WRC | Rally Estonia 2026, si cambia format: un “evento da 50 ore” tra promozione, costi ridotti ed esperienza massima

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 18 Maggio 2026 - 14:00
Tempo di lettura: 2 minuti
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WRC | Rally Estonia 2026, si cambia format: un “evento da 50 ore” tra promozione, costi ridotti ed esperienza massima

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Formato più compatto per il Rally Estonia 2026: shakedown al venerdì, giovedì dedicato ai fan e gara chiusa in circa 50 ore tra Tartu e le speciali su sterrato

Il Rally Estonia 2026 si prepara a una piccola rivoluzione organizzativa: l’appuntamento con base Tartu verrà completato in poco più di 48 ore, con una finestra complessiva che sfiora le 50 ore tra start e arrivo. In pratica, la gara partirà venerdì 17 luglio alle 13:00 e si chiuderà domenica 19 luglio intorno alle 14:00, mantenendo l’orario “classico” della domenica ma comprimendo l’avvio del weekend.

Shakedown al venerdì, giovedì trasformato in “giornata fan”

Il nuovo schema sposta lo shakedown al venerdì mattina, liberando giovedì pomeriggio e sera per attività dedicate al pubblico: sessioni autografi, partenza cerimoniale nella Tartu Town Hall Square e una nuova dimostrazione Rally1 pensata come evento show.

Perché questo cambio: meno costi, stesso impatto

La logica dichiarata è quella di rispondere alle esigenze dei partner e soprattutto di aiutare i team a contenere i costi di manodopera, senza ridurre l’effetto complessivo sul territorio: l’idea è che lo “spettacolo” del giovedì diventi più mirato e promozionale, mentre la parte agonistica viene resa più compatta.

Ricognizioni più flessibili: arrivo anticipato o “last minute”

Un altro punto chiave è la flessibilità per gli equipaggi: chi vuole potrà continuare a fare ricognizioni anche martedì e mercoledì, ma sarà possibile anche arrivare più tardi e concentrare il lavoro tra mercoledì e parte di giovedì, scegliendo la soluzione più sostenibile per il proprio programma. Sul fronte del percorso, l’indicazione è che la traccia resterà molto simile a quella degli ultimi anni.

Il “salto da 100 metri” resta un’idea viva

Sul tavolo resta anche un progetto ad alto impatto mediatico: la volontà di creare un salto potenzialmente “iconico” (si parla di un obiettivo vicino ai 100 metri), studiato con calcoli e supporto scientifico per evitare soluzioni estreme e garantire un atterraggio gestibile. Per realizzare modifiche strutturali alle prove, però, gli organizzatori collegano il tema anche alla necessità di avere un accordo pluriennale prima di intervenire in modo importante sul percorso.

Adrien Fourmaux

Immagini: Red Bull

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