NASCAR | Truck Series, Bristol #1 2026: Bell vince una gara movimentata

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 11 Aprile 2026 - 20:45
Tempo di lettura: 12 minuti
Condividi su
NASCAR | Truck Series, Bristol #1 2026: Bell vince una gara movimentata

RICEVI LE NOTIFICHEP300.it SONDAGGIO

Home  »  NASCAR

Eckes guida a lungo una corsa bloccata, poi però ha un incidente con Heim ed apre la strada, a sorpresa, al successo di Bell a Bristol

Doveva essere la serata di gloria di Corey Heim alla caccia del montepremi da mezzo milione di dollari del Triple Truck Challenge, invece il pilota di Tricon, ingiustamente costretto ad una stagione part time, torna a casa con l’amaro in bocca di una gara storta e conclusa nel peggiore dei modi dopo un incidente con Christian Eckes quando la serata di Bristol sembra essersi raddrizzata. A ringraziare, in una gara bloccata e generalmente fallosa, è stato così Christopher Bell, emerso grazie ad una strategia unica nel gruppo e che lo ha salvato dopo un inizio di gara sottotono.

La gara

A Bristol il clima è in fermento perché questa è l’ultima gara del Triple Truck Challenge e Corey Heim, pur non essendo full time quest’anno, è leader del campionato dopo aver disputato appena tre delle cinque gare finora, ma soprattutto ha vinto le due prime tappe del percorso a premi. Col primo successo si è portato a casa 50k$, col secondo altri 50k$ più 100k$ di bonus, in caso di tripletta il montepremi complessivo incassato sarebbe addirittura di 500k$.

Il compito per Heim però non potrebbe essere dei più semplici, infatti per la prima volta nella storia della Truck Series in una singola gara sono presenti addirittura sette piloti della NASCAR Cup Series attivi in questa stagione: in ordine di numero di gara Stenhouse (sulla #4 di Niece), Briscoe (#5 di Tricon), Kyle Busch (#7 di Spire), Chastain (#45 di Niece), Bell (#62 di Halmar Friesen), Suárez (#71 di Spire) e Hocevar (#77 di Spire).

Venerdì è giornata dedicata integralmente alla categoria sotto il sole di Bristol che poi calerà durante la corsa. 36 i truck iscritti, dunque nessuna sorpresa costretta a tornare a casa in anticipo. Nelle libere (con due set a disposizione, quindi non tutti sfruttano la chance per una ulteriore simulazione di qualifica) il miglior tempo è per Briscoe a precedere di soli 0.003″ il compagno di squadra Honeycutt, beffato proprio lo scorso weekend da Heim a Rockingham.

In qualifica è proprio Kaden a riscattarsi, gli basta il primo giro lanciato (nel secondo è protagonista di uno spettacolare traverso in curva4) in 15.066″ per conquistare la pole position davanti ad Eckes, Riggs, Briscoe, Garcia, Majeski, Hocevar, Busch, Rhodes e Ruggiero. Heim è solo 12° con una vettura sottosterzante, evidentemente con l’obiettivo long run in corsa. Long run che, purtroppo per lui, non ci saranno mai viste le ben nove caution in 250 giri (stage da 65, 65 e 120 giri con appena tre set di gomme a disposizione).

Dopo aver retrocesso (tecnicamente, avendo saltato le qualifiche) in fondo alla griglia Timmy Hill (radiatore), Sutton (toccata a muro nelle libere) e Suárez (problemi allo sterzo), la corsa può avere inizio. E la corsa si capisce subito che aspetto avrà: monotraiettoria all’interno dato che il cemento di Bristol non si è ancora gommato a parte il PJ1 messo proprio alla corda. Dunque, gara bloccata e centrata su track position e bump&run.

Al via Honeycutt rimane al comando, tuttavia la sua leadership dura appena due tornate, poi al terzo Eckes trova il varco, si infila e va al comando allungando subito leggermente. Alle loro spalle stessa dinamica fra Riggs e Briscoe con Layne che prende la terza posizione; ne approfittano anche Garcia e Hocevar che superano Chase. Fatica invece Heim, il quale recupera una posizione, ma poi in scia a Busch (che poi si toccherà con Majeski) ne perde due e così si ritrova 13° alle spalle di Haley, ancora una volta miglior Ram in pista.

In pochi giri il gruppo si sgrana in fretta, ma al 15° passaggio arriva subito la prima caution per un testacoda di Perez (in quel momento fuori dalla top25), pare da tutto solo anche se il solito Wright era nei paraggi; il messicano perde un giro. Mentre il debuttante Ferguson (sulla #25 a rotazione di Kaulig) è l’unico ad andare ai box, arrivano i primi feedback, come le difficoltà di Majeski per una vibrazione in frenata oppure l’ok dato da Eckes dopo i guai risolti al servosterzo nelle libere.

Si riparte ai -43 nella prima stage con Eckes duqnue al comando davanti ad Honeycutt, Riggs, Garcia e Hocevar. La corsia esterna scatta bene e Layne toglie il posto d’onore a Kaden mentre Briscoe si rilancia e tenta di rubare il quarto posto a Garcia, Jake però resiste e allora Chase rimbalza dalla corsia di destra, sfilato dal trenino alla corda. Sullo short run ancora difficoltà per Heim, il quale approfitta solo delle difficoltà di Majeski che esce dalla top10. Penalità per Wright per cambio corsia (era già palesemente 3-wide) prima del traguardo.

Eckes scappa di nuovo e mette 1″ di margine su Riggs, ma l’illusione dura poco, infatti la coda del gruppo è vicina a partire da un Boyd che ha un problema momentaneo e viene doppiato. Si assesta anche la classifica con i sorpassi di forza di Chastain su Busch e di Heim su Haley. La fuga del leader si annulla definitivamente ai -25 quando, una volta passato un Clayton Green al quale verrà esposta la bandiera nera, a resistere al (secondo) doppiaggio è Wright che sarebbe il compagno di squadra di Eckes. Alla fine Kris non combina ulteriori guai e la #91 tiene a bada la #34 e la #11 che iniziano ad esplorare la linea esterna senza successo.

L’ostacolo successivo per Eckes è Ferguson che fa ricompattare anche Garcia e Rhodes mentre Hocevar è da solo a circa 2.5″ e con altrettanto margine sul gruppetto Ruggiero; la #25 cede ai -15. A smuovere qualcosa ci pensa invece il doppiaggio di Frankie Muniz che ha una livrea autoprodotta in quanto come sponsor ha la promozione della nuova serie di Malcolm in The Middle in uscita a breve. Il doppiaggio della #33 innesca il sorpasso di Rhodes su Garcia e qualche rischio per i leader.

Eckes vince la prima stage davanti a Riggs (+0.4″), Honeycutt (+0.6″), Rhodes (+1.0″), Garcia (+1.5″), Hocevar (+3.7″), Ruggiero (+4.0″), Briscoe (+4.5″), Chastain (+5.5″) e Busch (+5.8″); a seguire Heim, Haley, Majeski, C.Smith, Bell, Friesen, Enfinger, Ankrum, Stenhouse e LaJoie, lucky dog per Muniz dal 31° posto che lascia Ferguson, Boyd e Perez a -1, Wright a -2 e Green (pure speeding, seguirà di lì a poco la bandiera nera definitiva per troppa lentezza in pista).

Nel primo break il gruppo si spacca e proseguono solo Eckes, Riggs, Honeycutt, Rhodes, Garcia, Ruggiero, Briscoe, Haley, C.Smith, Tan.Gray e T.Hill, a seguire dopo le soste Majeski dal 12° posto. Penalità e doppia sosta per LaJoie, problemi elettrici per Enfinger la cui vettura si spegne e quando si riaccende ha perso già quattro giri.

Si riparte ai -52 ed Eckes rimane primo davanti a Riggs, alle loto spalle Rhodes riesce a scavalcare Honeycutt, Heim si sveglia ed entra in top10 superando un aggressivo Chastain. Poi però la situazione si assesta di colpo, si forma la fila indiana ed i sorpassi spariscono con Eckes davanti a Riggs, Rhodes, Honeycutt, Ruggiero, Garcia, Briscoe, C.Smith, Majeski ed Heim.

A smuovere qualcosa è di nuovo Muniz che in fretta (siamo al giro 100, dunque ai -30 nella stage) viene ripreso dai leader. Riggs torna ad esplorare la linea alta, tuttavia Eckes mantiene la prima posizione; vengono doppiati anche Boyd e Wright che, dunque, scivola a -3. Muniz scorre virtualmente la classifica e provarci senza successo è anche Garcia su Ruggiero. L’ostacolo successivo è nuovamente Ferguson ed Eckes è costretto a ricorrere al bump per il doppiaggio perché Riggs si è fatto minaccioso alle sue spalle. Qui invece a beneficiarne è Rhodes che va 3-wide con la #25 e la #34 e dall’esterno si lancia per superare Riggs proprio mentre arriva la caution.

Muniz stavolta non è stato doppiato in maniera indenne, anzi è lui (con la forte ed evidente complicità dello spotter) a innescare l’incidente girandosi sul muso di Reif (in quel momento 20°) e coinvolgendo anche l’innocente Timmy Hill. Tutti e tre ritirati per i danni riportati, nessun lucky dog perché sarebbe stato proprio Frankie.

Da qui si può andare fino alla bandiera a scacchi con un solo pieno, molto più difficile con la benzina e poi siamo in prossimità di fine stage, dunque tirare dritto sembra un azzardo se non una pazzia. E invece ci provano Rhodes (col nuovo crew chief Cale Gale, sì quello che vinse solo una gara in carriera a Miami battendo Kyle Busch in una annata con scarsissimi risultati), Haley, lo stesso Busch che era precipitato al 18° posto e LaJoie. Dopo la sosta (decisiva a conti fatti per la corsa) a seguire ci sono Heim (solo pieno), Bell (due gomme) e poi Eckes, Honeycutt, Riggs e Garcia.

Si riparte per uno sprint di tre giri che non cambia lo status quo: Rhodes vince la seconda stage davanti a Busch, Haley, Heim, Bell, Eckes, LaJoie, Honeycutt, Garcia e Riggs; lucky dog per Perez (28°) che lascia Ferguson e Boyd a -2, Wright a -3 ed Enfinger a -4.

Al break degli audaci citati vanno ai box Rhodes (pure penalità perché si porta dietro la pistola del cambio gomme) ed Haley mentre tirano dritto Busch (dunque al comando, ma a corto di benzina di almeno una ventina di giri) e LaJoie, quinto dietro ad Heim, Bell ed Eckes.

La prima fila è dunque Busch-Heim a 109 giri dalla fine, con il primo che avrebbe bisogno di tantissime caution almeno per sperare di arrivare fino in fondo (escludendo il discorso gomme), il secondo che al contrario avrebbe bisogno di un long run molto duraturo per compensare il sottosterzo della sua vettura. Bristol restituirà come esito il primo, anche se Rowdy non riuscirà a sfruttarlo.

La prima fase dura appena cinque giri (in cui Bell segue Busch dalla corsia esterna e si prende la seconda posizione), poi l’incidente in cui a fondo gruppo (sono tutti fuori dalla top20). In un 3-wide Tyrrell-Queen-Rhodes è Mini a esagerare con la staccata e centrare Tanner Gray (completamente perso a priori in questa gara) e mandarlo in testacoda e a muro. Il parapiglia alle loro spalle vede anche il testacoda senza danni di Perez toccato dallo stesso Queen. Il momento non esaltante di Kaulig prosegue con la ripartenza irregolare di LaJoie, costretto dunque a lasciare la top5. Sosta per gli incidentati, i penalizzati e Rhodes. Ringrazia invece Ferguson che riceve il lucky dog malgrado la NASCAR lo inserisca nei coinvolti nell’incidente.

Nuova ripartenza ai -97 con Busch davanti a Bell, Heim, Honeycutt, Eckes, C.Smith, Garcia, Riggs, Chastain e Friesen. Stavolta la tregua (in cui Bell si intraversa all’interno di Heim perdendo la posizione da Corey e poi anche da Eckes che insiste all’esterno) dura appena un paio di tornate, poi Butcher la perde all’interno e il suo testacoda coinvolge in maniera importante Stenhouse, in modo minore Haley e Perez che finisce ancora una volta in testacoda. Nuovo lucky dog per Ferguson che torna a pieni giri.

Altra ripartenza con un Busch in serie positiva davanti ad Heim, Eckes, Bell, Honeycutt, C.Smith, Garcia, Chastain, Riggs e Friesen. Bandiera verde ai -86 e stavolta dura sempre per circa cinque giri (Heim prima cede ad un arrembante Eckes, poi usa il bump&run per il controsorpasso mentre Riggs finisce largo e perde posizioni), poi altro incidente con Kaulig ancora protagonista negativo, stavolta è un LaJoie frettoloso nella rimonta che manda in testacoda Baldwin. Butcher recupera il giro perso poco prima.

La classifica vede dunque Busch al comando su Heim, Eckes, Bell, Honeycutt, C.Smith, Chastain, Friesen, Riggs e Garcia. Vede, anzi vedrebbe perché è in questo momento che la gara prende la piega decisiva. Busch, come detto, è in fuel saving estremo ad ogni caution ed è in questa fase (dando la colpa all’eccessiva lentezza della pace car, come se fosse diversa da prima) che il motore della #7 – spento per il risparmio estremo – non si riaccende immediatamente e così Kyle viene sfilato da parecchie vetture.

Il problema generale è che la scelta del choose cone è stata già fatta e quindi il gruppo è in fila per due, con Busch che cerca di infilarsi in quinta fila all’interno, Friesen alle sue spalle non ci sta e si mette 3-wide facendo saltare la ripartenza e costringendo la NASCAR alla moviola per rimettere Busch al posto giusto. Alla fine (in qualche modo, non si sa come) viene messo al virtuale nono posto e nella corsia esterna (il fatto più strano).

Dunque in prima fila ci sono Heim (che senza Busch avrebbe scelto l’altra corsia) ed Eckes che è avanzato davanti. L’auto in controllo della ripartenza dei -72 è dunque quest’ultima, ma non tutti hanno le idee chiare. Forse nessuno dei due lo sa con certezza, ma arriva la bandiera verde. E con essa in pochissimo anche la bandiera gialla.

Eckes scatta meglio (Bell si intraversa nuovamente invece) e si mette al comando, tuttavia in curva3 Heim piazza nuovamente alla #91 un perfetto bump&run che apre la porta e permette alla #1 di tagliare il traguardo al comando di appena 0.079″ davanti all’avversario. Incorrettamente (sarebbero da conteggiare anche i passaggi precedenti dopo il rallentamento di Busch) questo sarà l’unico giro al comando (e la striscia di gare consecutive tocca quota 30) per Heim, anche perché pochi metri dopo Corey finisce a muro.

Il sospetto di una vendetta da parte di Eckes, anche per gli attriti emersi fra i due nel 2024, ci sono anche perché Christian è stato incoraggiato via radio a reagire al bump&run di Heim (una textbook move della NASCAR, ancor più necessaria in una Bristol monotraiettoria), tuttavia a spegnere l’incendio ci pensa lo stesso Heim che parla di un semplice errore di Eckes nell’incrocio di traiettorie verso curva1. Meno conciliante nell’intervista è Honeycutt, già perché Heim partendo verso il muro ha coinvolto anche Kaden e pure Riggs mandando praticamente ko tutti e tre. Bandiera rossa per pulire la pista e lucky dog (da -2 a -1) per Boyd.

La nuova classifica vede Eckes passato al comando a precedere Bell, C.Smith, Chastain, Majeski, Busch, Friesen, Ruggiero, Garcia ed Hocevar. Si riparte con 63 giri da disputare ed Eckes manca la chance più importante facendosi fregare da Bell che, approfittando anche della ripartenza non eccezionale di Smith, si invola al comando dopo aver rischiato ancora una volta con una intraversata.

Il passare dei giri ed il ritorno della calma fa però ulteriore selezione, infatti a forare in successione sono prima Majeski e poi Stenhouse, ma anche Butcher deve andare ai box dopo una toccata al muro. Chandler Smith si stacca e così a lottare per la vittoria rimangono in due a fare l’elastico grazie ai doppiaggi (Riggs e soprattutto un Boyd praticamente fermo rallentano Bell).

A riaprire la porta un’ultima volta ci pensa LaJoie la cui sospensione finisce ko e Corey va in testacoda. Riggs recupera il giro perso prima di alcune soste in modalità disperazione (Briscoe, Suárez, Tyrrell, Ferguson e Gray). La ripartenza – l’ultima – arriva a 27 tornate dal traguardo con Bell a precedere Eckes, C.Smith, Chastain, Busch, Ruggiero, Hocevar, Garcia, Rhodes (che nella sua rimonta si era arenato proprio sul compagno di squadra) e Friesen.

Eckes sbaglia ancora la ripartenza e a seguire Bell ci pensa Smith con Christian che scende addirittura al sesto posto. Chi si scatena tutto all’esterno (traiettoria emersa fin troppo tardi) è Rhodes che dalla nona posizione sale addirittura alla terza, ma non ne ha per riprendere il duo al comando, anzi non ha nemmeno il tempo di sognare perché ai -15 l’alternatore si rompe e il motore della #99 inizia ad andare a singhiozzo e quando si stabilizza Ben è scivolato all’11° posto.

Il finale non regala ulteriore drama, nemmeno il doppiaggio ulteriore di Riggs (che potrebbe aiutare il teammate nel riprendere il leader) smuove qualcosa. Così, l’ultimo segnale della corsa è la rimonta tardiva di Garcia che supera Busch e un Sutton emerso dal caos dopo un inizio complicato di giornata.

Christopher Bell torna al successo nella Truck Series dopo 3121 giorni, ma ad essere onesti dall’addio alla categoria non aveva più corso tanto con queste vetture. Sul traguardo il pilota del team di Stewart Friesen (che torna a sorridere definitivamente dopo il drammatico incidente della scorsa estate) precede C.Smith (+0.3″), Ruggiero (+2.4″), Chastain (+3.3″), Eckes (+4.4″), Garcia (+5.7″), Sutton (+6.5″), Busch (+7.2″), Hocevar (+7.5″) e Queen (+7.8″), poi Rhodes, Hemric, Ankrum (la coppia McAnally praticamente mai vista), Briscoe, Haley, Friesen, Perez, Suárez, Tyrrell, Gray e Ferguson, Riggs 22° a -1, Majeski 23° a -2, Enfinger 27° a -7.

I risultati odierni

La classifica della “Tennessee Army National Guard 250”

La classifica generale

Così in campionato dopo 6 delle 25 gare della NASCAR Truck Series 2026

I prossimi appuntamenti

Stanotte a Bristol sarà di scena la O’Reilly Auto Parts Series con bandiera verde, in diretta su P300.it, all’1:30 italiane. Domani sera, invece, sarà la volta della NASCAR Cup Series. I truck torneranno in pista dopo un nuovo riposo il 1° maggio in Texas a Fort Worth.

Immagine: Media NASCAR

Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi

È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.