Chandler Smith, Honeycutt e Reif si autoeliminano all’overtime, Riggs conquista la prima gara NASCAR a San Diego in fuel saving
Forse il soprannome, datosi autonomamente nella intervista dopo la corsa, di “Layne van Riggsbergen” non è il più azzeccato, tuttavia Layne Riggs ha vinto la seconda gara stagionale (su due) sui circuiti stradali dopo St. Petersburg. Il pilota della #34 di sicuro non ha dominato la prima gara NASCAR sul circuito stradale/cittadino realizzato all’interno della base navale di Coronado a San Diego, tuttavia nel concitato finale, in cui era in svantaggio di gomme e pure in fuel saving, ha tenuto il passo dei rivali diretti, soprattutto Honeycutt e Chandler Smith, e alla fine ha approfittato del concitato ed infuocato finale per battere d’esperienza il giovane Tyler Reif.
La gara
Il debutto in NASCAR della pista di San Diego, realizzata all’interno della base navale di Coronado per celebrare il 250° anniversario degli USA e della Marina, è affidato alla Truck Series. Il lungo circuito da quasi 5.5 km vede in pista 35 auto e, visto il regolamento applicato per il weekend, ci sono tante facce nuove dato che non si può correre in più categorie. Le uniche eccezioni sono Austin Hill in casa RCR e Jimmie Johnson in quanto pilota part time in Cup Series e che qui disputa appena la seconda gara in carriera nei Truck con la prima risalente addirittura al 2008.
Due le sessioni di libere da 40′, ma l’eccezione è dovuta alla necessità di lasciare respiro al programma in caso di eventuali problemi di gioventù del tracciato. Succederà proprio questo nelle FP2 quando prima una perdita d’acqua da dietro le barriere, poi un mezzo dei commissari che perde fluidi, infine il doppio incidente in sequenza di Gray e Justin Marks (il patron di Trackhouse, di nuovo al volante per una one off) lasciano pochissimi minuti di bandiera verde. Già le FP1 erano state però problematiche con varie toccate al muro.
Si va in qualifica con la sensazione che Honeycutt e Riggs siano di un livello superiore e questo viene confermato in una sessione movimentata dagli incidenti di Eckes (nella pila di gomme alla chicane, accusando l’innocente Muniz della responsabilità), Gaughan e Friesen. La pole position è di Kaden Honeycutt che col suo 2’14.782″ precede di ben quattro decimi Riggs (e visto il margine col senno di poi poteva risparmiarsi la toccata al muretto in uscita dell’ultima curva), ma fa impressione il margine di 1.5″ su Chandler Smith terzo, su un ottimo Johnson quarto a 1.6″ mentre dal nono in poi si va oltre i 2″.
Dopo i guai nelle libere e nelle qualifiche, devono essere retrocessi in fondo alla griglia ben 13 piloti, più di un terzo degli iscritti: Marks, Gray, Eckes e Friesen col muletto, Andretti, Queen, Hemric, Gaughan, Ruggiero e Lewis per riparazione danni, McMurray per il cambio della trasmissione, Rhodes per la sostituzione di una ruota. Poi, finalmente, può avere inizio la corsa – che si preannuncia lunga – da 50 giri, suddivisi in 12+12+26 con quattro set di gomme e la durata stimata di un pieno di 17-19 tornate.
Alla partenza Honeycutt scatta bene e Riggs (che pure lui ha un passaruota scotchato) deve subito accodarsi alla #11, i due allungano immediatamente perché Johnson ci prova su Chandler Smith e lo supera dopo curva3 e persino Enfinger ci prova sulla #38 dovendo desistere solo in curva6. Nel frattempo, in curva5, Riggs ha provato senza successo il sorpasso al leader che inizia così una gara molto a singhiozzo, sintomo che la sua vettura ha qualcosa che non va.
Contrariamente alle aspettative, il primo giro è pulito e l’unico veramente in difficoltà è Gaughan, evidentemente afflitto ancora da guai meccanici dopo quanto successo in precedenza. Nel corso del secondo passaggio, Riggs ci prova nuovamente su Honeycutt in curva12, ancora senza successo, ma questo è il preludio al vero attacco poco più tardi in curva2 e stavolta la manovra viene completata in curva4. Tutto questo permette a Johnson di riavvicinarsi, ma una volta che il duello si conclude non avrà chance sulla #11.
Nel corso del terzo giro in curva10 il primo incidente: Nicholson sulla #76 perde il controllo in frenata e toccando Sutton innesca un testacoda sincronizzato. Dawson non riesce a ripartire e così arriva la caution. La #26 perde un giro mentre vanno ai box Eckes, Wright, Ruggiero, Butcher, Gray, Queen, Friesen e Gaughan oltre a Nicholson con la fiancata rientrata. Ripartenza ai -6 con Riggs davanti ad Honeycutt, Johnson, Smith, Majeski, Enfinger, Kligerman, Perez, Mosack e LaJoie.
Lo scatto migliore è di Honeycutt ma non basta, per il momento va bene così perché dietro a Kaden ricomincia il duello fra Johnson e Smith che viene risolto a favore di Jimmie solo in curva6 nella cui frenata Majeski cerca di approfittare di quello che ha davanti, sbanda pericolosamente, salva incredibilmente la vettura e perde solo due posizioni a favore di Enfinger e Kligerman mentre Perez non riesce a trovare il varco. LaJoie non ne ha e viene passato in sequenza da Rhodes, Ankrum e Lewis.
Mentre Majeski riprende ritmo, ai -4 prosegue la rimonta di Hemric dal fondo e col sorpasso su Grala entra in top15, ma è ormai tempo di strategie. Ai -3 pittano Kligerman, Majeski, Mosack, Andretti, Tyrrell e Butcher con pit non eccezionali per Parker (la vettura cade dal sollevatore) e Connor e si vede subito che a Coronado la pit lane è “dal lato opposto” con dinamiche che si vedono solo sugli stradali che girano in senso orario come il Watkins Glen.
Ai -2 i leader tirano dritto a differenza del rookie Varco che in fila la sequenza taglio della chicane – stop&go scontato non regolarmente – drive through – speeding. Il finale di stage vede Perez cedere terreno, posizioni e punti importanti nella difficile rincorsa ai playoff.
Riggs conquista il primo traguardo intermedio con ben 5.5″ su Honeycutt (andato in veloce declino), 6.1″ su Johnson, 7.6″ su C.Smith, 12.1″ su Enfinger, addirittura 23.8″ su Ankrum, 25.8″ su Rhodes, 28.7″ su Perez, 28.8″ su Lewis e 29.2″ su Reif. Lucky dog per Sutton mentre McMurray ha rimediato un tire rub.
Al primo break il gruppo si spacca subito: tira dritto una dozzina di vetture fra cui Honeycutt, Johnson, Smith ed Hemric insieme a chi ha pittato alla prima caution e poco prima del break mentre Riggs deve ripartire dalla 15esima posizione in compagnia di Enfinger, Perez, Ankrum e Lewis. I guai per McMurray aumentano: lunghissima sosta col cofano alzato (probabili guai ai freni) al punto che riparte sì a pieni giri, ma ampiamente staccato dal gruppo. Penalità per Lee per falsa partenza dei meccanici.
Ripartenza ai -10 ed Honeycutt non ha problemi nel rimanere davanti, la top5 rimane invariata mentre la battaglia è vivace a centro gruppo per rientrare in top10. Le Ram perdono subito terreno: dopo McMurray, Haley esce dalle posizioni di vetta conquistate di strategia, mentre alla chicane delle pile di gomme (senza numero ufficiale nel layout), il papocchio.
Non è chiaro se Kligerman tocchi Mosack, tuttavia Connor finisce in testacoda fuori dalla traiettoria ideale. Poi, non si sa come, LaJoie lo centra e così Corey finisce ko (e la sua intervista sarà delle solite in cui scaricherà la colpa su chiunque tranne che su di lui). Anche Rhodes rimedia qualche danno e così tutti e tre vanno ai box.
Qui inizia il vero e proprio elastico di Honeycutt: dopo il primo giro sembra aver staccato Johnson, al secondo dopo la ripartenza viene ripreso e attaccato da Jimmie in curva3, fatto che permette a Smith di riprenderli. La prima difesa va a buon fine, la seconda meno: ai -8 Honeycutt finisce lungo in curva2 (e forse si possono ipotizzare allora guai ai freni, ma al giro successivo Kaden riporterà qualche singhiozzo al motore) e così apre la porta ad un clamoroso Jimmie Johnson che passa al comando seguito da Smith mentre Kaden riprende la pista sì terzo, ma a 3″. Riggs, intanto, è rientrato in top10 senza aver subito danni né perso troppo tempo.
A metà stage Marks, col muletto nero, finisce nuovamente a muro, stavolta all’ultima curva e col muso danneggiato (perderà anche la carcassa di uno pneumatico, ma fuori traiettoria quindi niente caution per fortuna) rientra ai box; perderà due giri riuscendo però a completare la corsa. Nello stesso giro Majeski supera e lascia sul posto Hemric, è sì quarto ora ma a 8″ da Johnson che non riesce a staccare Smith. Poco più dietro, Riggs scavalca Ruggiero ed è settimo.
Ricominciano però ora le strategie, dato che il pieno iniziale sta finendo: Johnson va ai box ai -5 insieme ad Haley lasciando la prima posizione a Chandler Smith. Riggs prosegue nel recupera ed infila anche Hemric. Ai -4 pittano Smith, Honeycutt, Hemric (sosta lenta per la pistola che si rompe) e Ruggiero. La leadership è passata così a Kligerman, ma Parker rimane al comando per appena un giro, infatti alle sue spalle è già arrivato Riggs che lo supera ai -3 in curva6-7.
Kligerman è l’unico a tenere il ritmo di Layne, Majeski ci prova a stare con loro ma sembra sempre impiccato. Dopo le soste di Lewis, Grala, Friesen, Butcher e Sutton ai -3, ai -2 è la volta del solo leader Riggs che, tuttavia, paga un contrattempo nella sostituzione della posteriore sinistra. La vittoria della stage è dunque un duello fra Kligerman e Majeski mentre McMurray finisce pure lui a muro all’ultima curva e si ferma poco più avanti nella via di fuga.
All’ultimo passaggio Majeski si fa vedere in curva8, ma la difesa di Parker regge. Kligerman vince la seconda stage davanti a Majeski (+0.2″), Enfinger (+2.1″), Ankrum (+11.9″), Perez (+22.612″), Reif (+22.618″), l’ex leader Chandler Smith (+25.4″), Honeycutt (+28.4″), Johnson (+30.0″) ed Eckes (+31.3″) mentre Riggs aveva perso terreno e chiuse 12° a 38.7″. Lucky dog per Mosack, unico doppiato con il citato Marks.
Al break si ripara il muretto dell’ultima curva, spostato leggermente da Marks e McMurray mentre Rhodes anticipa l’apertura della pit lane per riparazione danni. Al break si completa il giro di soste, dunque C.Smith torna al comando alla ripartenza dei -22 con Kligerman che perde tanto terreno, infatti Majeski riparte 12° e lui solo 19°.
Il duello in vetta riprende subito e questa fase è di nuovo positiva per Honeycutt, infatti infila Smith alla staccata di curva2, seguito da Johnson, Hemric e subito Riggs che recupera il terreno perso alla sosta. Perdono ancora i Ram avanzati di strategia, in questo caso Tyrrell ed Haley, mentre si comporta bene Grala che segue Layne. E la strategia torna preponderante, infatti il primo team radio è quello di Majeski che viene dato addirittura quattro giri a corto, decisamente troppo se pensiamo che in molti hanno fatto il pieno anche prima del break. Chi non deve pensarci è Friesen, che va ai box con problemi allo sterzo e si dovrà ritirare.
Mentre Honeycutt e Smith scappano via, Riggs supera anche Hemric ed ora è quarto, ma ai -20 ha 5″ si ritardo dalla coppia al comando e 3″ da Jimmie. Poi, però, Kaden finisce nuovamente lungo in curva2 e stavolta anche tocca le gomme in uscita, perde solo una posizione, ma il tire rub alla posteriore destra è evidente. Nel seguito del giro Honeycutt perde velocità e questo ricompatta dietro di lui Johnson e Riggs, poi è costretto ad andare ai box, per sua fortuna giusto all’apertura vera della finestra per l’ultimo pieno. Con lui vanno in pit lane anche Tyrrell e Andretti.
Mentre anche Queen e Butcher toccano il muro o le gomme e Riggs aggira Johnson in curva4 (Smith ne approfitta e accumula 7″ di margine), il vero incidente in curva3 è per Muniz che finisce col retrotreno contro le barriere. Rientrando ai box, Frankie perde pezzi di carrozzerie e ai -18 (proprio mentre Sutton è in pit lane) arriva l’inevitabile caution che annulla la fuga di Chandler. Gaughan è il lucky dog dopo aver forato la anteriore destra.
Il dilemma è notevole: pittare ora per sperare di arrivare fino in fondo oppure salvare ancora l’ultimo set di gomme? Enfinger subito prende la via dei box, ma è una sosta non prevista: l’alternatore è andato in fiamme e per Grant praticamente gara finita. Un’altra tappa con velocità ma sfortunata per la #9 si chiuderà con cinque giri di ritardo. Poi è la volta delle vere soste e Riggs tira dritto con Majeski, Ruggiero, Ankrum e altri mentre Smith pitta con Johnson, Hemric, Grala, Reif in un gruppo sostanzialmente spaccato. Sutton, invece si ferma all’ingresso della pit lane, penalità per Perez, Muniz, Gaughan e Butcher mentre il colpo di scena ulteriore è la lunghissima sosta di Kligerman che riparte a gruppo già andato.
Bandiera verde ai -15 con Riggs davanti a Majeski mentre Honeycutt è risalito con questa caution fortunata in top10 ed è di poco davanti a Smith e Johnson. Layne scatta bene e approfitta della lotta fra Majeski e Ruggiero per allungare subito. Ty mantiene il secondo posto, seguito da Gio e poi Ankrum. In curva6 la gara di Johnson inizia a prendere una brutta piega, infatti un divebomb per rientrare in top10 non a buon fine e il vero miracolo è che non ci sono contatti rilevanti con le altre vetture.
Riggs, intanto, scappe e dopo appena un giro ha già 2.8″ su Majeski. La sua strategia è infatti quella di guadagnare immediatamente del margine sugli inseguitori e poi gestire gomme e benzina, infatti anche lui è a corto e la caution non è stata sufficiente a salvare fino in fondo. Ty, invece, lavora fin da subito sul fuel saving e così crea un po’ di tappo al gruppo in cui Honeycutt è rientrato in top5 e Chandler Smith è risalito all’ottavo posto.
Mentre Mosack va ai box e Lee esce dalla top10 dopo essere finito lungo alla chicane prima di curva16, pure Lewis bacia le barriere in curva2, gli occhi di tutti sono sulle rimonte di C.Smith (sorpasso su Nicholson) e Honeycutt (ai -13 quarto dopo essersi messo alle spalle Ankrum). In questo giro è Chandler il più scatenato, infatti approfitta delle manovre di Kaden per riprenderlo e incollarsi a lui. È così che prima Smith supera pure lui Ankrum, poi i due si mettono alle spalle Ruggiero dopo una serie incroci molto ravvicinati.
Ai -12, nella smania di rimontare, Johnson è protagonista di un 360° dopo una toccata da Nicholson che, tuttavia, crea solo una cortina di fumo e posizioni perse. Prosegue nella rimonta anche Chandler Smith che ai -11 attacca Honeycutt in curva2 e lo supera due pieghe più tardi. Poi però una caution: Garcia si ferma in pista, lucky dog per Muniz.
Questa caution con poche soste (solo Johnson con Tyrrell e Lee) è una benedizione per il serbatoio di Riggs, meno per le gomme dato che così tornano sotto Majeski e, soprattutto, Smith, Honeycutt, Ankrum, Ruggiero, Eckes, Grala, Nicholson ed Hemric. Green ai -8 e Layne scatta bene, però purtroppo per la #34 Smith scavalca immediatamente Majeski in curva2 e segue il compagno di squadra. Honeycutt, invece, finisce in un 3-wide con Ty e Ruggiero, Gio sembra avanzare poi però va largo in curva3 e perde tante posizioni nelle pieghe successive.
Honeycutt si riprende e con un bump in curva6 supera Majeski; meno bene va a Tanner Gray che finisce in testacoda, toccato da Nicholson, e poi riprende. Siamo in vista dei -7 e Smith ne ha evidentemente di più, approccia meglio l’ultima curva, affianca Riggs già sul traguardo e in curva1 lo supera. Mentre Majeski è ancora in fuel saving (ed ora dicono anche a Layne di risparmiare nuovamente benzina), va via la fuga a tre perché dietro c’è ancora battaglia come quella fra Ankrum e Grala con sorpasso poi di Tyler. Johnson, intanto, finisce nuovamente in testacoda.
Ai -5 Smith (che ha pure lui il muso ammaccato da parecchi giri) guida con 0.4″ su Riggs che non molla e tocca anche il muro, 1.8″ su Honeycutt che viaggia ancora a corrente alternata, 5.6″ su Majeski, 7.9″ su Ankrum, 12.4″ su Hemric, 12.9″ su Reif, 15.0″ su Eckes, 15.7″ su Grala e 15.8″ su Lewis; dopo Gray, anche Butcher va ai box.
A Riggs dicono che se a questo punto il motore non ha iniziato a singhiozzare, allora è tutto tranquillo fino al traguardo, anche se lo spettro di un overtime è sempre dietro l’angolo. Majeski, invece, gira ancora molto piano, addirittura 3″ più lento dei leader e viene ripreso da Ankrum che, evidentemente, in scia alla #88 finisce in sottosterzo all’ultima curva e centra pesantemente a muro. Per Tyler la corsa finisce qua, ma la caution diventa addirittura bandiera rossa: la #18, che ha la fiancata di destra aperta come una scatoletta di tonno, ha sfondato il muretto di delimitazione con i box. Lucky dog per Gaughan.
Dopo 8’39” di riparazioni, la corsa può riprendere con Nicholson ed Enfinger spinti dai commissari e un po’ di vetture (Grala, Ruggiero, Queen, Andretti, Gray, Butcher e Muniz) che vanno ai box, si riparte per uno sprint di appena due giri a cui non partecipa Johnson, pure lui ko per problemi elettrici.
Bandiera verde e Smith scatta bene seguito da Honeycutt che in curva1 tocca pure il muro. Riggs ci prova ad approfittarne, ma deve difendersi dalla sorpresa Reif (alla settima gara in carriera dopo essere stato vicecampione della ARCA West nel 2023 e nel 2024 e della East nel 2025). Alle loro spalle, però, un groviglio di vetture innescato dal rallentamento di Rhodes che tocca le gomme in cui ad avere la peggio sono Perez e Nicholson che non riesce a ripartire. Caution, fuga annullata per Smith ed Honeycutt e si va all’overtime con l’incognita benzina.
Mentre ai box vanno anche Eckes e Wright e Muniz è il lucky dog, alla ripartenza decisiva si va con Smith al comando su Honeycutt, Reif, Riggs, Hemric, Majeski (con Layne e Ty ancora in allarme per la benzina), Haley, Lewis, Grala (con le gomme più fresche di tutti) e Rhodes. Il timore di ulteriori overtime si unisce anche a quello del tempo limite per oscurità, distante ora soli 33′. Ne basteranno 5, ma saranno di autentico spettacolo.
Hoenycutt scatta bene e prova ad affiancare Smith all’esterno di curva1, tuttavia Chandler tocca leggermente Kaden in uscita, perde il controllo e finisce a muro. Mentre la regia della FOX (ancora una volta di livello non sufficiente) si concentra sulla #38 che procede a rilento, in curva3-4 Riggs è alla prese in un contrattacco su Hemric che, evidentemente, nel parapiglia era finito davanti a Layne. È la battaglia per la seconda posizione? No, perché non inquadrato Honeycutt è sparito, evidentemente nel contatto è finito ko pure lui ed è – ad intuito in assenza di prove video – finito parcheggiato nella via di fuga di curva2.
Il duello fra i nuovi leader prosegue in curva5 (sorpasso di Hemric) e 6 (contrattacco vincente di Riggs). I due sono seguiti a sorpresa da Reif mentre Majeski ha perso ancora terreno. Fuga a tre con Riggs che soffre (sia di gomme che di benzina) in accelerazione ed è costretto alla difesa che favorisce Reif che può attaccare Daniel in curva8. La manovra non riesce e nella accelerazione successiva Hemric prima aggira e poi nel cambio di direzione infila Riggs.
Tutto sistemato? Tutt’altro, Reif ha avuto una percorrenza più pulita ed ha passato pure lui Riggs e si trova inaspettatamente al fianco di Hemric per le curve seguenti completando il sorpasso alla chicane di curva14-15. Alla successiva chicane della pile di gomme Daniel prova ad usare il muso, ma Tyler tiene la barra dritta malgrado un evidente tire rub.
Alla bandiera bianca Reif guida con 0.397″ su Hemric e 0.472″ su Riggs ma il pericolo ulteriore è rappresentato da Grala che ha passato tutti gli altri ed ora è a soli 0.8″ dal leader, pronto a sfruttare le gomme più fresche. Se il penultimo giro è stato incredibile, anche l’ultimo non scherza.
Riggs in curva1 infila Hemric che di slancio viene attaccato da Grala in curva2 e i due viaggiano affiancati fino a curva4 dove Daniel rimane terzo. Mentre Layne ha sempre più segnali negativi dal suo serbatoio, Reif può invece respirare, dato che il tire rub si nota di nuovo solo verso curva6. Dopo l’allungo di curva8, però, al giovane pilota però inizia a venire il braccino mentre il leader della classifica generale non ha nulla da perdere.
Reif deve andare in difesa in curva12 e questo segna il ricongiungimento definitivo. Riggs si fa solo vedere alla prima chicane, alla seconda (l’ultimo vero punto di sorpasso) abbozza già di più l’attacco, ma ad essere decisivo è l’errore di Tyler che arriva lungo e deve tagliare la curva. Lo stop&go abbozzato al volo (e non regolamentare, infatti arriverà una penalità di 30″) non basta e così un Riggs in stato di grazia negli ultimi giri, ma bravo ad approfittare degli errori altrui, può andare a prendersi la bandiera a scacchi.
Layne Riggs dopo St. Petersburg conquista anche San Diego precedento Hemric, Grala, Lewis, Majeski, Haley, Queen, Rhodes, Eckes e Ruggiero. Gray 12°, Andretti 14° (affrontato nel post gara duramente da Kligerman per motivi non noti), Reif 19°, Smith 22°, Honeycutt 23°. Nota statistica: come durata effettiva, la corsa di Coronado – tra l’altro la 750esima nella storia della categoria – con le sue 2h48’13” è diventata la più lunga di sempre della Truck Series.
I risultati odierni
La classifica della “Navy 250”
La classifica generale
Così in campionato a 5 gare dalla fine della regular season della NASCAR Truck Series 2026
I prossimi appuntamenti
Oggi a San Diego sulla pista di Coronado alle ore 23:00 ci sarà la gara della OAP Series, preceduta alle 19:00 dalle qualifiche e alle 20:30 dalle prove ufficiali della NASCAR Cup Series. La Truck Series tornerà dopo due weekend di pausa sullo stradale di Lime Rock l’11 luglio.
Immagine: Media NASCAR
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