Blog | Certificato il fallimento 2026. Avevano ragione quelli con la memoria corta…

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 11 Giugno 2026 - 12:00
Tempo di lettura: 2 minuti
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Blog | Certificato il fallimento 2026. Avevano ragione quelli con la memoria corta…

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L’annuncio della FIA è l’ammissione di aver sbagliato tutto con questo regolamento. Chi chiederà scusa per questo scempio?

Per oltre tre mesi gli appassionati di F1 – quelli veri, non i surrogati allevati da Liberty Media a colpi di moda, paillettes e activations – sono stati ridicolizzati da chi gestisce la baracca, accusati di non capire nulla, di essere retrò e avere la memoria corta, perché “la gestione delle monoposto era già propria degli anni ’80”. Insomma, dall’inizio dell’anno tantissimi di noi sono stati trattati come dei perfetti imbecilli quando la verità era sotto gli occhi di tutti. E, ieri sera, la verità è stata certificata quasi sottovoce e senza che nessuno, almeno fino ad ora, abbia alzato la mano per dire “scusate, ci siamo sbagliati”.

Non sono bastati i ricordi dei piloti che negli anni ’80 c’erano a sconfessare le difese da unghie sui vetri e nemmeno il ritocco, dopo appena tre gare, dei valori elettrici per eliminare il superclipping, una delle vergogne più grandi che la F1 abbia mai conosciuto. Non c’era alcun modo affinché la ripartizione 50/50% tra termico ed elettrico potesse funzionare. Altro che “ci vuole qualche gara”, “si critica tanto per fare”, “ad ogni cambio ci sono le critiche e poi si spengono” e tante amenità sentite in queste settimane.

E, infatti, ieri è arrivata la certificazione ufficiale. Dal 2027 si inizia a mettere una pezza progressiva a questo scempio regolamentare in attesa, si spera, di tornare ai motori termici definitivamente. È la conferma di un fallimento epocale su cui nessuno si assumerà alcuna responsabilità, celandosi dietro le necessità del tempo in cui il regolamento fu stilato. Un regolamento, però, redatto fondamentalmente per appoggiare l’ingresso di nuovi motoristi e non per il bene dello sport in sé. Dopo tre mesi, si è già alzata bandiera bianca.

Il fastidio provocato dal voler sminuire l’evidenza e dal mettere a tacere le critiche, al punto da cancellarle dai profili social, è stato enorme. E tanti, molti più di quanto si pensi, hanno mollato il colpo. Inutile continuare a raccontare le storielle degli autodromi sold out. Perché poi ci sono gli spettatori TV e nelle prime gare sono calati parecchio soprattutto in Europa. Se in Italia si cresce appena con un nostro pilota che comanda il mondiale, il danno diventa evidente, anche se verrà mascherato in tutti i modi.

Alla fine avevano ragione quelli con la memoria corta, ovvero quelli che alla F1 tengono (ancora) davvero. Aveva ragione anche Max Verstappen: quello che, per quasi tutta la carriera, è stato dipinto come un male dello sport ma, alla fine, ci aveva visto meglio di tutti.

Ora sotto con Barcellona: e buon superclipping a tutti, soprattutto a Liberty Media.

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