Il Rally Japan cambia stagione: più caldo, meno foglie ma rischio acquazzoni. Nuove prove ad Asuke e Fujioka SSS, Isegami’s Tunnel estesa e sabato senza service: guida completa all’evento
Il FORUM8 Rally Japan 2026 arriva con una novità che cambia la lettura di tutto il weekend: non è più l’evento “autunnale” di novembre, ma un Rally Giappone di fine maggio, quindi più caldo, più asciutto (in teoria), ma anche più imprevedibile per i classici rovesci da inizio stagione delle piogge. Stesse montagne di Aichi e Gifu, stesse strade “chirurgiche” dove non esiste margine, ma con condizioni ambientali completamente diverse: e su asfalto, nel WRC moderno, questa variabile può spostare più di un decimo a chilometro.
Rally Japan 2026: il cambio stagione che riscrive grip, gomme e ritmo
La differenza più grande rispetto alle edizioni precedenti è il contesto: finora il Rally Japan si è spesso corso con temperature medie attorno ai 16°C e con pioggia frequente, foglie sull’asfalto e trazione ballerina in uscita dalle curve strette. A fine maggio, invece, ci si aspetta molte meno foglie (quindi un asfalto mediamente più “pulito”) e soprattutto temperature più alte, con picchi previsti tra 27°C e 30°C.
Traduzione pratica:
- più grip meccanico nei tratti asciutti e “puliti”, quindi più velocità in percorrenza e più fiducia;
- più stress su pneumatici e freni, perché l’asfalto caldo alza la finestra di lavoro e accelera l’usura;
- rischio “switch” improvviso: quando arriva un temporale da stagione delle piogge, arriva tutto insieme, e in quei minuti la scelta gomme diventa un terno al lotto.
È il rally perfetto per chi sa adattarsi in fretta: una scelta sbagliata di set-up o una lettura meteo tardiva può costare minuti, non secondi.
Hyundai, Toyota e l’ultima tappa asfaltata: chi arriva più pronto al “nuovo” Giappone
Japan 2026 è anche un crocevia narrativo: ultima gara su asfalto della stagione, prima di una seconda metà tutta su sterrato. E qui le sensazioni contano, perché l’asfalto giapponese non perdona.
Hyundai arriva da una spinta emotiva forte dopo l’ultimo risultato, ma dentro il team il messaggio è chiaro: il Giappone resta una prova durissima e non basta “l’onda” per ribaltare i valori. L’i20 N Rally1, su tarmac, deve spesso inseguire il riferimento Toyota e l’obiettivo realistico diventa massimizzare il bottino: stare lontani dai guai, prendere punti pesanti, farsi trovare pronti se il meteo fa saltare il banco.
Toyota, invece, gioca in casa con Takamoto Katsuta e con una conoscenza del contesto che può essere oro, soprattutto nel leggere quando l’asfalto sta asciugando e quanto velocemente si “distruggono” eventuali gomme da bagnato su tratti che tornano dry nel giro di pochi minuti.
M-Sport, dal canto suo, punta sul progresso mostrato su asfalto: su queste strade l’ordine di scuderia è semplice—trovare il ritmo subito, perché una volta perso, recuperarlo su prove così tecniche è un’impresa.
Record negativo per il WRC: parterre ristretto con solo 36 equipaggi iscritti
Assieme al Rally del Messico 2010 l’edizione 2026 della gara nipponica si candida per un posto come uno dei rally meno frequentati di sempre: saranno infatti solo 36 gli equipaggi in gara, 42 se si conta un plotone di locali pronto a sfidarsi al di fuori delle classifiche Mondiali. Record negativo assoluto per il Rally Japan.
WRC2: Grayzin, Cachon e Lindholm hanno una grande occasione
La Lancia sbarca in Giappone con solamente una freccia da scoccare: rimane a casa, infatti, Rossel che ha già sparato 4 delle sue 7 cartucce a disposizione (3 vittorie ed uno 0). La casa dell’Elefantino schiera proprio il solo Nikolay Gryazin che su asfalto ha dimostrato di saper essere letale. Il russo che corre con licenza bulgara dovrà, però, vedersela con un parterre di piloti ristretto ma agguerritissimo. La prima minaccia si chiama, infatti, Alejandro Cachon, fin qui brillantissimo in tutte le sue uscite nel Mondiale.
Da tenere d’occhio anche Lindholm e Jurgenson, entrambi alle prese con un avvio di stagione sfortunatissimo con forature e problemi tecnici che hanno più volte stroncato le loro rincorse al vertice. Osservati speciali anche i due eroi locali, Yuki Yamamoto ed Hiroki Arai, già terzo di categoria WRC2 nel 2024.
WRC3: Assente Fontana in una categoria che registra solo 3 iscritti
La notizia più rumorosa in classe WRC3 è forse quella dell’assenza del dominatore assoluto delle ultime due stagioni, Matteo Fontana. La classe degli RC3 in gara, dunque, vedrà solamente 3 piloti al via con garanzia di podio sicura per tutti. A contendersi la gloria in questa mini-battaglia troviamo il greco Vasilakis, il francese Ghjuvanni Rossi ed il tedesco Nicolas Otto.
WRC FORUM8 RALLY JAPAN 2026 – ROUND 7/14 – (28-31 MAGGIO 2026)

Shakedown Kuragaike Park: primo termometro tra “roller-coaster” e cambi d’asfalto
Shakedown: Kuragaike Park – 2,53 km
Quasi identico al test dell’anno scorso, con una piccola deviazione verso il finale. È corto, ma molto indicativo perché:
- nei primi chilometri è tortuoso in mezzo al bosco, con continui cambi di pendenza (effetto “montagne russe”);
- alterna asfalto liscio e tratti più rotti, quindi fa capire subito quanto la macchina “assorbe” e quanto scivola;
- dopo un tratto strettissimo, la prova esce dal bosco e cambia faccia, con salita e strada più scorrevole.
Qui non vinci il rally, ma puoi già capire una cosa: chi ha confidenza immediata con la finestra gomme/set-up e chi, invece, deve inseguire.
Venerdì Rally Japan 2026: Asuke debutta, Isegami’s Tunnel si allunga, Inabu–Shitara conferma
Il venerdì è il primo vero “esame” di precisione, con tre prove da ripetere.
SS1/SS4 Asuke – 12,90 km (NUOVA)
Debutto assoluto. Parte su una strada larga e veloce, poi diventa più “nervosa” lungo il fiume, con asfalto che progressivamente si rovina. Dopo un tornante, entra una fase più consumata e sinuosa, quindi torna a respirare su tratti più ampi e rapidi prima di rientrare nel bosco.
Chiave: gestione del ritmo. È una prova che ti invita a spingere nei tratti larghi, ma ti punisce appena perdi la linea nei settori più usurati.
SS2/SS5 Isegami’s Tunnel – 24,29 km (ESTESA)
Una delle prove simbolo del Rally Japan, allungata di circa cinque chilometri con un finale su strada nuova. È “famosa” perché alterna:
- avvio veloce e largo,
- ingresso nel bosco con carreggiata che si stringe e diventa sporca,
- fase lenta e tecnica con tornanti,
- passaggio nel tunnel e uscita su asfalto rotto e stretto, con cambi continui di pendenza.
Chiave: qui non basta essere veloci, serve essere puliti. L’errore tipico è forzare nel punto sbagliato: su questi 24 km, perdere due volte il ritmo significa buttare l’intera speciale.
SS3/SS6 Inabu–Shitara – 17,08 km (CONFERMATA)
Prova “mista” nel senso vero: inizia più larga e veloce, poi entra nel bosco su strada più stretta e sconnessa, torna a scorrere e infine chiude su un tratto in discesa molto rotto e lento.
Chiave: gestione del bilanciamento. Se l’auto è troppo rigida nei tratti rotti, paghi in trazione; se è troppo morbida, perdi precisione nelle curve veloci.
Sabato Rally Japan 2026: giornata più lunga, niente service a metà e Fujioka SSS nuova
Il sabato è dichiaratamente la giornata più “pesante”, con tre prove ripetute e una super speciale nuova. E soprattutto un concetto strategico che cambia il rally: niente service di metà giornata, solo tyre fitting zone.
In un rally così tecnico, significa che la gestione dei rischi diventa centrale: se tocchi un cordolo, se rompi un braccetto, se danneggi una gomma, non hai il paracadute del service completo.
SS7/SS12 Obara – 16,44 km (CONFERMATA)
Parte su strada stretta e consumata, poi diventa più veloce, rientra nel bosco e si trasforma in un test pieno di cambi di ritmo. A metà prova arriva un tratto veloce su due corsie con chicane e grandi rettilinei, prima di tornare più tecnico.
Chiave: è una speciale “da pendolo”: chi sa passare dal lento al veloce senza perdere l’assetto, vola.
SS8/SS11 Ena – 21,25 km (quasi identica, leggermente accorciata all’inizio)
È una prova che alterna salita nel bosco, lunghissima discesa con tornanti e sezione ad alta velocità su strada larga prima di tornare stretta e usurata.
Chiave: gomme e temperature. Su 21 km, con caldo, la gomma può cambiare comportamento due volte nella stessa speciale.
SS9/SS10 Mt. Kasagi – 19,32 km (nuova partenza)
Nuovo start su strada larga e scorrevole, poi entra una sezione “mickey mouse” più artificiale con chicane e donut, quindi torna in bosco su tratti molto lenti e tecnici, con discese e tornanti.
Chiave: è la prova che stressa di più la concentrazione. Qui il copilota lavora tanto: sequenze lente, appoggi sporchi, cambi pendenza continui.
SSS13/SSS14 Fujioka – 3,19 km (NUOVA SSS)
Prova corta ma non banale: partenza vicino allo stadio, donut, poi tratto veloce nel bosco e finale dentro un parco con incroci e cambi di direzione.
Chiave: è “spettacolo”, ma i decimi sono reali. E con caldo, può diventare una trappola per le gomme.
Domenica Rally Japan 2026: Nukata, Lake Mikawako e Kuragaike Park in reverse
La domenica è costruita su tre prove ripetute, con un mix di strade larghe, tratti nel bosco e sezioni da “alta precisione”.
SS15/SS19 Nukata – 20,49 km (identica)
È una prova completa: inizio su due corsie, ingresso nel bosco, tratto veloce passando in villaggio, poi rientro su strada rotta e stretta con fasi molto lente, quindi finali più rapidi con chicane.
Chiave: adattamento. È la speciale che ti chiede di essere “pilota totale” per 20 km.
SS16/SS20 Lake Mikawako – 13,98 km (ex Power Stage, identica)
Parte tecnica e tortuosa, poi un tratto velocissimo, passaggio stretto su ponte, salita in bosco lenta e sinuosa, tornante e discesa veloce con una sezione tecnica verso gli 11 km, prima di un finale di nuovo rapido.
Chiave: è una Power Stage naturale: serve coraggio, ma soprattutto serve arrivarci con gomme e freni nella finestra giusta.
Kuragaike Park SSS (reverse)
Lo shakedown viene riutilizzato in senso inverso: corto, intenso, e ottimo per chiudere la giornata con un’ultima prova “da coltello tra i denti”.
Chiavi tecniche Rally Japan 2026: dove si decide davvero
- Gestione gomme con caldo: con 27–30°C, il rischio è far “scappare” la gomma fuori finestra e perdere trazione proprio nei tratti più lenti.
- Reattività al meteo: se arriva un acquazzone, la strada passa da “quasi asciutta” a “full wet” in un attimo. E poi può asciugare velocissimo.
- Precisione assoluta: Aichi e Gifu non concedono. Strade strette, muri, alberi, guardrail: qui l’errore non è un’escursione, è spesso fine gara.
- Tyre fitting zone al sabato: meno margine per riparare, più peso alla gestione. Un piccolo danno può diventare un disastro sul secondo giro.
Venerdì 29 Maggio — CET
SS1: ASUKE 1 — 12.90 km — 01:03 CET
SS2: ISEGAMI’S TUNNEL 1 — 24.29 km — 01:46 CET
SS3: INABU / SHITARA 1 — 17.08 km — 03:09 CET
SS4: ASUKE 2 — 12.90 km — 06:57 CET
SS5: ISEGAMI’S TUNNEL 2 — 24.29 km — 07:40 CET
SS6: INABU / SHITARA 2 — 17.08 km — 09:03 CET
Sabato 30 Maggio — CET
SS7: OBARA 1 — 16.44 km — 00:41 CET
SS8: ENA 1 — 21.16 km — 01:54 CET
SS9: MT. KASAGI 1 — 19.32 km — 03:35 CET
SS10: MT. KASAGI 2 — 19.32 km — 06:05 CET
SS11: ENA 2 — 21.16 km — 07:38 CET
SS12: OBARA 2 — 16.44 km — 08:56 CET
SS13: FUJIOKA SSS 1 — 3.19 km — 10:15 CET
SS14: FUJIOKA SSS 2 — 3.19 km — 10:38 CET
Domenica 31 Maggio — CET
SS15: NUKATA 1 — 20.49 km — 01:14 CET
SS16: LAKE MIKAWAKO 1 — 13.98 km — 02:05 CET
SS17: KURAGAIKE SSS 1 — 2.56 km — 03:13 CET
SS18: KURAGAIKE SSS 2 — 2.56 km — 03:32 CET
SS19: NUKATA 2 — 20.49 km — 05:30 CET
SS20: LAKE MIKAWAKO 2 — 13.98 km — Power Stage — 07:15 CET
Immagini: Red Bull
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