F1 | GP Austria 2026: la Pole di Russell tra regolamento, sicurezza, la furbizia e i dubbi sull’etica di chi guida la GPDA

Di: Alessandro Secchi
alexsecchi83 alexsecchi83
Pubblicato il 27 Giugno 2026 - 19:20
Tempo di lettura: 5 minuti
Condividi su
F1 | GP Austria 2026: la Pole di Russell tra regolamento, sicurezza, la furbizia e i dubbi sull’etica di chi guida la GPDA

RICEVI LE NOTIFICHESEGUICI su GOOGLE

Home  »  AnalisiF1GP AustriaGran Premi

La Pole concessa al britannico (con una velocità incredibile rispetto agli standard) apre un precedente che la FIA dovrà subito rivedere

Sarà sicuramente da rivedere quanto successo durante le qualifiche del GP d’Austria. La Pole concessa a George Russell, autore del miglior tempo nonostante la bandiera gialla per l’uscita di pista di Max Verstappen, farà sicuramente discutere e sono diversi i punti di vista con i quali approcciare questo episodio. Cerchiamo di chiarire la situazione andando a vedere tutto quello che è successo, il come e le considerazioni di rito, aiutandoci con grafiche e telemetria.

Cosa è successo

Partiamo dall’immagine di copertina: Max Verstappen, alle 17:00:20, finisce in barriera della curva 9 mentre è impegnato in un giro che avrebbe potuto addirittura vederlo lottare per la Pole. Tre secondi dopo, viene data bandiera gialla dalla Direzione Gara e altri tre secondi dopo passa nello stesso punto Kimi Antonelli.

L’italiano viene avvisato da Peter Bonnington della bandiera gialla ma non ha alternativa perché ormai è già in prossimità della curva: Kimi alza il piede e, con la nuvola di polvere dell’uscita di Max che nasconde ancora la Red Bull, abortisce il suo giro. Arriviamo ora al suo compagno di squadra.

George Russell arriva dopo 18 secondi dall’uscita di pista di Verstappen (12 secondi dopo Antonelli). In approccio di curva 9, c’è ancora una sola bandiera gialla attiva. L’inglese alza il piede (ne parliamo più avanti), conclude il suo giro e ottiene il miglior tempo.

Solo sette secondi dopo il suo passaggio nel punto dell’incidente viene data doppia bandiera gialla, alle 17:00:45.

Cosa dice il regolamento e cosa ha fatto Russell

Il regolamento sportivo dice che, con singola bandiera gialla, il pilota deve rallentare nel microsettore relativo all’episodio. Cosa diversa dalla doppia bandiera gialla, nella quale è precisato che il pilota deve diminuire significativamente la velocità. Ora vediamo cosa ha fatto Russell.

Il britannico, nel microsettore della bandiera gialla e nei due successivi, non migliora il suo tempo precedente. Nel riquadro bianco si vedono i microsettori che compongono il terzo settore di pista. Russell ha il miglior tempo nei primi due, in corrispondenza di curva 9 è più lento del suo primo tentativo, poi ha un altro microsettore viola e due gialli finali. Da regolamento, sembra una manovra “regolare”. L’inglese, conscio di essere sotto gli occhi dei commissari, come si apre via radio dice di aver alzato il piede e di aver perso del tempo, cercando di giustificarsi. Andiamo, quindi, a vedere la telemetria.

La linea viola corrisponde al tempo della Pole, 1:06.113. Quella verde invece è relativa al primo tentativo del Q3 di Russell, 1:06.457. In queste grafiche è rappresentato il tratto di pista da curva 8 al traguardo. L’inglese arriva ad una velocità simile (311/308) prima dell’approccio di curva 9, dove nel giro della Pole c’è bandiera gialla, come da onboard precedente.

Nel giro della Pole, Russell alza il piede dal gas (linea viola che crolla) qualche attimo prima rispetto al giro precedente. L’anticipo è chiaro almeno dalla telemetria. Precisiamo che Russell alza il piede ma non usa il pedale del freno.

Il lift si traduce in un calo della velocità. Da una differenza di tre km/h (311/308) si passa a 13 km/h (306/293). Il che, in realtà, non è poi molto. E questo è dimostrato dalle prossime due grafiche.

Russell, a conti fatti, perde pochissimo alzando il piede. La telemetria dice che il delta tra il giro della Pole e quello precedente è sceso da 4 decimi di vantaggio a 384 millesimi, un’inezia. I commissari, con una rapidità che stupisce rispetto agli standard della FIA, non ci pensano comunque molto e in pochi minuti confermano il tempo del britannico e la partenza al palo davanti alle Ferrari, tra lo stupore generale. Ora, spazio alle considerazioni.

L’incidente di Verstappen era (solo) da singola bandiera gialla?

In molteplici occasioni passate, un episodio del genere avrebbe chiuso le qualifiche. È successo in Austria, così come in altri circuiti, che un incidente di questo tipo abbia provocato l’attivazione minima delle doppie bandiere gialle o direttamente della rossa. Questo è il dubbio più grande su tutta la questione, che ha poi scatenato le polemiche: nonostante la grande via di fuga, Verstappen era ancora in macchina al momento del passaggio dei colleghi e, dal punto di vista della sicurezza e visto il luogo – il più problematico e pericoloso del tracciato – sarebbe stato assolutamente più coscienzioso fermare i colleghi. La risposta più semplice è quindi no, l’episodio non era da singola bandiera gialla e si sarebbe dovuta mantenere coerenza con gli episodi precedenti. Si dice che la fretta sia cattiva consigliera e, in questa occasione, è stato proprio così.

Russell ha rispettato il regolamento?

Al netto dell’errore dei commissari la risposta alla domanda, dal punto di vista tecnico, è sì. La bandiera gialla impone di rallentare e lui, anche se poco, ha rallentato. Non ha migliorato i suoi microsettori e ha alzato il piede prima rispetto al suo giro precedente. Di fatto, si è attenuto a quello che il regolamento sportivo, citato sopra, indica.

Il regolamento è da rivedere?

A questo punto conviene chiedersi se il regolamento sia scritto nel modo corretto o se debba essere riparametrato. Perché, se basta una manciata di millesimi per essere in regola, è come se la regola stessa non esistesse. La telemetria ci dice contemporaneamente che Russell ha rallentato ma lo ha fatto solo marginalmente. Questo episodio ci dimostra, quindi, che ciò che dice il regolamento non è sufficiente a mantenere uno standard di sicurezza adeguato in situazioni come quella di oggi.

L’etica di Russell, da guida della GPDA

Ora veniamo ad un argomento già affrontato in passato, ovvero la “furbizia” di George Russell. L’inglese, in più occasioni, ha mostrato un’indole poco affine con il suo ruolo di guida dell’associazione dei piloti. In diversi episodi – soprattutto con Max Verstappen, in passato – ha mostrato la sua vera natura e l’episodio di oggi ne è un altro esempio: per quanto il regolamento (che, lo abbiamo visto, non copre tutti i rischi) gli possa dare ragione, l’atteggiamento opportunista del britannico in una situazione di pericolo (team radio inclusi) si scontra con quella che dovrebbe essere l’etica del rappresentante del gruppo. In poche parole, il primo da cui ci si aspetta un rallentamento con un collega fuori pista è proprio Russell e oggi, ancora una volta, l’inglese ha mostrato i limiti di chi predica benissimo e razzola, spesso, male.

A pensar male si fa peccato ma, spesso ci si azzecca. Cosa avrebbe detto George Russell se fosse finito lui a muro e Max Verstappen, con la stessa dinamica, avesse conquistato la Pole? Lasciamo a voi la risposta.

Considerazioni finali

Da questo episodio c’è solo da imparare. La Direzione Gara sicuramente rivedrà l’episodio e capirà l’errore commesso. Di certo, il regolamento così com’è stilato non salva da potenziali pericoli e questo è un punto che andrà affrontato nei prossimi meeting. Per quanto riguarda Russell, l’inglese si è comportato come spesso è abituato a fare. A perderci, a livello di immagine, è l’associazione che lui stesso rappresenta. Anche si questo, forse, sarebbe il caso di discutere.

Immagine di copertina: Media F1

Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi

È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.