SI chiude l’edizione 2026, con quattro giornate di cinema, incontri e ospiti internazionali e oltre 2000 presenze
Si è conclusa ieri al Cinema Astra di Modena la terza edizione del Cinematic Motor Fest, il festival internazionale cinematografico che ha raccontato il mondo dei motori attraverso il linguaggio del cinema, del documentario, della cultura e delle storie umane.
In quattro giorni di programmazione, il festival ha accolto oltre 2.000 spettatori, presentando opere provenienti da oltre 10 Paesi e accogliendo a Modena più di 50 professionisti dell’audiovisivo, tra registi, videomaker, produttori e autori provenienti da Italia, Francia, Belgio, Regno Unito, Svizzera, Stati Uniti e altri Paesi, confermando la vocazione internazionale dell’iniziativa.
La giornata conclusiva vedrà alle ore 18 la proiezione di “Luca Seeing Red – Sognando Rosso” di Manish Pandey, il documentario dedicato a Luca Cordero di Montezemolo e al suo straordinario percorso umano e professionale che ha contribuito a rendere Ferrari un simbolo globale di eccellenza. In serata, alle 20.30, il festival si chiuderà con la replica di “De Tomaso – Enigma” di Davide Maffei, dopo l’anteprima speciale che aveva inaugurato il percorso del festival il 22 maggio.
Tra i momenti più intensi e significativi di questa edizione spicca senza dubbio la serata dedicata a “Ulysse”, il documentario del regista francese Arthur Sauvadon che racconta la storia del pilota EuroNASCAR Ulysse Delsaux e il suo percorso di crescita personale e sportiva.
La presenza in sala dello stesso Ulysse Delsaux, insieme a Erica Coppelli, presidente dell’associazione Il Tortellante, ha dato vita a un incontro di straordinaria profondità umana. In mattinata il pilota francese aveva infatti visitato Il Tortellante, incontrando i ragazzi del laboratorio e condividendo con loro l’esperienza di creare i tortellini.
Il dialogo che ne è nato durante la serata ha emozionato il pubblico presente, mettendo in evidenza come il linguaggio universale dell’amore, della passione, della determinazione e della condivisione possa diventare uno strumento potente di crescita personale, inclusione e sostegno reciproco. Un momento che ha saputo andare oltre il motorsport, raccontando come i sogni e le passioni possano abbattere barriere e creare connessioni autentiche tra persone e realtà apparentemente lontane.
Grande partecipazione anche per la serata inaugurale di giovedì dedicata a “Brandoli The Story” e “La Vaca ad Fer – Alla ricerca del trattore operaio”, due opere che hanno riportato al centro il valore dell’artigianato, del lavoro e del saper fare che hanno contribuito a costruire l’identità della Motor Valley.
Particolarmente apprezzato il documentario diretto da Giuseppe Ghinami con Patrizio Roversi, che ha raccontato una vicenda emblematica della storia sociale emiliana: quella del trattore nato durante l’occupazione delle Officine Reggiane. Una storia di ingegno, solidarietà e capacità di costruire il futuro attraverso il lavoro collettivo, temi che hanno trovato forte sintonia con il pubblico presente.
Allo stesso modo, la storia di Egidio Brandoli ha ricordato come il successo della Motor Valley sia nato soprattutto dalle mani, dalla passione e dalla competenza di generazioni di artigiani e operai capaci di trasformare il proprio talento in eccellenza riconosciuta in tutto il mondo.
Tra gli appuntamenti più partecipati dell’edizione 2026 anche “I Vulnerabili”, lo spettacolo teatrale prodotto da Zelda Teatro e sostenuto da Fondazione LHS, dedicato al tema della sicurezza stradale. L’iniziativa ha coinvolto quasi 25 classi delle scuole superiori del territorio, portando al Cinematic Motor Fest centinaia di studenti.
Attraverso un linguaggio diretto e una continua interazione con il pubblico durante la rappresentazione, lo spettacolo ha saputo coinvolgere attivamente i ragazzi in una riflessione sui comportamenti alla guida, sulla percezione del rischio e sul valore della responsabilità individuale. Un momento che ha confermato la capacità del festival di dialogare anche con le nuove generazioni, utilizzando linguaggi diversi per affrontare temi di grande rilevanza sociale e civile.

Venerdì è stata la volta dell’appuntamento “About Senna”, incontro incentrato sul tre volte campione del mondo brasiliano moderato dal nostro Andrea Ettori, con la presenza di Franco Nugnes. Dopo oltre trent’anni dalla sua scomparsa, la passione per Ayrton continua a vivere negli appassionati.
Sabato sera il Cinematic Motor Fest ha inoltre celebrato i vincitori del concorso internazionale dedicato alle opere cinematografiche e audiovisive, prima di accogliere uno degli ospiti più attesi dell’intera manifestazione: Ivan Capelli.
Dopo la proiezione di “Natural Born Driver – L’incredibile storia di Ivan Capelli”, il pubblico ha potuto incontrare l’ex pilota di Formula 1 protagonista di un dialogo ricco di emozioni e ricordi. Diretto da Gionata Zanetta, il documentario ha saputo ricostruire il percorso umano e sportivo di Capelli attraverso un prezioso patrimonio di filmati e pellicole d’archivio realizzati dal padre del pilota, materiali che hanno restituito con autenticità l’atmosfera dei go-kart degli anni Settanta e della Formula 1 degli anni Ottanta.
Un racconto intenso che ha riportato gli spettatori alle origini della passione motoristica, mostrando il lato più umano di uno sport fatto di sacrifici, sogni e determinazione.
Dalla storia industriale alla tecnologia, dall’intelligenza artificiale applicata al motorsport fino alle testimonianze dei protagonisti delle corse contemporanee, il Cinematic Motor Fest ha dimostrato come il mondo dei motori possa essere raccontato attraverso prospettive diverse, capaci di parlare non soltanto agli appassionati ma a un pubblico ampio e trasversale.
Una terza edizione che ha saputo unire cultura, cinema, innovazione, inclusione e memoria, ponendo le basi per un appuntamento destinato a crescere e a consolidarsi nel panorama degli eventi dedicati alla Motor Valley.
Segue una galleria con alcune foto di questi giorni, realizzate da Enrico Maria Bertani.






























Immagini di Enrico Maria Bertani
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