Molti piloti ad alternarsi al comando, ma alla fine la pallina della roulette di Las Vegas si ferma sul #88 di Kyle Larson
Quella di Las Vegas potrebbe non essere stata la gara più bella di sempre, tuttavia una incertezza del genere raramente si è vista, persino nella NASCAR O’Reilly Auto Parts Series. Al comando si sono succeduti Allgaier, Love, Gray e Day, piloti come Creed e Briscoe sembravano capaci di lottare per il successo, invece è arrivata la vittoria di Kyle Larson, meno dominante rispetto al previsto, ma comunque concreta, finalizzata con la manovra giusta al momento perfetto, l’ultima ripartenza a 47 giri dalla fine. Alle volte serve anche questo: sfruttare le imperfezioni altrui quando non si ha la vettura perfetta.
La gara
La categoria cadetta della NASCAR prosegue senza pause e fa tappa a Las Vegas per il primo cookie cutter della stagione. Anche in questa occasione i regular della categoria si devono scontrare con i big della Cup Series scesi per un allenamento pre domenicale. In questa occasione sono presenti Kyle Larson (sulla #88 di JRM), Connor Zilisch (sulla #1 con Carson Kvapil sulla #9), Chase Briscoe (sulla #19, Brent Crews è alla terza e penultima gara da saltare in quanto ancora minorenne) e Cole Custer (sulla #0 di SS-Green Light).
Ben 41 i presenti, ma stavolta i DNQ non sono sorprese: tornano a casa in anticipo Myatt Snider (sulla #30 del team di Derrike Cope), Chad Finchum e Dawson Cram che ha rotto il motore nel corso delle prove libere. Pole position per Sam Mayer a precedere un Larson non convinto dell’assetto per la corsa, Creed, Sammy Smith (anche oggi c’è pure Chandler sulla #5), Brandon Jones, Taylor Gray, Caruth (a portare ancora in alto la #32 del team di Jordan Anderson), Allgaier ed uno scatenato Clements che a Las Vegas diventa il secondo pilota nella storia per gare disputate nella seconda categoria nazionale della NASCAR (535, al pari di Jeff Green e dietro solo alle 547 di Kenny Wallace, dunque il record è destinato a cadere nel corso del 2026).
Dopo aver retrocesso in fondo per modifiche in parco chiuso Staropoli (toccata al muro in curva2 nelle qualifiche), Perkins e Alfredo, può avere inizio una canonica gara da 200 giri (45+45+110) e 300 miglia in cui l’unico sollievo sono i cinque set di gomme a disposizione anziché quattro.
Alla bandiera verde Larson scatta malissimo (scenderà al quinto posto) facendo volare l’interno con Mayer al comando e creando già dei 3-wide a centro gruppo in cui il primo ad aprirsi è un Chase Briscoe qualificatosi solamente in 23esima posizione. Un altro che si è qualificato male è Zilisch che, partito 17°, cerca subito il recupero ma sbaglia le misure: sul traguardo all’inizio del secondo giro va 3-wide sull’apron ma nel rientro di curva1 si tocca con Jeb Burton nel mezzo, la #27 frena ma ormai Connor ha perso i riferimenti, finisce lungo e travolge l’incolpevole Clements toccandolo sulla anteriore sinistra. Mezzo testacoda per entrambi con riparazioni alla carrozzeria durante la caution. Nel parapiglia Scott tocca da dietro Chandler Smith e anche loro devono andare ai box.
Col solo Clements che ha perso un giro, si riparte ai -39 con Mayer davanti a Creed, Jones, Love e Larson. Sam non scatta al meglio, tuttavia in suo aiuto da dietro arriva Jones che lo spinge e crea il varco a Creed per infilarsi dietro al compagno di squadra dopo curva2. Love ne approfitta e passa pure lui Brandon seguito da Smith mentre Larson perde terreno e deve lottare con Retzlaff e con il sovrasterzo. Sammy riattacca Jones e Brandon rimbalza indietro.
L’attenzione però è tutta su Briscoe che, dopo un 4-wide tutto all’esterno alla ripartenza, è già in top10 e attacca Corey Day, tuttavia il suo recupero (così come quello di Allgaier che supera Jones) viene interrotto da una nuova caution: Custer, poco fuori dai primi 10, perde il controllo all’interno di Caruth e finisce in testacoda così come Green, forse toccato da dietro nel rallentamento. Clements recupera il giro.
Dopo ulteriori soste per riparazioni in coda, si riparte ai -26 e stavolta Mayer scatta bene seguito da Creed e Love, tuttavia arriva di gran carriera Allgaier che supera Jesse mettendosi in scia a Sheldon. Dietro a Gray, che chiude la top5, c’è già Briscoe. Larson rimbalza ancora dopo una ripartenza ed esce addirittura dalla top10. Love invece non è a posto con l’assetto, scivola largo in curva4 e apre la porta alla coppia Gray-Briscoe.
Chase non si ferma qui e di lì a poco aggira Gray facilmente in curva1. Creed tiene l’esterno in difesa, ma dopo un paio di tentativi è costretto a far passare Allgaier ai -15. Sammy Smith, invece, crolla all’improvviso e scivola lontano dalle posizioni che contano. Larson inizia un lento recupero che lo riporta nella lotta per la vittoria, raggiungendo il suo protetto Day.
Allgaier è ancora una volta scatenato e al giro 34 riprende e attacca Mayer, approfittando di una esitazione in curva4 lo passa sul traguardo andando al comando. Gli ultimi movimenti della stage riguardano la coppia Briscoe-Gray che supera Creed.
Allgaier vince la prima stage precedendo Mayer (+1.2″), Briscoe (+3.6″), Gray (+3.8″), Creed (+5.4″), Love (+5.5″, soli 16 millesimi di ritardo in volata), Larson (+6.5″), Day (+8.2″), un Custer in recupero malgrado il testacoda (+8.2″) e Jones (+9.5″); a seguire R.Sieg, Kvapil, Hill, Sawalich, Retzlaff, Clements, Sanchez, Green, Alfredo ed uno Zilisch ancora non a posto, Smith solo 22°, nessun lucky dog.
Nel break nuovo colpo di scena: Mayer rallenta e non riesce a ripartire. Sembrano problemi elettrici, invece sono di pescaggio. La #41 del poleman è costretta a tornare nel garage e ripartirà poco più tardi con sei tornate di ritardo. Il primo giro di soste mette Love al comando su Gray, Allgaier, Briscoe, Larson, Jones, Creed, Sawalich, Day ed Hill. Doppia sosta per Alfredo fra contatti uscendo dallo stallo (ovviamente con Clements) e problemi sotto il cofano.
Dopo una caution fin troppo lunga, si riparte con 37 giri da disputare nella stage e con un vento a favore sul backstretch che si è alzato notevolmente. Alla ripartenza Allgaier spinge Love che rimane al comando, dietro di loro Briscoe va ancora 3-wide, tuttavia Larson lo mette in difficoltà mettendosi nel mezzo. Chase tiene giù il piede mentre Jones deve alzarlo permettendo il rientro di Creed. Dopo questo nuovo 3-wide ad emergere è Larson seguito da Creed e Jones.
Che la #2 non sia ancora a posto lo si nota in breve quando Love scivola nuovamente in curva1-2 aprendo la porta a Gray che lo attacca e lo affianca. Il sorpasso sarebbe quasi completato se non arrivasse una nuova caution: Clements ha forato e nel tentativo di tornare ai box è finito in testacoda sull’erba del trioval. Lucky dog per Mayer che recupera uno dei sei giri di ritardo.
Dopo alcune soste in coda (ancora Alfredo e C.Smith), si riparte con Love ancora primo alla moviola su Gray, Allgaier, Larson e Briscoe. Green ai -27 e l’interno si salva quando, nuovamente, Briscoe e Sawalich si smarcano all’esterno facendo saltare la corsia di destra. Chase di slancio riesce ad attaccare Gray che è stato già infilato da Allgaier e riesce nella manovra, Justin va subito in difesa su Chase. Spunta fuori a sorpresa Zilisch che, grazie ad una ripartenza non eccezionale di Larson, è settimo davanti al compagno di squadra.
Le difese di Love stavolta cedono subito e la coppia Allgaier-Briscoe supera Jesse, ma anche Gray riesce di lì a poco a trovare il varco. Creed accusa una leggera flessione e viene superato da Day per la top5.
Mancano 20 giri a fine stage e ci si aspetta che uno Briscoe scatenato nell’inizio di gara colmi i 7-8 decimi di ritardo da Allgaier, invece Justin controlla la situazione, in un paio di occasioni mette 1″ di margine e gestisce anche il primo vero giro di doppiaggi. Day termina la sua fase positiva, anche lui inizia a intraversarsi e scivolare permettendo il controsorpasso di Creed e Larson. Ryan Sieg esce dalla top10 in cui era appena entrato e questo è il primo sintomo dei guai meccanici che accuserà.
Il finale vede solo un rischio fra Custer e Sawalich in curva2, il sorpasso di Larson su Creed all’interno di curva1 e la difesa di Kvapil per l’ultimo punticino. Allgaier vince anche la seconda stage precedendo Briscoe (+0.3″), Gray (+1.1″), Love (+1.6″), Larson (+3.8″), Creed (+4.0″), Day (+4.6″), Zilisch (+7.2″), Hill (+7.5″) e Kvapil (+10.6″); a seguire Jones, Sawalich, Custer, R.Sieg, Retzlaff, S.Smith, K.Sieg, Thompson, Sanchez e Dye. Lucky dog per Clements dopo che Allgaier sul traguardo ha graziato Byrd.
Nuovo giro di soste e Love balza di nuovo al comando davanti ad Allgaier, Briscoe, Creed, Gray, Zilisch, Larson, Hill, Sawalich e Day; problemi stavolta per Ellis, pure lui col cofano alzato. Bandiera verde a 103 giri dal traguardo e Creed spinge Love davanti mentre Allgaier copre Briscoe che scivola largo. Qui inizia la fine di Chase che si trova sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato, prima coinvolto da un sorpasso al pelo di Hill, poi un’altra scivolata, infine una toccata al muro che provoca una foratura, un momento di panico a centro gruppo nel taglio verso la linea bianca ed infine un giro su tre ruote prima di tornare ai box.
Anche in questo caso la resistenza di Love, a causa dell’assetto, ha breve durata e ai -95 Allgaier lo infila nuovamente tornando al comando; Creed è poco dietro a loro e osserva interessato mentre Gray e Day in top5 approfittano della lotta fra Larson e Zilisch alle loro spalle, lotta in cui prova ad infilarsi anche Hill.
Ci si aspetta l’allungo di Justin, invece al box hanno corretto troppo l’assetto e anche la #7 è diventata sovrasterzante. Love rimane lì, al giro 109 per la sorpresa generale contrattacca e si infila in curva4 tornano al comando. Mentre Creed non riesce ad approfittarne, Love mette qualche metro di vantaggio. Qualche giro più tardi, sull’attacco di Sheldon, la #00 rimbalza favorendo invece il sorpasso di Gray. In coda, Sanchez accusa nuovamente un problema meccanico, perderà diversi giri e poi si ritirerà con la pompa della benzina ko.
Ai -85 una nuova caution: Staropoli tocca Thompson in curva1-2 ed entrambi finiscono in testacoda. Lucky dog per Ellis. Manca ancora una ventina di giri alla finestra per l’ultimo pieno, ma questa è un’ottima occasione per tornare ai box. La pit crew della #2 è ancora perfetta… anzi no: una ruota rotola via e il crew chief Danny Stockman per fermarla si ribalta oltre il muretto e questa è una penalità. Dopo qualche momento di nervosismo – immotivato – via radio, Love perde dunque tutto scivolando dalla prima alla 35esima posizione.
La gara si riapre completamente, infatti la nuova classifica vede Gray al comando su Creed, Zilisch, Day, Allgaier, Larson, Jones, Kvapil, Hill e Smith; Mayer e Briscoe prendono la wave around, dunque Chase torna a pieni giri. Bandiera verde ai -77 e Taylor scende subito all’interno venendo seguito da Zilisch che, tuttavia, deve andare in copertura su Creed. Sheldon di lì a poco aggira Connor tornando al secondo posto. Zilisch ha ricostruito la sua corsa dopo i guai iniziali, tuttavia butta tutto di nuovo, scivolando largo e baciando il muro in curva2. La #1 prosegue, ma perde qualche posizione.
All’inseguimento di Gray e Creed, dunque ora c’è tutto il pacchetto allargato del JR Motorsports: Day, Larson, Allgaier, Kvapil, Zilisch e uno Smith risalito dopo la brutta prima stage. Ma arriva una nuova caution di lì a poco: Bilicki si allarga troppo e tocca Staropoli in curva4 mandandolo in testacoda. Lucky dog per ancora per Ellis mentre Ryan Sieg va in pit lane col cofano alzato. Chi ringrazia però è ovviamente Briscoe.
Siamo quasi nella finestra buona e per chi vuole osare è l’occasione perfetta: ai box ci vanno Jones, Alfredo e la coda del gruppo fra cui Love al quale dicono che è solo un giro a corto con la benzina.
Green ai -63 e Gray rimane al comando seguito da Day mentre Creed non trova il varco, deve resistere a Larson che viene infilato poi da Allgaier. Clements in coda è la vittima di un 4-wide con Scott, K.Sieg e Jones, si intraversa e bacia il muro dovendo tornare ai box.
Che la gara abbia cambiato volto lo si capisce quando al giro 141 Corey Day supera Gray in curva3 e si porta al comando, confermando la rapida crescita in velocità e di aver (per ora) appreso la ramanzina di Rick Hendrick. Day e Gray non perdono tempo nella lotta, scappano via con Creed e Allgaier lasciando a 2″ un Larson ancora non al meglio.
Non si capisce ancora chi abbia la vettura più veloce, l’incertezza regna. Ai -52 il fragile equilibrio si rompe ancora. Creed ne ha, ma non riesce a sorpassare la #54 davanti a lui. Gray va in difesa, ma non è eccessiva o rilevante, tuttavia in un paio di blocchi progressivi verso curva3 Creed perde un po’ la pazienza e tocca leggermente il paraurti della vettura davanti a lui, quel tanto che basta per scomporla e farla finire a muro. Gara finita per Gray mentre Creed farà progressivamente mea culpa via radio. Lucky dog per Clements, ancora un volta.
Questa bandiera gialla rompe i piani di piloti come Jones e Love dato che tutti possono tornare ai box senza problemi per l’ultima sosta. Brandon, con Alfredo e Jeb Burton, tenta il tutto e per tutto tirando dritto, dai box emerge Creed davanti a Day, Kvapil, Larson, Allgaier, Smith, Sawalich, Love, Retzlaff, Briscoe e Zilisch.
Bandiera verde ai -47 e l’attesa è tanta perché fare un pronostico è davvero molto difficile. Jones scatta bene, Creed prova a seguirlo ma Day lo spinge e finisce nel mezzo. Si è creato un varco a destra sulla brutta partenza di Alfredo e chi è il più scaltro a infilarcisi? A sorpresa Kyle Larson, il quale aggira tutti e vola al comando seguito dal compare (nonché pilota preferito dal figlio Owen) Corey Day. A completare la top5 uno Smith ancora più improbabile, Jones (per ora) e Kvapil mentre Creed è finito in sesta posizione. Da notare anche il rientro in top10 di Briscoe.
Qui si scatena proprio Chase che emerge da un 4-wide con Love, Allgaier e Sawalich e recupera decimi e posizioni, approfittando anche delle battaglie davanti a lui come quella fra Kvapil e Retzlaff con Parker che poi rimbalza fuori dalla top10.
Si apre una fuga a tre con Larson davanti a Smith e Day, con Sammy che approfitta di una #17 che inizia a scivolare sull’asfalto e in classifica. Creed di lì a poco lo passerà mentre Kvapil non riuscirà a cogliere l’occasione fino alla bandiera a scacchi.
Nemmeno Larson sembra al 100%, però al momento basta e avanza, può respirare dai -40 in poi, almeno fino al momento in cui Briscoe arriva di gran carriera ed ai -35 si porta al quarto posto davanti a Day e a 2.2″ dalla vetta. Smith alza il ritmo, recupera qualcosa alla #88 ma serve solo a rimandare il sorpasso subito da Chase. Di mezzo, ovviamente, c’è ancora Creed che rappresenta l’ostacolo decisivo per l’esito della corsa, infatti prima i due ai -25 passano Smith, poi ai -18 (con la complicità involontaria di Maggio da doppiare) arriva il sorpasso sulla #00.
Briscoe a questo punto deve recuperare 2.3″ a Larson, ma le sue gomme hanno dato troppo nell’inseguimento e così sul lungo periodo non recupera, né perde. Alle loro spalle Creed è tranquillo e gestisce il recupero di Allgaier, mentre nelle miglia conclusive emergono, troppo tardi, anche Love e Zilisch. Gli unici brividi per Kyle sono Scott che bacia il muro davanti a Day (Corey poi lo imiterà) e la ruota forata di Thompson con un fumo da tire rub che sul momento sembra l’esplosione del motore.
Kyle Larson vince a Las Vegas una gara molto incerta e combattuta e fa il bis dopo il successo sullo sterrato della notte precedente nella “sua” High Limit Racing (tra l’altro battendo proprio Day). La #88 precede Briscoe (+2.5″), Creed (+6.1″), Allgaier (che conferma la leadership in classifica generale, +6.3″), Smith (+9.1″), Love (+9.6″), Zilisch (+10.4″), Day (+12.0″), Sawalich (+12.9″) ed un Hill ancora invisibile (+14.9″); a seguire Kvapil, Retzlaff, Jones, K.Sieg, Dye, Williams, H.Burton, Custer e Caruth, 19° e ultimo a pieni giri. Clements 24° a -1, R.Sieg 34° a -3, Mayer 35° a -4.
I risultati odierni
La classifica della “The LiUNA!”
La classifica generale
Così in campionato dopo 5 delle 33 gare della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026
I prossimi appuntamenti
Stasera alle 21:00 a Las Vegas ci sarà la gara della NASCAR Cup Series, come sempre in diretta su P300.it; a partire dalla pole position sarà Christopher Bell. La O’Reilly Auto Parts Series tornerà sabato prossimo a Darlington.
Immagine: Media NASCAR
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