Blog | Monaco, per la prima volta nel 2026 si è parlato di sport

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 8 Giugno 2026 - 09:00
Tempo di lettura: 3 minuti
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Blog | Monaco, per la prima volta nel 2026 si è parlato di sport

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Una gara pazza, un weekend dove il pilota è tornato, per la prima volta quest’anno, al centro della scena

Teniamoci stretta questa Monte Carlo. Perché potrebbe essere l’unica occasione, nel 2026, in cui la F1 è stata se stessa e non una sbiadita copia. Aspettavo come l’aria fresca che arrivasse il weekend di Monaco per non dover sentire parlare di rigenerazione, lift and coast, superclipping, straight line mode e via dicendo. E, ovviamente, il weekend non ha tradito le mie attese, e forse non solo le mie.

Monaco divide: può essere noiosa, anacronistica, tutto quello che volete. Ma lo spettacolo della qualifica ne vale il senso e la sua esistenza nel calendario. I giri al limite, con i peli al muro che si fanno via via più precisi, sono e restano l’essenza della vera F1. Alzi la mano chi non si è esaltato per i giri di Antonelli e Verstappen senza doversi curare, per una volta quest’anno, della velocità e della batteria.

Ecco, per la prima volta in questa stagione si è parlato di sport vero e mi sono goduto il weekend, respirando l’aria di quella che per me deve essere la F1. Senza mille ridicole aggiunte che ne hanno minato la credibilità in questo 2026, vissuto fino ad ora a colpi di cambi regolamentari (che non sono ancora terminati) per salvare la faccia. Questo fine settimana, insomma, ci voleva. Ma resterà una parentesi: già immagino le ultime due curve e tutto il rettilineo di Barcellona a gas spalancato, chiedendomi quando la batteria dirà basta lasciando i piloti con le vetture da spingere soffiando.

Ci penseremo. Intanto, a Monte Carlo continua l’incredibile storia di Kimi Antonelli, che infila la quinta consecutiva e inizia a riscrivere un po’ di record della F1. Forse ora si può dire non più sottovoce ma Toto Wolff, stavolta orgogliosamente sul podio, la sua scommessa l’ha vinta. Bisogna sempre restare con i piedi per terra, anche se diventa sempre più difficile non cedere all’esaltazione dopo questi successi. Il contemporaneo momento disastroso di Russell (che mi sta deludendo come non avrei mai immaginato) sta aprendo al momento una Statale libera davanti a Kimi. Non bisogna mollare un centimetro né sentirsi già arrivati.

L’argomento freni tiene banco in Ferrari, con Hamilton che ora fa l’Hamilton e Leclerc che soffre da due gare. Al momento, quella di Lewis è una stagione di riscatto e, prima o poi, la tanto attesa prima vittoria potrebbe arrivare. Con il bel secondo posto dietro Antonelli arriva anche quello in campionato. Che, però, è frutto soprattutto di una PU che non rompe rispetto a chi sta attorno. I ritiri (o le non partenze) dei motorizzati Mercedes, Antonelli escluso fino ad ora, hanno lasciato tanti punti per strada in queste prime sei gare. Buono comunque per la Ferrari che, anche senza la PU migliore, i suoi punti se li porta a casa con costanza.

Red Bull si dice che abbia la PU migliore del lotto (il che è una testimonianza dell’enorme lavoro fatto da zero) ma i problemi ci sono ancora e, con Verstappen, siamo stati fortunati. Dalla prima fila è stato sfilato miracolosamente da tutti, per un ritiro clamoroso dopo una qualifica alla Max. Sarà una stagione così, prendere o lasciare, in tutti i sensi. Il 1000° GP della McLaren finisce in modo totalmente anonimo, con Norris che conta ormai più i guasti che altro. Situazione difficile da campione in carica, ma ci si può fare poco. Anche se Woking sembrava tornata competitiva e magari lo sarà tra una settimana.

Per il resto tanto, tanto caos. Mai mi sarei aspettato di vedere approssimazione a Monte Carlo. Critichiamo spesso i nuovi tracciati, ma vedere l’asfalto che si alza nel Principato non è una bella immagine, indipendentemente da quanto abbia contribuito agli incidenti di Stroll e Leclerc. In generale, le nuove monoposto si sono comportate bene, meglio rispetto alle precedenti. L’essere più corte e strette si è notato eccome in agilità e anche nella necessità di controllarle di più, visto il carico aero inferiore. Sotto il punto di vista estetico nulla da dire, il salto rispetto al passato è clamoroso. Peccato per quello che c’è ancora sotto il cofano. Lì è stato (e sarà) un disastro per tutto l’anno. Intanto, coccoliamoci Monte Carlo. Oasi felice e storica in mezzo ad un deserto fortemente voluto.

Immagine di copertina: Media Mercedes

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