Justin Allgaier si porta a casa l’edizione 2026 della NFPA 250 al Martinsville Speedway, gara funestata dalle caution
L’edizione 2026 della NFPA 250 è stata all’insegna dell’imprevisto. Justin Allgaier si è imposto a Martinsville dopo essere uscito indenne da ben 14 caution e una bandiera rossa (corrispondente a un vero e proprio big one in grado di coinvolgere oltre metà griglia).
La NASCAR O’Reilly Auto Parts Series fa giunge al Martinsvillle Speedway per la sua settima tappa stagionale, la NFPA 250. Lo short track che ospita l’appuntamento odierno è estremamente tecnico, dato che è formato da due rettilinei paralleli separato da due curve molto strette.
Il Martinsville Speedway è un circuito storico. Lo short track più breve del calendario, data la lunghezza di appena 0.526 miglia (847 metri per noi europei), non ha subito grosse modifiche da quando è stato asfaltato nel 1955. L’unico cambio al layout degno di nota riguarda la pit lane, divenuta unica e non più divisa sui due rettilinei nel 1999. Le curve sono molto caratteristiche, dato il banking in cemento non preponderante e la velocità estremamente bassa con cui devono essere affrontate.
La NFPA 250, nonostante sia una gara dalle lontane origini, si è tenuta solo in poche occasioni. Difatti, la prova primaverile di O’Reilly Auto Parts Series a Martinsville ha avuto luogo solo dal 1982 (stagione inaugurale) al 1994 prima di ritornare nel 2021. La lunghezza, di 250 giri, non segue una tradizione, visto che, già negli anni ’80, questa è stata cambiata diverse volte. In ogni edizione, difatti, sono state previste tra le 200 e le 300 tornate. La durata attuale è stata fissata nella tredicesima edizione della corsa, quella in cui è tornata in calendario dopo una lunga pausa.
Sono ben 40 gli iscritti alla prima gara stagionale a Martinsville. Sono diversi cambi di casacca all’interno di JR Motorsports. Rajah Caruth lascia ad Andrew Patterson (classe 2002 originario dell’Ohio, attivo part-time in ARCA Menards Series con il proprio team, Andrew Patterson Racing) la ZL1 #32 di Jordan Anderson Racing per tornare sulla #88, guidata da Larson a Darlington.
Ross Chastain lascia, invece, la #9 al debuttante Lee Pulliam (pilota trentottenne del CARS Late Model Stock Car Tour) per accasarsi sulla Chevrolet #91 di DGM Racing with Jesse Iwuji Motorsports, dove sostituisce Labbé.
Brad Perez, già attivo nel 2026 in ARCA Menards Series e ARCA Menards Series West con Fast Track Racing, svolge la sua prima gara stagionale con la Chevrolet #42 di Young’s Motorsport, dove prende il posto di Byrd. Justin Carroll, owner trentenne di TC Motorsports, team con cui ha partecipato a diversi round di NASCAR Craftsman Truck Series, sostituisce DiBenedetto sulla #35 di Joey Gase Motorsports with Scott Osteen.
Brent Crews, prossimo neomaggiorenne, sale alla guida della Toyota #19 di Joe Gibbs Racing che piloterà per il resto della stagione. Bell lo ha sostituto nella scorsa gara, l’ultima prima che potesse diventare pilota full time in O’Reilly Auto Parts Series.
Luke Baldwin, diciannovenne originario della North Carolina attivo nel NASCAR Whelen Modified Tour con Tommy Baldwin Racing e nello SMART Modified Tour con Sadler-Stanley Racing, debutterà in O’Reilly Auto Parts Series con la Ford di Hettinger Racing, su cui ha corso Yeley a Darlington. Mike Harmon Racing torna in pista con Dawson Cram dopo aver saltato l’appuntamento di settimana scorsa.
Le qualifiche sono state annullate per pioggia dopo sei concorrenti scesi in pista e, per questo motivo, le posizioni sono state decise dall’algoritmo. La prima fila viene occupata da due Chevrolet di JR Motorsports, la #7 di Justin Allgaier e la #88 di Rajah Caruth. Dato il limite di 38 vetture al via, Cram e Carroll vengono esclusi dalla gara.
La gara
Allgaier, esterno, parte benissimo. Il veterano, già campione della serie, si impone fin dai primi metri su Caruth, a cui si porta fisicamente davanti in curva 3. Inizia qui la cavalcata dell’alfiere di JR Motorsports, che allunga nei confronti del gruppone.
La fuga di Allgaier viene interrotta dalla prima caution di giornata, verificatasi durante il giro 33 per un incidente di Baldwin. La Ford dell’esordiante, a causa di un guasto ai freni anteriori, va in testacoda in curva 4, urtando violentemente le barriere. Diversi piloti, tra cui spiccano Caruth, Mayer, Pulliam, Retzlaff, Hill, Smithley e Clements, sfruttano la neutralizzazione per anticipare la prima sosta in programma. Snider lucky dog.
La ripartenza non regala grosse sorprese. Allgaier, situato sulla linea interna, brucia Jones, esterno, che rimane subito attardato nei confronti del poleman. Il pilota Toyota, nonostante riesca a mantenere la seconda posizione, vede il rivale allungare vistosamente già pochi metri dopo il ritorno in regime di bandiera verde.
La seconda caution di giornata, causata da un testacoda in curva 4 di Smithley, blocca l’azione in pista al giro 57. Dato che il primo stage è quasi giunto al termine nel momento in cui entra in pista la pace car (la bandiera a scacchi biancoverdi verrà sventolata al termine del sessantesimo passaggio), le posizioni presenti nel momento della neutralizzazione sono quelle definitive della porzione inaugurale della corsa.
Justin Allgaier si aggiudica quindi il primo stage a Martinsville. Il veterano è seguito in classifica da Jones, Caruth, Crews, Creed, Smith, Alfredo, Kvapil, Love e Sawalich. I leader, ossia quelli che non si sono fermati in precedenza, sfruttano il momento opportuno per svolgere la prima sosta di giornata. Perez torna a pieni giri.
L’inizio del secondo stage è nel segno di Day. Il giovane alfiere di Hendrick Motorsports, che ha fatto tornare il team a competere a tempo pieno nella classe di mezzo, si impone in curva 2 su Mayer, esterno, sfruttando la minor distanza da percorrere data dall’utilizzo della linea interna.
La pace car torna in pista dopo pochi minuti. Al giro 87, la direzione gara neutralizza le posizioni per la presenza di fluidi provenienti dalla Chevrolet di Clements, che stava girando col muso ammaccato, (si ritirerà poco dopo nei box per un guasto alla pompa dell’olio) situati lungo tutta la linea interna. Diversi piloti, tra cui Sanchez, fanno un salto dai meccanici per riparare i danni. Gase lucky dog.
Dopo numerosi giri, l’azione torna protagonista a Martinsville. Day, interno, parte bene e si impone immediatamente su Mayer, esterno, il quale viene attaccato, anche se senza successo, da Pulliam in curva 4. La lotta per la vittoria si riaccende al giro 103, in cui Mayer tampona Day in curva 2. Il rookie viene costretto ad andare largo dal giovane (ma oramai esperto) pilota Haas, che sfrutta il varco aperto per inserirsi.
Poco dopo, al giro 105, torna in pista la pace car per via di un detrito rimasto in pista al largo di curva 2. Diversi piloti, tra cui Pulliam, Crews, Allgaier, Smith, Love e Retzlaff, anticipano la seconda sosta di giornata. Bilicki rimane attardato in pit lane prima di rientrare nei box per un guasto ai freni. Secondo lucky dog per Perez.
La leadership passa nelle mani di Hill che scatta bene dall’esterno, imponendosi su Mayer, interno, in uscita da curva 2. Nonostante i diversi tentativi del giovane, è il “re dei superspeedway” a restare davanti a tutti al termine del primo giro in bandiera verde.
Mayer attacca con successo Hill al giro 115. Il pilota di Richard Childress Racing, superato dal rivale in forza ad Haas in curva 4, non molla, iniziando quella che, a tutti gli effetti, è una risposta lunga e di pregevole fattura.
Hill, al giro 119, attacca in curva 4 Mayer. Nonostante non riesca a passare la leadership, il trentunenne originario della Georgia mantiene la sagoma della propria Chevrolet all’interno di quella della #41, che perderà la leadership esattamente un passaggio più tardi.
Austin Hill, pilota della Chevrolet #21 di Richard Childress Racing, vince lo stage 2 a Martinsville. Mayer, Gray, Ryan Sieg, Sawalich, Alfredo, Caruth, Harrison Burton, Day e Allgaier completano la top 10. Numerosi piloti sfruttano la caution per svolgere la seconda sosta di giornata.
Il terzo stage viene inaugurato da una bella lotta per la leadership. Caruth, interno, e Harrison Burton, esterno, restano infatti affiancati fino a curva 4, dove il pilota Chevrolet si impone sul rivale in forza a Toyota grazie alla sua abilità nello sfruttare la linea favorevole.
La caution, però, è dietro l’angolo. Al giro 133, infatti, Creed stacca tardissimo in curva 1 e tocca Staropoli, che, a sua volta, urterà per “effetto domino” Retzlaff, che va in testacoda. Durante la neutralizzazione delle posizioni, in cui Snider, rimasto attardato di poco più di un miglio dopo la ripartenza, riesce a guadagnare una tornata, si assiste alla sosta della #99 per delle piccole riparazioni e al rallentamento improvviso della #31 di Perkins, dovuto a danni alla parte anteriore del veicolo da cui fuoriesce del fumo.
La ripartenza conseguente alla caution è un “fac simile” di quella precedente. Caruth, interno, e Harrison Burton, esterno, restano affiancati per tutto il primo giro, al termine del quale è il pilota di JR Motorsports a vincere il duello. Poco più tardi, al giro 139, Perkins si ferma sulla propria piazzola per riparare la sua Chevrolet.
Settima caution al giro 143: Kyle Sieg viene stretto a panino in curva 2 e va in testacoda assieme a Staropoli. Snider sfrutta la situazione favorevole per recuperare mezzo miglio. Tutti i piloti svolgono la terza sosta di giornata.
Harrison Burton sfrutta la linea interna alla ripartenza. Il pilota di Sam Hunt Racing, con ben 3 anni di esperienza in Cup Series alle spalle, si impone con forza sul debuttante Day, che viene attaccato senza successo da Allgaier alla ripartenza.
Sarà il veterano il pilota da tenere d’occhio. Già, perché Allgaier, dopo aver superato Day, si lancia all’attacco di Harrison Burton che riuscirà a sopravanare al giro 161 grazie ad un attacco sopraffino in curva 4. Contemporaneamente, Bilicki torna in pista con ben 44 passaggi di ritardo dopo una lunga sosta ai box, dovuta a delle riparazioni all’impianto frenante.
L’ottava caution di giornata, chiamata in causa al giro 180, viene provocata da un testacoda di Ellis, dovuto a un guasto ai freni che lo obbligherà poco dopo a terminare la gara in anticipo. Durante il periodo in cui i piloti si trovano alle spalle della pace car, i piloti svolgono la quarta sosta di giornata, Perkins si ferma sul backstretch e Snider ottiene il diritto di sdoppiarsi.
A volte non è lo stacco di frizione a determinare chi prende la leadership al restart. Jones lo sa bene, dato che, nonostante abbia preso per qualche metro la testa della corsa, viene superato da Pulliam, leader della corsia interna, in curva 2 e da Caruth alla 4.
La pace car entra in pista per la nona volta al giro 196, in cui si crea un tamponamento a catena a causa di un bump finito male ai danni di Smithley, terminato in testacoda. Anche Perez perde il controllo del proprio mezzo una volta raggiunto il gruppone. Perkins lucky dog.
Pulliam, spinto dal compagno Allgaier, guadagna la leadership al restart. Il debuttante assoluto in NASCAR viene seguito, al termine del primo giro in regime di bandiera verde, da Caruth, che riesce a restart davanti al campione 2024 in uscita da curva 2.
Al giro 205, Sanchez rallenta vistosamente prima di fare visita ai meccanici. Il pilota di AM Racing riparte dopo circa un minuto e mezzo di riparazioni. Contemporaneamente, Kyle Sieg porta la sua Chevrolet nei box a seguito di un guasto alle sospensioni.
Al giro 217, Sanchez urta violentemente le barriere di curva 4 a seguito della foratura della gomma posteriore destra (probabilmente causata dai numerosi danni estetici presenti sulla sua Ford). Smithley perde ben 9 giri nel box per riparare la vettura. Altro pass through per Perkins.
Al restart, la situazione appare subito piccante. Pulliam, interno, scatta male allo sventolare della bandiera verde. Allgaier, esterno, riesce quindi facilmente a tornare a capo del foltissimo plotone di vetture iscritte all’evento.
La corsa viene neutralizzata per l’undicesima volta al giro 228, quello in cui Patterson manda in testacoda Chastain a seguito di un tamponamento in uscita di curva 2. Perkins torna in coda al gruppo grazie al terzo pass through consecutivo.
La ripartenza seguente è una di quelle che lasciano il segno. In questo caso, purtroppo, quel segno non è positivo, dato che Allgaier, interno, e Day, esterno, quasi non riescono a partire prima che si verifichi un evento spiacevole.
Pulliam sbaglia la cambiata fra seconda e terza marcia, rallenta di colpo e Kvapil non riesce ad evitarlo. Il figlio d’arte rallenta vistosamente, generando una vera e propria carambola, che coinvolge anche Crews, Sawalich, Hill, Harrison e Jeb Burton, Patterson, Ryan Sieg, Mayer, Scott, Staropoli, Gray, Gase, Green, Caruth, Williams, Retzlaff e Alfredo.
La presenza di diverse auto ferme sul tracciato (quelle di Kvapil, Green, Jeb Burton, Patterson e Williams), nonché di numerosi detriti e fluidi sul rettilineo principale, costringe la direzione gara a bloccare completamente l’azione in pista. I motori si accendono dopo ben 26 minuti trascorsi in regime di bandiera rossa. Nei giri seguenti, Smithley, lucky dog, guadagna un giro.
La ripartenza seguente non regala sorprese. Allgaier, interno, è un fulmine e, nel momento in cui viene sventolata la bandiera verde, si lascia immediatamente alle spalle Day, esterno, che mantiene la seconda posizione al termine del primo giro.
Al giro 241, però, la corsa viene nuovamente neutralizzata. Poole sbaglia la staccata in curva 1 e colpisce Chastain che, a seguito dell’urto, tocca le Toyota di Crews e Sawalich. Il secondo dei due piloti di JGR ha la peggio, visto che perde il controllo della vettura a seguito del contatto. Harrison Burton lucky dog.
Nemmeno l’ultima ripartenza di giornata regala sorprese importanti. Allgaier, interno, è perfetto allo stacco di frizione. Ciò permette al veterano, campione della serie nel 2024, di sopravanzare immediatamente Day, esterno, il quale verrà addirittura tappato fisicamente sul backstretch.
La quattordicesima caution di giornata fa calare il sipario sulla prima gara stagionale a Martinsville con qualche secondo in anticipo. Il motivo della neutralizzazione in questione, che ha bloccato il tracciato durante il giro 250, è un errore in curva 1 di Crews, che colpisce Caruth dopo aver sbagliato il punto di staccata.
Justin Allgaier vince così la NFPA 250 al Martinsville Speedway. Il veterano è seguito in classifica (bloccata al momento in cui è stata esposta la bandiera gialla) da Day, Smith, Creed, Pulliam, Hill, Thompson, Chastain, Ryan Sieg e Crews.
Justin Allgaier, nato a Springfield, Illinois, nel 1986, conquista a Martinsville la sua trentunesima vittoria in NASCAR O’Reilly Auto Parts Series, terza solo nel 2026. Il veterano, che ha già vinto il titolo nella classe di mezzo nel 2024, allunga così sugli inseguitori. Nonostante sia presto per capire se sia davvero in grado di replicare il titolo, una cosa è certa: quest’anno Justin sta dimostrando una superiorità tecnica importante sul resto dello schieramento.
I risultati odierni
La classifica della “NFPA 250”
La classifica generale
Così in campionato dopo 7 delle 33 gare della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026
Justin Allgaier (373) guida la classifica piloti con un gap di quasi 100 punti sul campione in carica, Jesse Love (281).
I prossimi appuntamenti
Il programma a Martinsville prosegue con la settima gara stagionale di NASCAR Cup Series, la Cook Out 400, prevista per domenica alle 21.30 italiane. L’ottavo round della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series è la North Carolina Education Lottery 250 al Rockingham Speedway, prevista per sabato 4 aprile. La categoria di mezzo avrà, come campionati di supporto, la NASCAR Craftsman Truck Series e l’ARCA Menards Series East.
Immagine: Media NASCAR
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