Segue l’anteprima del GP Cina 2026 di P300.it
Neanche il tempo di riflettere su quanto accaduto a Melbourne e la F1 è pronta a tornare in pista a Shanghai, per il secondo appuntamento di un Mondiale che ha già destato dubbi e polemiche dopo soltanto il primo weekend di gara. Le problematiche relative alla ricarica della batteria e all’eccessiva facilità con cui è possibile superare gli avversari sono stati al centro del dibattito, tra piloti scontenti della qualità delle bagarre e tifosi in disappunto con uno sport che pare aver intrapreso una direzione assai lontana dal suo DNA più puro.
20° GP Cina
20a edizione valevole per il mondiale di F1
GP 2/24 – 13/15 marzo 2026
Gran Premio #1151
Al di fuori delle diatribe, per il momento, si mantiene la Mercedes. Il team anglo-tedesco ha dominato il fine settimana australiano, prendendosi la prima fila al sabato e la doppietta alla domenica, raccogliendo immediatamente il massimo dei punti disponibili. La bontà della W17 si era intravista fin dalla sei giorni del Bahrain, ma nessuno si sarebbe aspettato una superiorità simile sul giro secco.
Sul fronte del Gran Premio, il divario con gli avversari è stato sì ampio, ma non rassicurante come, probabilmente, avrebbe voluto la squadra guidata da Toto Wolff. George Russell, per la prima volta, si appresta ad affrontare un GP da leader del campionato. A Brackley, la prima posizione nel campionato piloti mancava dal settembre 2021, quando Lewis Hamilton coglieva la sua centesima vittoria in carriera nel corso del Gran Premio di Russia.
Da allora, si sono alternati altri quattro piloti al comando della graduatoria iridata, fino al classe 1998. L’inglese ha tutta la voglia di mettere le cose in chiaro fin da subito e non intende lasciarsi impensierire da avversario alcuno, sebbene, con le sue parole, abbia spesso cercato di mettere pressione ai suoi avversari, come se questi ultimi avessero più di una possibilità di mettergli i bastoni tra le ruote. Primo fra tutti, Andrea Kimi Antonelli.
L’italiano ha vissuto un weekend tutt’altro che lineare a Melbourne, rischiando di comprometterlo già al sabato mattina durante le FP3. Il violento schianto nell’ultima sessione di libere non ne ha intaccato il rendimento, ma è chiaro che, se il bolognese vuole realmente candidarsi ad un ruolo di primo piano all’interno di questo Mondiale, non saranno ammesse da parte sua ulteriori distrazioni. Il 2026 non è più l’anno d’esordio per il classe 2006, ma potrebbe anzi rappresentare un’occasione unica per competere a livelli altissimi.
Positive e incoraggianti sono state le prestazioni della Ferrari. Dopo una qualifica deludente, in gara le Rosse hanno stupito nei primi chilometri, issandosi al comando e contenendo a Russell la leadership della corsa, prima di ritrovarsi a debita distanza a seguito della girandola delle soste. Il terzo e il quarto posto finali, in ogni caso, hanno confermato il ruolo di seconda forza del Cavallino, primo inseguitore delle Frecce d’Argento in un campionato che sarà deciso dagli sviluppi e dalla capacità di massimizzare sempre il risultato.
Charles Leclerc, sotto questo aspetto, non ha mai tradito le attese nel corso delle ultime stagioni. Il monegasco ha aperto la sua stagione con un podio, come non accadeva dal 2022, e ha accarezzato per una manciata di giri il sogno di poter strappare il trofeo del vincitore al coetaneo inglese. Questo non è accaduto, ma la medaglia di bronzo, accolta comunque con la solita autocritica dal #16, può essere vista come un punto di partenza solido e dal quale costruire qualcosa di interessante. Un tracciato come quello cinese, meno proibitivo sul fronte della ricarica, ovvero l’aspetto sul quale Ferrari sembra aver faticato maggiormente, potrebbe venire incontro alle esigenze della SF-26 e aumentare le possibilità di competere con i primi della classe.
Possibilità che sembra aver ritrovato, oltre che al sorriso e alle grandi motivazioni, anche Lewis Hamilton. In un certo senso, il sette volte iridato è stata una delle sorprese del fine settimana australiano. Nonostante il settimo posto del sabato, il britannico si è rifatto in parte la domenica, conducendo un secondo stint solidissimo e arrivando a mettere grande pressione al compagno di squadra, che lo ha preceduto sul traguardo di appena sei decimi.
Se si prendono in considerazione i distacchi siderali che Leclerc ha spesso rifilato all’inglese nel corso del 2025, la prima uscita della nuova stagione racconta tutta un’altra storia e può essere, forse, il preavviso per un corso più limpido e lineare per il pilota di Stevenage.
Più in difficoltà rispetto ai due battistrada sono apparse McLaren e Red Bull. Da un lato, il team Campione del Mondo non è riuscito ad andare oltre il quinto posto con Lando Norris, unica vettura papaya in gara dopo il clamoroso schianto di Oscar Piastri nel giro di allineamento in griglia. Dall’altro, la compagine di anglo-austriaca è rimasta anch’essa orfana di una monoposto, a causa però di un guasto su quest’ultima nel corso della gara, e si è dovuta accontentare della sesta posizione finale.
Il distacco che la squadre di Woking e Milton Keynes hanno rimediato rispetto alla Mercedes di Russell è stato pesantissimo, vicino al minuto. Uno scenario impronosticabile dopo gli eventi della scorsa stagione, ma questo può accadere quando vi sono stravolgimenti regolamentarsi come quello del 2026. La performance della MCL40 è parsa buona soltanto al venerdì, quando Piastri ha ottenuto il miglior tempo durante le FP2, ma si è, di fatto, plafonata lì, senza mostrare ulteriori acuti.
Dal canto suo, Norris è stato quantomeno abile a gestire il ritorno di Max Verstappen alle sue spalle e a racimolare dieci punti preziosi per la classifica della propria squadra. L’olandese, infatti, è stato costretto ad una lunga rimonta dalla ventesima posizione, dopo l’incidente in Q1, ma dalle sue parole è emerso tutt’altro che positività. L’aver superato vetture “lente più di due secondi” rispetto a lui non gli ha garantito brio alcuno, portando anzi il quattro volte iridato ad esternare ulteriormente il suo disappunto nei confronti delle nuove regole.
Non è impossibile pronosticare un fine settimana complicato a Shanghai per entrambi i team, visti anche i problemi di degrado evidenti su ambedue le monoposto nel corso della gara australiana. L’autodromo cinese, in questo senso, si è sempre mostrato estremamente probativo per i pneumatici, per cui i protagonisti dell’ultimo Mondiale potrebbero trovarsi nuovamente ad inseguire i loro rivali e ad accontentarsi di posizioni di rincalzo rispetto a quelle dei competitor.
Un plauso va fatto, infine, ad Oliver Bearman e Arvid Lindblad. Il primo è stato l’unico pilota non appartenente alle quattro grandi a concludere il Gran Premio d’Australia a pieni giri, conquistando un settimo posto solido e in netto risalto rispetto all’undicesimo del compagno Esteban Ocon. Il secondo, da parte sua, ha concluso la prima gara della carriera in zona punti, lottando fin dalle prime battute con i nomi più altisonanti e non mostrando nei loro confronti timore reverenziale alcuno.
Correre su una pista sconosciuta e complessa come quella della Cina potrebbe ridimensionarne le ambizione, ma il carattere espresso dal giovane inglese di scuola Red Bull potrebbe avere qualcosa da replicare a riguardo. Dal canto suo, il conterraneo della Haas avrà tutte le intenzioni di tornare in top 10 anche a Shanghai, risultato centrato l’anno scorso dopo un ottimo recupero dalle retrovie.
L’apparente posizione di leader all’interno della scuderia americana potrebbe aiutare Bearman a togliersi un po’ di pressione dalle spalle per concentrarsi unicamente sull’ottenere il miglior risultato possibile. D’altronde, un sedile in rosso non si conquista per caso, da un giorno all’altro, ma a suon di prestazioni convincenti come quella di domenica scorsa.
LA MAPPA

Le GOMME

DATI CIRCUITO – Shanghai International Circuit
Nazione: Cina
Circuito: Shanghai International Circuit
Primo Gran Premio: 2004
Lunghezza del circuito: 5,451 km
Giri da percorrere: 56
Distanza totale: 305,066 km
Numero di curve: 16
Senso di marcia: orario
Mescole Pirelli: C2 (Hard), C3 (Medium), C4 (Soft)
RECORD – GP Cina
Giro gara: 1:32.238 – M Schumacher – Ferrari – 2004
Distanza: 1h29:12.420 – R Barrichello – Ferrari – 2004
Vittorie pilota: 6 – L Hamilton
Vittorie team: 6 – Mercedes
Pole pilota: 6 – L Hamilton
Pole team: 7 – Mercedes
Km in testa pilota: 1.667 – L Hamilton
Km in testa team: 2.043 – Mercedes
Giri in testa pilota: 306 – L Hamilton
Giri in testa team: 375 – Mercedes
Migliori giri pilota: 4 – L Hamilton
Migliori giri team: 4 – McLaren, Red Bull
Podi pilota: 9 – L Hamilton
Podi team: 13 – Ferrari, Mercedes
Albo d’oro e orari TV del GP Cina 2026

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