Shane van Gisbergen vince la Toyota/Save Mart 350 a Sonoma, raddoppiando il numero di successi ottenuti nel weekend
Shane van Gisbergen è infermabile sui road course, soprattutto se questi sono oggettivamente alcuni tra i più difficili al mondo. “SVG”, come è soprannominato fin dai suoi anni nelle competizioni australiane, si è imposto sul gruppo nonostante molte difficoltà nel finale. Ciò gli ha permesso di mostrare ancora una volta a tutti il suo altissimo valore.
La NASCAR Cup Series raggiunge il Sonoma Raceway per la diciottesima tappa stagionale, la Toyota/Save Mart 350, che determina non solo il giro di boa del campionato, ma anche l’inizio della NASCAR In-Season Challenge, un torneo con format “tennistico” a eliminazione diretta a cui prendono parte i primi 32 piloti in classifica.
Il Sonoma Raceway, conosciuto in passato anche come Sears Point o Infineon, è un road course dalla storia lunga e travagliata. Il tracciato, nato nel 1968, non ha mai rivoluzionato la propria forma, anche se nel tempo si sono aggiunte diverse varianti. Quella utilizzata dalle serie NASCAR, difatti, è più breve di quella principale e presenta una lunghezza di solo 1.99 miglia (3,203 km). Le curve ufficialmente segnate sono 11, 6 a destra e 5 a sinistra. Il layout appena descritto, creato nel 1998 e modificato nel 2001, è solo uno dei molti presenti nell’impianto californiano.
La Toyota/Save Mart 350 è una gara dalla grande importanza storica, sia perché presente in calendario da molto tempo, sia perché è stata una delle prime corse organizzate dalla NASCAR a tenersi su un road course. Dal 1989 in poi (2020 escluso per motivi legati al COVID), il circuito californiano ha sempre ospitato un round della Cup Series. La lunghezza, di circa 220 miglia (218.9 per la precisione) non è cambiata di molto fin dal 1998.
Si presentano al via solo i 36 piloti che prendono parte a tempo pieno alla Cup Series. Trackhouse Racing, 23XI Racing e Legacy Motor Club, infatti, non schierano la propria vettura aggiuntiva, a differenza di quanto accaduto a San Diego.
Le qualifiche, dalla durata di 20+20 minuti, vedono i piloti divisi in due gruppi. Il tempo ottenuto da ognuna delle 36 vetture durante questa sessione determina la posizione di partenza. Ty Gibbs, alla guida della Toyota #54 di Joe Gibbs Racing, si porta a casa la pole position grazie a uno straordinario 1’14.829″. Il nipote del “Coach” viene affiancato al via dal giovane rivale Carson Hocevar, che ha portato la Chevrolet #77 di Spire Motorsport a soli 25 millesimi dalla Camry del poleman.
La gara
Hocevar, esterno, scatta bene e riesce a mettere le ruote davanti a Gibbs in curva 2. Il giovane di Spire, però, non rimane nella posizione di testa a lungo, dato che il poleman riesce a superarlo senza grossi problemi alla 8. Il giovane termina il primo giro in terza posizione, dato il sorpasso ben piazzato da parte di McDowell alla 11.
Inizia così la fuga di Gibbs che, miglio dopo miglio, crea un distacco notevole nei confronti di tutti i rivali. O meglio, tutti ad esclusione di van Gisbergen che, a differenza degli altri piloti, regge senza problemi il ritmo del giovane di JGR. Al giro 15, una foratura alla gomma anteriore sinistra costringe Suarez a recarsi in pit lane.
La prima serie di soste viene inaugurata da Hill e Zilisch al giro 22. Il sostituto del compianto Busch e il rookie verranno seguiti un passaggio più tardi da un folto plotone di avversari, tra cui spiccano Blaney, Elliott, Logano, Reddick, Byron, Chastain, Allmendinger, Cindric, Nemechek, Wallace, Buescher, Smith, Gillliland, Keselowski, Custer e Austin Dillon (autore di uno speeding), e due da van Gisbergen, Larson, Briscoe e Hamlin.
Ty Gibbs decide di non sostare prima della bandiera a scacchi biancoverdi, vincendo così senza alcuna difficoltà il primo stage odierno. Bell, McDowell, Hocevar, Preece, Bowman, van Gisbergen, Jones, Larson e Herbst completano la top 10. Durante la caution, i piloti che non hanno svolto il primo pit stop di giornata fanno una visita ai meccanici. Reddick, invece, si ferma sulla sua piazzola per diverso tempo per un problema tecnico al servosterzo, che lo costringerà a perdere diversi giri.
Al restart, van Gisbergen, esterno, la spunta immediatamente su Larson, dal quale si separa quasi in tempo zero. Gli eventi degni di nota che accadono durante il secondo stage riguardano quasi interamente 23XI Racing.
Oltre al ritorno in pista di Reddick (con 6 tornate di ritardo), i principali protagonisti di questa fase di gara sono Gilliland, Wallace e Herbst. Il pilota di FRM, dopo essere stato mandato largo dal portacolori della #23 in curva 11, decide di “vendicarsi” tamponando il rivale alla 2 del giro 44, mandandolo così fuori pista.
Non è tutto: Gilliland, alla 3 (sempre del giro 44) spinge nella sabbia anche un “incolpevole” Herbst, che, così come il compagno Wallace, rientrerà in pista in fondo al gruppo. Il giovane di Front Row si inimica così i due portacolori di 23XI Racing.
La seconda serie di soste viene aperta da Hill al giro 48. Il pilota della #33 verrà seguito in pit lane da Gragson e Buescher al passaggio numero 50, da Keselowski, Preece e McDowell al 52, da numerosissimi piloti, tra cui Larson, Briscoe, Hamlin, Byron, Elliott, Nemechek, Hocevar e Logano, al 53 e da van Gisbergen, Blaney e Zilisch al 54.
Ty Gibbs sfrutta la sosta del neozelandese per guadagnare la testa della classifica e, di conseguenza, vincere lo stage 2 a Sonoma in totale tranquillità. Bell, Allmendinger, Cindric, Chastain, Smith, van Gisbergen, Zilisch, Briscoe e Blaney completano la top 10. Durante la neutralizzazione, tutti i piloti che non l’hanno fatto in precedenza svolgono il secondo pit stop di giornata. Reddick, unico doppiato, recupera un giro.
La ripartenza permette a van Gisbergen, esterno, di guadagnare subito diversi metri su Zilisch, scattato dalla linea esterna. Poco dopo l’esposizione della bandiera verde si verifica la prima (e unica) caution “artificiale” di giornata.
Al giro 61, Cindric tocca lo spigolo posteriore destro della Ford di Berry in uscita da curva 3A. Il pilota di Wood Brothers va così in testacoda, toccando la Mustang di Gragson e bloccando il tratto stradale. Hill, Suarez e i tre piloti coinvolti svolgono una sosta aggiuntiva. Reddick lucky dog.
L’ultima ripartenza di giornata è nel segno di van Gisbergen, che, dall’esterno, si impone senza difficoltà su Zilisch, interno, grazie a una spinta da parte di Briscoe, il quale riesce a mettersi alle spalle il rookie già in curva 2.
Sempre nel corso del primo giro sotto bandiera verde, Hamlin viene tamponato, in una serie di contatti a catena, da Hocevar in curva 7A e finisce in testacoda. Alla 11, inoltre, Herbst si “vendica” su Gilliland, che viene spedito largo. Entrambi sono costretti a risalire in classifica dal fondo dello schieramento.
Il drama continua al giro 66. Elliott spancia sul cordolo in curva 4A e perde il controllo della sua vettura, finendo in testacoda. Alla 7, anche Nemechek si ritrova fermo in pista, anche se, in questo caso, il pilota della #42 è stato tamponato da Smith. Entrambi perdono numerose posizioni a causa di questo errore.
Reddick inaugura l’ultima serie di soste al giro 79. Il leader del campionato (la cui prima posizione è, però fortemente in bilico), viene seguito dai meccanici al passaggio numero 80 da Elliott e all’81 da Bowman, Custer, Jones, Cindric e Logano.
Preece e Allmendinger svolgono l’ultima sosta di giornata al giro 83, anticipando di 2 miglia Briscoe, Zilisch, McDowell e Keselowski e di 4 van Gisbergen. Blaney, diventato nuovo leader della corsa a seguito del pit stop del neozelandese, viene superato in curva 9 da Larson, che, così facendo, passa per primo sulla linea del traguardo.
Bell e Hamlin vanno in pit lane per svolgere la sosta durante il giro 86, precedendo di una tornata Larson, Gibbs, Blaney, Hocevar, Smith e Stenhouse Jr. Byron passa così in testa, anche se cederà la posizione a Chastain solo un passaggio più tardi per via del suo passaggio in pit lane.
Van Gisbergen recupera la testa della corsa al giro 89, quello in cui il suo compagno Chastain rientra in pit lane. “Watermelon Man” viene seguito un passaggio più tardi da Berry. Suarez e Hill chiudono la serie di soste attorno al passaggio numero 95.
Nel finale, le Chevrolet Trackhouse di van Gisbergen e Zilisch soffrono in modo importante l’usura degli pneumatici. Briscoe sfrutta la situazione favorevole per insidiare il neozelandese, che, nonostante le difficoltà tecniche, riesce a difendersi fino alla fine dall’arrembante portacolori JGR.
Shane van Gisbergen, pilota della Chevrolet #97 di Trackhouse Racing, vince la Toyota/Save Mart 350 al Sonoma Raceway. Briscoe, Gibbs, Larson, Bell, Blaney, Zilisch, Preece, McDowell e Bowman completano la top 10 assoluta.
Shane van Gisbergen, pilota classe 1989 originario di Auckland, Nuova Zelanda, si porta a casa una vittoria sensazionale su una pista estremamente complessa, completando così un weekend perfetto. Il quarto successo stagionale (secondo nella classe regina) coincide con l’ottavo di “SVG” in NASCAR Cup Series.
I risultati odierni
La classifica della “Toyota/Save Mart 350”
La classifica generale
Così in campionato dopo a 8 gare dalla fine della regular season della NASCAR Cup Series 2026
Primo cambio di leadership in NASCAR Cup Series! Nonostante abbia terminato la gara in P26, Denny Hamlin (719) riesce a imporsi, anche se di un solo punto, su Reddick (718) nella classifica piloti della classe regina delle stock car.
Bowman, Cindric, Gillliland, Hocevar, Briscoe, Gibbs, McDowell, Elliott, Hamlin, Jones, Buescher, Bell, Byron, Larson, van Gisbergen e Blaney superano il primo turno, i sedicesimi di finale, della NASCAR In-Season Challenge.
Le altre categorie
O’Reilly Auto Parts Series: ritorno al successo per van Gisbergen
I prossimi appuntamenti
La NASCAR Cup Series non andrà in ferie, dato che i piloti della classe regina delle stock car torneranno in pista domenica 5 luglio (sarà già lunedì 6 in Italia) per la eero 400 al Chicagoland Speedway, diciannovesima tappa della stagione 2026. Sul cookie cutter in questione, assente dal calendario fin dal 2020, avranno luogo anche le gare di NASCAR O’Riley Auto Parts Series e ARCA Menards Series.
Immagine: Media NASCAR
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