Blog | Il carro di Charles non fa più tendenza: cronaca di un abbandono lampo

Di: Andrea Ettori
AndreaEttori
Pubblicato il 8 Giugno 2026 - 21:30
Tempo di lettura: 2 minuti
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Blog | Il carro di Charles non fa più tendenza: cronaca di un abbandono lampo

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Il rinnovo del monegasco arriva in uno dei momenti peggiori degli ultimi tempi

Quanto spazio si è liberato all’improvviso sul carro di Charles Leclerc. Un carro che, fino a poche settimane fa, era strapieno di tifosi, appassionati e media pronti a trasformarlo – in più di un’occasione – in una sorta di Cristo sceso in terra, senza rendersi conto che quell’esaltazione continua non gli stava facendo alcun bene.

Oggi, con un Kimi Antonelli in versione quasi Senn.. non voglio bestemmiare per carità, capace di trasformare una parte dei tifosi Ferrari in tifosi Mercedes, dai bar alle tribune fino ai sorrisi e alle coccole delle interviste post‑gara, e complice un weekend oggettivamente complicato per Charles, amplificato dalla querelle con Brembo sulla questione freni, ecco che Leclerc improvvisamente non va più di moda.

Il rinnovo firmato la scorsa settimana, unito alle aspettative sulla competitività della Ferrari – dipinta dai soliti noti come una sorta di MP4/4 per le stradine di Monaco – ha ulteriormente aumentato la pressione su Leclerc. Una pressione che non giustifica l’errore, perché è giusto criticarlo, soprattutto per aver sbattuto come uno Stroll qualunque. Ma è altrettanto giusto ricordare che Charles merita rispetto.

Che Leclerc abbia quasi sempre anteposto la Ferrari a scelte personali, anche quando sarebbe stato legittimo prendere posizioni dure verso la squadra, è un dato di fatto. Ed è un limite ormai conclamato del suo carattere. Ma che dopo due gare… non due anni, lo si metta già dietro a Hamilton, che nell’ultimo anno da Charles le ha prese costantemente, è francamente incredibile.

Anche a Monaco, in una gara complicata, Leclerc si era messo virtualmente in P2, salvo poi vedere la Ferrari prendere altre decisioni nei confronti suoi e di Lewis dopo la prima Safety Car. Da lì il buio: l’errore, il botto e quelle parole rassegnate ma emotivamente sincere nel post‑gara, che hanno scatenato il fuggi‑fuggi generale verso un pilota che, dal 2019, riesce a far sembrare la Rossa una squadra di F1 anche nei momenti più difficili.

La stagione è lunga, ma la sensazione è quella di un pilota quasi “scaricato”. Pazienza: vorrà dire che alle prossime feste ci saranno più modellini di Charles disponibili, senza il sovraffollamento degli anni scorsi da parte di chi si schiera con i piloti solo per meri interessi personali.

Immagine di copertina: Media F1

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