Segue l’analisi Pirelli delle prove libere del GP Australia 2026
Oscar Piastri è in testa alla classifica dei tempi nel primo giorno ufficiale della stagione di Formula 1. L’eroe di casa ha regalato ai suoi connazionali un inizio brillante, facendo segnare il miglior tempo sul circuito di Albert Park. Piastri ha fermato il cronometro sull’1:19.729, poco più di due decimi più veloce del pilota Mercedes Kimi Antonelli, secondo con 1:19.943. Il compagno di squadra di Antonelli, George Russell, ha chiuso terzo con un tempo di 1:20.049.
Mentre lo scorso anno Melbourne aveva offerto condizioni meteorologiche variabili, le previsioni per il Gran Premio d’Australia di quest’anno sono molto più stabili. Non è attesa pioggia né sabato né domenica, con temperature pomeridiane che oscilleranno tra i 22°C e i 24° gradi in entrambe le giornate.
Domenica, però, è previsto un aumento della copertura nuvolosa, che potrebbe determinare temperature dell’asfalto leggermente più basse rispetto a sabato. Piastri ha stabilito il suo miglior tempo con la mescola morbida C5. Nella seconda metà della sessione, i piloti hanno utilizzato tutte e tre le mescole per le simulazioni di gara.
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INFOGRAFICHE

PARLA SIMONE BERRA
“L’evoluzione della pista sarà sicuramente un fattore da tenere in considerazione nel corso del primo fine settimana di gara di Formula 1. Nonostante la scarsa aderenza iniziale, è apparso evidente che le condizioni siano già migliorate rispetto alle prime misurazioni effettuate dai nostri tecnici a inizio settimana e continueranno a farlo fino a domenica, con inevitabili riflessi sulle prestazioni delle vetture.
Se la prima ora di attività è servita principalmente a valutare il comportamento delle monoposto su questo tracciato, anche in ottica di gestione dell’energia della nuova power unit, nella seconda alcune scuderie si sono già concentrate su run a pieno carico per le simulazioni di gara.
Il graining, fenomeno ben noto a Melbourne, si è manifestato anche quest’anno su diversi set di tutte e tre le mescole selezionate per il weekend, risultando generalmente più evidente sull’asse anteriore. Dai nostri primi rilievi non sembrano emergere opzioni particolarmente penalizzate rispetto ad altre, tanto che l’intero trio rimane al momento in gioco per le possibili strategie di gara.
Le differenze in termini di tempo sul giro sono in linea con le simulazioni. Tra C3 e C4 il divario si attesta sui 3-4 decimi, mentre tra C4 e C5 è di circa mezzo secondo. Il degrado appare contenuto e perfettamente gestibile dai piloti”.
Fonte immagini e testi: Pirelli Motorsport
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