La Toyota #7 di De Vries, Kobayashi e Conway conquista la vittoria nella 24 Ore di Le Mans 2026 davanti alla BMW #20 e alla Toyota #8.
Quattro anni dopo l’ultima affermazione nel 2022, Toyota è tornata sul gradino più alto del podio della 24 Ore di Le Mans. La TR010 Hybrid #7 affidata a Nyck de Vries, Kamui Kobayashi e Mike Conway ha conquistato la 94ª edizione della classica francese interrompendo il dominio Ferrari che durava dal 2023 e riportando il marchio giapponese al successo assoluto nella gara endurance più importante del mondo.
Per Toyota si tratta di una vittoria dal sapore speciale. La vettura numero 7 non vinceva a Le Mans addirittura dal 2021 e negli ultimi anni aveva spesso visto sfumare il successo a favore delle Ferrari 499P. Questa volta, però, il costruttore giapponese ha saputo costruire il proprio trionfo attraverso una strategia impeccabile, una gestione perfetta del traffico e un ritmo costante nelle fasi decisive della corsa.
Alle spalle della Toyota vincitrice ha chiuso una straordinaria BMW M Hybrid V8 #20 del Team WRT, protagonista di una delle gare più solide della propria storia nel FIA WEC. A completare il podio è stata la Toyota #8, autrice di una rimonta importante nelle ultime ore dopo aver combattuto a lungo per la leadership con Cadillac e BMW.
Cadillac domina a lungo ma cede nel finale
Per oltre metà gara la sensazione era che il successo potesse finire nelle mani di Cadillac. Le V-Series.R del team Jota hanno infatti guidato numerose fasi della corsa mostrando una velocità impressionante sia con Norman Nato sia con Will Stevens prima che la #35 di Bamber, Bourdais ed Aitken salutasse anzitempo la gara.
La Cadillac #12 è rimasta in lotta per il successo fino alle ultime ore, ma una combinazione di neutralizzazioni, strategie differenti e una perdita progressiva di ritmo ha permesso alle Toyota di tornare sotto e superarla nelle fasi decisive della mattina. Quando mancavano circa tre ore alla conclusione, la doppia offensiva delle GR010 ha definitivamente cambiato gli equilibri della gara.
Prima Brandon Hartley ha portato la Toyota #8 al comando superando la Cadillac, poi la #7 ha completato l’opera sfruttando una strategia leggermente diversa che si è rivelata vincente. Da quel momento la gara è passata nelle mani del costruttore giapponese.

La svolta decisiva nella ventunesima ora
Il momento chiave della corsa è arrivato nella ventunesima ora. Dopo aver ricucito progressivamente il distacco accumulato durante la notte, la Toyota #8 è riuscita a portarsi negli scarichi della Cadillac #12 guidata da Norman Nato.
Alla ripartenza successiva a una Full Course Yellow, Hartley ha sferrato l’attacco decisivo alla seconda chicane di Mulsanne, prendendosi la leadership della corsa. Pochi minuti più tardi anche la Toyota #7 è riuscita a superare la Cadillac americana, trasformando una situazione apparentemente favorevole ai prototipi statunitensi in una doppietta provvisoria Toyota.
Da quel momento la gara si è trasformata in una gestione strategica degli ultimi stint, con BMW che è riuscita a inserirsi tra le due vetture giapponesi nel finale grazie a un ritmo estremamente competitivo nelle ultime due ore.
Ferrari: sogni infranti tra problemi e penalità
Dopo tre successi consecutivi, il sogno di una quarta vittoria Ferrari si è spento progressivamente nel corso della notte.
La prima grande delusione è arrivata con il ritiro della Ferrari 499P #50, costretta ad alzare bandiera bianca durante la diciannovesima ora dopo una lunga serie di problemi tecnici culminati nell’arresto definitivo della vettura. La #50 era già stata rallentata in precedenza da un problema all’impianto antincendio che aveva richiesto un lungo intervento ai box.

Anche la Ferrari #51 non è mai riuscita a inserirsi concretamente nella lotta per il successo. Penalità, traffico e un ritmo insufficiente rispetto a Toyota, BMW e Cadillac hanno relegato la vettura ufficiale nelle posizioni immediatamente alle spalle del gruppo di testa.
La Ferrari privata AF Corse #83 è stata invece protagonista di una gara combattiva, restando a lungo la migliore delle 499P in pista. Tuttavia, diverse penalità e una sosta supplementare nel finale hanno compromesso ogni possibilità di lottare per il podio assoluto.
Alla fine Ferrari ha dovuto accontentarsi di piazzamenti lontani dalle posizioni che contano, vedendo interrompersi una striscia vincente iniziata nel 2023.
BMW sfiora l’impresa
Tra i grandi protagonisti della corsa c’è senza dubbio BMW. Dopo aver conquistato la pole position in seguito alla revisione delle verifiche tecniche della Hyperpole, il Team WRT ha confermato il proprio salto di qualità anche in gara nonostante il doloroso ritiro della #15 equipaggio autore della Pole.
La BMW #20 ha guidato numerose fasi della corsa, alternandosi al comando con Cadillac e Toyota. Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde hanno mantenuto un ritmo costantemente elevato per tutte le 24 ore, arrivando a giocarsi la vittoria fino alle ultime soste.
Il secondo posto finale rappresenta il miglior risultato della BMW M Hybrid V8 a Le Mans e conferma la crescita del progetto tedesco nel mondiale endurance.

Notte fonda per Peugeot: la 9X8 sempre più un oggetto misterioso
Se Toyota ha festeggiato il ritorno al successo e BMW ha confermato i progressi mostrati nell’ultimo anno, la 24 Ore di Le Mans 2026 ha rappresentato un’altra pesante delusione per Peugeot. Arrivata alla Sarthe con aspettative importanti dopo i segnali incoraggianti mostrati tra la fine del 2025 e l’inizio della stagione 2026, la casa francese non è mai riuscita a inserirsi nella battaglia per il podio assoluto. Le due Peugeot 9X8 hanno trascorso gran parte della gara in fondo alla classifica, dietro anche alle Valkirie incapaci di replicare il passo mostrato da Toyota, Cadillac, BMW e Ferrari. Una situazione particolarmente amara considerando che il progetto francese era stato indicato come uno dei possibili outsider dopo i progressi evidenziati negli ultimi mesi.
Per il costruttore del Leone si tratta dell’ennesima Le Mans complicata in un programma Hypercar che continua a inseguire la prima vittoria. Già nelle qualifiche le due 9X8 avevano faticato a trovare competitività, ritrovandosi nelle retrovie della classe Hypercar nonostante i buoni risultati ottenuti a Imola e Spa nelle settimane precedenti. Durante la gara, la situazione non è migliorata: la strategia non ha prodotto i benefici sperati e il ritmo si è rivelato insufficiente per rimanere agganciati al gruppo di testa. Il risultato finale lascia quindi Peugeot ancora alla ricerca di quel salto di qualità necessario per trasformare il potenziale della 9X8 in una reale candidatura al successo assoluto nella gara di casa anche se, per ora, è forse più lecito iniziare a spaventarsi seriamente.
LMP2: Inter Europol firma una doppietta d’autore
La classe LMP2 ha premiato la superiorità di Inter Europol Competition, capace di monopolizzare le prime due posizioni dopo una gara gestita con grande efficienza tra strategia, affidabilità e ritmo. A conquistare il successo è stato l’equipaggio della Oreca #43, che nel finale ha preceduto la vettura gemella #343, completando una prestigiosa doppietta per la squadra polacca. Sul terzo gradino del podio è salita invece la Forestier Racing by Panis #39, protagonista di una prova solida e costante che le ha permesso di difendersi dagli attacchi degli inseguitori nelle ultime ore della corsa.

Le neutralizzazioni e alcuni problemi tecnici dei rivali hanno consentito alla squadra polacca di costruire un margine sufficiente per gestire la situazione nelle ultime fasi della corsa e conquistare una vittoria particolarmente prestigiosa.
Ritirata per un’avaria all’impianto frenante anteriore la vettura #30 del Duqueine Team guidata anche da Doriane Pin, mentre lottava per la vittoria di classe. Questo l’unico ritiro della categoria.

LMGT3: Corvette conquista la Sarthe
Grande festa anche nella classe LMGT3, dove la Corvette #33 di TF Sport ha completato una prestazione impeccabile conquistando il successo di categoria. L’equipaggio guidato da Ben Keating ha saputo sfruttare al meglio una gara ricca di colpi di scena, resistendo nel finale al ritorno delle rivali. Alle spalle della Corvette ha chiuso la Lexus #78, autrice di una gara estremamente competitiva, mentre il terzo posto è andato all’Aston Martin #23 di Heart of Racing, che ha raccolto un risultato importante dopo una corsa combattuta fino alle ultime ore.

L’equipaggio americano ha saputo sfruttare i problemi delle Aston Martin e delle Lexus che avevano guidato gran parte delle prime ore. Fondamentale si è rivelato anche il ritiro dell’Aston Martin #27 del nostro Mattia Drudi, che fino a quel momento era stata una delle principali candidate al successo di categoria dopo la pole di giovedì.
La Corvette ha così controllato il finale precedendo Lexus e Aston Martin sul podio.

Toyota torna sul tetto del mondo
Dopo anni trascorsi a inseguire Ferrari, Toyota ha finalmente ritrovato il successo assoluto nella gara più importante della stagione. La vittoria della TR010 #7 rappresenta una risposta forte da parte del costruttore giapponese, che ha saputo sfruttare esperienza, affidabilità e strategia per riportare il marchio sul gradino più alto del podio.
Per Ferrari termina invece una straordinaria serie vincente che aveva caratterizzato le ultime tre edizioni della 24 Ore di Le Mans. Per la prima volta dall’introduzione della 499P, il Cavallino lascia la Sarthe senza il trofeo più importante.
La stagione del FIA World Endurance Championship proseguirà ora con una classifica più aperta che mai, ma la 24 Ore di Le Mans 2026 sarà ricordata come l’edizione del ritorno di Toyota.
Classifica Finale Hypercar – 24 Ore di Le Mans 2026
- Toyota Gazoo Racing #7 (Toyota GR010 Hybrid) – 381 giri
- BMW M Team WRT #20 (BMW M Hybrid V8) – +10.913
- Toyota Gazoo Racing #8 (Toyota GR010 Hybrid) – +20.417
- Cadillac Hertz Team JOTA #12 (Cadillac V-Series.R) – +32.381
- Ferrari AF Corse #51 (Ferrari 499P) – +2:22.423
- Alpine Endurance Team #35 (Alpine A424) – +2:30.205
- AF Corse #83 (Ferrari 499P) – +2:35.573
- Aston Martin THOR Team #007 (Aston Martin Valkyrie) – 379 giri
- Cadillac WTR #101 (Cadillac V-Series.R) – 379 giri
- Alpine Endurance Team #36 (Alpine A424) – 379 giri
- Peugeot TotalEnergies #94 (Peugeot 9X8) – 377 giri
- Peugeot TotalEnergies #93 (Peugeot 9X8) – 376 giri
- Genesis Magma Racing #19 (Genesis GMR-001 Hypercar) – 372 giri
- Aston Martin THOR Team #009 (Aston Martin Valkyrie) – 372 giri
Ritirati
- Ferrari AF Corse #50 (Ferrari 499P) – Ritirata
- BMW M Team WRT #15 (BMW M Hybrid V8) – Ritirata
- Genesis Magma Racing #17 (Genesis GMR-001 Hypercar) – Ritirata
- Cadillac Hertz Team JOTA #38 (Cadillac V-Series.R) – Ritirata
Classifica Finale LMP2 – 24 Ore di Le Mans 2026
- Inter Europol Competition #43 (Oreca 07 Gibson) – 361 giri
- Inter Europol Competition #343 (Oreca 07 Gibson) – +1 giro
- Forestier Racing by Panis #29 (Oreca 07 Gibson) – +1 giro
- Vector Sport #26 (Oreca 07 Gibson) – +1 giro
- CLX Motorsport #37 (Oreca 07 Gibson) – +1 giro
- IDEC Sport #28 (Oreca 07 Gibson) – 359 giri
- CrowdStrike Racing by APR #4 (Oreca 07 Gibson) – 358 giri
- United Autosports #22 (Oreca 07 Gibson) – 358 giri
- AF Corse #183 (Oreca 07 Gibson) – 357 giri
- AO by TF #99 (Oreca 07 Gibson) – 356 giri
- Proton Competition #9 (Oreca 07 Gibson) – 356 giri
- Algarve Pro Racing #25 (Oreca 07 Gibson) – 356 giri
- TDS Racing #14 (Oreca 07 Gibson) – 355 giri
- Proton Competition #44 (Oreca 07 Gibson) – 354 giri
- United Autosports #222 (Oreca 07 Gibson) – 354 giri
- RD Limited #48 (Oreca 07 Gibson) – 353 giri
- DKR Engineering #3 (Oreca 07 Gibson) – 344 giri
- Nielsen Racing #24 (Oreca 07 Gibson) – 341 giri
Ritirati
- Duqueine Team #30 (Oreca 07 Gibson) – Ritirata
Classifica Finale LMGT3 – 24 Ore di Le Mans 2026
- TF Sport #33 (Corvette Z06 LMGT3.R) – 336 giri
- Akkodis ASP Team #78 (Lexus RC F LMGT3) – +1 giro
- Heart of Racing Team #23 (Aston Martin Vantage AMR LMGT3) – +1 giro
- Akkodis ASP Team #87 (Lexus RC F LMGT3) – +1 giro
- Vista AF Corse #21 (Ferrari 296 LMGT3 Evo) – +1 giro
- Racing Team Turkey by TF #34 (Corvette Z06 LMGT3.R) – +1 giro
- Team WRT #32 (BMW M4 LMGT3 Evo) – 334 giri
- Richard Mille AF Corse #150 (Ferrari 296 LMGT3 Evo) – 334 giri
- Kessel Racing #74 (Ferrari 296 LMGT3 Evo) – 334 giri
- Kessel Racing #57 (Ferrari 296 LMGT3 Evo) – 334 giri
- Racing Spirit of Léman #59 (Aston Martin Vantage AMR LMGT3) – 332 giri
- Garage 59 #10 (McLaren 720S LMGT3 Evo) – 332 giri
- Manthey #92 (Porsche 911 GT3 R) – 330 giri
- TF Sport #2 (Corvette Z06 LMGT3.R) – 330 giri
- Garage 59 #58 (McLaren 720S LMGT3 Evo) – 329 giri
- Team Qatar by Iron Lynx #62 (Mercedes-AMG LMGT3) – 324 giri
- Proton Competition #88 (Ford Mustang LMGT3) – 323 giri
Ritirati
Iron Lynx #61 (Mercedes-AMG LMGT3)
Heart of Racing Team #27 (Aston Martin Vantage AMR LMGT3)
Team WRT #69 (BMW M4 LMGT3 Evo)
Manthey #91 (Porsche 911 GT3 R)
Proton Competition #77 (Ford Mustang LMGT3)
Iron Lynx #79 (Mercedes-AMG LMGT3)
Vista AF Corse #54 (Ferrari 296 LMGT3 Evo)
Media: DPPI
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