Evans firma due scratch consecutivi, poi la pioggia sulla lunghissima prova finale rimescola di nuovo le carte. Alla fine resta Ogier leader con 5”3 su Solberg
Il sabato mattina del Rally Islas Canarias 2026 ha confermato una volta di più il copione dominante di questo weekend: la gara continua a essere un affare interno a Toyota. Sulle strade di Gran Canaria il loop si è sviluppato in condizioni meteo molto variabili, partendo con un clima relativamente favorevole e un tiepido sole, per poi chiudersi con pioggia intensa nell’ultima speciale, soprattutto nel tratto finale della prova più lunga di tutto l’evento, quasi 29 chilometri. Un contesto che ha inevitabilmente inciso sull’andamento del giro, modificando gli equilibri interni al blocco giapponese ma senza cambiare il dato di fondo: davanti ci sono sempre e solo le GR Yaris Rally1.
Per due terzi della mattinata il grande protagonista è stato Elfyn Evans. Il gallese ha aperto il sabato con due scratch consecutivi, costruendo una fase di gara molto aggressiva e riportandosi con forza nel vivo della lotta per il vertice. Il suo ritmo nelle prime due speciali è stato il migliore del lotto, con due strappi importanti che sembravano poter cambiare in modo netto il volto della classifica generale. Evans aveva dato la sensazione di poter davvero ribaltare l’inerzia della gara, sfruttando al meglio condizioni inizialmente più stabili e un feeling evidente con il fondo.
Poi, però, l’ultima prova del loop ha cambiato nuovamente lo scenario. La speciale conclusiva della mattinata, la più lunga del rally, è stata condizionata da pioggia intensa, soprattutto nell’ultimo tratto, e proprio lì Evans ha perso gran parte di quanto era riuscito a costruire in precedenza. Il gallese ha lasciato sul terreno 8 secondi rispetto al miglior riferimento di prova firmato da Oliver Solberg e 7”9 nei confronti di Sébastien Ogier, finendo di fatto per annullare quasi tutto il guadagno accumulato nelle due speciali precedenti. Una frenata pesante, che lo ha ricondotto molto vicino al punto da cui era partito a inizio giornata.
A uscire meglio da questa fase è stato dunque ancora Ogier, che chiude la mattinata al comando della classifica generale con 5”3 di vantaggio su Solberg, bravo a sfruttare al meglio la prova più complicata del loop e a inserirsi con forza nella lotta per la leadership. Alle loro spalle il gruppo Toyota resta comunque cortissimo e densissimo, a conferma di una battaglia tutta interna alla squadra giapponese. È questo il dato più netto del sabato mattina: non solo Toyota continua a occupare le prime posizioni, ma riesce anche a trasformare ogni variazione di fondo e meteo in una questione privata tra i propri piloti.
La classifica del fine mattinata, infatti, continua a proporre un 1-2-3-4-5 tutto Toyota, scenario che descrive perfettamente la superiorità mostrata fin qui dal costruttore giapponese sulle strade canarie. Cambiano gli ordini, si scambiano le posizioni, si alternano gli scratch, ma la sostanza non muta: la corsa per il successo assoluto resta confinata all’interno dello stesso box. In un rally che richiede fiducia totale sull’asfalto, pulizia di guida e capacità di adattarsi immediatamente alle variazioni di aderenza, la GR Yaris Rally1 si sta dimostrando nettamente il pacchetto di riferimento.
Dietro, invece, il vuoto. Hyundai e M-Sport continuano a non avere praticamente voce in capitolo. La squadra coreana naviga nelle retrovie della classifica Rally1 con Dani Sordo, Adrien Fourmaux e Thierry Neuville racchiusi tra sesta, settima e ottava posizione, ma già lontanissimi dalla vetta. Un distacco che, dopo appena la prima parte del sabato, certifica tutte le difficoltà di Hyundai su questo asfalto e l’impossibilità, almeno fin qui, di reggere anche solo lontanamente il passo delle Toyota.
Non va meglio a M-Sport Ford, con Josh McErlean e Jon Armstrong in nona e decima posizione con lo stesso Armstrong che riesce, però, ad avere la meglio su Rossel per la top-10. Anche per il team britannico il sabato mattina ha semplicemente confermato una tendenza già molto chiara dal venerdì: il livello della gara, in questo momento, è fuori portata. Su un fondo così specialistico, dove ogni minima esitazione si paga immediatamente in termini cronometrici, il gap tecnico e prestazionale rispetto a Toyota è apparso ancora una volta evidente.
Sul piano degli scratch, il mattino ha avuto due volti ben distinti. Evans si è preso le prime due prove speciali, dimostrando di poter riaprire la lotta almeno sul piano interno alla Toyota, mentre nell’ultima e più lunga speciale del loop è stato Solberg a firmare il miglior riferimento, proprio nel momento in cui il fondo si è complicato e la pioggia ha aggiunto un ulteriore livello di difficoltà. Un’alternanza che racconta bene quanto la battaglia per il successo sia viva, ma solo entro i confini del box giapponese.
Il sabato mattina delle Canarie, in definitiva, ha rimesso in scena un copione ormai chiaro: Toyota domina, Ogier resta davanti, Solberg si avvicina, Evans spreca nell’ultima prova ciò che aveva costruito prima. La lotta per la vittoria è apertissima, ma è una lotta tutta interna alle GR Yaris Rally1. Gli altri, almeno per ora, restano spettatori lontani di un rally che continua a parlare una lingua sola.
WRC2 – La pioggia favorisce la fuga di Rossel
In WRC2 continua invece a comandare Yohan Rossel con la sua Lancia, bravo a difendere e consolidare la leadership anche in un sabato mattina reso più insidioso dal cambiamento delle condizioni. La pioggia caduta nell’ultima prova speciale del loop, infatti, ha finito per favorire il francese, rallentando gli inseguitori e permettendogli di mantenere un margine importante in testa alla categoria. Alle sue spalle resta Alejandro Cachón, sempre secondo, mentre in terza posizione c’è il fratello Léo Rossel. Più serrata la lotta subito dietro, con Eric Camilli quarto e ancora davanti a Roberto Daprà, staccato però di pochi secondi e pienamente in corsa per provare a risalire nella seconda parte di giornata.

Da segnalare, purtroppo, l’ennesima uscita di strada (senza conseguenze) di Philip Allen, pilota velocissimo, forse troppo. Dopo il ritiro per incidente in Sierra Morena, nell’ERC, ne arriva subito un altro per il nordirlandese che evidentemente non riesce proprio a trovare il giusto compromesso tra velocità pura e continuità.
Classifica top-10 dopo PS11
- Sébastien Ogier – Vincent Landais (Toyota GR Yaris Rally1) – 1:26:38.1
- Oliver Solberg – Elliott Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) – 1:26:43.4 +5.3
- Elfyn Evans – Martin Scott (Toyota GR Yaris Rally1) – 1:26:56.3 +18.2
- Sami Pajari – Marko Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) – 1:27:22.1 +44.0
- Takamoto Katsuta – Aaron Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) – 1:27:27.9 +49.8
- Adrien Fourmaux – Alexandre Coria (Hyundai i20 N Rally1) – 1:28:02.9 +1:24.8
- Dani Sordo – Cándido Carrera (Hyundai i20 N Rally1) – 1:28:22.6 +1:44.5
- Thierry Neuville – Martijn Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) – 1:28:29.7 +1:51.6
- Josh McErlean – Eoin Treacy (Ford Puma Rally1) – 1:29:30.4 +2:52.3
- Jon Armstrong – Shane Byrne (Ford Puma Rally1) – 1:29:50.4 +3:12.3
Immagini: Red Bull
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