F1 | GP Australia 2026, gara: è dominio Mercedes, Russell vince con Antonelli 2°. Leclerc 3° davanti a Hamilton

Di: Federico Benedusi
federicob95
Pubblicato il 8 Marzo 2026 - 06:54
Tempo di lettura: 6 minuti
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F1 | GP Australia 2026, gara: è dominio Mercedes, Russell vince con Antonelli 2°. Leclerc 3° davanti a Hamilton

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Ferrari parte forte ma lo strapotere Mercedes emerge alla distanza, grazie anche alla virtual safety car; Norris è quinto davanti a Verstappen

Anche nel momento più importante, quello della gara, Mercedes ha confermato la sua superiorità alla nascita della nuova era della F1. Il Gran Premio di Australia è andato, senza troppi patemi d’animo, a George Russell davanti a Kimi Antonelli. Una prova di forza degna dei tempi migliori della Stella di Stoccarda. Ferrari ha dato battaglia soprattutto nelle prime fasi di Melbourne, ma alla fine la Rossa si è dovuta accontentare di un terzo e un quarto posto.

Charles Leclerc ha assaporato la vetta della classifica grazie ad una partenza formidabile e anche Lewis Hamilton ha mostrato di nuovo qualche sprazzo del grande campione. I due sono arrivati a distanza ravvicinata, con il monegasco terzo davanti al britannico. Il team di Maranello ha scelto di non sfruttare le virtual safety car per cambiare le gomme perdendo meno tempo, dando più margine ad una Mercedes che, con tutta probabilità, avrebbe avuto comunque ragione alla distanza.

Quinta posizione alquanto mesta per Lando Norris, che come unica soddisfazione ha l’essersi tenuto dietro un arrembante Max Verstappen nelle ultime fasi di gara. Il pilota Red Bull ha recuperato dal 20° al sesto posto, lasciando qualche punto di domanda su cosa sarebbe potuto succedere senza l’incidente di ieri in qualifica.

Brilla Oliver Bearman in settima posizione con la Haas, sorridono anche i debuttanti Arvid Lindblad (ottavo) e Audi, subito a punti con Gabriel Bortoleto nono. Decisamente desolante, in varia gradazione, è la situazione di Williams, Cadillac e Aston Martin: scioccante la prima del team americano, con Valtteri Bottas ritirato e Sergio Pérez doppiato tre volte, molto deludente il nuovo progetto firmato Adrian Newey ma non senza sorprese date le premesse delle ultime settimane.

La gara, nel suo complesso, ha destato parecchie perplessità. I piloti appaiono completamente in balia del comportamento delle vetture e della loro gestione; l’abilità di chi guida, nel senso più stretto del termine, al momento è ridotta ai minimi termini. Si lavorerà, si svilupperà e si migliorerà, ma uscendo da Melbourne il quadro non è esaltante.

Cronaca

Oltre a Piastri, finito a muro mentre si portava in griglia di partenza, a rinunciare alla gara è anche Hülkenberg, che viene riportato ai box poco prima del giro di ricognizione. Tutti partono su gomme medie a parte Alonso e Sainz su morbide e Colapinto, Bottas e Verstappen su dure.

Si parlava di una Ferrari molto competitiva nelle partenze e, dopo la procedura di pre-start e i semafori rossi, effettivamente sono proprio le Rosse a mettersi in mostra. Leclerc brucia le Mercedes e gira per primo alla prima variante, con Hamilton che dalla settima casella si porta terzo alle spalle di Russell. Il britannico deve lottare con Hadjar e Lindblad ma riesce a conservare la posizione. Antonelli piomba invece settimo, dietro anche a Norris. Con le gomme soft si distingue Alonso, che balza decimo, mentre Verstappen è 15°.

La leadership Ferrari dura poco, poiché già al secondo giro Russell brucia Leclerc sull’allungo che porta alla curva 11. Hamilton invece stacca facilmente i due giovani rampanti della famiglia Red Bull. Terzo passaggio e nuovo scambio al vertice, con Leclerc che sfrutta un diverso utilizzo dell’energia da parte della SF-26 e scalza Russell ancora prima della chicane 9-10. I due spagnoli su pneumatici morbidi iniziano già a soffrire: Alonso cede a Bortoleto e Bearman, Sainz è superato da Verstappen, che infila pure l’altra Williams di Albon.

È iniziata anche la risalita di Antonelli, che all’inizio del quinto giro si è già liberato di Norris e Lindblad. A completare la zona punti alle loro spalle ci sono Ocon e Gasly, oltre all’Audi di Bortoleto. Nuovo tentativo di Russell alla curva 11 durante il sesto giro, ma Leclerc resiste. Intanto Antonelli supera Hadjar per il quarto posto e Verstappen si porta 11° davanti a Bortoleto, con il brasiliano sfilato anche da Bearman.

Ottavo giro: la Mercedes #63 infila Leclerc alla staccata della curva 3, ma ancora una volta la risposta non tarda ad arrivare e il sorpasso è una fotocopia del precedente, alla curva 9. È un duello rusticano, Russell affonda di nuovo alla staccata della prima variante ma va lungo, Leclerc ripassa e anche Hamilton si fa vivo negli specchietti dell’ex compagno di squadra. Colapinto riceve uno stop&go per violazione della procedura di partenza. Al termine della decima tornata Verstappen ha già guadagnato la zona punti, ai danni di Bearman, mentre un giro più tardi tocca a Gasly.

Nell’allungo successivo alla curva 8 si ferma in una nube di fumo la Red Bull di Hadjar. Viene dichiarata virtual safety car e Norris, Ocon, Gasly, Sainz, Lawson, Alonso e Stroll ne approfittano per cambiare gomme: dure per tutti tranne Alonso, ancora su morbide. Si fermano anche le Mercedes per montare pneumatici duri, con Russell che rientra terzo alle spalle delle Ferrari e Antonelli quinto.

La virtual safety car “esce di scena” al 14° giro con le due Rosse davanti a tutti, con margine. Antonelli è quinto, dietro a Lindblad e davanti a Verstappen. Si interrompe mestamente la gara di Alonso, richiamato ai box nella sorpresa di nessuno. Già doppiata la Cadillac di Bottas, che a sua volta ha approfittato della neutralizzazione per un cambio gomme.

Antonelli ricomincia la sua rincorsa scavalcando Lindblad all’inizio del 16° giro: il suo distacco dalla vetta è di circa 17 secondi, sette di ritardo rispetto a Russell. Un’altra virtual safety car arriva al 18° giro per il ritiro di Bottas, che si ferma all’ingresso della pit lane. Questa volta a sfruttare la neutralizzazione sono Lindblad, Verstappen, Bearman e Bortoleto: il quattro volte iridato sblocca la gomma media, mentre gli altri tre vanno su dura. Al termine del regime di virtual safety car il distacco di Russell su Leclerc è ridotto a 7,5 secondi, mentre Verstappen sopravanza Lindblad tornando sesto alle spalle di Norris.

Nelle immediate retrovie Bearman è ottavo, con Bortoleto poco lontano e Gasly che si riprende un punticino ai danni di Ocon, non risparmiandogli una sportellata alla curva 3. Sainz e Albon seguono in coppia, con Lawson ben più distanziato dopo una partenza infelice e un duello ruota a ruota con Pérez.

Alla fine del 25° giro è il momento del pit stop di Leclerc, che cede a Hamilton la leadership e monta gomme dure: rientra alle spalle di Antonelli. Torna in pista Alonso, per macinare qualche altro chilometro su una Aston Martin a dir poco problematica. Hamilton tarda la fermata e vede Russell completare la sua rimonta: alla curva 9 del 28° giro la Mercedes è di nuovo comando delle operazioni, Hamilton opera il suo cambio gomme poco dopo e riprende la via della pista a sei secondi da Leclerc.

34° giro e nuova virtual safety car per una bandella dell’ala anteriore lasciata da Pérez sul rettilineo prima della curva 9, ma la neutralizzazione è brevissima e non cambia le carte in tavola. Norris, in preda ad una carenza cronica di passo, rientra per la seconda sosta proprio mentre Verstappen si accinge all’attacco: tra i due c’era una differenza di mezzo secondo al giro. Il campione del mondo in carica torna in pista ottavo, su pneumatici a banda gialla. Alla fine del 37° giro si completa in maniera definitiva il weekend drammatico di Aston Martin, con il ritiro di entrambe le vetture.

Con gomma fresca e una vettura più performante, Norris ha gioco piuttosto facile nel liberarsi di Bearman e Lindblad. Per il nono posto si rinnova il duello tra Gasly e Ocon: tra i due ex compagni di team la lotta è rude ma Gasly resiste, mentre Ocon è vittima di Bortoleto che gli sfila l’ultimo punto a disposizione. Dopo un inizio convincente si va spegnendo la scintilla di Lindblad, che al 40° giro cede strada a Bearman.

Al 41° giro Verstappen torna su gomme dure e rientra in pista di nuovo in scia a Norris, sesto. Bortoleto ha ragione anche di Gasly e viene dunque a riproporsi la sfida tutta francese con Ocon, questa volta per la decima piazza. I due hanno mezzo minuto di margine su Albon, alla guida di una Williams che sta confermando tutte le sensazioni negative del pre-stagione.

La gara non offre ulteriori spunti negli ultimi 15 giri. Verstappen chiude il gap su Norris ma non trova mai occasione di superare l’avversario. Russell vince solitario il Gran Premio di Australia davanti ad Antonelli, con Mercedes che apre in modo dominante la nuova era della F1 ibrida. Leclerc porta a casa il terzo posto con Hamilton in scia, Norris è quinto davanti a Verstappen. I primi sei sono anche gli unici piloti a pieni giri. Bearman conclude settimo, Lindblad è ottavo e prende punti all’esordio così come Audi, nona con Bortoleto, quindi Gasly che lascia Ocon a debita distanza.

La classifica del mondiale piloti ricalca ovviamente quella di Melbourne. Tra i costruttori Mercedes apre con 43 punti contro i 27 di Ferrari e i 10 di McLaren. Segue la classifica della gara, nel corso della giornata le dichiarazioni dei protagonisti. Prossimo appuntamento tra sette giorni con il Gran Premio di Cina a Shanghai.

Immagine di copertina: Media Mercedes

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