WRC | Hyundai prepara il Safari 2026: 10 giorni di test per la i20 N Rally1 ‘Evo’

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 7 Marzo 2026 - 18:00
Tempo di lettura: 4 minuti
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WRC | Hyundai prepara il Safari 2026: 10 giorni di test per la i20 N Rally1 ‘Evo’

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Prima uscita in configurazione Safari per la i20 N Rally1 “Evo”: Hyundai intensifica i test dopo la Svezia e punta su affidabilità e sopravvivenza nelle speciali più dure.

Hyundai Motorsport arriva al Safari Rally Kenya con una convinzione chiara: la nuova i20 N Rally1 “Evo” può reggere l’urto della gara più brutale del calendario WRC. Il prossimo appuntamento africano segnerà la prima volta in cui la versione profondamente aggiornata della Rally1 affronterà le speciali keniote, dopo che nel 2025 il team aveva scelto di schierare la precedente evoluzione della vettura.

Il Safari è un test totale: fondi devastati, pietre, compressioni e tratti che mettono a dura prova meccanica e uomini. Hyundai lo sa per esperienza diretta, perché in Kenya basta poco per trasformare un weekend veloce in una gara di sopravvivenza.

2025 agrodolce: miglior risultato dal ritorno, ma Fourmaux ko

Lo scorso anno il Safari ha lasciato sensazioni contrastanti. Da un lato, Hyundai ha centrato il miglior risultato da quando il rally è rientrato nel Mondiale nel 2021, con Ott Tänak e Thierry Neuville al traguardo in seconda e terza posizione. Dall’altro, un problema elettrico ha tolto Adrien Fourmaux dalla lotta per il podio già dopo la prima prova speciale.

Dieci giorni di test dopo la Svezia: “stiamo provando il più possibile”

Il 2026 di Hyundai è partito con difficoltà sul fronte del passo, ma il lavoro dietro le quinte non si è fermato. Dopo il Rally Sweden, la squadra si è concentrata su test intensivi per colmare il gap e preparare l’avventura africana. Prima di partire per il Kenya, Hyundai avrà completato 10 giorni di test dal post-Svezia, tra programmi Rally1 e Rally2, su sterrato molto duro e asfalto, pensando non solo al Safari ma anche ai successivi eventi su asfalto in Croazia e alle Canarie.

A fare il punto è Andrew Wheatley, direttore sportivo di Hyundai Motorsport:
Credo che abbiamo fatto passi davvero molto buoni grazie alle informazioni raccolte in Svezia, ma la difficoltà è che non ci torneremo fino al prossimo febbraio. Detto questo, ci sono insegnamenti ‘trasversali’, che puoi portarti dietro e usare anche su altre superfici.

Wheatley chiarisce anche il metodo: tanta pista, tante verifiche, e poi il verdetto vero arriva in gara.

Stiamo testando molto. In questo momento stiamo testando il più possibile. Direi che ciò che impari nei test poi viene confermato in un evento, ma ci sono tutte le ragioni per credere che abbiamo compiuto dei passi positivi. La domanda è se quei passi positivi siano sufficienti per colmare il divario.

“Il Safari è un’altra domanda”: affidabilità prima della velocità

Per Wheatley, il Kenya non è una tappa come le altre. Se altrove si misura soprattutto la velocità pura, qui conta mettere insieme un pacchetto affidabile e “pulito” sul piano operativo.

Il Safari è un’altra domanda. Il Safari significa assicurarsi di non avere alcuni dei problemi che ci hanno condizionato e, in realtà, quest’anno è stato fatto un lavoro molto positivo su alcuni elementi fondamentali della vettura.

Dalle prime gare, secondo Hyundai, arriva un segnale incoraggiante: la solidità.

Una cosa positiva emersa da Monte-Carlo e Svezia è l’affidabilità. Abbiamo avuto una buona affidabilità sia come squadra sia come vettura, e questo è un passo avanti.

E c’è un altro aspetto pratico: ridurre tutto ciò che “regala” tempo agli avversari.

Se guardi alle cose che ti fanno perdere tempo, abbiamo ridotto parecchi dei problemi che possono costarti minuti durante un rally.

La sintesi è netta e costruisce la priorità del Safari:
Il Kenya significa essere certi di avere il pacchetto più affidabile ed efficiente possibile per quell’evento.

L’Evo “nata per altro”, ma già vincente sul duro

Il Kenya sarà territorio nuovo per l’Evo, ma la vettura ha già mostrato di saper stare in piedi su fondi durissimi. Nel 2025 ha vinto all’Acropolis Rally Greece e al Rally Saudi Arabia, due eventi noti per la severità delle condizioni.

Wheatley racconta un retroscena interessante: l’Evo non era stata pensata con il Safari in mente.

Paradossalmente, la vettura ‘Evo’ non è stata costruita per quelle condizioni così dure. È stata costruita per l’asfalto e per le prove su sterrato veloce, ma l’auto ha vinto in Grecia e in Arabia Saudita l’anno scorso: sono due delle gare più dure del calendario.

Da qui, la fiducia “ragionata”: potenziale sì, ma il Safari non lo vinci solo con il cronometro.

Credo che, di conseguenza, ci sia del potenziale per essere competitivi, ma – come dicevo – il Safari non è necessariamente una questione di velocità. A essere onesti, Grecia e Arabia hanno anche un elemento di velocità: non sono solo sopravvivenza, però devi essere veloce.

“Sono rimasto di stucco”: tre giorni di botte e la macchina regge

Il passaggio più forte arriva dal racconto diretto di un test recente su sterrato estremamente sconnesso, seguito da Wheatley in prima persona.

Il Kenya è più una questione di sopravvivenza, ma io sono fiducioso. Sono stato al test che abbiamo fatto due settimane fa su uno sterrato estremamente duro e devo dire che la vettura ha incassato una quantità incredibile di ‘colpi’ in tre giorni. Sono rimasto di stucco nel vedere quante botte l’auto potesse prendere.

Il motivo per cui quel test pesa, in vista del Safari, è semplice: se puoi “buttarci addosso tutto” e l’auto continua, hai la base giusta.

È una cosa buona, ed è esattamente ciò di cui hai bisogno: essere nella condizione di poterle chiedere tutto e avere una vettura affidabile.

Anche il comportamento degli equipaggi durante il lavoro è stato un indicatore positivo:
Devo dire che loro [i piloti ndr] hanno continuato a guidare e guidare, e questo è davvero incoraggiante.

L’incognita meteo: Safari lineare o condizioni da “lotteria”?

Resta, come sempre in Kenya, la variabile che può cambiare l’intero copione: il meteo e lo stato delle speciali. Wheatley chiude con la domanda che vale per tutti, non solo per Hyundai:
Ma l’altra domanda è: che tipo di Safari avremo? Sarà asciutto? Avremo condizioni prevedibili oppure avremo più bagnato, dove serve anche un po’ di fortuna?

Per scoprirlo non manca molto: l’azione inizierà giovedì prossimo.

Immagini: Red Bull

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