top15. Formalmente Logano prende il comando al giro 86, guiderà 323 dei rimanenti 365 giri cedendo la prima posizione soltanto nei giri di soste e… per una sorpresa iniziale.
Ripartenza con ben 174 giri da disputare nella seconda stage e Logano scatta bene dall’esterno, SVG riesce a stargli in scia e tenere bene l’interno mentre Hocevar attacca all’interno Hamlin. Il neozelandese ci prova e tenta di infilare la #22. Tradizionalmente van Gisbergen sullo short run è sempre ancora prudente, Logano invece ha in questo uno dei suoi storici punti di forza. E invece si compie la magia: al giro 94 Shane supera Joey e torna meritatamente al comando. Logano prova l’incrocio sul traguardo, ma non trova il varco e così si deve riaccodare. E lo dovrà fare per quasi 20 giri. Anzi, Joey deve anche difendersi in qualche occasione da Hocevar. Lo spazio di manovra non c’è perché la #97 non allunga mai.
Nel gruppo, intanto, battaglia: in curva4 in un effetto domino Gibbs tocca Larson che finisce contro Nemechek, ma tutti proseguono. Attacca anche Blaney, ma non riesce a trovare il sorpasso su Buescher che varrebbe l’ingresso in top10 (anzi, Chris attaccherà A.Dillon). Elliott, invece, ha conquistato la top5 e al giro 103 aggira pure Hamlin mentre Byron non riesce a superare Wallace sulla strategia diversa. Al giro 108 Blaney completa la rimonta ed entra in top10 su A.Dillon. Si sta comportando bene anche Gilliland, fresco di rinnovo contrattuale, ancora in lotta per l’In-Season Challenge e in questo momento 12°.
Mentre Hamlin vive un inaspettato momento di appannamento e viene aggirato da Wallace, anche Logano sta cercando sempre di più l’esterno fino a quando riesce ad appaiare la #97 e completare il sorpasso in curva2 al giro 113. Ecco, ora sì che Joey praticamente non mollerà più la prima posizione se non per questioni strategiche.
Risolta la lotta per il primo posto, ora si deve anche guardare alla strategia, mancano ancora 150 giri a fine stage e bisogna capire se si potrà fare una sola sosta oppure due. L’apparenza è che il degrado delle gomme non sia per nulla elevato (purtroppo) e quindi la novantina di giri su un singolo set di pneumatici sia fattibile. Ovviamente, essendo uno short track, nessuno vorrà fermarsi per primo, altrimenti ci si esporrebbe al rischio di una bandiera gialla.
L’assestamento della classifica intanto prosegue in quello che sta diventando un long run. Logano ha staccato van Gisbergen che sta approfittando della buona fase di Elliott che è all’attacco di Hocevar, Hamlin si è ripreso ed è tornato davanti a Wallace mentre Blaney ora sta puntando Byron per l’ottavo posto dietro a Briscoe, ma il sorpasso all’interno, in scia ad un Bubba che sta iniziando a fare da tappo, non è semplice, seppur completato al giro 128. Ryan allora si lancia subito sulla #19 che sta seguendo una traiettoria tutta sua all’esterno. Anche Bell è in recupero dopo la sosta non eccezionale, con anche modifiche di assetto ai freni, e col sorpasso su Cindric è 12°, tuttavia Austin reagirà e tornerà davanti alla #20 puntato anche da Berry in giornata positiva.
Elliott, intanto, sembra in serata buona: nell’arco di pochi giri prima infila Hocevar, poi colma il secondo di ritardo dalla #97 e al giro 133 supera anche van Gisbergen; a questo punto il ritardo di Chase da Logano è di circa 2.1″. Anche Hamlin continua la progressione e al giro 139 infila Hocevar per il quarto posto a circa 4″ dal leader. Leader che ha ripreso la coda del gruppo e dunque la #9 sta recuperando qualche decimo.
A seguire Denny, intanto, qualche miglio più tardi ci pensa anche il teammate Briscoe che ha aperto la porta su Wallace. A esattamente un terzo di gara (giro 150/450, -115 nella seconda stage) Hamlin – malgrado il sottosterzo – supera anche van Gisbergen ed è terzo, ma sempre a 4″ circa da Logano mentre Carson si è davvero spento e viene infilato anche da Blaney. Denny viaggia veloce come Joey, in questa fase è Elliott a rimbalzare indietro e ai -105 (quando anche Briscoe supera SVG) la #11 è in vista praticamente della #9 ed il sorpasso arriva al primo attacco. 3.8″ ora il ritardo di Hamlin da Logano.
I giri viaggiano veloci ed il giro di boa di metà stage si avvicina. Nessuno si è fermato ai box (tranne Finchum che ha preso momentaneamente la via del garage per guai al retrotreno), dunque più di qualcuno sta valutando il da farsi. Fra questi sicuramente c’è anche Gibbs che non è riuscito a rimontare praticamente nulla e ai -102 viene doppiato da Logano. A fare un pensiero c’è anche Elliott, superato al giro 169 da Briscoe dall’interno.
Il giro fondamentale per uno screenshot è il 170, ovvero ai -95 nella seconda stage: Logano sta procedendo col suo passo e torna ad allungare sui primi inseguitori, Hamlin è a 4.5″, Briscoe a 5.2″, Elliott a 6.1″, in zona ancora van Gisbergen (+7.3″) e Blaney (+7.8″), poi i distacchi diventano più ampi con Hocevar (+10.0″), Cindric in progressione (+10.3″), Wallace (+10.8″) che resiste bene con due gomme e Byron (+11.1″) a chiudere la top10. Buescher è scivolato al 13° posto dietro ad A.Dillon e Berry, ma davanti a Bell. Reddick non si è ancora ritrovato, anzi ora è addirittura 19° sulle 24 auto a pieni giri. Fra i doppiati, oltre al citato Gibbs, anche l’ammaccato Larson, Chastain (32°) e, Zilisch (messo peggio anche di Larson ed ora a -2 insieme a Nemechek).
Ad aprire le danze dei pit stop è proprio Bell al giro 172 seguito da Buescher al giro successivo, poi in sequenza Allmendinger (174) dopo aver perso il controllo e toccato il muro in curva1 per resistere al doppiaggio di Logano, Byron (175), Cindric e Berry (176), A.Dillon e Zilisch (178), Elliott (179), A.Hill (180) e Briscoe (181). Tutti questi piloti verranno “fregati” dall’incidente del giro 183.
In curva2 c’è Gragson che sta uscendo dai box ed alla sua destra ha Reddick e Stenhouse, dunque sono 3-wide. Una lunghezza davanti a loro c’è Bowman il cui spotter gli ha dato via libera per entrare ai box, dunque Alex scende dall’esterno e taglia la strada a Tyler del quale ignora l’esistenza, si gira sul suo muso ed entrambi finiscono in testacoda, Reddick si salva, Bowman tocca anche il muro interno. Si salva anche Suárez che sia viene evitato dalle due auto, sia stava entrando ai box e riesce a tornare in pista perché la bandiera gialla era stata esposta prima che impegnasse la pit lane. Daniel pizzica il cono virtuale, ma la NASCAR lo grazia perché i commissari determinano che lo scarto era per evitare la #48 che stava arrivando dietro di lui. Quello che è certo, invece, è che l’inerzia di inizio stagione di Reddick si è ampiamente esaurita.
La caution nel bel mezzo del giro di soste ha sconvolto la classifica. Ci sono ora appena 12 auto a pieni giri e sono Logano, Hamlin, Blaney, van Gisbergen, Hocevar, Wallace, Gilliland, Jones, Keselowski, Preece, Stenhouse e Suárez. A -1 c’è una decina di vetture, ma fra di esse ci sono solo doppiati della “prima ora” tranne Briscoe che si è salvato. Tutti gli altri big che hanno pittato sono a -2 e quindi potranno recuperare fra poco solo una delle due tornate. Non ha di questi problemi Allmendinger che di lì a poco si ritirerà con la sospensione ko.
Si completa dietro la pace car il giro di soste (speeding per Larson, infrazione per Smith) e Logano mantiene la prima posizione davanti ad Hamlin, Blaney, SVG, Hocevar, Wallace, Gilliland, Jones, Keselowski, Suárez, Stenhouse e Preece, poi il lucky dog T.Dillon e le wave around di Ware (!) e Briscoe. Tutti gli altri fino al 33° (con Gibbs, Chastain, Elliott, Byron, Cindric, Buescher, Bell e Larson) a -1.
Ripartenza ai -63 nella seconda stage e Logano scatta bene dall’esterno rimanendo davanti alla coppia #11-#12 in lotta, poi a seguire appaiati ci sono van Gisbergen ed Hocevar. Hamlin mantiene la seconda posizione mentre SVG riesce ad approfittarne ed infilarsi all’interno di Ryan aprendo la porta anche a Carson. La tregua dura appena una manciata di giri, poi all’alba del giro 200 nuova caution: in curva4 Bell (poco prima nel mezzo di un 3-wide fra Larson con il quale si è anche toccato e Briscoe) scivola largo ancora con guai ai freni e travolge Berry mandandolo in testacoda prima e poi a muro. Per Josh, purtroppo, una gara positiva finora si chiude con il ritiro per i danni alla posteriore sinistra. Lucky dog per Gibbs a riportare 16 auto a pieni giri.
Nuova ripartenza ai -59 con Logano sempre al comando davanti ad Hamlin, van Gisbergen, Blaney, Hocevar, Wallace, Keselowski, Gilliland, Suárez, Jones, Stenhouse, Preece, T.Dillon, Briscoe, Ware e Gibbs. Soste, ovviamente, per i doppiati alla caccia di velocità per una battaglia feroce per un nuovo lucky dog. Ma l’occasione non ci sarà, perché inizia qui una nuova fase di green.
Logano ancora una volta scatta bene e lascia che la lotta riprende alle sue spalle. SVG prova a tenere l’esterno di Hamlin e per un paio di giri impegna Denny, poi completa la manovra in curva2, Hocevar lo segue immediatamente, poi si lancia lui all’esterno e aggira la #97 salendo al secondo posto. Hamlin conferma di avere una vettura da long run dato che Blaney lo punta ma non riesce a superarlo. Inevitabile l’assestamento in top10 con volti nuovi: Wallace si deve difendere da Keselowski, Suárez punta all’interno Gilliland, Jones cerca di rientrare in top10 aggirando Stenhouse, ma su di loro incombe subito Briscoe.
Nessun guaio alla ripartenza, dunque Logano può allungare subito in progressione, 1″ su Hocevar è messo praticamente subito, i centesimi successivi di giro in giro. A favorire la #22 sono anche gli immediati avversari che sul long run non sono al suo livello e che frenano un Hamlin in recupero come nello stint precedente. Ai -35 Carson finisce la sua fase migliore e van Gisbergen inizia a puntarlo all’interno, ma arriva anche Denny su una traiettoria più esterna.
Per i big sfortunati strategicamente, già ai -30 arriva la brutta notizia: Logano ha ripreso Ware ed il lucky dog inizia a sfuggire via, ma non a Elliott, non a Larson, non a Byron, bensì a McDowell che precede Herbst. Sempre ai -30 arriva il sorpasso in top5, ma non è quello della #97 sulla #77, bensì quello di Hamlin su van Gisbergen. Passano due giri e Denny aggira anche Carson, ma Logano ormai è in fuga con addirittura 4.2″ di vantaggio. Sulla Ford #22 nessun problema, sulla #38 di Smith (come anche sulla Chevy #41 di Custer) invece sì: cool suit ko in una serata calda e soprattutto umida.
Il finale di stage vede pochi assestamenti ulteriori. Emerge a sorpresa Wallace che ai -21 aggira Blaney e viene seguito come un’ombra da Briscoe. Chase prosegue di inerzia, infila anche Bubba, trova una marcia in più e si lancia all’inseguimento di van Gisbergen che verrà superato ai -13. Paga alla lunga nuovamente anche Hocevar, infilato pure lui dalla #19 ai -10 in un bel up&under a cui seguirà il crollo della #77. Ware non viene nemmeno raggiunto da McDowell, che Logano riprende anche Ty Dillon per la chiusura virtuale dei giochi per molti piloti. Hamlin approfitta di questa fase per recuperare qualche effimero decimo.
Logano vince la seconda stage precedendo Hamlin (+4.6″), Briscoe (+6.8″), Wallace (+9.1″), van Gisbergen (+9.7″), Hocevar (+10.2″), Keselowski (+11.1″), Blaney (+11.4″ e che si è perso sul più bello), Gilliland (+12.6″) e Suárez (+14.3″); a pieni giri anche Jones, Gibbs, Preece e Stenhouse, il lucky dog va a Ty Dillon che lascia a -1 Ware, McDowell e altri big come Byron, Larson ed Elliott che hanno rischiato addirittura di finire a -2, sorte invece toccata a Reddick, Bell, Buescher e Chastain.
Il nuovo giro di soste lascia Logano al comando che in uscita dalla pit lane precede Hamlin, Briscoe, Wallace, Hocevar, SVG (un po’ affetto da crampi), Blaney, Keselowski, Gilliland e Suárez. Per qualcuno c’è una rischiosa wave around, ma l’ultima stage sarà caution free e dunque tutte le strategie audaci salteranno ben presto. Ripartenza a 175 giri dalla fine, dunque l’occhio viaggia già più o meno al passaggio numero 360-370 in vista dell’ultimo possibile giro di soste.
Stavolta lo scatto di Logano non è come i precedenti e riesce a mettersi davanti a Denny solo fra curva3 e la successiva curva1. Nonostante questo piccolo duello, i due allungano sulla coppia Wallace-Briscoe in battaglia. Ai -172 Bubba allarga in curva1, Briscoe deve adeguarsi e aprire la porta anche a van Gisbergen che completerà il sorpasso un paio di giri più tardi, ma solo per pochi secondi. Hocevar non riesce a inserirsi nella lotta, Keselowski tiene ancora a bada Blaney mentre Gibbs rientra in top10 e punta Suárez.
Blaney riesce a trovare la quadra ai -164 quando, dopo aver provato l’esterno, riesce finalmente ad aggirare l’ex compagno di squadra e poi subito puntare un Hocevar che, invece, non riesce a fare due giri consecutivi uguali, al punto che Ryan deve andare all’interno per attaccare e passare la #77 ai -159, anche se Carson non molla e prova l’incrocio. Alle loro spalle, Gibbs ha superato e staccato Suárez prima di provarci senza successo su Keselowski. Larson è virtuale lucky dog e approfitta del 3-wide fra Cindric, A.Dillon e Stenhouse per allungare sugli avversari diretti.
Al comando, intanto, Logano allunga come in precedenza, senza strappi ed ai -150 ha circa 1″ su Hamlin, poco più di 2″ su Wallace e 3.5″ su Briscoe, mentre l’attenzione è sulla lotta a tre che vede, anche dall’esterno all’interno, Hocevar, Keselowski e Gibbs impegnati a non perdere troppo tempo. Ai -149 Brad trova l’incrocio (con anche un piccolo contatto fiancata contro fiancata) e passa all’interno, Ty ne approfitta e nei passerà anche lui Carson ai -147. Iniziano in questo momento le soste delle wave around di Custer, Bell, Nemechek, Gragson, Smith, Reddick e Buescher. Si comporta bene Larson che, malgrado le ammaccature, consolida non solo il lucky dog, ma navigherebbe in zona Suárez se non fosse a -1.
Col passare dei giri, e del traffico, Hamlin riesce a tenere il ritmo di Logano e mantiene un distacco che varia fra i 0.75″ e 2″ di ritardo, segno che la corsa, malgrado il controllo prolungato della #22, è ancora tutta da decidere. Ai -132 Joey inizia i veri doppiaggi con Ty Dillon, ma Denny non riesce sul serio ad approfittarne. Prosegue anche il declino di Hocevar, passato anche da Gilliland che, vista la prestazione di Elliott, vede ormai una incredibile finale dell’In-Season Challenge. Inizia anche la flessione di Wallace che, sempre ai -130, viene sorpassato prima da Briscoe e poi ripreso da van Gisbergen, ma il traffico favorirà anche il rientro di Blaney che punta la #97 all’esterno completando la manovra ai -117.
Ai -115 emergono anche via radio i problemi sul long run di Hocevar che definisce la vettura inguidabile, infatti la #77 ha perso altre tre posizioni nell’arco di pochi minuti e, dopo il doppiaggio anche di Stenhouse, è l’ultima a pieni giri con Logano negli specchietti. Hocevar verrà doppiato ai -109. Intanto, di slancio Blaney ha anche aggirato Wallace, ma è ad oltre 6″ dalla vetta.
Nei giri seguenti, tuttavia, Logano troverà più difficoltà nei doppiaggi, soprattutto quello di Elliott, e perderà 1″ da Hamlin che, invece, sul lunghissimo run sembrava il migliore a inizio corsa e invece ora sembra anche più lento di Briscoe che recupera decimi importanti. L’ultimo screenshot corretto è quello dei -95 quando Logano guida con 0.8″ su Hamlin, 1.6″ su Briscoe, 6.5″ su Blaney, 6.6″ su Wallace, 8.5″ su van Gisbergen, 11.1″ su Keselowski, 11.4″ su Gibbs, 12.5″ su Gilliland e 16.3″ su Suárez, a pieni giri poi solamente Preece (+18.6″) e Jones (+19.2″) per appena 12 auto a pieni giri.
Ad aprire l’ultimo giro di soste è chi deve forzare la mano in questa situazione, ovvero Hamlin che si ferma ai box ai -92, Logano è costretto dunque a coprire e pittare al giro successivo. I due, dunque, si espongono al rischio di una caution che, tuttavia, non arriverà. Seguiranno i pit in sequenza di Blaney e Hocevar (360), Preece (361), T.Dillon (363), Briscoe e van Gisbergen (364), Gilliland (365) poi dopo un breve break al comando Wallace (372, con Bubba che al passaggio precedente si era piantato in curva2 per entrare ai box, ma al suo interno si era trovato Logano che si stava sdoppiando), Gibbs (373), infine gli audaci Keselowski (379) Suárez (382), soste che rimetteranno effettivamente la #22 al comando.
Ben tre gli speeding, quello di A.Hill è trascurabile (da notare è solo il fatto che così la #33 chiuderà 33esima dopo essere partita 33esima), quello di Stenhouse gli fa perdere una comoda top15, quello di Blaney è un erroraccio in entrata che chiude una gara salvata prima di metà corsa e poi invece un po’ buttata via quando la top5 sembrava cosa facile. A giro di soste concluso, ai -65 Logano guida con appena 0.3″ su Hamlin (con Denny che si è fatto davvero a portata di paraurti solo nei giri immediatamente successivi al passaggio ai box), 5.5″ su Briscoe, 15.4″ su van Gisbergen e 15.9″ su Wallace. E tutti gli altri? Tutti doppiati a partire da Larson che andando è stato appena ridoppiato ed ha Gibbs già in scia con gomme di quasi 15 giri più fresche e che passerà di lì a poco anche la #22.
Gli altri sono ormai distanti, Briscoe sembrava in forma ma ha perso tempo prezioso. Rimangono solo i due rivali di sempre, Logano ed Hamlin in un mare di doppiati e vogliosi di conquistare una vera vittoria su una pista storica che quando hanno debuttato in NASCAR era ormai fuori dal giro da una decina di anni. La #22 sembrava dominante, ma la #11 è emersa alla distanza come spesso accaduto nel 2026. E dunque ci vuole il miglior Joey per tenere a bada Hamlin, il Logano di quando i capelli erano ancora sulla testa.
Il duello è tutto di nervi, infatti dopo la fase iniziale Logano riesce a mettere quel paio di lunghezze su Hamlin, inoltre tiene una traiettoria leggermente più esterna, magari offrendo il fianco, ma non il paraurti, cruciale sugli short track, ma tornato proprio da North Wilkesboro meno permissivo, infatti la struttura è diventata più flessibile, dunque in caso di bump bisogna essere più parsimoniosi nell’impatto per non subire danni prima ancora di arrecarne.
In pista si lotta ovviamente anche per le altre posizioni: Wallace con gomme migliori di otto giri riprende van Gisbergen ai -55, il sorpasso sembra inevitabile e invece non arriverà. Chi sta arrivando, tuttavia, è un Gibbs che senza speeding sarebbe stato in lotta con la #22 e la #11, ma che ora si limita a riprendere la coppia che ha davanti e poi passerà entrambi, Bubba ai -38 e Shane ai -24.
Hamlin, nel frattempo, galleggia sempre fra 0.5″ e 0.75″ di ritardo da Logano, nei giri a pista libera non guadagna troppo, né Joey nel traffico perde troppo, sintomo di grande lucidità malgrado un risultato da ottenere per forza, perché sì una vittoria non vale più i playoff automatici, ma perdere 20 punti quando ci si gioca la qualificazione sul filo del rasoio potrebbe essere un grosso rimpianto. Il break viene piazzato da Joey ai -40, quando il margine tocca di nuovo, dopo tanti passaggi, 1″.
Ai -30, però, Logano si trova davanti un gruppetto di vetture e fra di esse ci sono nomi di rilievo come Buescher, Jones, ma anche il compagno di squadra Blaney ed un Wallace che sta cedendo alla distanza, poi anche McDowell ed Hocevar, c’è pure un contatto fra Custer ed Herbst, ma si prosegue. Per fortuna il nugolo di auto si dirama proprio all’arrivo della #22 e Joey può affrontarle al massimo una o due alla volta.
Qui Logano torna a perdere e il divario torna verso i 0.6-0.8″, ma ancora una volta Joey mantiene la calma, malgrado Herbst in qualche modo provi (in)volontariamente a favorire un’altra Toyota attorno ai -15 e così Denny si riporta a soli 0.3-0.5″. E, in vista, ci sono altri doppiati come Bell, Nemechek, Bowman, ma anche Blaney che può dare una mano. Ryan lo lascia passare facilmente ai -9 mentre Denny viene forse infastidito da Elliott che è sì veloce, ma un ulteriore giro dietro alla #12. Blaney si piazza in mezzo ai duellanti fino ai -5 quando non insiste ulteriormente e lascia che Hamlin lo aggiri in curva4. Da qui in poi è solo gestione per il pilota del Team Penske che ha sempre un doppiato fra sé e Denny.
Joey Logano torna al successo dopo oltre un anno e lo fa a North Wilkesboro dove due anni fa aveva già dominato la All-Star Race, allora fece 199/200, oggi fa 323/450. Hamlin è ottimo secondo a soli 0.859″ e fra i due dopo la bandiera a scacchi ci sarà una stretta di mano come a riconoscere l’un l’altro il talento in questo finale. Poi, dopo una pausa pubblicitaria o quasi, gli altri. Briscoe è terzo, ma a 7.9″, poi Gibbs a 15.4″ dopo un finale degno dei leader, van Gisbergen è clamorosamente quinto a 17.4″, Wallace sesto, ma nella foto del vincitore a 19.7″.
Appena sei le auto a pieni giri, a -1 soltanto altri quattro e sono Keselowski, Gilliland, Suárez e Preece. Da qui in poi distacchi sempre più ampi: Blaney, Byron, Hocevar, Cindric, Larson e T.Dillon a -2, Elliott apre la fila dei -3 in cui ci sono anche Bell e Buescher, Bowman dopo l’incidente a -4, ma comunque meglio di Reddick 30° a -5, Zilisch crolla in progressione ed è a -7, problemi finali per Hill e Stenhouse a -8.
Ed ora Joey, che si fa dopo il burnout? La leadership è lontana e anche il reset del punteggio non sembra farti tornare in corsa. Ma è pur sempre un anno pari e questa potrebbe essere stata in ogni caso la vittoria che nessuno degli altri 15 piloti (sempre ammesso che la qualificazione arrivi) avrebbe voluto vedere.
I risultati odierni
La classifica della “Window World 450”
La classifica generale
Così in campionato a 5 gare dalla fine della regular season della NASCAR Cup Series 2026
Le altre categorie
Truck Series: dominio in progressione per Chandler Smith!
I prossimi appuntamenti
Nel prossimo weekend la NASCAR farà tappa a Indianapolis per l’ormai consueto trittico nella capitale dell’Indiana: venerdì notte i Truck saranno impegnati all’Indianapolis Raceway Park, poi l’azione si sposterà all’Indianapolis Motor Speedway con OAP (sabato sera) e Cup Series (domenica sera) che vedrà anche la finale dell’In-Season Challenge fra Ryan Blaney (testa di serie n°3) e la sorpresa di questa edizione, Todd Gilliland (25).
Immagine: Media NASCAR
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