Zilisch ha la gara in pugno in rimonta su Love, ma un errore rischia di costargli caro. Invece Jesse cede sotto la pressione all’ultima curva del Glen
“Corsi e ricorsi storici.” Così teorizzava, in estrema sintesi, Giambattista Vico. La storia non è lineare, bensì circolare. Dunque, siamo al Watkins Glen nel 2026, ma basta un’istante e si torna indietro al 2023 e per ben due motivi diversi.
Gara della ARCA Series, c’è il debutto di un giovane di 17 anni di cui si parla parecchio. Il suo nome è Connor Zilisch e regala spettacolo fin da subito. Vincerebbe a mani basse se non fosse per un problema meccanico ad una sospensione che lo rallenta nel finale di corsa in cui viene ripreso da quello che è il suo migliore amico, nonché futuro vincitore del titolo, Jesse Love. La questione si risolve all’ultima curva, Love con un bump “di benvenuto nel mondo delle stock car” si libera di Zilisch e va a vincere.
Il giorno dopo, c’è la gara della (allora) NASCAR Xfinity Series. Nel concitato finale di corsa, in testa c’è la vettura #2 del RCR, guidata allora da Sheldon Creed, inseguita da uno scatenato Sam Mayer al volante della #1 del JRM. Creed, allora ancora a caccia della prima vittoria, sbaglia clamorosamente e da solo l’ultima curva aprendo la porta a Mayer che si involerà negli ultimi due giri.
Zilisch vs Love, la #2 e la #1 all’ultima curva con l’errore banale del leader. I due finali del 2023 si sono fusi incredibilmente nel 2026, regalando un altro momento storico per la categoria cadetta della NASCAR.
La gara
Il girone di ritorno della regular season della NASCAR OAP Series inizia al Watkins Glen col secondo dei tre atti del weekend della sfida fra Connor Zilisch e Shane van Gisbergen, sfida in cui cerca di inserirsi anche oggi Brent Crews.
Anche il sabato inizia con un cielo grigio, ma la pioggia smette di cadere prima dell’accensione dei motori. Le prove libere iniziano con circa 15′ di ritardo dopo aver tolto l’acqua in eccesso e reso più visibile, dopo i problemi del venerdì, la restart zone. Intanto si inizia, poi la NASCAR valuta il da farsi.
A circa metà sessione, con la pista ancora umida, la decisione della direzione gara: qualifiche cancellate per evitare problemi o squilibri e – la notizia inusuale – sessione di libere prolungata fino a durare praticamente 90′. Man mano che la pista si asciuga escono sempre più piloti e alla fine i tempi sono quasi ideali e le vetture sono tornate sulle slick. Alla fine della sessione il miglior tempo è per Crews (1’12.193″) davanti a Zilisch, van Gisbergen, Mayer, Love, Retzlaff, Gray, Green, Day e Sawalich. Unico problema, e bello grosso, è per Creed che a 10′ dalla fine esce troppo largo sul cordolo di curva1, perde il controllo e termina col retrotreno contro il guard rail all’inizio delle Esses.
Intanto la griglia di partenza (38 iscritti, dunque nessun DNQ e questo ha facilitato la decisione della NASCAR) è già nota e l’algoritmo mette in pole Caruth davanti ad Allgaier, Creed, Crews, Mayer, Retzlaff, Jones, Love, Hill e Smith con van Gisbergen 12° e Zilisch 17°. Dopo aver retrocesso in fondo alla griglia Creed (riparazioni), Thompson (trasmissione) e Wilson (modifiche in parco chiuso), può avere inizio una gara da 82 giri (20+20+42) con quattro set di gomme a disposizione e pieno da circa 34-38 giri.
Al via Allgaier scatta meglio, però Caruth arriva leggermente lungo in curva1, porta largo Justin e Mayer ne approfitta per andare al comando davanti ad Allgaier, Crews, Caruth e Jones. Brent è già scatenato e alla penultima curva attacca la #7 completando il sorpasso poi all’inizio del secondo giro. Ottimo inizio per van Gisbergen e Zilisch, rispettivamente nono e decimo.
La coppia oggi di JRM continua ad avanzare e il primo a “cadere” al secondo giro è Retzlaff. Love invece attacca e supera Jones infilandosi all’interno dell’ultima curva, poi chiudendo la manovra all’inizio delle Esses. Hill prova ad approfittarne e pure SVG si inserisce nella lotta, tuttavia l’unico a beneficiarne davvero è Zilisch che nel terzo giro addirittura passa in sequenza van Gisbergen, Hill e Jones. All’inizio del quarto giro Mayer arriva lungo in curva1 sulla pressione di Crews che ringrazia ed è già al comando.
Il neozelandese recupera al giro successivo quando nel giro di poche curve scavalca Hill alla Bus Stop e poi anche Retzlaff; sempre alla Bus Stop il primo ko di giornata: Jeb Burton si ferma con la anteriore sinistra a terra, poi riuscirà a tornare ai box e riprendere la corsa staccato di due giri. Si è rotto il tandem in salsa Trackhouse-JRM, si forma quello dei due migliori amici, infatti Love e Zilisch al quinto giro superano Caruth in curva1, poi verso la Bus Stop Jesse capisce la situazione e lascia passare Connor che sale così al quarto posto seppur a 5.4″ da Crews che si sta involando. Sul traguardo invece Shane supera Jones. Ko anche Staropoli che si ritira col motore in fumo.
Mentre Caruth prova un inutile blocco su van Gisbergen verso curva1, alla penultima curva il debuttante Matt Wilson sulla #35 pizzica l’erba in frenata, perde il controllo, sbatte contro il rail interno, riparte e si ritira nei box. Dopo questa fase iniziale di assestamento intenso, in cui da notare c’è solo il sorpasso di Sawalich su Smith poco fuori dalla top10 ed il doppiaggio di White (in appena otto tornate), si entra nella canonica fase di attesa verso la parte più strategica.
Poco di prima di metà stage Zilisch riprende e scavalca anche Allgaier mentre Caruth rappresenta l’avversario per il trenino di Jones, Retzlaff ed Hill. Rajah arriva al limite in curva1 e mantiene la posizione all’ingresso delle Esses e fino alla Bus Stop dove Jones lo attacca all’esterno, Retzlaff prova ad infilare il muso all’interno, tuttavia Brandon accelera meglio e infila la #88 alla penultima curva. In contemporanea SVG supera Love alle Esses. Ai -9 sosta anche per Clements (gomma posteriore sinistra rovinata) e poi ai -8 per Thompson (ancora guai meccanici) ed Ellis (penalità per stop&go scontato non correttamente).
Il rallentamento imposto da Caruth ha permesso a Sawalich di riprendere il gruppetto davanti a lui mentre Smith perde anche la posizione da Gray. William quasi di slancio passa sul dritto un Retzlaff che non è mai stato un drago (anzi) sugli stradali e che sembra abbia finora più che altro cannato ogni timing negli attacchi finendo solo per perdere posizioni gratuite. Tuttavia Parker qualche giro più tardi si riprenderà la posizione quando Sawalich in uscita dalla prima curva romperà il motore, forse per una cambiata sbagliata o un fuorigiri. Ai -8 Zilisch riprende e scavalca anche Mayer alla Bus Stop.
Le strategie tardano ad animarsi, quindi l’ultima istantanea è quella dei -4 quando Crews guida senza forzare troppo con 4.9″ su Zilisch, 7.6″ su Mayer, 11.1″ su van Gisbergen, 11.4″ su Allgaier (anche questo sorpasso avvenuto senza resistenze, con SVG che ringrazia dal finestrino), 15.2″ su Love, 21.2″ su Jones, 24.1″ su Caruth, 24.3″ su Hill, 24.9″ su Gray, poi Retzlaff, Smith, R.Sieg, Chastain (in rimonta sulla #32 dal 29° posto in griglia), Alfredo, Day, Poole, H.Burton, Green e Kvapil (da 34° a 20° sulla #91) con Creed 22°.
Mentre dopo tanti tentativi Hill supera Caruth alle Esses, Zilisch e van Gisbergen pittano ai -3 con Gray, Smith, Poole e Kvapil. Ai -2 la sorpresa: Crews non si ferma. La decisione ci può stare, Brent ha bisogno di punti per la classifica generale e in più ai box non si sono fermati in tanti, anzi.
Brent Crews vince dunque il traguardo intermedio (più giovane di sempre nella categoria cadetta della NASCAR) davantia Mayer (+9.1″), Allgaier (+12.9″), Love (+18.4″), Jones (+23.3″), Hill (+27.0″), Caruth (+30.93″), Retzlaff (+30.96″), Chastain (+34.1″) e R.Sieg (+36.3″); lucky dog per Reed dal 28° posto mentre Poole e Kvapil – bloccati dalla non-sosta del leader – sono costretti alla wave around e questo aiuta ulteriormente Crews dato che avrà due auto in meno da superare.
Si riparte dopo il giro di soste dunque con Zilisch al comando su SVG, Gray, Smith, Crews, Love, Jones, Mayer, Hill e Allgaier, poi Day, R.Sieg, Creed, Retzlaff, Geen. H.Burton, Chastain, Caruth, Alfredo e K.Sieg, 32 auto a pieni giri dopo le wave around con Ellis e J.Burton a -1 e White a -2.
Ripartenza ai -16 e Shane ci prova su Connor, la #9 ci prova in curva2 ma si deve riaccodare. Dietro di loro molta più confusione e davvero non si capisce come nell’arco di pochi metri le due Toyota in seconda fila vengano superate da Smith ed un Love uscito subito dalla corsia di destra. La buona notizia per i due leader, dunque, è che Crews anziché recuperare ha perso addirittura una posizione.
Jesse tenta l’attacco su Smith alla prima curva e completa il sorpasso nelle Esses proprio mentre esce una nuova caution: Bilicki tocca Scott alla prima curva e lo manda in testacoda, tutti riescono a vedere la #45 ferma di traverso, il problema per Clements è che quando si accorge è proprio nel momento di maggiore sterzata alla corda e così Jeremy perde il controllo e si incastra nel muro di gomme posto all’uscita dei box. La #51 perderà un giro per essere liberata. Lucky dog per Jeb Burton che torna a pieni giri.
Nuova bandiera verde ai -12 e stavolta van Gisbergen riesce a superare Zilisch in curva1 con i due che riescono lo stesso ad allungare davanti a Smith, Love e Crews. Per la top10 battaglia alla Bus Stop fra Day e Jones con Corey che passa in uscita e Brandon che rimbalza più indietro. Il piano di SVG dura appena un giro, Zilisch infatti ne ha di più e verso curva1 passa senza ostacoli e torna al comando. Pochi secondi più tardi nelle Esses Crews attacca Love, la manovra sta per fallire quando verso la Bus Stop a sospingere la #19 ci pensa Allgaier.
Mentre Mayer e Hill superano Gray che perde il terreno guadagnato strategicamente, in un amen Crews si incolla al paraurti di Smith, Brent si infila al Carousel e poi passa agilmente in accelerazione. Ed ora si fa sul serio, perché ai -9 i tre big sono nelle prime tre posizioni separati da 2″. Anche qui però l’idillio dura poco, perché dopo poco più di un giro arriva una nuova caution, anche qui particolare. Proprio mentre i commissari espongono la bandiera gialla per detriti sul rettilineo della Bus Stop, Scott attacca troppo precipitosamente Rodgers all’ultima curva e finisce col retrotreno nel muro perdendo poi lui stesso il paraurti sul traguardo. Lucky dog per Ellis.
Manca relativamente poco alla fine della stage, dunque i dubbi strategici ci sono, però alla fine i leader tirano dritto. Si fermano solo Caruth, H.Burton, Kvapil, Perkins, Reen, K.Sieg e Clements. Penalità per Kvapil per aver toccato un meccanico di Sieg che non subisce per fortuna danni fisici malgrado nell’impatto abbia anche fatto cadere lo pneumatico che aveva in mano.
Sprint di quattro giri con Zilisch al comando su van Gisbergen, Crews, Smith, Love, Allgaier, Mayer, Hill, Gray e Day con Creed ad un passo dalla top10. Il neozelandese scatta meglio, poi però Zilisch in frenata, malgrado un leggero bloccaggio, rimane primo. Ne approfitta Crews che si infila dietro alla #1 e la punta da subito. Rischio per Mayer nelle Esses, dopo essere stato toccato da Smith, che lo fa finire 3-wide con Hill e Gray, ma riesce a mantenere la posizione.
Gli ultimi tre giri non permettono errori e di errori non ce ne sono per i due fenomeni, al punto che Crews non riesce a piazzare un vero e proprio attacco al leader. Zilisch vince dunque la seconda stage davanti a Crews, van Gisbergen (a 3″), Allgaier, Love, Gray, Hill, Mayer, Smith e Jones, a seguire Creed, Retzladd, Chastain, Day (che subisce un hip check da Parker al Carousel), R.Sieg, Alfredo, Green, Labbé, Thompson e Poole. Lucky dog per White per tornare da -2 a -1.
Al break però non c’è la sosta generale, infatti si apre il libro delle strategie: Crews tira dritto con Love, Hill, Jones, Retzlaff e Day che vengono seguiti da chi si era fermato ai box in precedenza. E ai box succede un nuovo papocchio: siamo al Watkins Glen e c’è come una calamita fra Zilisch e van Gisbergen. L’anno scorso l’incidente all’ultima curva, quest’anno un contatto in pit lane con Connor che esce dal suo stallo e non si porta subito lungo il muretto, SVG fa lo stesso (da notare che a causa di un’infrazione lo scorso weekend la #9 ha perso la scelta dello stallo per questa gara) e ripartendo tocca la #1 danneggiando il muso sul lato sinistro al punto che è costretto ad una sosta supplementare per togliere un pezzo ed evitare un tire rub. Penalità anche per Green.
Si riparte con 12 che hanno tirato dritto e sono Crews, Love, Hill, Jones, Retzlaff, Day, Caruth, H.Burton, Kvapil, Perkins, K.Sieg e Pardus, poi Zilisch seguito da Gray, Smith, Mayer, Allgaier, Creed, Alfredo e Chastain con SVG addirittura 33°.
Bandiera verde ai -38 e Crews scatta benissimo lasciando Love ed Hill a lottare. Zilisch si infila in un 3-wide all’ingresso delle Esses e guadagna posizioni preziose. Alla fine è Hill a diventare il primo inseguitore del leader, poi a completare la top5 ci sono Day e Jones.
Il pallino della corsa è ora nelle mani di Crews, visto che i principali rivali sono nel traffico ed avrebbe bisogno di un long run per mettere a frutto la strategia. Invece arriva dopo un paio di giri un’altra caution. Nella battaglia alla Bus Stop Allgaier tocca Creed che esce di pista e nell’ultima piega della doppia chicane finisce sull’erba ancora bagnata, lo splitter si pianta e la #00 prende letteralmente il volo. Caution per detriti, Justin si scusa per la manovra, incredibilmente Sheldon riuscirà a proseguire la corsa a pieni giri (seppur non al meglio) e chiuderla staccato a -1 in 29esima posizione. Lucky dog per White che dovrebbe tornare a pieni giri, ma il team commette un’irregolarità rifornendo la vettura e così Derek torna a -1.
Mancano 35 giri al traguardo, si è giusto al limite per andare fino in fondo con la benzina e quindi più di qualcuno va ai box a rischiare il tutto e per tutto. Pittano Hill, Love, Retzlaff, Gray, Perkins, Chastain, J.Burton, Rodgers, Scott, Green, Ellis e Reen.
Si creano dunque tre strategie. Davanti chi ha saltato anche la sosta di fine stage e sono Crews (al quale dicono che si è fermato è ben quattro giri a corto), Day, Jones, Caruth e H.Burton, a seguire (un po’ mescolati dopo i sorpassi) chi invece lo ha fatto al break con Zilisch, Kvapil, Mayer, Smith, Allgaier, Pardus, Alfredo, R.Sieg, Labbé, K.Sieg, van Gisbergen, Thompson, Poole, Bilicki e Guenette, in coda dal 21° posto in poi chi si è fermato e sono Gray, Chastain, Perkins, Love, J.Burton, Hill (sosta lenta), Green, Ellis, Retzlaff e gli altri in coda.
Bandiera verde ai -32 e Crews scatta ancora alla grande andando in fuga approfittando anche del lungo di Day che favorisce il sorpasso di Jones e la formazione di un 4-wide da cui emerge a sorpresa H.Burton. Zilisch si trova davanti proprio Day alla Bus Stop, ma lo aggira in uscita approfittando del rodeo di Corey in uscita. Connor dunque ora è quarto dietro a tre Toyota. Mayer rimbalza dopo aver tentato di passare Caruth al Carousel. Il migliore fra quelli che hanno pittato è Chastain, ma Love è subito con lui e presto lo supererà.
Stavolta non ci sono caution a frenare Brent che può allungare mentre i rivali devono perdere tempo nei sorpassi. Van Gisbergen avanza malgrado il danno al muso, ai -29 Zilisch supera H.Burton e riprende immediatamente Jones che deve cedere al passaggio successivo al Carousel. Per Connor un solo problema ora: è sì secondo, ma Crews ha già 4.5″ di margine mentre SVG è salito al settimo posto a 8.0″. Love è già 13° a 12.6″.
Questo è anche il passaggio in cui Day va ai box e dunque si apre l’ultimo giro di soste molto diluito. Ai -26 Crews decide immediatamente di pittare con Burton, Zilisch copre al giro successivo con Jones. La sosta di Brent è tutt’altro che eccezionale di suo, c’è pure un principio di incendio dagli scarichi sul lato destro, poi la #19 stalla leggermente in ripartenza, la somma fa 24″ di pit stop e la notizia shock è che in uscita Zilisch è davanti a Brent di addirittura 1.6″, dunque la #19 ha perso dalla #1 circa 6″ netti.
Mentre Kvapil che va ai box, van Gisbergen ha preso il comando e tira dritto incurante dei pit di Allgaier e Smith (-23). Intanto si guarda ora a Zilisch che è uscito dai box a circa 22″ da Love, leader virtuale della gara che, dopo il sorpasso su Mayer, entra in fuel saving e perde almeno 1″ al giro da Connor che nella prima fase non deve affrontare troppo traffico. Sam intanto non è in giornata e viene attaccato anche da Chastain in curva1, tuttavia Ross finisce largo e pizzica pesantemente una delle pile di gomme nella via di fuga. La #32 prosegue incurante col muso sbeccato.
Ai -20 è la volta della sosta di SVG e anche il suo pit stop è molto lento, al punto che uscirà dai box addirittura 18″ dietro a Zilisch. Ai -19 pit per Mayer con R.Sieg e Alfredo (speeding), ai -18 per Caruth (che esce proprio dietro a Shane) mentre a parità di strategia Hill ha superato Gray.
Ai -17 la situazione appare più chiara: Love infatti è passato in prima posizione con 2.4″ su Hill, 4.5″ su Gray, 7.0″ su Chastain, 7.5″ su Labbé, 11.8″ su Bilicki, 12.1″ su Retzlaff, 12.5″ su Perkins, 13.4″ su Green e 14.4″ su Zilisch rientrato in top10. Crews è 12° dietro a J.Burton e a 3.1″ da Connor mentre virtualmente terzo è Jones, 15° e a 8.6″ dalla #1, SVG 23° a 19″ dal compagno di squadra e 33″ da Love. Crews ha perso qualcosina nel traffico da Connor, sembra un fatto normale eppure sotto c’è un motivo: vibrazioni alla trasmissione che stanno rendendo la #19 sempre più inguidabile e Brent perderà tanto terreno. Dunque, la battaglia per la vittoria si riduce sulla carta ad un Love e la benzina contro Zilisch.
Zilisch è scatenato e non sbaglia un colpo, ad aiutarlo ci pensano anche gli ultimi pit di Labbé e Bilicki davanti a lui ma la progressione che segue rende l’idea della rimonta con gomme fresche vs il fuel saving della #2. Ai -16 è settimo (passato Green) a 14.0″, ai -15 quinto (superati Perkins e Retzlaff) a 12.8″, ai -14 a 11.3″, ai -13 a 10.4″, ai -12 quarto (scavalcato Chastain) a 9.4″, ai -11 terzo (Gray nemmeno ci prova a fermarlo, né ad aiutare il compagno di squadra Crews ormai staccato) a 8.0″, ai -10 a 6.5″, momento in cui la crisi di Crews entra nel vivo al punto che Jones può andare a riprenderlo.
Connor prosegue, ai -9 è a 5.3″, ai -8 a 4.3″ e ormai Hill è in vista. La fortuna aiuta la #9: Austin non viene ripreso che al Carousel e può piazzare l’attacco solo verso il traguardo. Forse Zilisch potrebbe aspettare leggermente, invece ci prova all’esterno dell’ultima curva e ovviamente Austin è malizioso di suo ancor prima che nella veste di ultimo (anzi, unico) baluardo in aiuto del compagno di squadra, allarga la traiettoria e stringe leggermente Zilisch al muro. Ma Connor ne ha di più e ai -7 è secondo a 3.7″ da Love.
A questo punto a Love viene detto che può andare al 100% senza risparmiare benzina, tuttavia Zilisch è scatenato e riprendere ritmo non è semplice. 1.5″ perso in un solo giro e ai -6 il gap è di 2.2″. Poi però il colpo di scena: Connor esagera non avendone bisogno e alla Bus Stop il rodeo rischia di finire come quello di Creed. Zilisch pizzica l’erba in uscita ed il muso si pianta solo col lato destro. Il muso viene danneggiato al punto che c’è anche un tire rub. Il danno sembra notevole, anche solo a livello di bilanciamento. Il contraccolpo porta il gap ai -5 a 2.49″.
Una vettura a corto di benzina contro una con l’anteriore ammaccato, Hill è a soli 4.3″ dal compagno di squadra e potrebbe anche tornare in ballo, ma Connor riprende il filo quel tanto che basta, ai -4 il divario è di 2.39″. Tornato in controllo della vettura, Zilisch riprende a scatenarsi, anche se sembra tardi, torna a recuperare (non come in precedenza) e ai -3 è a 1.67″. Al passaggio successivo la lancetta torna dalla parte della #2, il pilota JRM guadagna poco e ai -2 è a ben 1.38″; in questo passaggio Jones supera Crews.
Il penultimo giro è un altro rodeo di Zilisch che si presenta alla bandiera bianca a soli 663 millesimi dal migliore amico. Connor recupera tanto nella frenata verso curva1 e alla Bus Stop, inevitabilmente perde però nelle curve di percorrenza come Esses e Carousel. Rimane solo la penultima curva alla #1, ma anche qui c’è solo una riduzione del gap senza un vero e proprio attacco.
Tutto pronto dunque per il successo di Love? Invece no, la pressione di questi ultimi giri si presenta tutta all’ultima piccola ma insidiosa frenata, approcciata a centro pista e non sulla traiettoria ideale. Jesse non sembra nemmeno lungo, pare solo sbagliare l’approccio e quando deve sterzare è ormai largo e a ruote bloccate. Zilisch deve solo infilarsi e vincere in volata per il terzo anno consecutivo al Watkins Glen con un margine di 0.262″.
Mentre Zilisch sbollisce l’adrenalina in svariati burnout, al punto che dovrà essere trainato in victory lane dai commissari (meglio così rispetto all’anno scorso e alla famosa caduta, al punto che c’è pure la scenetta in cui Justin Marks porta un materassino per evitare cadute inopportune), si consuma il piccolo dramma personale di Jesse Love, quasi in lacrime e consolato dalla mamma dello stesso Zilisch. “Ho sbagliato solo una curva” dirà Jesse in un piccolo ma comprensibile corto circuito mentale, però contro uno come Connor anche solo una curva può essere fatale.
Dietro a Zilisch e Love chiudono ampiamente staccati Gray (+13.6″), Chastain (+15.1″), Jones (+16.6″), Crews (+20.0″, con Brent che si consola con l’ingresso in top12 malgrado le quattro gare saltate), Retzlaff (+20.1″), van Gisbergen (+21.2″), Green (+21.8″) e Allgaier (+21.9″, con duello ravvicinato con Austin). A seguire Hill (rimasto a secco all’ultimo giro così come J.Burton, Perkins e Scott), Caruth, Mayer, Kvapil, Day, Smith, H.Burton, Labbé e Rodgers.
I risultati odierni
La classifica della “Mission 200 at The Glen”
La classifica generale
I prossimi appuntamenti
Stasera alle ore 21:00, in diretta su P300.it, ci sarà al Watkins Glen la gara della NASCAR Cup Series; a partire dalla pole position sarà Shane van Gisbergen. La NASCAR O’Reilly Auto Parts Series tornerà sabato prossimo a Dover.
Immagine: Media NASCAR
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