Dopo 4 gare l’entusiasmo inizia già a calare. Leclerc si autoflagella, Hamilton inizia a scaricare colpe
Sono bastate quattro gare per vedere scendere l’entusiasmo in casa Ferrari. Niente di nuovo sotto il fronte, per carità, ma l’occasione del nuovo regolamento si è detto per mesi che sarebbe stata d’oro per farsi trovare pronti e competitivi fin da subito. La realtà, come al solito, è diversa.
Che il vociare attorno a Maranello sia sempre alto lo sappiamo e, per tutto il mese di pausa, non si è fatto altro che parlare dell’ala ribaltata, la Macarena (a me viene un po’ da ridere a sentire questo nome, non so a voi) e dei ventisettemila aggiornamenti con cui la Rossa si sarebbe presentata a Miami. Come al solito sembrava, insomma, che la Ferrari fosse pronta ad azzannare la Mercedes e invece è stata fagocitata dalla McLaren: con Red Bull che, senza la partenza a trottola di Verstappen, forse sarebbe stata anch’essa in zona. Oltre alla SF-26, carente di CV rispetto alla concorrenza, ci si mettono anche i piloti con i loro mood che ormai conosciamo bene.
Leclerc si autoflagella come sempre, quando dovrebbe essere l’ultimo a farlo. L’errore di fine gara è suo, è vero, ma nel contesto di un altro weekend nel quale ha fatto vedere le solite belle cose. Semmai, la sensazione è che a Charles manchi quel pizzico di cattiveria per farsi sentire davvero quando serve. Oltre alle lamentele via radio sulle strategie, la speranza è che la voce arrivi anche quando scende dalla macchina. Rispettare la Ferrari è una cosa, ma se si vuole vincere bisogna mettere in chiaro alcune cose e fare la voce grossa, soprattutto all’ottavo anno.
Hamilton ricomincia (ma ha mai smesso?) con le dichiarazioni contrastanti. Dopo Suzuka diceva di aver capito perché era lento, dopo Miami tira in ballo il simulatore che non darebbe (almeno per lui) correlazione con la pista. Dice che dal Canada farà come dice lui: probabilmente andrà meglio, perché Montréal è uno dei suoi giardini di casa, ma l’elenco delle scuse usate da inizio 2025 inizia a calare come disponibilità. L’ambientamento ce lo siamo giocato, la SF-25 indigesta anche, il simulatore pure e anche le cose che “succedono dietro le quinte”. La realtà è una e soltanto una: se resterà ancora dietro a Charles, ad un certo punto ci saranno da fare due conti.
Immagine di copertina: Media Ferrari
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