NASCAR | Choc nel mondo della NASCAR, è morto all’improvviso Kyle Busch

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 22 Maggio 2026 - 00:40
Tempo di lettura: 5 minuti
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NASCAR | Choc nel mondo della NASCAR, è morto all’improvviso Kyle Busch

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Lutto in NASCAR per la scomparsa ad appena 41 anni di Kyle Busch, il più vincente di tutti i tempi fra Cup, OAP e Truck Series

Il mondo della NASCAR è sotto choc: nella giornata di oggi, 21 maggio 2026, è mancato all’improvviso all’età di appena 41 anni compiuti da pochi giorni Kyle Busch. Il campione 2015 e 2019 della NASCAR Cup Series e 2009 della categoria cadetta, allora chiamata Nationwide Series, si è spento dopo una brevissima malattia in una situazione che pare essere precipitata nell’arco di pochissime ore.

Tutto si è sviluppato infatti nell’arco di nemmeno otto ore. Alle ore 16:23 italiane, sul profilo Twitter di Kyle Busch viene pubblicato quanto segue:

Comunicato riguardante Kyle Busch da parte della famiglia Busch: “Kyle ha sofferto di una grave patologia [severe illness, nda] che ne ha provocato il ricovero in ospedale. In questo momento è sotto cure e non parteciperà in nessuna delle attività programmate per questo weekend al Charlotte Motor Speedway. Chiediamo comprensione e privacy mentre la nostra famiglia affronta questa situazione.”

La freddezza del comunicato aveva destato in molti preoccupazione, anche se i brutti pensieri non sembravano circolare troppo nell’ambiente. Due settimane fa, al Watkins Glen, Busch era arrivato in pista non nel pieno delle forze a causa di una forte sinusite, al punto che via radio durante la corsa aveva preallertato l’intervento di un dottore appena sarebbe sceso dalla vettura. Situazione poi rientrata solo un flebo di ricostituente, nulla di straordinario in uno dei primi weekend caldi della stagione, al punto che domenica scorsa a Dover non si era nemmeno più parlato di questo.

Nel frattempo, quasi immediatamente, RCR aveva annunciato che domenica a Charlotte nella Cup Series avrebbe corso al suo posto Austin Hill mentre all’ora di cena Spire Motorsports dichiarava che sulla #7 in Truck Series ci sarebbe stato Corey Day.

Evidentemente, tuttavia, la situazione era molto seria, se non drammatica. Alle 23:40 l’annuncio da parte della NASCAR, quello che nessuno avrebbe mai voluto leggere, seguito da un comunicato ufficiale da parte di Richard Childress Racing e della famiglia Busch:

“Siamo rattristati nell’annunciare col cuore spezzato la scomparsa di Kyle Busch, due volte campione NASCAR Cup Series e uno dei piloti più grandi e agguerriti nel nostro sport. Aveva 41 anni. Porgiamo le nostre condoglianze alla famiglia Busch, al Richard Childress Racing e all’intera comunità del motorsport.”

“A nome della famiglia Busch, di chiunque al Richard Childress Racing e di tutto il mondo della NASCAR, siamo devastati nell’annunciare l’improvvisa e tragica scomparsa di Kyle Busch.

Tutta la famiglia NASCAR ha il cuore spezzato per la perdita di Kyle Busch. Un futuro Hall of Famer, Kyler era un talento raro, uno che arriva una volta sola in una generazione. Era agguerrito, era appassionato, era immensamente talentuoso e aveva profondamente a cuore lo sport ed i tifosi. Attraverso tutta la carriera durata due decenni, Kyle ha battuto il record di vittorie nelle serie nazionali, conquistato titoli al livello più alto della NASCAR e aiutato la formazione della successiva generazione di piloti in qualità di proprietario nella NASCAR Truck Series.

Il suo spirito acuto e competitivo ha permesso la creazione di un legame profondo ed emozionale con tifosi di ogni età, creanto l’orgogliosa e leale ‘Rowdy Nation’. I nostri pensieri sono con Samantha, Brexton e Lennix, i genitori di Kyle e Samantha, Kurt e tutta la famiglia di Kyle, Richard e Judy Childress, chiunque al Richard Childress Racing, i suoi compagni di squadra, amici e tifosi. La NASCAR ha perso oggi e troppo presto un gigante dello sport.

Nel corso di questo momento incredibilmente difficile, chiediamo a tutti il rispetto della privacy della famiglia e di tenerli nei vostri pensieri e preghiere. Ulteriori aggiornamenti saranno condivisi al momento opportuno.”

La notizia di oggi fa male, tanto, così come quella di Greg Biffle pochi mesi fa. Kyle Busch non doveva lasciare il palcoscenico in questo modo quando l’ultima recita non era stata ancora messa in scena. A 41 anni Busch aveva ancora tanto da dire malgrado le ultime prestazioni con il Richard Childress Racing. Il talento c’era ancora come lo dimostra la vittoria di appena sette giorni fa, proprio in questi minuti, nella Truck Series a Dover.

Quella era stata la vittoria numero 69 nella categoria (record) che, insieme alle 102 nella attuale OAP Series (altro record) e alle 63 in Cup Series, portano il totale in NASCAR a quota 234, un dato che probabilmente resterà per sempre lassù in cima. 234 vittorie in 1313 gare (altro record) rappresentano una costanza di rendimento ad altissimi livelli per oltre 20 anni che in pochi al mondo possono mantenere.

La lista delle vittorie ovviamente è infinita a partire dalla stagione 2001 quando appena 16enne aveva debuttato nella Truck Series sulla scia del fratello Kurt, tuttavia le leggi sulle sponsorizzazioni con marchi tabagisti gli fecero rinviare l’impegno a tempo pieno al 2004. Due titoli in Cup Series, il primo nel 2015 sfruttando al massimo il format dei playoff dato che a Daytona si ruppe una gamba e fu costretto a saltare parecchie gare, il secondo nel 2019 forse al picco della sua forma in materia di efficienza, più uno nella serie cadetta, dominata in quegli anni, nel 2009. Gli mancava solo il titolo nei Truck, dove avrebbe voluto correre almeno una corsa col figlio Brexton prima di appendere il casco al chiodo.

3+1 i team che hanno contraddistinto la sua carriera, seguiti da due divorzi burrascosi. Il primo, incredibile a vero a leggerlo oggi, Hendrick Motorsports dal 2003 al 2007 quando venne scaricato per fare spazio a Dale Earnhardt Jr. Poi, gli anni della maturità con Joe Gibbs Racing con la storica Toyota #18 sponsorizzata M&M’s. Ed è stato proprio all’addio dello storico marchio, unito all’impossibilità da parte di Joe Gibbs di trovare un nuovo sponsor di livello per il suo pilota di punta, che si è creata la frattura con la squadra fino al passaggio storico al Richard Childress Racing dove sono arrivate le ultime tre vittorie in Cup Series nel 2023. Il quarto è stato il Kyle Busch Motorsports che per un decennio ha permesso a lui di dominare nei Truck e ad una selva di giovani piloti di debuttare in NASCAR in previsione di un futuro roseo sotto la sua ala prima di “passarli” a Toyota.

Una Southern 500 (2008), una Coca-Cola 600 (2019), due Brickyard 400 (2015-2016), una All-Star Race (2017), in Cup Series in sintesi gli mancava da vincere la Daytona 500, tanto sospirata ma mai arrivata per uno che ha vinto almeno una gara su ogni pista su cui si è corso nei primi due decenni di questo secolo (prima dell’arrivo di nuove piste in calendario come Chicago Street). Primo e unico pilota a vincere tutte e tre le gare di un weekend e lo ha fatto nel weekend più prestigioso, quello delle Night Race di Bristol. E, in quanto Kyle Busch, lo aveva fatto due volte. Mille altri gli eventi che hanno contraddistinto nel bene e nel meno bene (d’altronde, era soprannominato Rowdy come il Rowdy Burns di Giorni di Tuono) la carriera di Busch.

Ciao Kyle, per un’ultima volta oggi siamo tutti noi appassionati NASCAR a doverci inchinare davanti a te.

La redazione di P300.it si unisce al cordoglio di tutto il mondo della NASCAR nel porgere le più sentite condoglianze alla famiglia Busch.

Immagine: Media NASCAR

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