Doppietta per Arrow McLaren in Mid-Ohio: il pilota messicano conquista il primo successo di questa stagione, davanti al compagno di squadra Christian Lundgaard. Terzo Kirkwood, quinto Palou.
Quasi un anno dopo l’ultima vittoria in IndyCar, Pato O’Ward ritorna in victory lane a Lexington, trionfando al termine della Honda Indy 200 in Mid-Ohio e riportando sul gradino più alto del podio la bandiera messicana e i colori papaya di Arrow McLaren: per O’Ward si tratta della decima vittoria nella serie americana, la prima in questo 2026 senza podi fino ad oggi. Secondo il poleman e compagno di squadra Christian Lundgaard, il quale nulla ha potuto contro il messicano, mentre completa il podio Kyle Kirkwood.

Quarta posizione per uno strabiliante Rinus VeeKay, il quale eguaglia il suo miglior risultato stagionale, mentre chiude la Top 5 Alex Palou, sempre leader del campionato. Sesta piazza per Will Power con la seconda Andretti in classifica, seguito da Christian Rasmussen, settimo, e David Malukas, ottavo dopo aver perso molto tempo negli ultimi due pit stop, mentre rientrano nei primi dieci anche Josef Newgarden, eroico nonostante i dolori al piede sinistro rimediati dopo l’incidente a Indianapolis, e Nolan Siegel, decimo con l’ultima Arrow McLaren in classifica.
Undicesima posizione per Caio Collet, il migliore tra i rookie in questa gara a Lexington, davanti a Graham Rahal, dodicesimo con la prima vettura di Rahal Letterman Lanigan Racing al traguardo, e Felix Rosenqvist, rimasto nella posizione di partenza, ovvero la tredicesima; dietro allo svedese si è classificato il compagno di squadra Marcus Armstrong, quattordicesimo e bravo nel rimontare dalle ultime posizioni dopo una qualifica non felice. Top 15 anche per Kyffin Simpson, mentre in sedicesima posizione troviamo un deluso Scott McLaughlin.
Diciassettesima piazza per Scott Dixon, il quale ha provato ad anticipare tutti al primo pit stop ma è rimasto imbottigliato nel traffico per gran parte della gara, seguito da Louis Foster e Santino Ferrucci, rispettivamente diciottesimo e diciannovesimo, mentre chiude tra i primi venti anche Alexander Rossi nonostante la penalità ricevuta per un contatto con Dixon. Ventunesima piazza per Marcus Ericsson, precipitato nel corso della gara dalla settima posizione in qui partiva, mentre completano la classifica di questa gara Sting Ray Robb, Romain Grosjean, Mick Schumacher e Dennis Hauger.
La gara
Al via, Lundgaard e O’Ward mantengono le prime due posizioni, mentre Malukas e VeeKay passano Power per prendersi rispettivamente la terza e quarta posizione, e con Palou che riesce a risalire fino alla sesta posizione, seguito da Rasmussen e Kirkwood; il pilota di Andretti riesce a passare l’alfiere di Ed Carpenter Racing qualche tornata più tardi, prendendosi la settima piazza. Al giro 4, Kirkwood prova l’attacco anche sul leader della classifica piloti, ma Palou è bravo a difendersi.

Al giro 7, Scott Dixon tenta il cambio di strategia, anticipando il pit stop e passando dalle morbide alle dure, liberandosi anche dal traffico; a seguirlo la tornata successiva sono Rossi e Schumacher, i quali rientrano alla fine dell’ottavo passaggio. Kirkwood si aggiunge alla lista dei piloti rientrati in pit lane qualche minuto più tardi, con l’obiettivo principale di spingere senza traffico. Mentre aumenta il numero di soste, Siegel prova l’attacco a Collet, ma il brasiliano è bravo a difendersi; pochi secondi più tardi, Palou passa Power all’esterno di curva 4, con il pilota di Andretti che si ferma un giro più tardi visto il degrado delle proprie gomme.
Palou completa la prima sosta alla fine del quattordicesimo passaggio, rientrando davanti a Kirkwood ma perdendo subito dopo la posizione in virtù delle gomme fredde; entrambi, però, sono dietro a Rinus VeeKay nella classifica dei piloti già rientrati. Davanti Lundgaard e O’Ward continuano a spingere, mentre Malukas si mette a circa due secondi dal pilota messicano, rimanendo costante sul suo passo. Il primo a fermarsi dei tre davanti è proprio il pilota del Team Penske al giro 25, il quale rientra in mezzo al traffico di Hauger e Armstrong.
O’Ward si ferma alla fine del ventiseiesimo passaggio, rientrando davanti a Malukas, mentre Lundgaard compie la prima sosta il passaggio successivo, rientrando davanti. La gara scorre regolarmente, con davanti a tutti il duo di Arrow McLaren seguito da Malukas e VeeKay, mentre Palou si ritrova settimo dietro a Kirkwood e Rasmussen. Il secondo valzer dei pit stop inizia al giro 35 con Siegel e Dixon, mentre tra i piloti davanti i primi a fermarsi sono Kirkwood e VeeKay; nel mentre, Rossi viene penalizzato per un contatto con Dixon, ed è costretto a cedere due posizioni. Power rientra in pit lane al giro 41, proprio quando il distacco tra Lundgaard e O’Ward si riduce sotto il secondo, anche per via del traffico: il pilota messicano attacca e passa il compagno di squadra al giro 42 con una manovra chirurgica all’esterno di curva 4, prendendosi la leadership della corsa non senza contatti.
Palou rientra per la seconda sosta al termine del quarantatreesimo passaggio, rimontando le gomme dure. Per i tre piloti in testa, invece, il pit stop arriva tra il giro 47 e 48: i due piloti di Arrow McLaren montano la gomma morbida e rientrano davanti a tutti, mentre un problema in fase di rifornimento rallenta Malukas, il quale rientra quinto dietro VeeKay e Kirkwood. Lundgaard e O’Ward soffrono dopo i primi giri con la soft, permettendo il rientro del pilota di Juncos Hollinger Racing, il quale si riporta sotto il duo di Arrow McLaren.
Al giro 63, però, Lundgaard, VeeKay e Kirkwood rientrano in pit lane: gli uomini di Andretti sono più veloci rispetto a quelli di Juncos Hollinger Racing, permettendo il sorpasso di Kirkwood. Malukas si ferma il giro successivo, rientrando però con uno svantaggio di sei secondi sul gruppo davanti; O’Ward completa la sua sosta al termine del giro 65, mantenendo la leadership della corsa e aumentando il proprio gap di vantaggio a quasi tre secondi. Gli ultimi a fermarsi sono Palou, Power e Newgarden, i quali rientrano rispettivamente in sesta, ottava e nona posizione.
L’ultimo stint di gara vede la cavalcata vittoriosa di Pato O’Ward e della Arrow McLaren #5, con il pilota messicano che gestisce il ritorno di Christian Lundgaard negli ultimi giri ed entra in victory lane per la prima volta in questa stagione.
La classifica piloti vede ancora Palou in testa con 404 punti, 56 in più rispetto al primo inseguitore Kirkwood (348). Lundgaard risale in terza posizione con il risultato di oggi, portandosi a quota 339 punti, uno in più di David Malukas (338), mentre si avvicina Pato O’Ward, quinto e salito a 310 punti dopo la vittoria di oggi: con sette gare ancora da disputare, i giochi sono ancora aperti per i primi cinque piloti in classifica.
Terminata la Honda Indy 200 at Mid-Ohio, la IndyCar si sposterà a Nashville per il Borchetta Bourbon Music City Grand Prix in programma tra due settimane, il quarto appuntamento della stagione in un ovale.
Qui trovate i risultati della Honda Indy 200 at Mid-Ohio.
Fonte immagini: indycar.com
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