In LMGT3 Ferrari ed Aston Martin si spartiscono i migliori tempi della giornata. Incidente grave per la Valkyrie #009 questa mattina, cambio di telaio in corso
da Imola – Si è appena concluso il Prologo del FIA WEC 2026, all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Qui il riassunto delle due sessioni di test svolte nella giornata di oggi, una al mattino e l’altra al pomeriggio.
Sessione Mattutina
La sessione inaugurale sul circuito del Santerno, durata 210 minuti, è stata caratterizzata dal netto dominio delle Ferrari 499P, capaci di monopolizzare le prime tre posizioni della classifica Hypercar. Antonio Giovinazzi, sulla vettura ufficiale #51, ha siglato il miglior tempo assoluto in 1:31.586 proprio nelle battute finali, superando la Ferrari “giallona” di Robert Kubica e la gemella #50 di Nicklas Nielsen.

Il colpo di scena in quella che sembrava una sessione tranquilla è stato rappresentato dal brutto incidente di Marco Sorensen alla variante del Tamburello. L’impatto della sua Aston Martin Valkyrie #009 ha causato una bandiera rossa durata 17 minuti e ha inflitto pesanti danni al fondo e a tre sospensioni della vettura. Il pilota danese è uscito indenne dai controlli medici, con il team britannico che si trova ora a rincorrere il tempo per riparare l’auto in vista della gara, con un telaio da sostituire.

Nel resto dello schieramento Hypercar si segnalano il quarto tempo della Cadillac del team JOTA, le incoraggianti prestazioni delle Alpine e il debutto senza grandi intoppi della Genesis GMR-001 in quindicesima e sedicesima posizione. BMW, invece, ha dovuto affrontare un imprevisto cambio motore sulla vettura #15 dopo soli 25 giri, spiegando il posizionamento in basso nella classifica. Questo testimonia anche come la pista sia migliorata molto nel corso delle tre ore e mezza della prima sessione.
Tra le LMGT3 Vista AF Corse ha dettato il passo con Alessio Rovera, confermando un ottimo feeling iniziale con il tracciato di casa. Nonostante le condizioni mutevoli dell’asfalto che si è asciugato progressivamente dopo la pioggia notturna poi continuata nella prima ora di sessione, il pilota italiano ha siglato un 1:42.875, staccando di trentotto millesimi la vettura di Garage 59 numero 58. A chiudere la Top3, TF Sport e la sua Corvette #33 con un tempo di 1:42.979.

Infine, le procedure di Full Course Yellow sono state innescate dagli incidenti dell’Alpine #35 di Ferdinand Habsburg e della Mercedes-AMG numero 61 di Martin Berry. La sessione si è conclusa a sua volta in regime di bandiere gialle, dopo che la Ferrari #21 si è fermata sul tracciato per aver esaurito il carburante.
Sessione pomeridiana
Al pomeriggio, invece, la situazione in pista è risultata ugualmente segnata dal freddo, dalla pioggia leggera a intermittenza e dall’asfalto sporco. Nelle quattro ore e mezza non sono cambiati neanche le gerarchie in Hypercar: il Cavallino Rampante ha lanciato un messaggio chiaro e forte ai rivali, posizionando di nuovo le sue tre vetture davanti a tutta la concorrenza.
Ad issarsi in cima alla lista dei tempi è stato Antonio Fuoco. Al volante della Ferrari #50, il pilota calabrese ha fermato il cronometro su un ottimo 1:31.177, abbassando di circa quattro decimi il riferimento siglato in mattinata da Antonio Giovinazzi.
Una prestazione solida, che lo ha visto precedere di appena un decimo la Ferrari #83 targata AF Corse: uno scatenato Robert Kubica ha infatti portato la Hypercar gialla in seconda posizione con un 1:31.303. A chiudere il podio virtuale della giornata è stata la #51 di Antonio Giovinazzi (1:31.375), il cui tempo, ottenuto nelle prime fasi del pomeriggio, è rimasto imbattuto per gran parte della sessione.
Alle spalle del trio di Maranello la concorrenza ha provato a ricucire lo strappo, che per ora non è piccolo. La BMW ha mostrato segnali di netta crescita con Robin Frijns, quarto sulla M Hybrid V8 #20 a mezzo secondo dalla vetta. Buone notizie anche sul fronte affidabilità: la vettura #15, reduce da un cambio motore in mattinata, ha recuperato terreno chiudendo l’ottava piazza con Kevin Magnussen. Ottima anche la prova delle Alpine A424, che si sono inserite tra le due BMW con Jules Gounon (arrivato nel pomeriggio per via dei test DTM al Red Bull Ring che ha svolto questa mattina, ndr) sulla 36 e Charles Milesi sulla 35, separati tra loro da soli 4 millesimi di secondo.

Sessione ancora interlocutoria per la nuova GR010 Hybrid. La #8 di Sébastien Buemi non è andata oltre il nono tempo (1:32.409), lasciando nell’ombra un eventuale potenziale inespresso per la gara. Discorso simile per la nuova Aston Martin Valkyrie, dodicesima con Harry Tincknell (la #009 non ha preso parte essendo in ricostruzione dopo l’incidente della mattinata), e per le Cadillac del team Hertz JOTA, rimaste fuori dalla top 10.
Fanalino di coda per la debuttante Genesis Magma Racing: la GMR-001 di Mathieu Jaminet ha pagato 2.4 secondi dalla testa, ma il team può sorridere per l’incredibile mole di dati raccolta, con oltre 90 giri completati per vettura.

Se in Hypercar è stata festa Ferrari, nella classe LMGT3 è stata l’Aston Martin a rompere il dominio rosso. Mattia Drudi, sulla Vantage GT3 Evo del team Heart of Racing, ha conquistato la vetta con il cronometrico di 1:42.698.
Il riminese ha abbassato il riferimento mattutino di Rovera di due decimi, precedendo proprio l’alfiere di Vista AF Corse in questa seconda sessione. Un’ottima McLaren del team debuttante Garage 59 ha chiuso il podio virtuale, con il giro di Tom Fleming sulla vettura #10. Per il team inglese è la seconda sessione “a podio” nella giornata di oggi.

La competitività della categoria è sottolineata dai distacchi minimi: i primi 14 equipaggi sono racchiusi in un solo secondo, con McLaren e Chevrolet Corvette a completare una top 5 separata da appena due decimi. Attardate Porsche e Ford, con quest’ultima (vettura #88) fanalino di coda della sessione.
Verso la gara
Concluso il prologo, il primo appuntamento ufficiale è fissato per venerdì alle ore 10:15, quando prenderanno il via le Prove Libere 1 (FP1) della 6 Ore di Imola, gara d’apertura del mondiale dopo il rinvio della tappa in Qatar.
Media: DPPI, Riccardo Puccetti
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